Inserito da: solleviamoci | Gennaio 5, 2009

LA DIRETTA – Gaza, l’attacco non si ferma: I morti intorno quota 520, una novantina i bambini

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L’esercito israeliano è in città: è battaglia contro Hamas. Finora i morti nel conflitto intorno quota 520, una novantina i bambini. Oggi 50 palestinesi hanno perso la vita, 12 i bambini. Tra le vittime, una donna e i suoi quattro figli. Barak: “Il nostro obiettivo non è stato ancora raggiunto, l’offensiva continuerà”. Il responsabile Esteri di Hamas: “Non ci arrenderemo, anche a costo di migliaia di vittime”. La delegazione europea è in Egitto: “Urgente il cessate il fuoco”. Il presidente egiziano vede anche Sarkozy. Livni boccia le proposte Ue per un cessate il fuoco. Bush: “La tregua deve essere condizionata allo stop dei razzi di Hamas”. Napolitano: “Auspico una tregua”

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Unspeakable grief and horror

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Aggiornata alle 21:04 05.01.09

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Il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama, ribadendo che sulla questione non ci possono essere “due voci che esprimono la posizione degli Stati Uniti” sul conflitto fra Israele e Hamas, ha oggi confermato che sta seguendo la situazione da vicino e che ogni giorno sta ricevendo briefing di intelligence

Raid di caccia israeliani con lancio di bombe e razzi sono stati compiuti stasera in aree vicine alla parte egiziana di Rafah, lungo la linea di confine tra Egitto e Striscia di Gaza. Ne danno notizia testimoni oculari

L’esercito israeliano avanza nella striscia di Gaza e le ambulanze fanno fatica a raggiungere i teatri di guerra per soccorrere i feriti. La denuncia è della Croce Rossa che, dal quartier generale di Ginevra, avverte: “La situazione è estremamente pericolosa e preoccupante”. “Il coordinamento del servizio di ambulanze” ha dichiarato la portavoce Dorothea Krimitsas “si complica a causa degli incessanti attacchi israeliani. Molti feriti hanno perso la vita proprio nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi”

Secondo la televisione di stato israeliana, solo oggi sono stati uccisi cento miliziani di Hamas e altrettanti sono stati catturati

“Non sono in grado di dire se gli israeliani stiano usando armi al fosforo bianco o all’uranio impoverito, ma sicuramente stanno ’sperimentando’ sulla popolazione di Gaza nuovi ordigni chiamati Dime (dense inert metal explosive); si tratta di esplosivi di grande e controllata potenza che causano amputazioni e danni letali per chiunque venga colpito nel raggio di 10 metri”. Lo ha detto all’agenzia Misna il professor Mads Gilbert, medico norvegese e membro della organizzazione umanitaria Norwac che si trova a Gaza nell`ospedale di Shifa, il principale della città.

Israele deve permettere alla popolazione civile della Striscia di Gaza di avere accesso agli aiuti umanitari. Lo ha ribadito il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, ricordando che si tratta di una delle tre richieste – insieme a cessate il fuoco e alla ripresa del dialogo – avanzate dai Ventisette al termine della riunione straordinaria convocata il 30 dicembre. “Sono rammaricato di fronte al fatto che la proposta di permettere l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza non sia stata accettata”, ha detto Barroso.

Il ministero dell’Industria iraniano ha annunciato che sospenderà tutti i rapporti commerciali con le compagnie internazionali che hanno “azionisti sionisti”. lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna. L’Iran ha da tempo vietato alle persone e alle industrie del Paese di trattare con Israele e gli Israeliani, ma ora si spinge molto più in là, puntando su qualunque compagnia internazionale che abbia investitori collegati con Israele.

Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ai microfoni di al Jazeera, punta il dito contro Israele per aver martoriato la Striscia di Gaza. “Il -principale responsabile ha dichiarato senza mezzi termini il primo ministro – è Israele, che non vuole porre fine al conflitto, ma continua senza sosta l’offensiva”.

Violenti scontri sono in corso nella parte orientale e settentrionale di Gaza City tra militanti palestinesi e soldati israeliani. Lo hanno riferito testimoni, secondo cui il distretto di Tufah, a est, è bombardato dall’artiglieria, così come le zone settentrionali della città, dove sarebbero caduti decine di colpi sparati dai carri armati in meno di mezz’ora.

I miliziani di Hamas “stanno ancora combattendo duramente e noi non abbiamo ancora conseguito tutti i nostri obiettivi”. Lo ha riferito all’ANSA il capitano Doron Spielman, portavoce militare israeliano, secondo il quale oggi ci sono stati anche intensi scontri a fuoco dentro aree densamente popolate.

Hamas ha accusato il presidente francese Sarkozy di “parzialità totale” a favore di Israele per aver definito “irresponsabile ed imperdonabile” l’organizzazione estremista palestinese. Le dichiarazioni di Sarkozy mostrano “un franco sostegno al proseguimento della carneficina in corso a gaza”, ha dichiarato uno dei portavoce di Gaza, Fawzi Barhoum.

