
Papa: “Nuovi dirigenti per la pace”
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Israele ha intensificato in nottata l’offensiva contro la Striscia di Gaza: decine di carri armati nel sud del territorio palestinese e raid aerei contro la città di Rafah. Il ministro degli esteri francese Kouchner, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, non è riuscito ieri ad ottenere un accordo unanime sulla crisi di Gaza in seno alle Nazioni Unite, dove oggi si ritorna a trattare. Benedetto XVI condanna la guerra e dice: Servono nuovi leader per la pace. Oggi due inviati israeliani saranno al Cairo per esaminare il piano proposto da Mubarak, ma Hamas lo boccia: “Non è in grado di risolvere la crisi”. Missili katiuscia lanciati su Israele rischiano di aprire il fronte Hezbollah. Colpito convoglio con aiuti umanitari Onu durante la tregua di tre ore, morto l’autista.

Aggiornata alle 22:02 08.01.09
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Alle Nazioni Unite sarebbe stato raggiunto un accordo per una risoluzione in vista di un cessate il fuoco a Gaza.
“Le operazioni nella Striscia di Gaza proseguono come prima, non è stato ancora diramato alcun ordine di intensificare l’offensiva”. E’ quanto ha dichiarato oggi il premier israeliano Ehud Olmert, questa mattina in visita al quartier generale dell’esercito, insieme al Ministro della difesa, Ehud Barack. “Il nostro obiettivo” ha detto Olmert, “è impedire gli attacchi con i razzi dal territorio palestinese e il contrabbando di armi. Un obiettivo che non abbiamo ancora raggiunto e l’esercito non ha ancora ricevuto l’ordine di fare di tutto per raggiungerlo”.
Durissime accuse della Croce Rossa Internazionale contro Israele. I soccorsi all’interno della striscia di Gaza, si legge in un comunicato dell’ICRC, sarebbero stati deliberatamente ostacolati dai soldati israeliani e viene riferito di episodi particolarmente agghiaccianti avvenuti nel quartiere di Zeitun, a Gaza City: quattro bambini, troppo deboli per rimanere in piedi, che giacevano abbracciati al cadavere della loro madre, un uomo ancora vivo sdraiato lungo la strada, nelle case e per le vie decine di cadaveri abbandonati. I soccorritori della Croce Rossa sono riusciti ad evacuare 18 feriti ed altre 12 persone in condizioni fisiche estremamente fragili, malgrado ”i soldati israeliani che si trovavano ad una postazione militare a soli 80 metri di distanza” abbiano intimato loro di andarsene.
Il più noto cantante algerino, Cheb Khaled, ha dichiarato di essere “pronto ad imbracciare le armi e fare la jihad contro l’esercito israeliano a Gaza”. In un’intervista al quotidiano algerino Ennahar, il re del rai, giunto da Parigi per partecipare insieme a molti artisti algerini alla manifestazione promossa dalla ministra della cultura Khalida Toumi, ha condannato “il silenzio delle autorità arabe” sottolineando che “i paesi arabi devono smettere di consegnare petrolio e gas agli ebrei e agli americani e rompere le loro relazioni diplomatiche”.
Sono “afflitto” dal “massacro di cui sono vittima ogni giorno i civili e gli innocenti senza difesa di Gaza”, ha aggiunto Khaled, dicendosi “pronto a prendere le armi per andare a combattere a Gaza”. Il padre della musica Rai algerina ha anche annunciato l’organizzazione di un concerto i cui introiti saranno destinati alla popolazione di Gaza
L’Arabia Saudita ha annunciato di aver raccolto in una settimana 45,6 milioni di dollari in aiuti ai palestinesi, più derrate alimentari, farmaci e altri beni di prima necessità. Un telethon televisivo sabato ha raccolto 32 milioni. Re Abdallah e suo figlio Ben
Abdel Aziz hanno offerto rispettivamente 8 e 2,6 milioni di dollari.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha condannato oggi il mancato rispetto della tregua da parte delle forze armate israeliane, che hanno aperto il fuoco durante la “finestra” umanitaria di tre ore contro un convoglio delle Nazioni Unite a Gaza, uccidendo due impiegati dell’agenzia umanitaria dell’Onu, l’Unrwa.
