Inserito da: solleviamoci | Gennaio 4, 2009

A Riano al posto di Gesù Bambino è arrivato Erode

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Sequestro a Riano: la voce della verità

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Come in un telefilm poliziesco, sono venuti in squadre, armati, prima dell’alba. Hanno bloccato il passaggio ai condomini che si recavano al lavoro, apostrofandoli: “Dove va Lei? Oggi non si va da nessuna parte!”. Sono entrati in tre in casa mia, turbando il sonno di mia moglie e di mio figlio Martino, di otto anni.

Stropicciandosi gli occhi, Martino ha chiesto: “- Mamma, perché loro hanno le pistole? – Non ti preoccupare, tesoro mio, sono guardie: fa parte dell’uniforme.” Così hanno esordito: “Chi è il proprietario di questa casa? E’ Lei? C’è una denuncia penale nei suoi confronti. Siamo venuti per sequestrarLe la casa.”

Arrivo anch’io, dopo aver lasciato le mie due figlie di 16 e 17 anni all’autobus che le porta a scuola; arrivo incuriosito ma tranquillo, pensando: “Non sono qui per noi. Mica siamo delinquenti!” E domando candidamente: “- Perché siete qui? – E’ Lei Clemente Felice Maria? – Sì. – Anche Lei è proprietario; anche Lei è inquisito.”

Fuori era cominciato a piovigginare e si era alzata la tramontana. La porta di casa restava semi-aperta mentre le guardie entravano ed uscivano intirizzite, lasciando una scia di fango sul pavimento, dall’ingresso al tavolo da pranzo. Due di loro vi si erano accomodati per compilare moduli e dichiarazioni. Ci chiedono i documenti. Noi gli offriamo un caffè. Ma non tardano a mostrare di avere diversi problemi nella corretta compilazione degli atti.

Nel frattempo noi cerchiamo di capirci qualcosa e così apprendiamo che sono del Comando Forestale di Tolfa; sono stati precettati alle quattro del mattino insieme ad altri trecento agenti per una grande operazione di sequestro che interessa 116 fabbricati abitativi del Comune di Riano. “Ma fino a ieri non ne sapevamo niente nemmeno noi: fanno sempre cosi, quando si tratta di missioni importanti.” E noi: “Ma che significa che ci sequestrate la casa?”

Allora ci spiegano che. Non lo sanno bene. Ma, in teoria, dovremmo andar via, poiché vi è un sospetto abuso edilizio in atto e queste case vanno pertanto sigillate e, dicendo di queste enormità, ci imbastiscono lì per lì una teoria di pesci piccoli per arrivare ai pesci grossi! Increduli chiediamo: “Ma noi dove andiamo?! Che facciamo?! Qui abbiamo tutte le nostre cose! Questa è la nostra prima ed unica casa!… I bambini. La scuola.”

Martino, che intanto si è svegliato del tutto,
comincia ad informarsi anche lui: “- Papà, ma è vero che dobbiamo andar via?” – Ma no, Martino. Non se ne parla proprio. La casa è nostra. L’abbiamo regolarmente pagata, anzi, la stiamo ancora pagando! Questa cosa è folle. Vedrai che si aggiusterà. E’ tutto un malinteso.” – Nel mentre, per sdrammatizzare, una delle guardie – un povero diavolo che, anche lui, ha figli piccoli – butta lì qualche domandina al bambino: – “Come ti chiami? Che classe fai?” Poveraccio, vorrebbe tanto portare a termine la sua consegna senza troppe complicazioni.

L’altra guardia invece, scuote la testa,
facendo una faccia lunga e malinconica. Non riesce nemmeno a finire il caffè. Mentre va borbottando: “Non mi era mai capitata una cosa simile! Questa è gente perbene, in buona fede, come facciamo a metterli fuori da casa loro.? Io pensavo che avremmo trovato delle case in costruzione. Ma queste, si vede benissimo che sono abitate da tempo. Comunque dobbiamo aggiungere agli atti che questa è la vostra unica casa e che avete figli minori a carico. State tranquilli: vedrete. In queste condizioni, escludo nella maniera più assoluta che possano mettervi per strada. Anzi – rivolto a un collega di grado inferiore – facciamo chiedere istruzioni circa le modalità del sequestro prima di compilare le schede.”

