Inserito da: solleviamoci | Gennaio 2, 2009

CHE SUCCEDE A GAZA? RILEGGETEVI QUESTO ARTICOLO DATATO 2006 E LO CAPIRETE

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Normali cronache del Quarto Reich

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di Maurizio Blondet
17/06/2006
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GAZA – Una famigliola sulla spiaggia di Gaza che fa il picnic; una nave da guerra israeliana compare nel mare e la bombarda.
Sette morti di tre generazioni, fra cui tre bambini.
E’ accaduto il 9 giugno, ma naturalmente, poiché il forte ha tutta la forza, anche quella di imporre sui media la sua menzogna, la verità è oscurata dalla versione del malvagio regime giudaico: «forse» è stato Hamas, questi islamici sono folli e irrazionali.
Invece il più ovvio cui prodest salta agli occhi: Hamas, il gruppo «terrorista», l’irrazionale, stava comportandosi in modo fin troppo ragionevole e moderato.
Da 18 mesi mantiene una tregua unilaterale, nonostante i continui attacchi, assassinii e provocazioni israeliane, nonostante lo strangolamento economico e la miseria crescente.
Ha persino proposto una tregua di mezzo secolo, purchè Israele accedesse a qualche negoziato coi palestinesi.
Contrariamente alla menzogna infinitamente ripetuta Ismail Hanyeh, il capo del governo di Hamas, legittimato dal voto del suo popolo, s’è impegnato a riconoscere lo Stato ebraico, purché esso riconosca il diritto all’esistenza di uno Stato palestinese, e torni nei confini del 1967 come ripetutamente richiesto dall’ONU e dal diritto internazionale.

Ma Israele non vuole negoziare, né tornare nei suoi confini, vuole continuare e rubare terra, a tenerla tutta per sé.
Occorreva spingere Hamas a rompere la tregua, a rinunciare alla sua ragionevolezza e dignità.
Il massacro sulla spiaggia di Gaza serviva appunto a questo, a provocare la «follia»,  l’«irrazionalità» del governo «terrorista».
Non c’è atteggiamento sottomesso, non c’è cedimento che possa placare il feroce regime del cannone e della menzogna.
Da cinque mesi Israele ruba ai palestinesi 60 milioni di dollari mensili che spettano loro come pagamento dei dazi doganali.
«Mettere i palestinesi a dieta dimagrante», come cinicamente ha riso Dov Weisglass, consigliere di Olmert.
E non contenti, gli ebrei americani hanno spinto la camera americana dei rappresentanti, il 23 maggio, a tagliare i fondi anche alle organizzazioni non-governative che ancora provvedono un estremo, insufficiente soccorso vitale agli assediati di Gaza.
Con 361 voti contro 37: onore a quei 37 coraggiosi.
Coraggioso anche il giornalista John Pilger: questo assedio, che configura una punizione collettiva e dunque un crimine contro l’umanità, condannato dalle convenzioni di Ginevra, è identico allo strangolamento del ghetto di Varsavia operato dal Terzo Reich durante l’occupazione della Polonia.

Nulla sarà possibile fare per i morenti e gli affamati, se non si raggiunge la consapevolezza che quello israeliano è il Quarto Reich, il Reich del nostro oggi, contro cui siamo continuamente incitati a «vegliare» e che, invece, lasciamo agire sotto i nostri occhi.
Occhi accecati, perché il nuovo, razziale, spietato Reich super-armato e nucleare diffonde nel mondo la sua menzogna invincibile, quasi ipnotica: là dove ci sono arsenali di 2-300 atomiche, persecuzioni dei deboli e orrende angherie, vediamo un piccolo debole Stato «minacciato nella sua stessa esistenza» che «deve pur difendersi».
La menzogna ipnotica riesce a seppellire persino la realtà più evidente: le angherie contro i palestinesi di Gaza sono, anzitutto, una guerra contro bambini.
La metà della popolazione palestinese concentrata nella esigua striscia ha meno di 15 anni.
La menzogna del regime terrorista ebraico e globale ha persino cancellato il rapporto scritto dall’insospettabile British Medical Journal nel 2004 sulle condizioni in cui quei bambini vivevano già prima dello strangolamento in atto.
Pilger ne cita qualche passo.
«Due terzi dei 621 bambini uccisi [dagli israeliani] ai posti di blocco, sulla via per andare a scuola o nelle loro case sono stati uccisi da colpi d’arma portatile, nella metà dei casi diretti alla testa, al torace, al collo: colpi da cecchino».