Il Dipartimento di Stato americano ha chiesto a Israele di espandere i corridoi umanitari nella Striscia di Gaza, denunciando la ”terribile” situazione umanitaria nel territorio palestinese. ”Riteniamo che debba essere aperto ulteriormente”, ha detto il portavoce Robert Wood a proposito del corridoio umanitario aperto ieri da Israele per gli 1,5 milioni di abitanti del territorio. ”Pensiamo che le ore debbano essere aumentate. Questo è qualcosa al quale stiamo lavorando con gli israeliani e altri”, ha aggiunto. ”Ovviamente riteniamo che la situazione umanitaria sia terribile. Siamo molto preoccupati per quanto sta succedendo sul terreno”, ha concluso.
L’organizzazione umanitaria Amnesty International ha accusato le forze israeliane e i miliziani palestinesi a Gaza di mettere costantemente in pericolo la vita dei civili e di usarli, in certe circostanze, “come scudi umani”.
Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha affermato oggi che ancora non sono stati raggiunti tutti gli obiettivi dell’offensiva contro Gaza. “La decisione su come essere sicuri che si mantenga la calma nel sud è ancora davanti a noi e alle forze di difesa israeliane non è ancora stato chiesto di compiere tutto quello che è necessario per ottenere questo risultato”, ha detto Olmert durante una visita ai soldati della divisione Gaza.
Il testo della risoluzione Onu è stato redatto dalla Gran Bretagna nel corso della notte e presentato questa mattina a Francia e Stati Uniti, che lo hanno approvato. I tre Paesi, secondo fonti citate dall’agenzia France Presse, hanno quindi presentato la bozza alla delegazione dei Paesi arabi. La risoluzione è in alternativa a quella già presentata all’Onu dalla Libia.
Hamas rinuncerà per il momento a contestare la permanenza alla guida dell’Autorità nazionale palestinese di Abu Mazen, il cui mandato – secondo l’organizzazione estremista palestinese – scadrebbe alla mezzanotte di oggi: lo ha reso noto il portavoce del governo di Hamas a Gaza, Taher Nunu. La priorità per Hamas è ora quella di affrontare l’offensiva israeliana su Gaza e di ricercare l’unità nazionale palestinese. Diversa la posizione della dirigenza politica in esilio dell’organizzazione: Moussa Abu Marzouk, viceresponsabile dell’ufficio politico di Hamas, ha ribadito che da domani abu mazen “non rappresenterà il popolo palestinese nei negoziati”.
Salito alla ribalta delle cronache durante la campagna elettorale americana, oggetto di discussione tra i candidati durante i faccia a faccia, l’idraulico Joe, più noto come “Joe the plumber” cambia mestiere. Sarà corrispondente di guerra in Israele per il sito conservatore Pjtv.com. Samuel J. Wurzelbacher, questo il suo vero nome, ha detto una tv dell’Ohio, vuole il punto di vista “dell’uomo comune Joe” su quanto sta accadendo in Medio Oriente.
Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna stanno lavorando ad una risoluzione vincolante Onu che chieda un cessate il fuoco immediato a Gaza, lo stop al traffico di armi e l’apertura dei valichi di confine. Lo riferiscono fonti diplomatiche.
Israele fermi l’attacco contro Gaza “senza nessun rinvio”. E’ questa la richiesta rivolta dal presidente egiziano Hosni Mubarak a Shimon Peres, durante una conversazione telefonica con il presidente israeliano. Secondo quanto riporta l’agenzia Mena, Mubarak ha ribadito che l’Egitto e la comunità internazionale condannano l’offensiva israeliana in corso che ha già provocato 736 morti e 3.120 feriti tra i palestinesi.
L’Unione europea e’ pronta a riprendere la sua missione al valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto se il conflitto nel territorio palestinese verra’ risolto. Lo ha dichiarato da Ankara il capo della diplomazia europea, Javier Solana. ”Abbiamo detto sin dall’inizio del conflitto che siamo disposti a riprendere la missione se vengono fissate le modalita’ di un cessate il fuoco”, ha affermato Solana al termine di un incontro con il ministro degli Esteri turco, Ali Babacan.
