Dr Mona Elfaraa, Doctor at Al Awda
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Fonte: Forumpalestina
La feroce aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza arriva dopo anni di un embargo internazionale voluto da Israele, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Come conseguenza di questo embargo criminale, le strutture sanitarie e sociali di Gaza erano prossime al collasso già prima dell’ultima offensiva israeliana.
In questo momento drammatico, la crisi umanitaria a Gaza è totale, ed è una crisi voluta dallo Stato sionista ed i suoi alleati, perché funzionale alla pulizia etnica, che continua ad essere il vero obiettivo strategico di Tel Aviv.
Per dare il nostro contributo concreto alla lotta dei Palestinesi di Gaza contro l’annientamento, ci impegniamo in una campagna straordinaria di raccolta fondi, in collaborazione con l’Unione dei Comitati della Sanità di Gaza e l’ospedale Al Awda di Jabalya. Iniziamo ora questa campagna straordinaria per essere in grado di far pervenire i contributi non appena sarà possibile, coordinandoci con i comitati popolari che operano in Egitto, nel Sinai, nelle immediate vicinanze del confine con la Striscia di Gaza.
Abbiamo deciso di raccogliere contributi in denaro perché il materiale sanitario e umanitario di cui c’è bisogno a Gaza è reperibile in Egitto a costi inferiori rispetto a quelli italiani e perché questo consentirà una maggiora puntualità delle scelte, anche in relazione alla somma che riusciremo a raccogliere. Invitiamo dunque i comitati, le associazioni e chiunque voglia contribuire, anche attraverso l’organizzazione di iniziative specifiche, a far pervenire i contributi sul conto corrente postale n. 47209002, intestato a Monti Germano, con la causale S.O.S. Gaza. Si prega di dare comunicazione del versamento alla casella di posta del forum. In questo modo l’elenco dei contributi pervenuti sarà trasparente e verrà aggiornato in tempo reale sui siti www.forumpalestina.org e www.udap.net.

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Forum Palestina – Unione Democratica Arabo-Palestinese
… sempre da Forumpalestina alcune notizie in breve:
Israele espellerà rappresentante Venezuela a Tel Aviv
Israele espellerà l’incaricato d’affari venezuelano a Tel Aviv, in risposta all’espulsione dell’ambasciatore israeliano a Caracas come segno di protesta contro l’offensiva militare a Gaza. Lo ha detto un portavoce del ministero degli esteri a Gerusalemme.
Un messaggio dello scrittore israeliano Yitzhak Laor al Forum Palestina
SIETE BRAVI, BRAVISSIMI (da Tel Aviv)
Sono Israeliano. Mi vergogno. Siamo quelle migliaia di israeliani che i media occidentali ignorano. Stasera, a Tel Aviv pensiamo anche a voi, e alle vittime innocenti della criminalita’ Israeliana.
Yitzhak Laor
Tel Aviv
I didn’t go that far only to crawl my way back
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http://www.mitaam.co.il/
http://www.mitaam.co.il/HEBM16.htm
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A wounded Palestinian girl is carried into a hospital on January 4, 2009 in Gaza.
ATTIVISTA ITALIANO PER I DIRITTI UMANI DENUNCIA: ISRAELE ATTACCA INTENZIONALMENTE PERSONALE MEDICO
PER DIFFUSIONE IMMEDIATA. TESTIMONIANZE
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4 gennaio 2009
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Attivisti dell’International Solidarity Movement hanno passato la notte scortando le ambulanze di Gaza. Lavoravano con il personale medico durante l’invasione di terra delle forze di occupazione israeliane nel nord della Striscia di Gaza.