Ancora: con la costruzione del «muro», «97 posti sanitari di intervento primario e 11 ospedali sono isolati dalla popolazione che servivano».
E viene descritto un caso come tipico: «un uomo che abita in un villaggio presso Qalqilya, ora murato, s’è avvicinato al posto di blocco con una sua figlia gravemente malata fra le braccia, scongiurando i soldati di lasciarlo passare per portarla all’ospedale. I soldati l’hanno respinto».
Il Terzo Reich, non l’abbiamo visto coi nostri occhi.
Ma ci hanno descritto con tanti particolari la sua ferocia spietata e fredda, tanto ci hanno sollecitato a «vegliare» su ogni segno del suo ritorno possibile, che dovremmo riconoscerlo in quel che avviene a Gaza, sotto i nostri occhi, solo che li apriamo per un momento.
Là cecchini della razza eletta si divertono a sparare al collo, alla testa e al petto di bambini che vanno a scuola.
Là, insensibili SS del nuovo tipo respingono freddamente un padre con la sua bambina malata in braccio.
Là si mette alla fame un’intera popolazione circondata da un muro, senza la minima luce di umanità.
Là, assistiamo alle manifestazioni di un odio inimmaginabile, senza resipiscenza né un momento di compassione, frutto evidente di una dottrina ideologica malvagia e mostruosa.

Come possiamo chiamare quell’odio razziale?
Io credo che non si debba esitare – visto che ne è vittima una popolazione araba – a chiamarlo col suo nome: antisemitismo.
E omicida, per giunta.
La sola novità è che oggi, il Quarto Reich ha il potere di bollare di «antisemita» chi ne denuncia
i crimini e le atrocità.
Un quarto dei bambini di Gaza sotto i cinque anni sono in stato di malnutrizione acuta o cronica. Uno su quattro: non è lì la nuova Auschwitz della nostra generazione?
Gaza è un lager murato a cielo aperto, dove i carcerieri nemmeno distribuiscono le razioni; se le devono procurare i prigionieri, come possono.
Sotto i continui boati supersonici dei jet o delle speciali armi escogitate per non far dormire i prigionieri, per tenerli in uno stato continuo di terrore.
Un’innovazione ingegnosa, rispetto ad Auschwitz.
Il dottor Khalid Dahlan, uno psichiatra che ha organizzato un centro di assistenza psicologica per bambini a Gaza, dice: «Il 99,2 % dei bambini che soccorriamo ha avuto la sua casa distrutta coi bulldozer o bombardata; il 96,6 % ha assistito a una sparatoria; il 97,5 % ha respirato gas lacrimogeni. Un terzo di loro ha visto un familiare o un vicino ferito o ucciso. E tutti sono fortemente traumatizzati».

Il sonno di questi bambini è un susseguirsi di incubi e terrori notturni.
Spesso sognano di essere dottori e infermieri, «e di aiutare gli altri»; più spesso, specie dopo un attacco israeliano alle case e ai parenti, si vedono come terroristi suicidi.
I loro piccoli cuori sono scissi fra il culto dei «martiri» palestinesi e una malata ammirazione per il nemico: «i soldati israeliani sono fortissimi, ed hanno gli Apaches», dicono questi bambini.
Forse, se diverranno adulti (non è garantito), saranno la generazione che coronerà il progetto di Israele: mutare la società palestinese, nonostante tutto ancora civile, in un serraglio di belve che si dilaniano tra loro.
Lo dice il professor Karma Nabulsi, palestinese docente ad Oxford: «guardate all’Iraq di oggi: è questo che hanno in serbo per noi. Una società alla Hobbes [homo homini lupus], anarchica e lacerata fra milizie e bande, fra fanatici religiosi e tribalismi etnici, manovrata da collaborazionisti cooptati».
Anche i bambini dell’Iraq – che prima di essere «liberato» dava ai suoi figli la migliore situazione sanitaria del mondo islamico – soffrono infatti di malnutrizione cronica: uno su quattro di quelli fra i sei mesi e i cinque anni.

Secondo la ONG europea Saving Children from War, «la mortalità infantile è aumentata del 30 % rispetto al regime di Saddam Hussein», anche rispetto al decennio delle sanzioni.
I neonati muoiono negli ospedali senza più ventilatori, o a causa dell’acqua ridiventata malsana.
I ragazzini muoiono perché trovano bombe americane inesplose, o moriranno perché giocano nelle sabbie contaminate da uranio impoverito.
John Pilger parla di bambini che a Gaza fanno un gioco pericoloso: con pezzi di legno inchiodati insieme formano lunghe aste di bandiere, e salendo l’uno sulle spalle dell’altro cercano di salire tanto, da poter agitare quelle lunghe bandiere perché siano visibili al di là del muro, alto da 8 a 13 metri.
Bandiere palestinesi si agitano così, in mani di bambini.
Sono per noi, per segnalarci che ci sono ancora, che sono ancora vivi, che hanno bisogno di aiuto.
Ma noi non vediamo, naturalmente.
Leggo che anche il nostro ex capo del Parlamento, Casini il democristiano, si è detto «convinto» da un colloquio con Oriana Fallaci, odiatrice della razza inferiore.
Evidentemente, la «convinzione» implica il passare dalla parte dei persecutori, il che è vantaggioso, visto che sono loro oggi a dettare chi può governare e chi no in tutto il mondo.
Lo sterminio che avviene sotto i nostri occhi, non è così «convincente».