L’Anp non approfitterà dell’offensiva israeliana su Gaza per tornare a imporre il proprio governo nel territorio oggi sotto il controllo di Hamas. Lo ha assicurato il presidente palestinese Abu Mazen durante una conferenza stampa congiunta con il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

Oltre 70mila studenti iraniani si sono offerti volontari per condurre attentati suicidi contro obiettivi israeliani per solidarietà con i palestinesi della Striscia: è quanto riporta l’agenzia ufficiale iraniana Irna. La campagna era stata lanciata alcuni giorni fa da alcuni gruppi studenteschi fondamentalisti e da un movimento conservatore, che avevano chiesto al governo di Teheran il permesso di addestrare i volontari: le autorità non hanno dato alcuna risposta, come sempre in passato in occasioni analoghe.

Secondo testimonianze palestinesi decine di miliziani non solo di Hamas, ma anche della jihad islamica starebbero combattendo contro i reparti israeliani nel quartiere di Chujayia, nella parte orientale della capitale della Striscia.

Il presidente francese Sarkozy ha definito “irresponsabili” e “imperdonabili” le azioni di Hamas.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy, in missione di pace in Medio Oriente, ha fatto appello per un “cessate-il-fuoco immediato”. Sarkozy a Ramallah ha incontrato il presidente palestinese Mahmoud Abbas e ha assicurato che la Ue sta lavorando per mettere fine al conflitto. Il presidente francese ha aggiunto che e’ sua intenzione riferire ad Israele che ”la violenza deve fermarsi” subito.

Erano un centinaio davanti la sede del Consiglio europeo a Bruxelles per dire “no” agli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, giunti al decimo giorno consecutivo. Il gruppo di manifestanti ha chiesto il ritiro delle truppe. Un sit-in rumoroso, ma pacifico; “Europa dove sei, resti a guardare il sangue versato?”, il coro intonato dai dimostranti.

E’ in corso la prima grande battaglia a Gaza City tra l’esercito israeliano e i combattenti di Hamas. Lo hanno riferito testimoni oculari e fonti militari. Nel quartiere di Shejaiya, nella zona est della citta’, si sono udite forti esplosioni e un violento scambio di colpi di arma da fuoco. Quell’area al momento è attaccata anche dagli elicotteri.

18:02 Pronto soccorso di Gaza: “Oggi morti 50 palestinesi”

E’ di 50 palestinesi il bilancio dei morti di oggi a Gaza nel corso dell’offensiva israeliana. Lo rendono noto fonti del pronto soccorso. Tra loro i bambini sarebbero 12, due in più del bilancio dato in precedenza.

Se si raggiunge un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza gli osservatori europei sono pronti a tornare al confine tra quel territorio e l’Egitto. Lo ha detto Javier Solana, capo diplomatico dell’Ue, al termine di un incontro della delegazione dell’Unione Europea con il presidente egiziano Hosni Mubarak.

Gli attacchi di Hamas contro Israele rappresentano “un’iniziativa folle e criminale”, che ha indotto Israele ad una “reazione spropositata”. E’ il giudizio del presidente di Italianieuropei ed ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema pronunciato durante la registrazione di Matrix. “Se si vuole esercitare un’azione efficace non ci si può schierare con una parte o con l’altra- ha proseguito D’Alema – la Francia cerca di esercitare un ruolo senza simpatizzare per Hamas ma anche giudicando come una reazione spropositata quella di Israele”.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avuto un colloquio telefonico questo pomeriggio con il presidente del Consiglio europeo, il primo ministro della Repubblica Ceca, Mirek Topolanek. Berlusconi e Topolanek hanno parlato della situazione mediorientale e stabilito di mantenere uno stretto coordinamento tra la presidenza italiana del G8 e quella ceca dell’Unione europea.

“Gaza da mesi è una prigione a cielo aperto, i rifornimenti sono difficili, manca tutto, un mese fa dei bambini malati non hanno ricevuto i farmaci, la situazione era già stata segnalata dalla Croce Rossa Internazionale”. A dirlo è Massimo Barra, vicepresidente della Croce Rossa Internazionale, secondo il quale “il conflitto attuale ha esacerbato le situazioni già esistenti”.

“Non è interesse di Israele continuare a usare solo la violenza nei rapporti con i palestinesi”. Lo ha detto Massimo D’Alema, durante la registrazione di Matrix che andrà in onda questa sera, rispondendo alla domanda di Enrico Mentana che gli ha chiesto di “dire qualcosa di sionista”.

“Il cessate-il-fuoco deve avere tra le condizioni che Hamas fermi i lanci di razzi su Israele”. E’ quanto ha affermato il presidente americano uscente George W. Bush, ribadendo la necessità di una tregua e la responsabilità del gruppo islamico militante.

Decine di membri di Hamas sono stati arrestati dalle truppe israeliane nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito una fonte dell’esercito, precisando che gli arresti sono avvenuti nei giorni scorsi. Alcuni degli arrestati, ha aggiunto la fonte, sono stati interrogati e trasferiti in Israele.

Una donna e i suoi quattro figli sono morti sotto il fuoco israeliano a Gaza, nel quartiere di Chujaiya. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi. Sale così a nove il bilancio dei bambini uccisi oggi.

I paesi arabi proporranno una nuova bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per ottenere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza: lo ha reso noto il ministro degli Esteri dell’autorità nazionale palestinese, Riyad al Malki.

