Muro di Berlino, dopo 20 anni metà dei tedeschi lo rimpiange

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di Walter Rauhe
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BERLINO (3 gennaio) - Si stava meglio quando si stava peggio. Di questo almeno sono convinti oltre la metà dei tedeschi che a vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino esprimono forte insoddisfazione per come stanno andando le cose nella loro patria riunificata. Secondo un sondaggio svolto dall’istituto Forsa per conto del quotidiano “Berliner Zeitung” il 51 per cento dei cittadini tedesco-orientali sostiene di essere stato meglio quando il Muro ancora era in piedi e la Germania socialista era ancora uno stato sovrano diviso dal fratello occidentale e capitalista di Bonn. Sentimenti analoghi valgono però anche per i tedeschi occidentali che sposano al 60 per cento questa tesi.
In un 2009 dominato in Germania da una serie di importanti ricorrenze come il ventennale della caduta del Muro, il sessantesimo anniversario della firma della nuova costituzione democratica che nel 1949 segnò la nascita della Repubblica federale tedesca e del settantesimo anniversario dell’inizio della Seconda guerra mondiale, sondaggi come questo indicano un Paese ancora diviso e insicuro.
Ma all’ancora difficile rielaborazione storica del passato si aggiungono i sentimenti d’incertezza e di aperta insoddisfazione nei confronti della gestione politica del presente. «Oltre il 60 per cento di tutti i tedeschi è deluso da come funziona il sistema politico», sostiene il direttore dell’istituto Forsa, Manfred Guellner. «Anche se il 90 per cento appoggia la democrazia parlamentare, molti criticano la corruzione e l’ingiustizia sociale nel Paese accusando la classe politica di non rispettare i bisogni e gli interessi dei cittadini».
Per la cancelliera Angela Merkel simili sondaggi dovrebbero far suonare i campanelli d’allarme. Nel 2009 in Germania si svolgeranno sei importanti elezioni, quattro a livello regionale, le europee a giugno e le elezioni federali di settembre dalle quali dipenderà la sua stessa permanenza alla Cancelleria. Fino ad ancora pochi mesi fa per i cristiano-democratici di Angela Merkel il gioco sembrava già fatto e la vittoria elettorale del tutto scontata. Il governo di Grande coalizione guidato dalla cancelliera “venuta dall’Est” era riuscito in tre anni a dimezzare il numero dei disoccupati, l’economia era in ottima salute e il deficit pubblico vicino all’azzeramento.
Poi però è arrivata la crisi finanziaria ed economica e Angela Merkel è stata accusata da molti di aver reagito con troppa trepidazione e con poche idee. Mentre Parigi e Londra annunciavano programmi pubblici miliardari la cancelliera a Berlino prendeva tempo, bloccava le iniziative europee lanciate da Sarkozy per un’azione congiunta, si opponeva a riduzioni affrettate delle tasse o a programmi congiunturali pubblici troppo massicci. «La Germania ha perso la sua leadership europea», critica l’ex ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer, mentre per il quotidiano parigino Le Monde la Merkel è diventata la «Madame Non» e un freno per l’Europa. Molto dipenderà dai prossimi mesi e da come la crisi coinvolgerà la locomotiva economica del Vecchio continente. L’alleato socialdemocratico è ancora paralizzato al suo interno dalle divisioni tra l’ala moderata e quella progressista e da un candidato alla cancelleria (il ministro degli esteri Steinmeier) molto pallido. E se la tempesta economica sarà più debole del previsto la strategia prudente della cancelliera alla fine potrebbe vincere e le paure di molti tedeschi potrebbero risultare infondate.
A 70 anni dall’invasione della Polonia da parte delle truppe di Hitler e a vent’anni dalla caduta del Muro e all’avvio di una riunificazione tedesca temuta allora da molti per il possibile riaccendersi di orgogli nazionalistici, questa Germania oggi non fa certo più paura. È piuttosto un Paese che ha paura di se stesso.
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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=40538&sez=HOME_NELMONDO
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Fine del muro di berlino – 1989
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Pink Floyd – Another Brick in the Wall
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mi dispiace,- sarei favorevole al RIPRISTINO dEL MURO;_ non si puo’, tollerare che un massacro simile, passi dopo appena 20 anni,– in eterno deve stare il MURO,– per dimostrare che le dittature facciano le orribile nefandezze,–milioni di persone hanno perso la vita, x teste bacate,-ma quello che mi faì incavolare , e che i finanziatori delle guerre, si salvano sempre,-
Non posso immaginare che ci sono ancora delle persone che pensano una cosa del genere il muro di Berlino non è solo la divisione della città,e la divisione di migliaia di persone divise dai suoi cari e chè non anno potuto più unirsi fra loro,la divisione di una nazione non può essere fatta da nessuno e nessuno ha il diritto di farlo,perche sarebbe ed e stato una bestialità verso l’umanità,
Ed e per questo che dico che bisogna vergognarsi perche nessuno ha fatto niente per evitare tutto questo.