Ci hanno raccontato che i tedeschi, dopo la caduta del Terzo Reich, sui lager dicevano: «non sapevamo».
Ci hanno detto di stare attenti, attentissimi, a quelli che fanno finta di non vedere l’atrocità; di deplorare i papi che «tacquero» sul genocidio.
Oggi tanti, troppi e Papi compresi, sono sicuri che non saranno mai chiamati a giustificarsi, né dovranno dire «non sapevamo», perché sanno che il Quarto Reich è infinitamente più forte, invincibile, e mai troverà la sua Norimberga; il vero unico Reich millenario, lo Stato messianico della promessa.
Ma c’è qualcosa che mi convince che costoro si sbagliano, che il Quarto Reich cadrà, e avrà la sua Norimberga.
E confonderà tutti quelli che «non sapevano», non «avranno visto», non «potevano credere che si giungesse a tanto».
Nel settembre 2005, come forse qualcuno ricorderà, il generale israeliano Doron Almog che stava atterrando a Londra non potè scendere dall’aereo: poliziotti inglesi lo aspettavano sotto la scaletta per incriminarlo di crimini contro l’umanità, su mandato del giudice britannico Timothy Workman e su istanza di palestinesi, che accusavano Almog della distruzione deliberata di 59 case, per rappresaglia, nella zona di Rafah a Gaza nel 2002.

Pochi mesi dopo, il comandante responsabile per il lager di Gaza, generale Aviv Kochavi, è stato consigliato dall’avvocatura militare ebraica di non andare in Gran Bretagna per il rischio di arresto.
Ora, il periodico The Jewish Week (1) informa che la cosa sta prepccupando il Quarto Reich, perché «altre nazioni europee, Francia, Spagna, Svezia e Danimarca hanno leggi simili, basate sul cosiddetto principio di giurisdizione universale, per le quali gli accusati di crimini contro l’umanità possono essere perseguiti anche se non sono cittadini del Paese in cui vengono denunciati, e se il crimine è avvenuto in un Paese terzo».
Si tratta delle stesse leggi volute dagli ebrei «dopo i processi di Norimberga», allo scopo di garantire che «i criminali nazisti fossero perseguiti dovunque e senza termini di prescrizione».
Adolf Eichman fu catturato in Sudamerica e processato, nel 1961, in base a questo diritto giudaico universale.
Che ora rischia di ritorcersi contro i nazisti di Sion.
Sicchè, dice il settimanale ebraico, «i diplomatici israeliani stanno lavorando dietro le quinte [come d'uso] per convincere i Paesi europei ad emendare le loro legislazioni» su questo punto.
Sono in corso «colloqui, in genere senza pubblicità».

Un caso esemplare viene citato, quello del Belgio.
«Nel 1993, il Paese varò una legge che consentiva a chiunque di perseguire penalmente contro chiunque fosse sospetto di crimini contro l’umanità… contrariamente alla legge britannica, quella belga permetteva di spiccare mandato di cattura contro gli individui accusati anche se si trovavano fuori del Paese e non erano mai entrati nello spazio giuridico» belga.
Nel 2001, una ventina di sopravvissuti al massacro nei campi di rifugiati palestinesi di Sabra e Chatila elevarono in Belgio formale accusa di sterminio contro Sharon ed altri ufficiali ebraici.
Israele e «diplomatici americani» fecero dure pressioni (dietro le quinte) sul Belgio.
Nel 2003 la legge fu cambiata: oggi, i giudici belgi possono incriminare di crimini contro l’umanità solo residenti in Belgio.
Un mese fa, la ministra degli Esteri sionista Tzipi Livni ha incontrato, per fare le opportune pressioni, il collega britannico Kim Howells, che ha assicurato una soluzione «rapida».
Il guaio, dice Jewish Week, è che alcuni Paesi non possono essere facilmente «convinti» a storcere il diritto anti-nazi voluto dagli ebrei.
La Spagna per esempio, con tutta la buona volontà di obbedire alle pressioni, si trova con una sentenza della Corte Suprema che nel 2003 ha sancito, modificando le precedenti disposizioni, che un criminale di guerra va perseguito anche se non cittadino del Paese, e se ha commesso i crimini in un Paese estraneo.