“_Oltre ai due medici uccisi dall’esercito israeliano il 31 dicembre, oggi altri cinque sono morti per fuoco israeliano. Uno è stato colpito da proiettili a Jabaliya, un altro a Al Sheikh Ejleen. Tre sono stati uccisi quando un missile ha centrato la loro ambulanza nei dintorni di Tal Hawye a Gaza City. I medici sono constantemente in contatto con la Croce Rossa per negoziare i loro movimenti con gli Israeliani, ma questi rifiutano sempre l’autorizzazione.”_
SHARON LOCK (AUSTRALIA) – INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT
“_Gli Israeliani hanno lanciato una bomba di fronte alla nostra ambulanza per impedirci di avvicinarci ai feriti: una madre, un padre e tre fratelli adolescenti. Uno dei fratelli tentava di coprirne un altro con un lenzuolo. Erano entrambi feriti orribilmente; potevo vedere i polmoni di uno di loro. Mentre aiutavo i dottori a spostarlo dalla barella mi sono ritrovato con la mano nel suo corpo.” _
ALBERTO ARCE (SPAGNA) – INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT
“_Mi hanno chiamata 30 minuti fa, su una linea telefonica disturbata, dicendo che Arafat è morto – ucciso mentre lavorava – sotto fuoco israeliano. Era uno dei medici di emergenza che ho incontrato due notti fa, pieno di compassione, emotivamente forte, e con un incrollabile senso dell’umorismo. Sono più rattristata per la sua morte di quanto possa esprimere” _
EVA BARTLETT (CANADA) – INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT
“_Israele pretende che non ci sia una crisi umanitaria solo perchè non ci considera umani.”_
NATALIE ABU SHAKRA (LIBANO) – INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT
“_Israele continua a violare le convenzioni internazionali attaccando personale medico. Stanno massacrando la gente di Gaza. Con un crescente numero di vittime civili, Israele deve assicurare che l’assistenza medica sia disponibile. Invece, stanno colpendo intenzionalmente le squadre di medici protette dalle Convenzioni di Ginevra. La comunità internazionale deve pronunciarsi sul disprezzo di Israele per il diritto internazionale.”_
VITTORIO ARRIGONI (ITALIA) – INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT
“_L’invasione di terra della scorsa notte ha portato alla chiusura di Beit Lahiya e Beit Hanoun. Siamo riusciti a entrare a Beit Hanoun per raccogliere i corpi di alcune vittime. Ora ci dirigiamo a Jabaliya per continuare a lavorare all’accompagnamento delle ambulanze. Non c’è alcun posto dove la gente di Gaza possa scappare, i civili non possono uscire e mettersi in sicurezza a causa dell’assedio. Questi prolungati attacchi a Gaza sono terrificanti e l’invasione di terra della scorsa notte da parte delle forze di occupazione israeliane ha portato a un numero altissimo di vittime civili”_
EWA JASIEWICZ (POLONIA/INGHILTERRA) – FREE GAZA MOVEMENT
CONTATTARE:
Ewa Jasiewicz – Polonia/Inghilterra (Polacco, Inglese e Arabo) +
447749421576k
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ALTRI ATTIVISTI PER I DIRITTI UMANI PRESENTI ORA A GAZA:
Alberto Arce – Spgna – (Spagnolo) – +9…
Dr. Haider Eid – Sud Africa (Inglese e Arabo) – + …
Sharon Lock – Australia (Inglese) – +9…
Fida Qishta – Palestina (Inglese e Arabo) +9…
Jenny Linnel – Inghilterra (Inglese) – +9…
Natalie Abu Shakra – Libano (Inglese e Arabo) +9…
Vittorio Arrigoni – Italia (Italian) – +973 59 8378945
Eva Bartlett – Canada (Inglese) – +9…
PER INFORMAZIONI GENERALI, CONTATTARE:
Adam Taylor – ISM media office a Ramallah – +9…
Per i numeri telefonici non riportati è possibile chiedere a Vittorio
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A wounded Palestinian youth is carried into a hospital on January 4, 2009 in Gaza.