Petrolio in deciso rialzo sulla scia delle preoccupazioni legate al conflitto a Gaza e alla notizia di una nuova riunione d’emergenza dell’Opec chiesta dall’Iran. Il contratto di riferimento di New York, il light sweet crude con consegna a febbraio, sta segnando un rialzo di 1,09 dollari a quota 47,39 dollari al barile. In aumento anche il brent quotato a Londra che viene indicato a 47,76 dollari al barile (+0,75 dollari).

Il ministro degli Esteri Franco Frattini suggerisce al presidente francese Nicolas Sarkozy di lasciare che sia l’Unione europea a condurre i negoziati per cercare una soluzione nella Striscia di Gaza. “Quando ognuno porta avanti la propria missione, si indebolisce la nostra posizione strategica” ha detto il ministro in un’intervista a Sky Tg24, aggiungendo: “Ora c’è un nuovo presidente della Ue e dobbiamo coordinare le nostre azioni”.

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, in missione in Medio Oriente, è ripartito da Sharm El Sheikh, con destinazione Ramallah, dopo un colloquio di circa tre ore con il suo omologo egiziano, Hosni Mubarak. Sarkozy non ha fatto dichiarazioni e i giornalisti sono stati tenuti rigorosamente lontani dalla residenza di Mubarak, nella quale si è svolto l’incontro. L’agenzia egiziana Mena ha diffuso sui telefoni cellulari un breve messaggio secondo il quale il presidente egiziano “giudica necessario l’arresto immediato di tutte le operazioni militari nella Striscia di Gaza”.

Una delegazione di ministri degli Esteri dei Paesi arabi, guidati dal segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, e dal ministro degli esteri dell’Autorità palestinese (Anp), Riyad al-Maliki, verrà ricevuta oggi al Palazzo di Vetro dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. L’incontro, in calendario alle 15:00 ora locale, le 21:00 in Italia, verrà verosimilmente seguito da consultazioni in seno al Consiglio di Sicurezza, in serata o più probabilmente domani, una volta che sarà giunto a New York il presidente dell’Anp, Abu Mazen (Mahmud Abbas). Una riunione formale del Consiglio di Sicurezza sotto la presidenza del ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, non è affatto da escludere, secondo fonti diplomatiche dello stesso Consiglio di Sicurezza.

L’esercito israeliano ha avvertito i residenti nel centro di Gaza di abbandonare le loro abitazioni per evitare danni. Una telefonata pre-registrata in lingua araba ha raggiunto oggi gli abitanti della città, chiedendo di evacuare per la loro sicurezza, ma sono caduti dal cielo anche volantini lanciati da un elicottero.

Ora più che mai “si deve dialogare con Hamas” che “non è un mostro ma un movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi”. Lo afferma padre Raed Abushalia, parroco di Taybeh, unico villaggio interamente cristiano nei Territori palestinesi a 15 km da Ramallah, già portavoce del patriarcato di Gerusalemme, e figura di riferimento della chiesa cattolica in Palestina.

La Mauritania, uno dei pochi Paesi della Lega araba ad avere relazioni diplomatiche con Israele, ha “deciso di richiamare il suo ambasciatore in Israele” per protestare contro l’offensiva israeliana a Gaza. Lo si è appreso dal ministero degli Esteri mauritano.

I presidenti russo Dmitry Medvedev e palestinese Mahmoud Abbas hanno chiesto ”un cessate il fuoco immediato” nella Striscia di Gaza nel corso di una conversazione telefonica. Lo ha reso noto il Cremlino. ”Medvedev e Abbas – si legge in un comunicato – hanno discusso dell’escalation della situazione nella Striscia di Gaza, che ha portato a numerose vittime tra la popolazione civile e a una grave situazione umanitaria”. ”Ambedue le parti – aggiunge il testo – hanno sottolineato la necessita’ di un cessate il fuoco immediato”.

Ieri lo staff di Save the Children ha distribuito aiuti, soprattutto cibo, ai bambini di Gaza e alle loro famiglie, nonostante le precarie condizioni di sicurezza a causa degli attacchi che arrivano ormai anche da terra. L’Organizzazione ha fornito pacchi di cibo a 641 famiglie, approssimativamente circa 6000 persone, di cui 3000 bambini, a Gaza City, ma anche a Jabalyah est, Beit Lahia, Beit Hanoun e Un Al Nasser, e attualmente sta predisponendo la distribuzione a Rafah, nella parte meridionale del territorio.

“Non vogliamo rimanere a Gaza, non è questo lo scopo: abbiamo abbandonato la Striscia nel 2005 con un processo molto doloroso, l’abbiamo lasciata per non tornare”: lo ha affermato l’ambasciatore israeliano in Italia, Gideon Meir, intervistato da Skytg24.

“Grande preoccupazione per la situazione della popolazione civile a Gaza stretta tra i due fuochi delle milizie di Hamas e dell’esercito israeliano”. A esprimerla il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che chiede uno stop immediato “della spirale di violenza e che si arrivi ad una tregua per permettere alla diplomazia di riprendere in mano la situazione e riavviare il processo di pace. Come ha ben detto Benedetto XVI la guerra e l’odio non sono la soluzione dei problemi”.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha incontrato oggi l’Ambasciatore di Israele in Italia, Gideon Meir, per parlare del problema degli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Meir ha garantito che oggi stesso 73 tir con generi di prima necessità entreranno nella striscia di Gaza. Lo ha reso noto la Farnesina in un comunicato.