La disposizione mirava a punire elementi della dittatura di destra del Guatemala: ma il diritto non talmudico ha questo di sgradevole, che una volta enunciato, si applica erga omnes.
Non sono previste eccezioni per la razza eletta e superiore.
Se non, si capisce, dietro le quinte e senza pubblicità.
«E’ una faccenda che oggi non pone un pericolo immediato, ma che ci danneggia», ammette un anonimo alto grado giudaico: «queste cause si accumulano, e creano la sensazione falsa che Israele sia uno Stato senza diritto».
Così, sono in corso numerose altre opere di «convinzione» dietro le quinte.
Non si dubita che i nostri politici siano più che disposti a sanare la sgradevole situazione.
Ma questo non dice solo che il Quarto Reich già sporca tutti noi, ci fa suoi complici, macchia e inquina la nostra civiltà, e persino le nostre religioni europee; al punto da chiedersi se sopravviveranno alle rivelazioni della futura Norimberga, quando il tribunale della storia chiederà dov’erano e perché hanno taciuto.
Perché la Norimberga verrà, e lo dice proprio la frenetica attività dietro le quinte della nota lobby: «loro» sanno bene quello che stanno facendo, quanto stanno mentendo.

Loro stanno cercando di far sparire le tracce delle fosse comuni.
Loro si allarmano di essere un giorno scoperti, e chiamati a rispondere dello sterminio dei bambini e delle generazioni irachene.
Una incrinatura invisibile esiste nell’anima di costoro; e già mina il loro potere invincibile.
Come previde Isaia, a proposito di coloro che si sentono sicuri perché «dicono: con lo sceol abbiamo fatto un patto, abbiamo preso rifugio nell’iniquità».
La vostra colpa, disse il profeta, «sarà per voi come una crepa nascosta che gonfia un muro, e lo fa crollare – subitamente».
Così avverrà, perché è infallibile la Voce che così ha parlato.
La Voce che gridò: «Caino, che cos’hai fatto ad Abele tuo fratello?», non può essere fatta tacere né «convinta» con pressioni dietro le quinte, con l’imposizione di kippà, con cooptazioni senza pubblicità.
Ma quel giorno, anche noi tutti saremo chiamati a rispondere: con lo sceol avete fatto un patto.

Maurizio Blondet

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Note
1) Liel Leibowitz, «Israelis fear spread of war crimes cases», The Jewish Week, 2 giugno 2006.

Copyright © – EFFEDIEFFE – all rights reserved.

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fonte: http://multietnico.splinder.com/archive/2006-06


Risposte

  1. Sono appena rientrato da Gerusalemme… L’idea che mi sono fatto degli ebrei e’ che sono un grande, grandissimo popolo. Che Dio li benedica.Gliarabi purtroppo sono offuscati dal loro fanatismo. W Israele W il sionismo W Gerusalemme!

  2. Il problema non è quello di stabilire chi tra i due popoli è “grande” e chi è “piccolo” – o magari preferisci “inferiore”? Il fatto è che TUTTI i popoli hanno pari dignità, e se poi la “grandezza” di uno si basa sul massacrare sistematicamente un altro popolo ed i suoi diritti, be’ allora davvero questi israeliani (ISRAELIANI, non “ebrei” come scrivi tu) hanno imparato benissimo da Hitler… d’altronde, chi può negare che i tedeschi siano un grande popolo? Ma attenzione: si parla di tedeschi, non di nazisti. Anche gli italiani, nel loro piccolo, potrebbero diventare grandi: basta che si applichino nel perfezionare il mercato del lavoro con precarietà e nero, sulle spalle dei suoi figli non sponsorizzati e di tutti quei poveri clandestini che vengono da noi a cercare un lavoro dignitoso… ma sei davvero convinto che sia questa la grandezza? Mah…
    E poi: Gerusalemme non è “solo” una città “sionista”, tant’è vero che è la città santa anche per musulmani e cristiani… altrimenti non si capisce bene perché Benedetto XVI si scaldi tanto. O no?

  3. Se qualcuno avesse bisogno di chiarimenti farebbe bene a leggere questo articolo…

  4. Chi è forte ed è chiamato ad esprimere la sua forza, anche se per difendere i suoi cittadini, attira sempre le antipatie dei “buonisti”.
    Dimenticate cosa sono e che fanno gli estremisti islamici?
    Dimenticate che “allevano” ragazzi e ragazze come bombe umane?
    Dimenticate la mancanza di ogni diritto democratico nelle società da essi governate?
    Dimenticate l’eccidio compiuto in Algeria?
    Dimenticate gli stermini religiosi in africa?
    E forse dimenticate anche che Israele ha usato l’esercito per sfollare i “coloni” al fine di restituire terre e propiziare la pace.
    Forse non avete fatto caso al fatto che Hamas impedisce ai palestinesi di lasciare i territori e le case nonostante gli sms dell’esercito di israele.

    Non è facile e non è giusto giudicare. Meglio fare pressioni per la pace.