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A Torino un incontro “riservato” per aggiornare gli accordi di Ginevra tra palestinesi e israeliani
Per saperne di più….leggi e documentati
17 dicembre 2008
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In questi giorni si è svolto a Torino un importante seminario riservato tra personalità israeliane, palestinesi ed europee (tra loro ex generali, ex dirigenti dei servizi di sicurezza e giuristi), che hanno lavorato intensamente alla definizione dei cosiddetti “Annessi” al Modello di Accordo di Ginevra.
Si tratta dei dettagli relativi ai nodi più delicati (Rifugiati, Gerusalemme, Corridoio Salva-passaggio tra Gaza e Cisgiordania, problemi di sicurezza etc.), che erano stati lasciati aperti nel dicembre 2003, quando l’accordo fu firmato dagli ex – ministri Yossi Beilin e Yasser Abed Rabbo, che avevano condotto i negoziati a Camp David II e a Taba, insieme ad altri importanti esponenti delle due parti. Il Seminario, è stato promosso dal CIPMO – Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, con l’Istituto di Studi Storici G. Salvemini di Torino, in collaborazione con i due Comitati di Ginevra israeliano e Palestinese, a conclusione del Progetto “Percorsi Mediterranei in Piemonte”.
Tale progetto è stato sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, dalla Compagnia di San Paolo e dalla Camera di Commercio di Torino.Il CIPMO è promotore e coordinatore del Comitato Italiano di Appoggio all’Accordo di Ginevra, cui hanno aderito tra gli altri le organizzazioni sindacali italiane, l’ANCI, numerose Regioni e Comuni italiani, tra cui i Comuni di Milano, Roma, Torino e Venezia, e i maggiori partiti nazionali del centro e della sinistra, dall’UDC fino a Rifondazione Comunista. La delegazione israeliana al Seminario era coordinata da Boaz Karni, Presidente del board della Iniziativa di Ginevra di Israele, mentre quella palestinese è stata guidata da Samih El – Abed, già Ministro dei Lavori pubblici e dell’edilizia della ANP e membro del Palestinian Negotiating Team.
Era altresì presente l’Ambasciatore Jean-Daniel Ruch, inviato speciale per il Medio Oriente del Ministero degli Esteri Svizzero, che ha moderato le sessioni di lavoro. I lavori sono stati coordinati da Janiki Cingoli, Direttore del CIPMO. Le delegazioni erano composte da ex generali, ex dirigenti dei servizi di sicurezza e giuristi.
Durante la sessione inaugurale sono intervenuti Paola Pozzi, Presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale Piemontese e Giovanni Pischedda, Responsabile per gli organismi Internazionale della Camera di Commercio di Torino. Gli accordi di Ginevra – come noto – erano fortemente vincolato dal ripetuto e misterioso “allegato X” (quindi segreto) che di fatto condizionava e annullava tutto quello scritto nelle pagine precedenti. Per saperne sull’inganno degli accordi di Ginevra di più vai su:
http://www.forumpalestina.org/news/2004/Gennaio04/Documenti_su_accordi_Ginevra.htm
http://www.forumpalestina.org/news/2008/Ottobre08/Aziendeitaliane/AziendeItaliane.htm
http://www.forumpalestina.org/news/2008/Ottobre08/07-10-08ProblemaSulCampo.htm
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Israele sulla via del disprezzo
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Israele ha attaccato Gaza con 100 aerei da combattimento, missili ed elicotteri Apache, uccidendo, all’ora in cui scriviamo, circa 350 persone tra cui un numero elevato di donne e bambini. Prima di questo, da oltre due anni ha strangolato gli abitanti (1 milione e mezzo circa) imponendo il blocco dei rifornimenti di cibo, carburante, energia elettrica. Ha bloccato l’entrata ed uscita degli abitanti compresi i malati gravi, ridotti alla fame e privi di possibilità di curarsi e lavorare. L’economia della Striscia è stata distrutta dal blocco completo di esportazioni ed importazioni: mancano i materiali (cemento, ecc) per costruire, per l’industria e l’agricoltura. I prodotti tradizionali del luogo, ortaggi e frutta, marciscono nei magazzini a causa del blocco israeliano. Anche i soccorsi delle Nazioni Unite e di alcuni Paesi europei sono stati gravemente ostacolati, ed impedita l’attività di associazioni di cooperazione. Gaza ha tutto l’aspetto di una prigione a cielo aperto. La precaria tregua stabilita nel 2008 è stata rotta da Israele con un attacco che ha ucciso, nel novembre scorso, 7 persone.