Sembra fallita la missione Ue in Medio oriente che puntava ad ottenere un cessate il fuoco da parte israeliana ed uno stop al lancio dei razzi di Hamas. “Abbiamo illustrato al ministro degli esteri israeliano la posizione della Ue per un cessate il fuoco il più presto possibile e per la fine del lancio dei razzi”, ha detto ai giornalisti il ministro ceco degli esteri Karel Schwarzenberg, presidente di turno del consiglio Ue e capo della missione europea oggi in Medio Oriente, dopo un incontro con Tzipi Livni. “Non condividiamo l’idea che un cessate il fuoco sarà possibile solo una volta raggiunti gli obiettivi israeliani, crediamo che debba partire il più presto possibile”, ha aggiunto. Livni però ha rigettato le richieste spiegando che “vogliamo cambiare le cose in quest’area. Noi combattiamo i terroristi e non faremo accordi con loro”.

Nell’ambito dell’intensa azione diplomatica messa in campo dall’Italia per promuovere una soluzione alla crisi in atto, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha continuato oggi ad avere contatti con i propri omologhi europei sugli ultimi sviluppi a Gaza. In particolare “ha avuto una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri greco, Dora Bakoyannis e con quello spagnolo, Miguel Angel Moratinos. Con quest’ultimo, il Ministro Frattini si e’ anche soffermato sulla eventualita’ di ricercare le possibilita’ di dialogo offerte nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo, al fine di coinvolgere gli attori interessati”. Lo rende noto un comunicato della Farnesina.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini è fiducioso che le milizie sciite di Hezbollah “non stiano preparando un attacco da nord contro Israele”. Il titolare della Farnesina, intervistato da Sky Tg 24, ha riferito di essere “in contatto con le autorità libanesi. Io stesso ho parlato tre o quattro giorni fa con il primo ministro (Fuad) Siniora lui mi assicura che situazione è sotto controllo”.

“Nel giro di consultazioni avviate per la presidenza del G8 e la crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha parlato questa mattina con il primo ministro turco, Tayyip Erdogan, che gli ha illustrato gli esiti della sua recente missione in alcuni Paesi mediorientali. A tale scopo, oggi e nei prossimi giorni, continueranno i colloqui del presidente Berlusconi con i principali leader internazionali”. Lo rende noto un comunicato di palazzo Chigi.

A piu’ di una settimana dall’inizio dei bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza e delle successive incursioni terrestri, i servizi chirurgici sono al collasso e c’e’ urgente bisogno di medici specializzati in chirurgia vascolare per curare il numero sempre piu’ elevato di feriti. L’allarme e’ lanciato da Medici senza frontiere che riferisce come proprio a Gaza, l’unita’ di terapia intensiva dell’ospedale di Shifa e’ al completo mentre i rischi per la sicurezza impediscono ai pazienti e al personale sanitario di raggiungere gli ospedali.

La decisione di procedere all’invasione di Gaza via terra è sopravvenuta quando Israele si è reso conto che le basi missilistiche di Hamas non sarebbero state estirpate con i soli attacchi aerei. E’ la spiegazione di come è nata l’operazione ‘Piombo fuso’ fornita dal ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista a Sky Tg24. Una ricostruzione dei fatti con la quale Frattini ha difeso la posizione da lui espressa in Senato, il 30 dicembre scorso, quando disse di aver avuto rassicurazioni dalle autorità israeliane che non ci sarebbe stato un attacco di terra nella striscia di Gaza.

L’Italia e’ favorevole all’ipotesi di schierare una forza d’interposizione europea per monitorare un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e suggerisce di ”cambiare il mandato della missione europea che gia’ opera sul terreno al valico di Rafah”. E’ quanto ha detto a Sky Tg 24 il ministro degli Esteri, Franco Frattini, precisando tuttavia che il dispiegamento di una forza del genere richiede ”l’accordo delle parti”.

Il presidente palestinese Abu Mazen ha ricevuto a Ramallah l’inviato speciale e viceministro degli esteri russo Alexandre Saltanov, chiedendo un immediato cessate il fuoco nella Striscia.
“La priorità assoluta in questo momento è la sospensione immediata e senza condizioni degli attacchi contro la Striscia di Gaza”, ha spiegato il portavoce della presidenza palestinese, Saeb Erekat, aggiungendo che Abu Mazen avrà nel pomeriggio un colloquio telefonico con il presidente russo Dmitri Medvedev.

“E’ assurdo che mentre cadono le bombe, mentre muoiono centinaia di civili, soprattutto tra i palestinesi, ma anche tra gli israeliani, si facciano inutili e strumentali polemiche su con chi si deve discutere”. Marina Sereni, vicepresidente dei deputati del Pd, è intervenuta così sulla crisi in Medio Oriente. Secondo la Sereni “ora è tempo di far cessare il fuoco, ora è tempo di una iniziativa politica e l’Italia, per il tradizionale rapporto di amicizia con i due popoli, deve fare la sua parte perchè prevalga una tregua e perchè siano possibili iniziative umanitarie”.