  5. Troppo facile appigliarsi alla scusa dell’estremismo islamico per chiamare a correo tutto un popolo. Qui stiamo assistendo al suo genocidio; gli israeliani, e con loro tutti le genti e le nazioni che hanno chiuso gli occhi per non vedere, hanno metodicamente e sistematicamente messo in atto strategie di annientamento, ad iniziare dal furto della terra, al blocco degli aiuti, al silenzio imposto con la forza e la complicità degli apparati economici che lo sostengono, con la shoah sbandierata sempre e comunque a giustificazione delle loro azioni genocide. I Palestinesi, da sempre, sono chiusi in un lager, espropriati ed affamati, senza colpa alcuna che non essere nati nel ‘posto sbagliato’ perché assegnato di forza dal mondo al popolo ebreo affinché avesse la sua Terra promessa.

    Promessa da chi? e perché? Queste sono le domande che devi porti caro Matteo, e darti urgentemente una risposta. Perché non potrai dire: “Signore, non sapevo”.
    Perché, con le premesse che hai posto nel tuo intervento, il popolo tedesco, per il solo fatto di aver generato il nazismo e i suoi orrori, doveva essere sterminato e cancellato dai libri di storia.
    Proprio come sta succedendo al popolo palestinese.

    mauro

  6. Hai ragione, caro Matteo. Infatti cerco di ricordarmi tutti i misfatti che hai elencato. Però non riesco neppure a dimenticare che tra “islamico” e “palestinese” c’è una differenza enorme. Uno può tranquillamente essere islamico in un qualunque altro stato arabo (altrove non saprei…) ma essere Palestinese in Palestina non è la stessa cosa. Non è che gli Israeliani abbiano invertito completamente le cartine del medio oriente dal 1946 ad oggi semplicemente acquistando terra, mi pare… di pacifico il governo israeliano ha ben poco. Ma si sa, i soldi non hanno odore e comprano tutto, dai media alla comunità internazionale, riescono a modificare le leggi ed a far sembrare povera vittima chi in questo momento altro non è che un massacratore di civili (e chi sarà mai a cercare di modificare le leggi internazionali sui crimini contro l’umanità? Hamas? Ma quando mai…)
    Che poi, a proposito di Hamas: checché ne possiamo dire noi, “pare” che sia il legittimo governo che il popolo palestinese s’è votato. Ma anche qui sembra valere la cinica legge per cui se a qualcuno non piace il governo di uno stato (sovrano, almeno sulla carta), si piglia quel governo e lo si rovescia. In questo Israele ha imparato bene dagli USA. Che peraltro li finanziano pure. Ma allora, se è un giochetto così “democratico”, basta che io scriva una letterina a Zapatero perché lui ci invada e ci liberi da questo governo che affama e mente? Quasi quasi ci provo…
    E’ ora di finirla con questa storia di Israele povera vittima assediata da arabi cattivoni: semmai sono i palestinesi ad essere circondati da Israeliani che vogliono tutta la terra disponibile (ma anche tra loro, non dimentichiamoci che il dissenso esiste eccome – vedi le manifestazioni contro i bombardamenti che sono avvenute anche in Israele stesso) e intorno hanno “correligionari” che – a volte, quantomeno – sono più interessati agli affari propri che al massacro di un popolo fratello. Hamas arma i bambini? Israele invece fa lo stesso, solo che i piccoli kibbuziani sono “addestrati per sopravvivere”. Secondo te i bambini palestinesi invece, potendo scegliere, sceglierebbero di morire?
    D’altra parte, mi risulta che neppure tra i nostri Partigiani un prerequisito fosse la maggior età… e che dire dei balilla?
    Quindi, caro Matteo, se vogliamo essere obiettivi, cerchiamo di esserlo davvero e togliamoci preconcetti “di parte”.
    Non sto dicendo che se uno butta il vicino dal balcone l’altro che ne segue l’esempio fa bene: dico solo che ogni azione va anche misurata da quello che l’ha scatenata.
    E per quel che riguarda l’esercito per sfollare i coloni abusivi, non dirmi che nessuno se n’era accorto, che stavano sconfinando… e comunque lo stesso esercito, se non vado errato, è quello che ha investito con una ruspa ed ammazzato una pacifista americana… lo stesso che prende a cannonate d’acqua infetta i pescherecci palestinesi ben all’interno delle miglia stabilite ad Oslo… ma forse anche qui funziona come da noi, quando i sindacati o i partiti di opposizione danno cifre di partecipazione ai cortei e le questure li dividono per dieci… o è che il mare non sta fermo e come fai a essere sicuro delle distanze? Fammi capire…
    elena

  7. Mancate di pragmatismo, che in questo caso non riguarda neanche l’etica o la morale.
    Non sono stato io a facilitare il ritorno degli ebrei nella “terra promessa”. Dovrei anche dire che all’epoca tutte le nazioni occidentali avevano qualcosa da farsi perdonare, giacchè l’antisemitismo era diffuso ovunque.
    Il problema è che le cose, allo stato di fatto, non sono corregibili e il giudizio sulla creazione dello stato d’israele è di competenza della storia e che ogni opinione al riguardo è sterile e infruttuosa. Allo stesso modo, se anche il tempo è una variabile insignificante, potremmo condannare gli arabi che si sono impossessati dell’impero romano d’oriente, costringendo i popoli a convertirsi.
    Giudicate con una certa superficialità e guardando troppo indietro.
    Poi parlare di elezioni democratiche in palestina mi sembra argomento di satira.