La pausa di tre ore nei combattimenti e’ ”insufficiente” e la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza peggiora ”di ora in ora”. E’ quanto ha denunciato il portavoce dell’Unrwa, l’Agenzie delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. Christopher Gunness ha precisato che gli 1,5 milioni di abitanti del territorio sono in una situazione ”critica”. Il portavoce dell’agenzia dell’Onu ha sottolineato che le riserve di cibo bastano solo per qualche giorno, specialmente dopo la chiusura del valico di Karni tra Israele e la Striscia di Gaza, abitualmente utilizzato per le consegne alimentari.
Quando le ostilità nella Striscia di Gaza cesseranno i nostri soldati saranno pronti a partecipare ad una forza di interposizione, come è stato per la Georgia. Lo dice il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando al termine dell’esecutivo di An. “In queste condizioni, senza un cessate il fuoco – osserva – non si pone neanche il problema di una forza di interposizione, sarebbe impossibile ma in un secondo momento, come avvenne in Georgia, i nostri soldati saranno pronti e all’altezza di un intervento. Se il governo li chiamasse sarebbero contenti di esprimere la loro capacità e professionalità”.
L’autorità palestinese spera che il lancio di razzi dal sud del Libano contro Israele avvenuto stamattina “sia un fatto isolato” e che “non complichi ulteriormente le cose” per la striscia di Gaza. Lo ha affermato oggi il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) a Madrid, dove ha incontrato il premier spagnolo José Luis Zapatero.
Per sostenere la richiesta di tregua rinnovata oggi dal Papa i vescovi del coordinamento delle Conferenze episcopali di Usa e Europa a sostegno della Chiesa cattolica e dei cristiani in Terra Santa hanno confermato la loro presenza a Betlemme dal 10 al 15 gennaio, per incontri con il nunzio apostolico, mons. Antonio Franco, con il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal e con i leader religiosi delle denominazioni cristiane presenti in Terra Santa. In agenda anche visite al presidente israeliano Peres e a quello palestinese Abu Mazen. Al termine dei lavori verrà emesso un comunicato.
Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) ha ribadito il suo sostegno al piano egiziano per una tregua a Gaza, ma non ha voluto commentare il rifiuto di Hamas. ”Quando e’ stata presa l’iniziativa franco-egiziana, noi l’abbiamo sostenuta immediatamente”, ha detto il leader dell’Anp in una conferenza stampa congiunta con il Primo ministro spagnolo Jose’ Luis Rodriguez Zapatero a Madrid. ”Abbiamo appreso – ha aggiunto – che Hamas si e’ detto contrario a quest’iniziativa, ma non posso commentare, perche’ non ho sentito che Hamas ha rifiutato o accettato ufficialmente quest’iniziativa”.
La Croce Rossa internazionale (Cicr) ha oggi accusato le forze israeliane a di avere ritardato l’accesso ai feriti in un quartiere di Gaza, tra cui quattro bambini che per quattro giorni sono rimasti in casa senza cibo e acqua accanto al cadavere della madre. Il Cicr sostiene che le forze dello stato ebraico rallentano i soccorsi e impediscono alle ambulanze di evacuare i feriti dalle zone colpite. “Quanto è accaduto è semplicemente scioccante”, ha detto il responsabile del Cicr in Israele, Pierre Wettach. Le aumbulanze, ha aggiunto, sono state autorizzate a intervenire solo mercoledi, ossia quattro giorni dopo l’inizio dell’offensiva terrestre. “I militari israeliani dovevano sapere bene qual era la situazione ma non hanno fatto niente per soccorrere i feriti”, ha proseguito Wettach. In un duro comunicato diffuso oggi a Ginevra, il Cicr sostiene che “in questa circostanza gli israeliani non hanno fatto fronte ai loro obblighi in base al diritto umanitario internazionale”.
Decine di cadaveri sono stati recuperati durante le tre ore di tregua decisa da Israele per consentire l’afflusso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche.
Due adolescenti hanno perso la vita in un raid dell’esercito israeliano nei pressi di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale. Lo riporta il sito del quotidiano Yediot Ahronot, citando fonti palestinesi a Gaza.
E’ salito a 763 il numero dei palestinesi che sono stati uccisi dall’inizio dell’offensiva israeliana nella striscia di Gaza, secondo il responsabile dei servizi di pronto soccorso palestinesi nell’area, Muawiya Hassanein. Negli odierni combattimenti, secondo fonti ospedaliere, più di una ventina di palestinesi, tra i quali anche donne e bambini, sono stati uccisi.