“Mi sembra tutto terribilmente già visto, con un ritorno delle parole d’ordine che non hanno funzionato in passato e non si capisce perché debbano funzionare in futuro”. Lo ha detto Emma Bonino, nella consueta intervista del lunedì a Radio radicale parlando della situazione a Gaza. “Da ‘terra in cambio di pace’ a ‘due popoli due stati’, mi sembra – ha aggiunto – di dover certificare l’incapacità di mettere in campo un progetto, una idea, che possa fare da stella polare”.

Migliaia di militanti palestinesi sono pronti alla battaglia contro l’esercito israeliano nella striscia di Gaza. ”Vi stanno aspettando in ogni angolo delle strade e vi daranno il benvenuto con il ferro il fuoco”, ha detto sprezzante Abu Obeida, portavoce della Brigate Ezzedine Al-Qassam, il braccio armato di Hamas, in un messaggio trasmesso dalla stazione televisiva Al-Aqsa.

“Il Presidente della Repubblica ha delineato il senso della posizione italiana su Gaza. E’ evidente che la tregua è possibile solo se finisce la causa principale che ha determinato la situazione in atto, cioè i persistenti lanci di missili con i quali da molti mesi Hamas colpisce Israele, che, quindi, solo in questo caso può fermare l’azione difensiva in corso. Infatti, una tregua unilaterale di Israele, in assenza di un impegno esplicito e garantito da parte di Hamas di sospendere i bombardamenti, sarebbe una beffa ed un obiettivo aiuto ad una formazione terrorista”. Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

I caschi blu dell’Unifil, comandanti dal generale italiano Claudio Graziano, e l’esercito libanese hanno “innalzato il livello di allerta” nell’area a sud del fiume Litani. Lo riferisce l’israeliano Jerusalem Post, citando il giornale pan-arabo ‘Al-Hayat’ stampato a Londra, secondo cui il contingente Onu, di cui fanno parte 2.450 soldati italiani, e Beirut temono che le milizie sciite di Hezbollah possano riprendere a martellare il nord di Israele, come fecero nel 2006 fino all’attacco israeliano del 2 luglio.

L’Egitto si oppone alla presenza di osservatori internazionali alla frontiera con la Striscia di Gaza. E’ quanto scrive oggi Le Monde, riferendo dell’incontro avuto ieri dal ministro degli Esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit con la troika europea. Oggi è al Cairo il presidente francese Nicolas Sarkozy, nelle stesse ora in cui è attesa nella capitale egiziana una delegazione di Hamas per discutere le condizione di un cessate il fuoco con lo stato ebraico, dopo 10 giorni di offensiva.

La missione dell’Unione europea in Medio Oriente non avrà alcun incontro con Hamas, che resta nella “lista nera delle organizzazioni terroristiche”. Lo ha ribadito a Bruxelles il portavoce della Commissione europea Amadeu Altafaj Tardiu. Nonostante la crisi in corso a Gaza, ha aggiunto, la decisione dei Ventisette di includere nella lista nera del terrorismo anche gli estremisti islamici di Hamas “resta valida”. Nel corso della tappa a Ramallah, ha precisato Tardiu, la delegazione Ue vedrà diversi “esponenti dell’Autorità nazionale palestinese, che è il nostro interlocutore”.

La Commissione Ue nega l’esistenza di una diplomazia parallela europea in Medio Oriente affermando che l’obiettivo della missione della troika Ue e di quella del presidente francese Nicolas Sarkozy nella regione “è unico ed è basato sulla posizione definita dai ministri degli esteri della Ue” nella riunione straordinaria del 30 dicembre scorso a Parigi. “Tutti i contributi sono più che ben accetti, affinchè il messaggio della Ue arrivi ad entrambe le parti”, ha detto il portavoce Amadeo Altafaj. “La cosa importante è che questo messaggio possa avere successo, attraverso la troika Ue e il contributo dei singoli leader europei”, ha aggiunto il portavoce, ricordando che la visita di Sarkozy in regione era prevista da diversi giorni.

Quello che Israele sta facendo non è solo esprimere il proprio diritto alla autodifesa, che è un diritto legittimo. Quello che stiamo facendo rappresenta la lotta contro gli estremisti e il terrorismo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, ribadendo anche che il Paese in questo momento di trova in una “situazione difficile”. Oggi la Livni ha incontrato a Gerusalemme il ministro degli Esteri russo Alexander Saltanov e ha declinato l’offerta avanzata da Mosca di fare da tramite con Hamas per una eventuale tregua nella Striscia di Gaza.

“Sono i civili palestinesi le vere vittime di Hamas che tiene in ostaggio la striscia di Gaza”. Così il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista a tutto campo sulla situazione nei Territori a Sky Tg24. Dopo aver ricordato che è stato Hamas a violare unilateralmente la tregua, Frattini ha definito la reazione di Israele purtroppo “tragica”. “E’ evidente – ha osservato il ministro – che tutto questo impone una presenza della comunità internazionale, ma impone un riconoscimento preventivo, vale a dire che Israele ha il dritto di difendersi dai missili che piovono sui villaggi dove ci sono civili, ancora una volta assolutamente innocenti”.