Inizia così il breve giallo delle telefonate
cellulari, due per l’esattezza, foriere di notizie tanto incontestabili quanto contrastanti fra loro. E’ presto detto: la prima ci viene riferita come segue: “Il Dott. X(P.M. della Procura della Repubblica di Tivoli, nonché geniale ideatore di tutta la manovra) dice che vuole decidere caso per caso chi lasciare entro le mura e chi far sgomberare.” La seconda, dopo solo pochi minuti, è tassativa: “Il Dott. X dice di procedere al sequestro di tutti i villini, indistintamente.”

Ma chi è questo signore che decide lì per lì, al cellulare, le sorti di duecento famiglie; manovrando con un SMS un esercito di trecento guardie forestali?! L’agente sconcertato fa: “Non è possibile. Non si può trattare la gente così! E se io mi rifiutassi. Che mi potrebbero fare?” Ma l’altro risponde a bomba col sorriso di chi la sa lunga: “Se è per questo, ti andrebbe anche peggio che a loro: perderesti l’impiego, subiresti pesanti sanzioni.”.

Dunque, niente. Ancorché con riluttanza tocca procedere (mors tua vita mea) e la penna a biro riprende Kafkianamente a correre sul foglio. Indi per cui abbiamo solo trenta giorni di tempo per fare qualcosa o abbandonare la casa. Quando, chiacchierando, apprendiamo che il motivo di tutto questo delirio è la tutela dell’Ambiente e che il Dott. X è un incallito ambientalista, come non manca di suggerire il ruvido ed indimenticabile cognome, tiriamo fuori le nostre riviste di Lega Ambiente e raccontiamo che le nostre figlie, da anni ormai, partecipano come volontarie ai campi di lavoro indetti da questa organizzazione!

Facciamo notare agli agenti sempre più silenziosi e disorientati come la stessa scelta di andare a cercarci casa fuori Roma sia stata dettata dal nostro amore per la Natura. “E poi, alla fin fine, non siamo anche noi degli organismi viventi, parte del medesimo Ambiente, alla stregua dei panda o dei cinghiali?!” Parole buttate lì così. Quasi uno sfogo. Ironia della Sorte. Sbrigata finalmente la loro sporca pratica, le guardie forestali si apprestano a venir fuori da questo ginepraio, dicendo: “Speriamo che almeno abbiate apprezzato i nostri sforzi per essere il meno invasivi possibile.”

Ma non è finita: devono ancora fare delle foto alla casa e, soprattutto, apporre quel vergognoso maledetto cartello plasticato con su scritto: “Fabbricato sottoposto a sequestro giudiziario ai sensi dell’art. n°321 del c.c.p. E’ fatto divieto a chiunque di introdursi ecc.” Divieto che, per forza di cose, abbiamo già infranto centinaia di volte. Di siffatti cartelli, per stare tranquilli, ne hanno voluti mettere due: uno sul cancelletto di casa e l’altro sulla porta d’ingresso; poi mi hanno nominato loro custode. In più ne hanno fissato un altro in mezzo al cancellone del borgo. E così, in grazia di Dio, sono usciti da casa; ma hanno continuato a presidiare il posto, con una jeep piantata di fronte al giardino, ancora fino al primo pomeriggio.

A ora di pranzo, accendiamo la TV per vedere il Telegiornale Regionale e ci appare un servizio già bell’e montato sull’”Operazione Sequestri”: Qui si mostra la colonna di jeeps della Forestale sulla nostra via; poi un paio di prestanti guardie intente a citofonare, sulla porta di un villino. Eroico il nostro Corpo Forestale! Di grande respiro l’Operazione! Un intero paese abusivo! Trionfi la Giustizia, la Civiltà e la Tutela dell’Ambiente! “Ed ora la parola spetta alle ruspe”- aggiungerà poi l’immancabile esagitato, ambientalista e magari pure vegetariano, ancorché assetato di sangue umano.

Mentre ci calunniano in diretta come furfanti abusivi sulle reti nazionali, stupefatti guardiamo dalla finestra: le jeeps sono ancora lì! Come fanno ad essere già in televisione?! Prodigi della tecnologia? Che scandalo, l’Informazione.