  8. Comunque vi invito a leggervi le “linee guida” del governo di Hamas, eletto nel 2006.

    Potrei anch’io dichiarare, sfruttando il mio diritto di espressione e il mio diritto alla libertà, di voler eliminare tutti i comunisti dal mio paese, caso mai ne uccido qualcuno (delitto perfetto) e poi invito Elena e Mauro a cena .
    Che dite: Accettereste l’invito :-)
    E se si, verreste armati o disarmati?

  9. Non sei per nulla originale, Matteo: alla scomparsa dei comunisti dall’Italia stanno già lavorando in tanti – ex compresi – quindi puoi evitare di sporcarti le mani… Ma per stare al gioco: se il tuo è davvero un delitto perfetto, non posso sapere che sei stato tu. In tal caso accetto l’invito e vengo ovviamente disarmata; se invece so cos’hai combinato, non mi vedi proprio. Non per paura, ma semplicemente perché non avremmo nulla in comune.
    Quanto allo scavare, al risalire alle origini delle cose, non sono d’accordo. E’ sempre opportuno e necessario, lo fanno persino nei tribunali: se tu ammazzi un comunista perché ti sta antipatico piuttosto che perché ti ha minacciato o menato, cambia l’imputazione, mi sembra… la legittima difesa è ancora un’attenuante, quantomeno! O no?
    E poi la storia, caro Matteo, la fanno i vincitori. E’ un dato di fatto, non una mia scelta: pensa a quanti film di John Wayne avrebbero dovuto avere una trama opposta a quella messa in scena, se proprio vogliamo essere onesti… è ovvio, per me, che questo non giustifica i massacri compiuti dagli Indiani… ma hanno cominciato loro o cercavano di difendere la LORO terra ed il LORO dirito ad esistere? Così per i palestinesi.
    La pace è il valore fondamentale da raggiungere, credo io. Ma avendo ben chiaro chi ha fatto cosa. Le vittime possono diventare carnefici loro malgrado – se non hanno alternative, e i palestinesi non ne hanno: nessuno fa i loro interessi. Ma i carnefici restano tali. Ed i falsi storici (falsi è nome e storici aggettivo, non viceversa) servono solo ai potenti. Che poi, detto fuori dai denti: io ho il sospetto che noi stiamo qui a spaccare in quattro il capello, mentre i poteri forti se la ridono alla grande, perché il mercato delle armi tira e chissenefrega se qualcuno muore…
    Comunque io non sto discutendo il diritto di Israele di esistere, semmai discuto del “diritto” di Israele di distruggere i propri vicini… e nemmeno io li ho mandati in Palestina, ma non per questo mi chiamo fuori (e non lo fai nemmeno tu, visto che prendi posizione).
    Quanto agli arabi che hanno cercato di convertire i popoli che hanno conquistato, be’, sono in buona compagnia: lo hanno fatto praticamente tutte le religioni monoteistiche (vogliamo parlare dei cattolici?): il che dal mio punto di vista non assolve nessuno, anzi. Dimostra solo che un unico dio ha come risultato intolleranza e fanatismo, molto spesso. Ed è il motivo per cui vivo benissimo senza. Ognuno scelga quel che gli pare, ma che non cerchi di imporlo agli altri: infatti i religiosi più evoluti usano l’esempio e non l’imposizione.
    Un’ultima cosa: ieri parlavo di bambini messi in mezzo. Sia chiaro: i bambini dovrebbero essere lasciati fuori da qualsiasi conflitto “adulto”, a mio avviso. Ma neanche due genitori in fase di separazione lo fanno, troppo spesso: figuriamoci le bombe, ancorché intelligenti…
    elena

  10. http://www.pinonicotri.it/?p=746
    dopo…Matteo studia la Storia!!!

  11. Manuela la storia insegna solo una cosa, che gli invasori possono essere cacciati purchè si ha la forza e la volontà, ma anche che per essere invasori bisogna appartenere ad uno Stato. Allora li ricacci nei loro territori indebolendo la loro sete di conquista per gli alti costi umani e materiali. Ma questo non è il nostro caso.
    Hanno sete di stato e di nazione gli uni e gli altri e lottano e lotteranno con eguale ferocia e determinazione giacchè non hanno case a cui tornare e neanche famiglie lontane che li aspetta.
    Allora pe chi tifare?
    Io tifo per entrambi e posso solo suggerire ai palestinesi, che non potranno mai vincere con la forza, di prendere esempio da Ghandi.
    Proclamare a lotta ad oltranza contro israele e auspicare la sua completa distruzione ed annientamento non è cosa da pargoletti. Immagina se avessero la forza sufficiente cosa potrebbero fare (io ho sufficente immaginazione per farmene un’idea).