Da pochi minuti è cominciato a Sharm El Sheikh il colloquio tra il presidente egiziano, Hosni Mubarak, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, sulla situazione a Gaza e sugli sforzi esercitati per un cessate il fuoco. Dopo l’Egitto, Sarkozy dovrebbe raggiungere oggi Gerusalemme e poi Ramallah, mentre domani dovrebbe recarsi in Siria e Libano. Il servizio stampa della presidenza egiziana ha informato che non sono previste dichiarazioni dopo il colloquio.

Il presidente della Siria Bashar al Assad ha esortato oggi alla mobilitazione araba e islamica per fornire “ogni possibile aiuto al resistente popolo palestinese a Gaza”, ha reso noto l’agenzia ufficiale siriana Sana. Nel corso di un incontro a Damasco con sheikh Yussef al Qardawi che guida l’influente Unione internazionale degli Ulema islamici, Assad ha chiesto inoltre che “vengano intensificati gli sforzi arabi e islamici ad ogni livello per fermare l’aggressione (israeliana)”, ha aggiunto la stessa fonte.

Almeno cinque razzi sono caduti oggi su Beersheva e su Ashqelon. In quest’ultima località nove persone sono state ricoverate nel locale ospedale per ferite apparentemente non gravi.

“Appena le condizioni saranno mature” il ministro degli Esteri Franco Frattini si recherà nei Territori palestinesi. Lo ha annunciato lo stesso titolare della Farnesina in un’intervista a Sky Tg24 sugli ultimi sviluppi della crisi nella striscia di Gaza.

Il premier della Repubblica Ceca, Mirek Topolanek, ha detto oggi di avere un piano che permetterà di raggiungere la tregua a Gaza. “C’è una ipotesi di lavoro per agire più attivamente al fine di sospendere i combattimenti”, ha detto il capo del governo ceco nel corso di una conferenza stampa, senza fornire ulteriori dettagli sul piano.

Malgrado gli incessanti bombardamenti sulla Striscia di Gaza, i combattimenti in campo aperto contro le milizie di Hamas e le manovre di accerchiamento intorno al capoluogo, Israele ha autorizzato oggi l’ingresso nell’enclave palestinese di un convoglio carico di aiuti umanitari destinati alla stremata popolazione: lo ha reso noto un portavoce militare dello Stato ebraico, secondo cui l’auto-colonna è formata da “ottanta camion”, transitati attraverso il valico di confine di Kerem Shalom, all’estremità meridionale del piccolo territorio, non lontano dall’ex aeroporto internazionale situato nei pressi della frontiera egiziana.

Il ministero israeliano della Difesa rifiuta di concedere ai giornalisti stranieri il permesso di entrare nella striscia di Gaza, malgrado una sentenza della Corte Suprema. La Corte aveva stabilito la settimana scorsa che otto corrispondenti stranieri sarebbero potuti entrare, se fossero stati aperti i valichi per il passaggio di aiuti umanitari.

Il primo ministro spagnolo, José Luis Zapatero, ha lanciato oggi un appello per il “cessate il fuoco immediato” tra Israele e Hamas: “Non c’è una soluzione militare alla crisi ha dichiarato – e sulla base dei legami di amicizia che esistono con il governo israeliano, devo dire ai suoi responsabili che questo non è il cammino che condurrà alla pace e alla sicurezza del suo popolo”.

A dieci giorni dall’inizio dei bombardamenti israeliani, a Gaza i servizi chirurgici sono al collasso, e c’è urgente bisogno di medici specializzati in chirurgia vascolare per curare i feriti. E’ quanto scrive oggi l’organizzazione umanitaria Medici senza frontiere.

Israele ha dato il permesso a un convoglio di 80 camion di aiuti umanitari di entrare nella Striscia di Gaza. “Sono iniziati a entrare dal valico di Kerem Shalom” nel Sud, ha detto un portavoce dell’esercito israeliano. Gli aiuti comprendono cibo e medicinali inviati da Egitto, Giordania, Grecia e dalle agenzie Onu.

Mohammed Dahlan, l’ex leader di Fatah a Gaza, ha negato che il suo partito voglia tornare a guidare la Striscia sulla scia dell’intervento israeliano. “Non vogliamo un potere comprato con il sangue palestinese”, ha detto. Gli esponenti di Fatah, il partito del presidente dell’Anp Abu Mazen, sono stati cacciati dalla Striscia con il sanguinoso golpe di Hamas del giugno 2007.

La presidenza ceca di turno dell’Ue fa sapere di avere uno “scenario di soluzione” del conflitto tra Israele e Hamas e palestina, con “l’obiettivo minimo” di arrivare a “far tacere i cannoni”. Lo ha detto il premier di Praga Mirek Topolanek. Il capo del governo ceco non ha per ora rivelato quale sia l’idea alla base dello “scenario” di cui ha parlato con il premier turco Recep Tayyip Erdogan e con il cancelliere tedesco Angela Merkel.

Sull’atteggiamento da assumere verso la crisi di Gaza non ci sono “grandi divergenze” tra le forze politiche italiane: a dirlo è, da Napoli, Giorgio Napolitano. “Ho visto che c’è una sollecitazione perché il governo faccia di più – ha spiegato – si tratta di trovare un punto di incontro tra il diritto di Israele alla sicurezza e quello dei palestinesi a un loro Stato indipendente. Mi pare che sia un punto su cui concordano tutte le forze politiche”.