La sera stessa il Condominio si riunisce informalmente in una delle case, per coordinare le idee. Mentre si stila un vero e proprio bollettino di guerra, leccandosi a vicenda le ferite lasciate dalla visita devastante della Forestale (come si può facilmente immaginare, a seguito di un trattamento analogo a quello sopra descritto, in molti si sono sentiti male: tachicardie, mancamenti ecc.) si opta per un’azione legale tempestiva e congiunta, volta, tanto per cominciare, ad ottenere il Dissequestro delle case, presentando Istanza al Tribunale delle Libertà; tanto da poter almeno garantirci un tetto e scongiurare la prossima visita di questo genere, paventata come terminale.

In una successiva seduta con l’avvocato
designato, veniamo tranquillizzati circa le sorti delle case (anche il sindaco, subito consultato si era adoperato per sedare le nostre paure). Lo studio legale raccoglie in fretta e furia tutti i documenti necessari: regolari contatti di compra-vendita controfirmati dal Notaio; ricevute di mutuo e situazioni reddituali di ognuno di noi e poi, permessi, concessioni, accatastamenti ed altre carte di cui poco mi intendo.

E nonostante il periodo strategicamente scelto
dall’arguto P.M., a ridosso delle feste natalizie (sulla grotta del nostro presepe di quest’anno campeggia un fac-simile in scala del cartello di sequestro) il nostro legale riesce a presentare le Istanze nei brevissimi termini consentiti dalla Legge. E’ di ieri la notizia che alcune di dette Istanze vengono rifiutate in blocco, senza neanche aprire gli incartamenti! Che scandalo, la Giustizia! Ma in fondo era prevedibile che il P.M. sapesse bene quello che faceva, visto che la partita si gioca nel suo campo.

Per quanto ci riguarda, il fatto, preso inizialmente sottogamba proprio per il suo carattere alquanto surreale, comincia ora a diventare serio e scottante; visto che i giorni continuano a passare invano e quei maledetti cartelli restano lì! Io sono a capo di un nucleo familiare di cinque persone, tre delle quali minorenni in età scolare. Non posseggo piscine; non navigo nell’oro; non ho precedenti penali ne soldi da parte; l’unico bene in mio possesso è metà di questa casa, essendo cointestata anche a mia moglie. Fu acquistata nel 2002, coi risparmi dei nostri genitori. La comprammo terminata, in perfetta buona fede, scegliendola per la relativa vicinanza alla capitale e per la amena dislocazione.

Sono un musicista e lavoro principalmente alla realizzazione di registrazioni che produco in proprio, in casa mia, grazie ad uno Studio di Registrazione privato, dove tengo tutta la mia strumentazione di lavoro, compresi gli strumenti musicali. Perciò, se mi si leva la casa, mi si toglie anche la postazione di lavoro, facendomi scacco matto con una sola mossa!

Come mi comporterò il giorno 09/01/09,
giorno che per me equivale alla fine del mondo? Come farò ad evitare che la crudezza della situazione turbi l’infanzia e la giovinezza dei miei figli? Dovrei fare finta che si tratta solo di uno strano gioco, proprio come Benigni ne “La Vita è Bella”?! Sì ma quello era solo un film. Questa è realtà e, a mio modo di vedere, assomiglia molto ad una calamità naturale come un terremoto o un’alluvione: una disgrazia di enormi proporzioni condivisa da centinaia di poveri cristi come noi; una calamità sociale assolutamente inconcepibile in un sedicente paese civile.

E, neanche a farlo apposta, proprio il 24 gennaio dovrei partire per una serie di importanti concerti in Ecuador, giusto e tardivo coronamento di una vita di stenti e di serio lavoro. In questi giorni dovrei dunque dedicarmi anima e corpo alla delicata preparazione di tali eventi fondamentali per la mia carriera e per il futuro mio e dei miei cari e invece eccomi qui, in pigiama, a redigere questa brutta storia italiana! Come si fa a continuare a lavorare in simili condizioni?!

Intanto coll’avvicinarsi della scadenza, l’angoscia comincia a disturbarmi anche di notte. Nel dormiveglia mi visualizzo mentre cerco di portar via da casa almeno l’occorrente per poter partire, prima che sigillino le porte, separandoci dalle nostre cose. Martino, dai suoi giochi; le ragazze, dalla loro cameretta. Di giorno comincio a sentirmi strano: mi aggiro per casa mia come uno straniero; come se nulla di quanto mi circonda fosse lì per me. Temo che a breve, se la situazione non si sblocca, oltre alla serenità, anche la salute possa vacillare, rendendomi incapace di reagire. .S.O.S. A.I.U.T.O. Chi di dovere faccia qualcosa!