Alcuni palestinesi ( in realtà non si sa chi siano, ma sembra giusto metterli in conto ad una parte almeno di Hamas, poiché Hamas non li ha sconfessati) hanno reagito lanciando razzi Qassam contro le abitazioni israeliane al confine con la Striscia, principalmente nella cittadina di Sderot e dintorni. Questi razzi, assolutamente inefficaci dal punto di vista militare, possono essere diretti solo con grossolana approssimazione, e sono la manifestazione di una volontà di resistenza che si esprime in modo velleitario ed assurdo, e criminale perché rivolto contro civili: essi servono soprattutto ad Israele, come pretesto per continuare il mai interrotto blocco, ed ora la strage. Abbiamo visto i ministri israeliani parlare della necessità di difendere i loro cittadini dai razzi sparati dal territorio di Gaza, con una cinica ed inverosimile ripetizione della favola del lupo e l’agnello. La ministra degli esteri è comparsa in tv per dire che ora basta: nonostante il dolore per i bambini colpiti, «è ora di far cessare la minaccia contro Israele». Questa volta, neppure la stampa dell’Europa occidentale sembra disposta a credere a queste menzogne, salvo una parte consistente di quella italiana, assuefatta alla autoprivazione della libertà di espressione per opportunismo conformista.
La politica di Israele, con la coraggiosa eccezione di una piccola minoranza a cui va reso merito, la miriade di piccoli gruppi organizzati che esercitano una attivissima opposizione in nome degli ideali di giustizia e libertà, uguaglianza e pace ( vogliamo qui ricordarli tutti con simpatia e solidarietà: ci si permetta anche di additare i giovani e giovanissimi che rifiutano il servizio militare come occupanti ed oppressori nei territori palestinesi), è tuttora dominata dall’ideale nazionalista del sionismo che vuole, dopo stabilito lo Stato Ebraico, farlo più grande e forte, invincibile rifugio degli Ebrei dispersi nel mondo. E per questo, invece di cercare amicizia e cooperazione con il popolo palestinese che hanno cacciato dalla sua terra con la violenza ed il disprezzo, in modo continuato dal 1948 ad oggi, si affida alla forza delle armi.
L’estrema violenza ed ingiustizia di tutta la politica israeliana, dalla cacciata dei palestinesi ad oggi, è ora culminata nell’eccidio di Gaza, che ricorda altri eccidi che non vogliamo qui citare uno per uno, ma che gli israeliani e gli ebrei della diaspora dovrebbero aver ben presenti, ed insegnare alle nuove generazioni perché rifiutino la violenza nazionalista e razzista.
Ricordando l’introduzione di Primo Levi al suo esemplare libro «Se questo è un uomo», affermiamo che quando il disprezzo per lo straniero, il diverso, diventa il fondamento di una società, si arriva al lager. La strage di Gaza, insieme all’oppressione dei palestinesi nella Cisgiordania, alla loro discriminazione in Israele, è già ben inoltrata su questa strada.
*** Giorgio Forti, Giorgio Canarutto, Paola Canarutto, Marina Del Monte, Miryam Marino, Carla Ortona, Renata Sarfati, Stefano Sarfati Nahmad, Susanna Sinigaglia, Ornella Terracini di Rete-ECO (Rete degli Ebrei contro l’Occupazione)
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