Inserito da: solleviamoci | Gennaio 4, 2009

Gaza, il fallimento dell’Onu. Parte la missione europea

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Al Palazzo di Vetro gli Usa bloccano una risoluzione per far tacere le armi

In Medio Oriente una delegazione con Solana, Repubblica Ceca, Francia, Svezia

Il premier britannico Gordon Brown si smarca dagli Stati Uniti: “Fermate il fuoco”

Il presidente israeliano Peres insiste: “La tregua non è nei nostri programmi”

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ROMA – A Gaza prosegue l’attacco di terra da parte dell’esercito israeliano e l’Europa tenta la carta dell’offensiva diplomatica, dopo il fallimento dell’Onu di trovare un accordo per imporre una tregua. Una missione europea è partita per il Medio Oriente, dopo nove giorni di operazioni militari e cinquecento morti. Obiettivo, fermare l’escalation e consentire l’ingresso agli aiuti umanitari, come ha spiegato il commissario europeo agli Affari esteri, Benita Ferrero-Waldner, nel corso di una conferenza stampa all’aeroporto di Praga (la Repubblica Ceca dal primo gennaio è presidente di turno dell’Unione). Il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto lo stop immediato delle operazioni. Il presidente israeliano Shimon Peres insiste: non è nei nostri progetti. L’amministrazione Bush, fedele alla sua posizione fino all’ultimo (”Israele ha diritto di difendersi”), ha bloccato all’Onu una risoluzione presentata dalla Libia, che chiedeva un immediato cessate il fuoco. La riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza si è conclusa così senza un pezzo di carta in cui la comunità internazionale tentasse almeno di avere una posizione comune sulla crisi. Il premier britannico Gordon Brown si smarca dagli Usa: “Fermate il fuoco”. Appello anche da Benedetto XVI: “Fermate la guerra”.

La missione europea. E’ composta dal ministro ceco degli Esteri, Karel Schwarzenerg, e dai suoi omologhi di Francia e Svezia, Bernard Kouchner e Carl Bild, oltre che dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera, Javier Solana. Previsti incontri al Cairo, poi a Gerusalemme, Ramallah e ad Amman, in Giordania. Domani in Egitto ci sarà anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, prima tappa di un giro in Medio Oriente nel corso del quale incontrerà anche il leader dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen.

Fumata nera al Palazzo di Vetro. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu non è riuscito a trovare un accordo su una risoluzione che chiedesse uno stop alle armi. La Libia, unico Paese arabo presente, aveva presentato un testo in cui esprimeva “seria preoccupazione per l’escalation della situazione” e chiedeva a entrambe le parti di osservare “un cessate il fuoco immediato”. Ma gli Usa non hanno sostenuto il documento perché – hanno spiegato – non faceva alcun riferimento alla natura terroristica delle attività di Hamas. Poiché le risoluzioni vanno approvate all’unanimità, la riunione non ha prodotto alcun documento.

Brown: “Fase molto pericolosa”. Il premier britannico Gordon Brown invita non solo a un immediato cessate il fuoco ma anche a “lavorare più duramente di quanto fatto finora”. L’offensiva di terra, ha aggiunto, ha dato vita a “una fase molto pericolosa” nel conflitto con Hamas. “Gli israliani – ha sottolineato – devono avere l’assicurazione che non ci saranno attacchi con razzi sul loro territorio”. Una posizione, quella britannica, che rispecchia quella francese: “L’escalation militare è pericolosa e complica gli sforzi della comunità internazionale e, in particolare, della Ue e del Quartetto per ottenere un cessate il fuoco nell’area”, ha detto Kouchner.

Il piano della missione Ue. Il ministro ceco degli Esteri, Schwarzenberg, ha spiegato che obiettivo della missione è di deternminare le condizioni per una tregua, pur riconoscendo che “sarà difficile ottenerla”. Una piattaforma precisa ancora non c’è, ha spiegato durante un incontro con la stampa, “dovremo prima deciderla con israele”.

Gli incontri della missione. La delegazione non ha in programma alcun incontro con Hamas, le cui posizioni saranno riferite dal ministro degli Esteri egiziano Ahmed Aboul Ghei, che sta incontrando il movimento. In Israele Schwarzenberg vedrà il presidente Shimon Peres, il premier Ehud Olmert, il ministro della Difesa Ehud Barak e il capo della diplomazia Tzipi Livni. I membri della missione incontreranno anche il ministro delle Finanze palestinese, Salaam Fayad, il ministro degli Esteri Riyad al Malki e il presidente Abu Mazen.

La polemica in Italia. “Particolarmente inadeguato”. Il giudizio di Walter Veltroni sull’operato del ministro degli Esteri Franco Frattini dà la stura a un nuovo scontro tra opposizione e maggioranza, stavolta sull’atteggiamento del governo rispetto alla crisi di Gaza. Il segretario del Pd chiede all’esecutivo di muoversi “per un immediato cessate il fuoco”, per “un aiuto umanitario alle popolazioni civili”, e perché “la parola torni all’iniziativa politica”. Tutto questo mentre l’Europa, “appare divisa e incerta”. E’ qui che arriva la stoccata al titolare della Farnesina. “In questo quadro – è il giudizio di Veltroni – particolarmente inadeguata è la posizione italiana: Frattini aveva detto di aver ricevuto assicurazioni che non vi sarebbe stata un’offensiva di terra, ed è stato smentito. Aveva parlato di un’iniziativa congiunta italo-francese senza che alle parole seguissero i fatti. L’Europa – continua Veltroni – come già Francia e Gran Bretagna che chiedono una tregua immediata, e l’Italia debbono ritrovare una forte presenza sulla scena mediorientale. Nessuno può pensare di affrontare la crisi usando la forza piuttosto che non attraverso una chiamata all’impegno degli organismi internazionali”. Il Pdl fa quadrato attorno a Frattini. Daniele Capezzone definisce “surreale” l’attacco di Veltroni, per Fabrizio Cicchitto il leader del Pd alimenta una polemica “a uso interno del suo partito”.

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4 gennaio 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/medio-oriente-45/attacco-terra-diplomazia/attacco-terra-diplomazia.html


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