Il primo ministro turco Tayyip Erdogan ha oggi pesantemente attaccato l’intervento militare israeliano nella Striscia di Gaza affermando che lo Stato ebraico “sfortunatamente ha provocato una tragedia dell’umanità utilizzando una forza eccessiva”. “Io ritengo – ha aggiunto il premier turco – che questa tragedia procurerà molti problemi anche allo stesso Israele: sarà maledetto per i bambini e le donne innocenti morti sotto le bombe, per le lacrime versate dalle madri palestinesi”.

Tre razzi Qassam sono caduti dentro la città di Sderot. Almeno un altro razzo è caduto vicino alla città di Ashdod e un altro ancora nei pressi di Ashkelon; non si ha notizia di vittime o di danni.

“Auspico una tregua”: lo ha dichiarato, questa mattina, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ha anche espresso l’augurio che le missioni della Ue e di Sarkozy abbiano successo. “Mi pare – ha spiegato – che la difficoltà sia nel concertare un’azione sul piano politico-diplomatico. Ci sta provando l’Europa con qualche difficoltà”. La situazione però è “molto dura”, ed è “caratterizzata anche da un presenza come quella di Hamas, che ha segnato una spaccatura.
Io l’ho constatato quando sono andato lì, poco più di un mese fa”.

L’Unione Europea opera per un “cessate il fuoco rapido a Gaza, e più presto arriverà, meglio sarà”. Lo ha affermato l’Alto Rappresentante Ue, Javier Solana, in una dichiarazione dopo il colloquio avuto a Sharm el Sheikh stamane dalla “troika” (Repubblica Ceca, Francia, Svezia) con il presidente egiziano, Hosni Mubarak. Nel primo pomeriggio è previsto l’arrivo a Sharm del presidente francese, Nicolas Sarkozy.

Mohammed Al Zahar, ministro degli Esteri del governo di Hamas a Gaza, ha parlato alla tv palestinese Al Aqsa. “Non ci arrenderemo – ha detto – e vinceremo, anche a costo di migliaia e migliaia di vittime”.

Hamas “ha una forte responsabilità nella sofferenza del popolo palestinese a Gaza”. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy in un’intervista concessa a tre quotidiani libanesi in occasione della sua missione diplomatica in Medio Oriente. Pur condannando l’offensiva israeliana di terra, il capo dell’Eliseo ha voluto dire di “condannare con la stessa fermezza la prosecuzione dei lanci di missili, che sono una provocazione inaccettabile”.

Il capoluogo della Striscia di Gaza è ormai “parzialmente circondato” dalle truppe di terra israeliane: lo ha confermato il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, alla commissione Esteri e Difesa della Knesset. Il ministro ha puntualizzato che “dobbiamo ancora raggiungere il nostro obiettivo”, vale a dire porre le comunità stanziate nella parte meridionale del territorio israeliano al sicuro dagli attacchi di Hamas con razzi e salve di mortaio dall’enclave palestinese. Dunque, “l’operazione continua”.

Nell’offensiva di terra nella Striscia di Gaza l’esercito israeliano starebbe usando i controversi proiettili al fosforo, che possono causare terribili ustioni. Si tratta dlle stesse munizioni impiegate dagli Usa in Iraq nel novembre del 2004 a Falluja. E’ quanto rivela il britannico Times ricordando che in base al Trattato di Ginevra del 1980 il fosforo bianco “non può essere usato come arma di guerra nelle aree popolate da civili, anche se non ne è vietato l’impiego come cortina fumogena o come bengala per illuminare le aree dove operano le truppe.

La Striscia di Gaza è sconvolta dalla guerra, ma il rappresentante del quartetto (Usa, Russia, Onu e Ue) per il Medio Oriente, Tony Blair, è stato in vacanza fino all’altro ieri. E’ quanto scrive oggi il Daily Mail, sottolineando che da quando ha assunto l’incarico, nel giugno 2007, l’ex premier britannico non ha mai visitato Gaza.

Una delegazione di Hamas giungerà oggi in Egitto, dove è atteso anche il presidente francese Nicolas Sarkozy – alla prima sosta della sua missione in quattro tappe in Medio Oriente.

Scontri fra soldati israeliani e militanti di Hamas sono proseguiti ancora questa mattina nella parte orientale e settentrionale della Striscia di Gaza, causando il ferimento di un ufficiale israeliano e di cinque soldati. Dall’inizio dell’offensiva di terra, è morto un soldato israeliano – il sergente Dvir Emmanueloff, 22 anni, colpito da una scheggia di proiettile di mortaio – e 55 altri sono rimasti feriti, quattro dei quali sono in condizioni gravi.

Secondo un testimone oculare citato dalla tv satellitare araba al jazeera, un missile partito da un aereo israeliano avrebbe colpito una casa a khan younis a gaza dove si stava celebrando un funerale, provocando morti e feriti.

Furiosi combattimenti sono in corso dalla notte scorsa tra truppe di terra israeliane e milizie palestinesi nella Striscia di Gaza, soprattutto nella parte settentrionale dell’enclave. Gli scontri più violenti si registrano nei dintorni di Beit Lahiyah, Beit Hanoun e del campo profughi di Jabaliyah. Intanto l’aviazione prosegue i suoi raid: diversi obiettivi sono stati martellati a Rafah e dintorni, all’estremità sud del piccolo territorio, lungo il confine con l’Egitto.