    La storia insegna anche che acerrini nemici prima sono divenuti alleati poi e viceversa.

  12. Devo dire e senza avere intenzioni polemiche che date poco peso ai proclami di hamas di distruggere israele, di ignorarne l’esistenza e di considerarlo solo un popolo occupante. Date anche poco peso alle alleanze di hamas con tutti i gruppi terroristici e fondamentalisti musulmani. Date poco peso alle minacce anti-israele dell’Iran e di altri stati musulmani.
    Date poco peso agli episodi di violenza e morte contro cristiani e convertiti in alcuni paesi musulmani.
    Date poco peso alle lotte terroristiche che i musulmani conducono in India e nelle Filippine, come in africa e asia.
    Siete talmente buoni che non riuscite ad immaginare come il futuro possa riservarci un altro olocausto.
    Ina tigre in gabbia non è una tigre pacifica.
    Comunque mi piange il cuore ha vedere tanta miseria e quelle povere vittime innocenti, vittime di entrambe le fazioni e dei terroristi. Se la palestina riconoscesse Israele anzichè proclamarne la distruzione, si aprorebbero molti spiragli per una pace proficua e duratura. Solo che Hamas per farlo dovrebbe rinunciare alla sua vocazione “fondamentalista” e di “combattente” e rompere con tutti gli altri movimenti integralisti, il che significa anche tagli degli aiuti economici e militari.

  13. “Dimenticate che “allevano” ragazzi e ragazze come bombe umane?

    Ci siamo chiesti perchè lo fanno e perchè riescono a convincerli? Proviamo a farlo coi nostri…

    Ci ricordiamo che i partigiani ammazzavano i tedeschi anche se sapevano delle rappresaglie?

    E con questo io non giustifico la violenza…

  14. Mi spiego sempre male!
    I Tedeschi erano un POPOLO invasore e provenivano dalla GERMANIA, dove avevano case e famiglia.
    Gli Ebrei da dove provengono? Dove hanno casa, famiglia e avi?

    In una ipotetica ritirata, dove andrebbero glio Ebrei?

    Prescindendo da queste sciocchezze oggettive, ricordate che Israele è potenza atomica e sono pronti a morire per restare dove sono.

  15. Come vedi Franca, l’esempio dei partigiani, in questa storia, non ci azzecca proprio per niente.

  16. Può anche essere che io sottovaluti la violenza di Hamas (ma non ho mai difeso “gli arabi” tout court, come non mi sono MAI scagliata contro gli ebrei in generale…). Ti faccio notare comunque, caro Matteo, che l’articolo da cui è scaturito questo dibattito è a firma di tale Maurizio Blondet, già inviato speciale de Il Giornale ed Avvenire… ad occhio, non direi che è un pericoloso sovversivo comunista filoarabo.
    Quanto agli ebrei, è vero he non hanno un’origine cui tornare, ma questo non è “colpa” di nessuno, se non loro (se ricordo bene è una specie di punizione biblica). Certo non è colpa dei palestinesi, che non hanno rubato o sottratto loro con la violenza la terra, come invece molti sionisti hanno fatto.
    Il discorso dei partigiani, se interpreto Franca correttamente, c’entra perché anche loro sapevano che il tipo di opposizione che facevano a fascisti e nazisti avrebbe provocato rappresaglie, ma non per questo si sono fermati.
    Avrebbero gandhianamente o cristianamente dovuto porgere l’altra guancia, secondo te? Farsi massacrare senza protestare sperando che gli americani arrivassero prima di essere tutti morti? be’, a quanto pare i palestinesi non hanno neppure la chance degli americani in arrivo…

  17. Forse sono io a non capire.
    Forse dò per scontato che lo stato di Israele è una realtà e non un progetto politico.
    Ma se il mio pensiero non è fumoso e se davvero Israele è una realtà e un soggetto politico con cui confrontarsi, allora non capisco perche dovrebbe farsi bombardare ogni giorno dai palestinesi, non capisco neanche perchè dovrebbe trattare (e la fatto in passato) con chi ha l’idea fissa di “eliminarlo”.
    Forse mi sono anche immaginato che Hamas, Al Qaida, Hezbollah e diverse ma simili organizzazioni hanno in comune la distruzione di israele.
    Mi sogno anche che la base ideologica dei gruppi combattenti islamici non è la cultura democratica, liberista, kibertaria o socialista, ma l’applicazione delle leggi coraniche. Non ha caso i loro leaders sono quasi sempre dei religiosi fondamentalisti.