LA cosa odiosa è che dopo l’infamia della guerra fredda, ancora non si voglia ristabilire la verità storica evidente, il muro di Berlino è stato imposta dall’occidente (che aveva l’esclusiva dell’atomica in quei anni), per dividere un città TUTTA INTERNAMENTE CONTENUTA NELLA ZONA socialista, in zone differenziate: una socialista ed altre occidentali, NON E’ la linea di frontiera tra germania occidentale e socialista, ma una (imposta dagli USA) frontiera interna ad una città che è come territorio interna alla zona socialista!!!!!!!.
LA questione non è politica, ma prima ancora topologica.
SI volevano usare tale zone come centro di propaganda, favoristismi ed approfittando delle carenti condizioni economiche (dovute alla guerra) e politiche dell’URRS: che poi il regime sia angusto che l’occidente bene o male ha il valora della libertà ecc ecc. è un discorso ben distinto, lì l’occidente non ha vinto per quello che vorrebbe rappresentare, ma per viltà. Vorrei vedere se nel profondo sud razzista degli USa, negli anni 20-30 di recessione una capitale fosse spezzata in una zona comunista dove l’URSS sposta tutta la propaganda e favoristismi economici e politici…
Tutto ciò in base all forza del’atomica soprattutto, mostrando la stessa viltà di John Von Neumann che non contento di gettare l’atomica (anzi la voleva su Kyoto) calcolò l’ottimale altezza di esplosione onde realizzare il maggior numero di vittime.
CHe il muro sia crollato e che il comunismo abbia esaurito la sua parabola io lo vedo positivamente, anche se dubito dei troppi entusiasmi ed entusiasti della retorica anticomunista.
ciao
« L’obiettivo del muro: evitare che il popolo della Germania socialista potesse scappare nel mondo normale. Il muro fu costantemente perfezionato e rinforzato, trasformato da un normale muro in un sistema insormontabile di ostacoli, trappole, segnali elaborati, bunker, torri di guardia, tetraedri anti carro e armi a sparo automatico che uccidevano i fuggitivi senza bisogno di intervento da parte delle guardie di confine.
Ma più lavoro, ingegnosità, denaro e acciaio i comunisti mettevano per migliorare il muro, più chiaro diventava un concetto: gli esseri umani possono essere mantenuti in una società comunista solo con costruzioni impenetrabili, filo spinato, cani e sparandogli alle spalle. Il muro significava che il sistema che i comunisti avevano costruito non attraeva ma repelleva. »
(Viktor Suvorov, L’ombra della Vittoria capitolo 7)
Ora mi chiedo: vi siete mai chiesti per quale motivo la gente non pensava ad altro che a scappare per raggiungere l’altra parte del muro? Anche a costo della loro vita? Forse lo facevano solo per riabbracciare i loro cari ma … …se il comunismo fosse così bello come molti lo dipingono, allora che motivo c’era ?
Penso che l’Italia sia l’unico paese rimasto a desiderare il comunismo per il semplice motivo che non ne ha mai subito le conseguenze !
so d’accordo…..
A Paperino. Vedi io sono uno che vorrebbe provare un’applicazione dell’ideologia comunista, non certo come l’ideologia è stata imposta nei paesi che conosciamo, quasi tutti dopo guerre terribili, mentre dove democraticamente tentavano di far nascere una società “socialista”, il democraticissimo mondo occidentale o capitalistico ,fomentava e sovvenzionava i più barbari dittatori fascisti, vedi Cile. perciò lasciami la speranza che una società piu giusta o forse più umana sia possibile, perché quella in cui viviamo non mi sta bene , le sperequazioni tra gli uomini sono insopportabili, e fino a che un essere (uno dei tanti) come Berlusconi riesce a rincoglionire milioni di persone per me non va bene, ne lui ne la sua retorica ne la sua ideologia.
Dopo la seconda guerra mondiale la Germania venne divisa in quattro settori: Russia (Germania dell’Est), Inghilterra, Francia e Stati Uniti (Germania Ovest). Berlino era situata al centro della Germania dell’Est e venne divisa anch’essa fra i quattro. Per frenare l’esodo degli abitanti di Berlino dal settore Sovietico verso gli altri tre fu costruito un muro per recintare i settori di Francia, Inghilterra e Stati Uniti; i berlinesi non scavalcavano il muro per uscire da Berlino Est ma per entrare nel recinto di Berlino Ovest; attorno al recinto di Berlino Ovest c’era tutta la Germania dell’Est.