Felice Maria Clemente
Riano

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3 gennaio 2009

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=40609&sez=HOME_MAIL



Risposte

  1. “Dura lex, sed lex”… “la legge non ammette ignoranza”…
    In teoria, essendo io molto interessata alle politiche ambientali e – quindi – in qualche modo “anche” verde, dovrei dar ragione al PM.
    E invece no. Perché i due assunti iniziali sono veri, ma il reato – se di reato si tratta – chi l’ha commesso? Gli ignari (colpa loro che si sono fidati?) cittadini che si son comprati una casetta che stanno ancora pagando, o chi quelle case ha costruito? E chi ha dato i relativi permessi è poi così innocente? Allora, se proprio doveva dare il via al sequestro, il PM avrebe anche dovuto dire che TUTTI gli sfollati in attesa di accertamenti avrebbero dovuto essere accolti in casa dei veri responsabili… ma forse questo esula dai suoi poteri. E comunque non ripaga certo quei poveretti costretti ad andarsene di casa – con tutti i relativi disagi.
    Certo è che una giustizia giusta in Italia sembra non esistere, come non esiste il concetto di responsabilità: se io, cittadina qualunque, compro una casa con tutti i crismi legali, qualcuno ha certificato che la suddetta è agibile, quindi qualcuno l’ha costruita, quindi ha avuto il permesso… possibile che io debba mettere in dubbio la parola di avvocati, notai, tecnici comunali, giunte, ministeri dell’ambiente, costruttori e quant’altro, mentre loro invece sembrano poter fare di tutto? C’è qualcosa che non mi torna…

  2. C’è poco da capire.
    In un paese civile queste cose non dovrebbero accadere e piuttisto che sequestrare case, i P.M. dovrebbero indagare su chi si è occupato di concessioni, accatastamenti, finanziamenti. Indagando partendo dai sindaci ai notai.

    Un paese che si dice “nato dalla resistenza” non dovrebbe mai concedere ad una sola persona o nucleo di persone tanto potere distruttivo.

  3. La legge ammette l’ignoranza.

    La sentenza cost. n. 364/88 ha pubblicato la declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 5 c.p. nella parte in cui non prevede l’ignoranza inevitabile della legge penale. Attenzione: l’articolo non è stato novellato formalmente ma solo sostanzialmente, nel senso che dalla lettura nulla si evince e sembrerebbe ancora sussistere l’ignoranza assoluta. Invece la norma deve essere riconsiderata in senso relativo perché la sentenza de qua individua alcuni casi generici in cui l’ignoranza può essere eccepita come esimente di un reato.

    In primo luogo deve trattarsi di un reato artificiale, cioè non dettato dalla natura delle cose, dalla nostra coscienza, come insegna la dottrina giusnaturalistica; per esempio tutti sanno che l’omicidio è un atto commesso contro natura nel senso che la nostra stessa coscienza, l’istinto umano, ci informa della asocialità dell’atto stesso.

  4. Io sono fortemente contraria agli abusi edilizi e parto dal presupposto che essi vadano pesantemente sanzionati.
    Detto questo, c’è sicuramente una catena di responsabilità che non sono tutte della stessa grandezza per cui si cominci a sanzionare dall’inizio della catena.
    Poi, tanto per essere chiari, cominciamo con sanzionare e abbattere certe “villette” fatte in proprietà demaniali o in zone protette…

  5. Infatti, cara Franca, infatti… e nemmeno solo le villette: interi palazzoni di uffici cresciuti come funghi “dalla sera alla mattina”… villone stratosferiche costruite sui litorali… e quant’altro. Ma quelli, chi li sgombera? :(

  6. Resta il fatto che quel terreno aveva dei vincoli agricoli e la costruzione delle ville era subordinata alla realizzazione di borghi agricoli ed altre strutture destinate in ogni caso alla destinazione agricola. Tali vincoli sono chiari ed erano leggibili, come dice “solleviamoci” la legge non ammette ignoranza.
    Per quanto riguarda il pm considerate che lui applica la legge, non la scrive e se esiste un reato va perseguito.
    Mi spiace, di cuore, per tutti voi ma se è stato commesso un abuso questo va perseguito anche se alla fine purtroppo a pagare sono sempre i più deboli

  7. Perchè si dovrebbe accettare l’idea che a pagare siano sempre i più deboli?

    Questo è il fatto in discussione, no arresti, no pignoramenti, no risarcimenti a chi ha realizzato e formalizzato il reato “di costruzioni abusive”, ma solo l’ennesimo caso di persecuzione delle vere vittime del reato.