E’ salito ad almeno 517 il numero complessivo dei palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall’inizio dell’Operazione Piombo Fuso. Lo hanno riferito fonti ospedaliere locali, secondo cui tra le vittime 87 erano bambini, cinque dei quali hanno perso la vita solo oggi.

Il ministro della Sanità di Hamas, Bassem Naeem, ha ordinato al personale sanitario di proibire ai combattenti armati di salire sulle ambulanze in modo “da non dare agli isrAeliani unA scusa per attaccare i veicoli”. Lo riferisce il sito israeliano Ynetnews, citando fonti a Gaza.

Molti civili di Beit Lahyia, nel nord della Striscia dove è iniziata l’operazione di terra israeliana, hanno lasciato le loro case dopo il tramonto di ieri per rifugiarsi nelle abitazioni di parenti e amici nella zona considerata più sicura di Jabaliya. Lo scrive il sito israeliano Ynetnews, aggiungendo che la gente è partita a piedi nel timore che le automobili vengano prese di mira dagli aerei israeliani.

E’ salito ad almeno cinque in due distinti episodi il numero complessivo dei bambini palestinesi uccisi oggi dalle forze israeliane all’attacco nella Striscia di Gaza: tre piccoli e la loro madre sono morti infatti nel crollo della loro casa, centrata in pieno da un proietto sparato da un carro armato con la Stella di David a Zeitoun, sobborgo situato nella parte orientale di Gaza città.
Lo hanno reso noto fonti dei locali servizi di soccorso, secondo cui altri due bimbi hanno perso la vita nel quartiere di Shati, martellato da colpi di artiglieria provenienti dal mare.

Sette persone appartenenti alla stessa famiglia sono rimaste uccise in un bombardamento delle forze israeliane contro una casa oggi alla periferia di Gaza City, il secondo del genere sferrato oggi. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi.
L’attacco, effettuato in un campo profughi alle porte di Gaza City, segue una prima azione del genere nella mattinata in cui sono morti tre bambini e la loro madre. Secondo le stesse fonti mediche sono quindi 12 in tutto le vittime civili dall’inizio della giornata.

L’emiro del Qatar, sceicco Hamad ben Khalifa Al-Thani, chiede nuovamente che si tenga un vertice arabo “straordinario” per discutere dell”aggressione” israeliana alla Striscia di Gaza, che definisce un “crimine di guerra”. Lo riporta oggi la stampa del suo paese.

Tre bambini palestinesi sono rimasti uccisi oggi a Gaza nell’attacco di un carro armato israeliano, mentre erano nella loro casa nella parte orientale di Gaza City. Lo riferiscono fonti mediche locali. Stando alle stesse fonti, diversi altri palestinesi sono rimasti feriti nello stesso episodio accaduto nel quartiere Zeitoun di Gaza.

L’aviazione israeliana ha attaccato questa notte 30 obiettivi, mentre le forze terrestri hanno continuato ad avanzare nella Striscia di Gaza. Lo rende noto un portavoce militare di Tel Aviv.
“Le nostre forze aeree hanno attaccato nella notte 30 obiettivi, tra i quali una moschea di Jabaliya adibita a deposito d’armi, abitazioni in cui erano stipate munizioni, e veicoli con a bordo lanciarazzi e uomini armati”, afferma la fonte, secondo la quale “le forze terrestri israeliane hanno continuato la loro avanzata, appoggiate dall’artiglieria navale”. Le vittime sono oltre 500, ma il bilancio è probabilmente peggiore: i soccorsi, infatti, non riescono a raggiungere i campi di battaglia

Hamas ha intenzione di inviare oggi una delegazione in Egitto, per i primi colloqui diplomatici. Lo comunica una fonte ufficiale del movimento islamico. Una nostra delegazione sarà al Cairo “in risposta all’invito egiziano ad avere colloqui”, spiega Hamas. Secondo fonti palestinesi, venerdì scorso l’Egitto aveva contattato Hamas con l’obiettivo di arrivare ad una tregua.

La diplomazia prova ad affrontare la crisi di Gaza. Oggi la Troika europea, guidata dall’Alto Rappresentante Javier Solana e composta dai ministri degli esteri di Francia, Repubblica ceca e Svezia, incontra a Sharm El Sheikh il presidente egiziano Hosni Mubarak; poi la delegazione Ue sarà in Israele e in Cisgiordania; domani in Giordania. Mubarak riceverà anche il presidente francese Nicolas Sarkozy.

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5 gennaio 2009

fonte: http://www.repubblica.it/2009/01/dirette/sezioni/esteri/striscia-gaza/5-gennaio/index.html


Risposte

  1. Los Angeles 6.23.09
    Al Miistro FRATTINI
    Egregio anche Lei appartine al circolo”INCOMUNICABILITA”non si risponde ai cittadini,per nessun motivo. Quando
    si offre aiuto a paesi bisognosi era una storia da appezzare.Non Le e’ stato chiesto nulla.Solo di prendere atto di una iniziativa privata che avrebbe portato beneficio all’Italia.
    Aldo Caretti
    investments@cfgi.biz


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