    Dici che i sionisti hanno invaso la pacifica palestina… , a parte che il secolo scorso nessun popolo si è astenuto da guerre e conquiste, e se non è stato il secolo scorso è stato di sicuro il secolo prima o prima ancora.
    Questa è la storia degli uomini non il libro di cappuccetto rosso.

  18. Riaffermo che nel caso di Israele e Palestina la parola “partigiano” non ha senso.
    Al di là del significato etimologico, se diamo alla parola il significato di “combattere per la propria terra e per la libertà del proprio popolo”; ebbene sono partigiani sia gli ebrei che i palestinesi,perchè entrambi pensano che la palestina sia la loro terra ed entrambi conbattono per assicurare al proprio popolo la sopravvivenza e la libertà.

  19. … con una differenza piccola piccola: sono gli israeliani che continuano a menarla con la storia che si sentono insicuri e che continuano ad allargare i loro territori a spese dei palestinesi.
    Sarebbe come se un giorno l’Italia si sentisse minacciata dall’Austria e si annettesse a suon di bombardamenti le regioni austriache più a sud… e poi pian piano cercasse di arrivare a Vienna… da un certo punto di vista, mi veniva meglio far scattare l’attacco austriaco alla conquista del Sud Tirolo, ma da come siamo messi, da quel che ne so, dubito che attualmente i sudtirolesi difenderebbero con i denti la loro “italianità”…
    Quanto alle guerre di conquista, siamo d’accordo: nessuno ne è/è stato esente. Ma questo non significa che allora siamo tutti giustificati, anzi!
    E poi, ripeto: io non difendo il diritto di Hamas o di chiunque altro a distruggere Israele (che poi dopo aver proposto una tregua cinquantennale altezzosamente rifiutata uno si senta preso in giro ci può pure stare, no?). Ma difendo strenuamente il diritto dei Palestinesi di VIVERE DIGNITOSAMENTE. Ma se i ruoli fossero invertiti e fossero i Palestinesi a cercare di rovesciare il governo di destra – regolarmente eletto – di Israele, diresti che hanno ragione i Palestinesi? Non credo… il che dimostra, per me, che comunque vada la colpa è loro. Che tutto sommato è la strada più comoda per tante coscienze…
    NON sostengo che gli arabi, i musulmani se preferisci, abbiano sempre e comunque ragione. Trovo assolutamente deprecabili, condannabili e da far cessare le persecuzioni dei cristiani da parte di alcune frange musulmane e ci abbiamo pure fatto dei post, ma questo significa solo che, personalmente e come blog (penso di poter parlare per tutti i collaboratori), siamo assolutamente contrari a qualunque forma di persecuzione. Per motivi religiosi, di sesso, di colore di pelle, di credo politico e di quant’altro.
    Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te: è così difficile?

  20. Ti rispondo solo sull’ipotesi “se fossero i palestinesi a rovesciare il governo di Israele”.

    Bene, se avessero questa possibilità, sono fermamente convinto che non si limiterebbero a rovesciare un governo, ma distruggerebbero israele dalle fondamenta.

  21. Aggiungo che ho paura di qualsiasi gruppo politico composto da “fanatici integralisti” e per di più orbati dalla luce della ragione e della logica dalla loro fede religiosa.

    La storia insegna che questi uomini hanno sempre sete di sangue e vedono nemici ovunque.

  22. Be’, non mi pare proprio che, se i palestinesi sono “orbati”, gli israeliani “ci vedano” molto meglio…
    Forse, per evitare che – se mai dovesse accadere – i palestinesi radano al suolo Israele, bisognerebbe smetterla qui con questa guerra che è solo un massacro… l’unico caso in cui una guerra è vittoriosa e non lascia strascichi di risentimento è quando il “vincitore” stermina completamente l’altro popolo… e non è esattamente quello cui mi piacerebbe assistere – né da una parte, né dall’altra.
    Ci sono stati episodi di collaborazione tra i due popoli, ci sono state le donne in nero… ma evidentemente il “cui prodest” va da tutt’altra parte…

  23. Israele motiva l’attacco accusando Hamas di lanciare o consentire di lanciare razzi, continuamente e violando anche accordi di pace o di tregua.
    Forse un morto al giorno non solleva molta polvere, ma chi subisce il lutto non la pensa così.
    Quando parlo di integralismo e fanatismo non mi riferisco solo ai musulmani, purtroppo non sono gli unici-
    Quando parlo di vittime innocenti di questi gruppi mi riferisco a chiunque che direttamente o indirettamente soccomba per colpa della violenza scatenata da questi fanatici.
    Vi sono persone di pace in Israele e Palestina, ma non hanno nessuno dei due schieramenti, il peso necessario per imporsi. Loro sono le vittime.


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