  8. Scusa Matteo, io non accetto che a pagare siano i più deboli ma neanche il fatto che visto che non è possibile fare niente allora lasciamo perdere tutto e facciamo finta che non esista il vincolo in questione.
    Io auspico che a pagare siano tutti, nel frattempo esiste il reato anche per chi ha comprato la casa ed è giusto che venga perseguito. Il vincolo agricolo era evidente e credo riscontrabile facendo una visura catastale.
    Poi ritengo indispensabile perseguire i costruttori, il notaio e anche la banca che ha concesso un mutuo senza verificare le carte.

  9. Parsifal le cose vanno così, da noi più che da altri popoli, perchè l’italia è il paese per i furbi, gli altri sono Kaki.

    Garantire la giustizia, questo dovrebbe essere il fine dei legislatori e dei giudici. Applicare stupidamente le leggi, senza alcuna interpretazione logica, non è ” fare giustizia” e le potrebbero applicare anche degli idioti.

    Una severa pena da infliggere ai veri responsabili, un completo risarcimento agli acquirenti (in questo caso), questa sarebbe giustizia, ma non nella terra dei Kaki e per i furbi.

  10. Caro Parsifal,
    ti auguro con tutto il mio cuore di trovarti nella stessa condizione!!!!!
    Quelle abitazioni, sono state vendute SEI ANNI FA e quindi direi che sono state in costruzione almeno un paio di anni.
    Perchè il magistrato non è intervenuto prima?
    NON E’ QUESTO IL MODO DI TRATTARE PERSONE CHE VIVONO NELLA LEGALITA’ ED HANNO INVESTITO I LORO RISPARMI DI UNA VITA.
    Non è giusto perseguire delle persone che fino a prova contraria sono innocenti ed hanno comperato una casa in buona fede, costringendole, in un periodo di crisi come questo, a spendere ulteriori risparmi in spese legali.

  11. Mi spiace Matteo ma non sono d’accordo, la giustizia va applicata e non interpretata; tra l’altro andando a rileggere la disposizione ho visto che tra gli indagati ci sono i costruttori e se non ricordo male anche chi ha concesso le autorizzazioni.
    Poi la legge impone che chi sia il titolare della concessione (quindi i proprietari) debba essere perseguito e qui non ci può essere interpretazione.
    I politici (l’esecutivo) fanno le leggi, qui il magistrato non può non applicare quanto previsto.
    Che poi paghino di più e in modo spropositato i proprietari è purtroppo vero ma anche questo non è imputabile al magistrato ma a chi fa le leggi che permettono ai politici e agli amici di stare fuori.
    Poi non conosco la verità e onestamente non so se da parte dei proprietari c’è stata assoluta buona fede o qualcuno magari sperava nel solito condono o nel fatto che tanto siamo appunto nella terra dei Kaki e quindi sarebbe andata bene. In ogni caso qui è stata applicata una legge, inutile prendersela con il magistrato.

  12. Forse il magistrato ha fatto il suo dovere, ma non è “giustizia”.

    Comunque trattandosi di reati dove difficilmente i presunti colpevoli potevano darsi alla latitanza o inquinare prove, il PM poteva risparmiare un intervento all’alba e con l’esercito schierato.

  13. Su questo concordo pienamente Matteo, i tempi e i modi potevano essere sicuramente diversi e visto che sono passati gli anni da quando l’abuso è stato fatto si poteva tranquillamente aspettare ed è qui che secondo me l’operato del magistrato è criticabile.
    Il valore della “giustizia” dipende da chi fa le leggi, non da chi le applica e vista la qualità e l’integrità dei nostri politici (di destra o sinistra, non fa differenza secondo me) non possiamo certo aspettarci di meglio.

  14. Senti Parsifal,ma di che giustizia parli?Io ho comprato con il sudore della fronte una casa accatastata A7 villino residenziale.Sono di Roma ho letto una pubblicità su un giornale nazionale di queste case in vendita a Riano.Mi sono recato nell’agenzia mi sono fatto dare tutti i documenti del caso che sono stati vagliati prima dalla Banca per erogare un mutuo,e poi da un notaio della Repubblica,risposta “Nulla da eccepire.Voglio anche pensare che il mio notaio e il perito della banca non abbiano fatto il loro dovere,ma sai quanti notai hanno rogitato?76!tutti in mala fede?
    E ancora io ho comprato nel 2007,le costruzioni sono state finite nel 2004,ma mentre erano in costruzione alla luce del sole ,i preposti alla salvaguardia del territorio dove erano?Perchè se vi era qualcosa di marcio non hanno bloccato tutto
    prima che fossero costruite?Ma di che giustizia parli?Noi siamo stati condannati prima di qualsiasi processo.Io secondo il Pm.di tivoli dovrei sgombrare casa con un a figlia di tredici anni e una moglie,per andare dove?A casa tua o a quella del PM o dal Gip?Il dovere del magistrato si doveva palesare prima,e ribadisco che anche gli assasini hanno tre gradi di giudizio,noi con un decreto Imperiale dovremmo sgombrare senza fiatare.Concludo,visto che ammetti la tua ignoranza in fatto di verità sulla nostra buona fede,non stilare giudizi avventati.Siamo tutte persone oneste il cui unico torto è quello di aver acquistato una casa a Riano nel rispetto di tutte le regole.Finisco,il sindaco di Riano a pubblicamente ammesso ,difronte le telecamere del TG3,che le case hanno tutte le licenze a posto in linea con la normativa del piano regolatore regionale in essere all’epoca delle concessioni.
    Lanfranco Penna

  15. Se il sindaco ha detto il vero, e sicuramente è così, ci troviamo di fronte l’ennesimo caso di mala-giustizia.

    Ieri, a striscia la notizia, dei casi di brogli e raggiri con condanne che complessivamente superano quelle del caso Parmalat (almeno nella sostanza).
    E si trattava di normali malandrini.

    Vedi Parsifal (il tuo nick ricorda un cavaliere senza macchia e molto ingenuo), in Italia anche i magistrati sono una “casta”, una casta che mal digerisce chi tra loro si distingue per rigore morale nel combattere i poteri forti (mafia, finanza, politica).

  16. La mia solidarietà a Lanfranco Penna e a tutti coloro che sono vittime di queste leggi ingiuste.

    Solo per citare un caso tra mille: In quel di Formia un costruttore edificò appartamenti che vendette alle solite vittime, chiaramente il costruttore prese soldi da una banca per l’opera, e poi dichiarò bancarotta.
    La Banca, chiaramente, come creditore privilegiato, ottenne il sequestro degli appartamenti già abitati e gli inquilini piansero lacrime amare e per non perdere tutto dovettero concordare con la banca la restituzione di quanto dovuto dall’imprenditore.
    Morale della favola: I coccodrilli italiani sono gli unici a ridere dopo aver mangiato.

  17. Andate ha vedere chi ha costruito il Borghetto Agricolo di Via Colle delle Rose poi ne riparliaamo di BUONA FEDE di CHI CI AMMINISTRA::::

  18. Grazie Matteo!
    Lanfranco Penna

  19. Sono assoluitamente d’accordo con Matteo… infatti nevica!!! :D
    Non si tratta di non applicare la legge o di chiudere un occhio: si tratta di GIUSTIZIA. O, se preferite. di equità. Chi ha sbagliato paghi… già, ma CHI HA SBAGLIATO?

  20. PAGHI CHI HA SBAGLIATO IN CATTIVA FEDE LUCRANDO SUI RISPARMI DI GENTE ONESTA E PAGHI CHI HA DORMITO PRIMA PER COLPIRE TROPPO TARDI!!!!
    Perchè, cari amici, se paga il normale cittadino va tutto bene, ma se si dovesse verificare che il PM ha preso una cantonata, pensate che riceva qualche provvedimento disciplinare?
    Io non ne sono sicuro.
    Intanto noi sborsiamo un sacco di soldi.


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