Haaretz riferisce che il presidente egiziano Mubarak ha invitato al Cairo il premier israeliano Ehud Olmert per discutere del piano franco-egiziano per il cessate il fuoco. Contemporaneamente sarebbero in corso trattative per far incontrare Olmert con Abu Mazen, presidente dell’Anp.
Il gabinetto di sicurezza israeliano non ha ancora dato l’ordine di intensificare l’offensiva militare nella Striscia di Gaza. Lo ha affermato il Primo ministro Ehud Olmert. Nel corso di una visita al quartier generale dell’esercito, il premier israeliano ha spiegato che la ”cosa importante” e’ sempre impedire gli attacchi con i razzi dal territorio palestinese e il contrabbando di armi.
Il Presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, dà il suo assenso al piano di pace franco egiziano per una tregua a Gaza. In una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo, Josè Luis Rodriguez Zapatero, Abbas, che domani sarà al Cairo, sollecita nuovamente un cessate il fuoco immediato.
Un’agenzia umanitaria dell’Onu, l’Unrwa, ha deciso di sospendere le operazioni a Gaza per il pericolo di attacchi da parte delle forze israeliane. Lo ha affermato da Gaza il portavoce Adnan Abu Hasna, dopo aver accusato l’esercito israeliano di aver colpito un mezzo dell’Onu impegnato nella consegna di aiuti umanitari, uccidendo l’autista. Un altro portavoce dell’Onu, Richard Miron, ha precisato che l’esercito israeliano era stato avvertito del passaggio del convoglio, che è stato colpito mentre si avvicinava al valico di Erez, fra Israele e la Striscia di Gaza. Non è stato detto quando le operazioni dell’Unrwa nella Striscia riprenderanno.
Il premier dell’Autorità palestinese Salam Fayad ha affermato oggi a Ramallah che il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) continuerà a esercitare il suo mandato, che formalmente scade venerdì prossimo. “Non ci sono le condizioni – ha detto – per affermare nelle attuali circostanze che c’è un seggio presidenziale vacante”. Inoltre, ha aggiunto, la legge elettorale “stabilisce chiaramente che le elezioni presidenziali e legislative devono essere simultanee”.
L’Europa “chiederà al nuovo presidente americano di impegnarsi fin dal primo giorno per la soluzione della crisi grave in Medio Oriente”. E’ quanto ha affermato Franco Frattini in una conferenza stampa a Praga a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue. La soluzione a cui dovrà lavorare Barack Obama, ha osservato il titolare della Farnesina, non dovrà “limitarsi a un cessate-il-fuoco a Gaza” ma permettere la ripresa dei negoziati di pace”. “Con i colleghi ha aggiunto Frattini – “siamo d’accordo sul fatto che l’amminsitrazione americana entrante farà la differenza”.
“Come sempre condivido le parole del Papa ma evidentemente il Papa non fa politica. Nessuno interpreti queste parole come auspici per cambi di leadership”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini nella conferenza stampa a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue oggi a Praga in merito alle parole di Benedetto XVI sulla necessità di “dirigenti capaci” in Medio Oriente. “Il Papa parla per il ben degli uomini, quello che ha detto lo ha detto in assoluto, senza pensare a formazioni politiche o a partiti”, ha aggiunto il titolare della Farnesina che ha poi concluso “Per carità, non mettiamo in bocca al Papa queste cose”.
Militanti palestinesi hanno violato la tregua concordata per ragioni umanitarie lanciando dalla Striscia di Gaza diversi razzi contro Israele. Secondo quanto denunciano fonti militari israeliane, i razzi lanciati dopo l’una di oggi sono stati almeno quattro e hanno colpito Ashkelon e Sderot.
Un milione e mezzo di palestinesi nella Striscia di gaza, di cui la metà bambini, sono attualmente preda di proiettili e bombardamenti incessanti”. E’ la denuncia di Franck Joncret, capo missione di Medici Senza Frontiere: “chi poteva credere che un simile rullo compressore potesse risparmiare i civili, a cui è impedito di fuggire e che si ritrovano ammassati in un’enclave fortemente popolata”. Le equipe mediche continuano a incontrare difficoltà enormi per portare loro assistenza. “La comunità internazionale non può accontentarsi di tregue parziali,- aggiunge l’organizzazione- largamente insufficienti per portare un’assistenza vitale alla popolazione”.
Per domani rappresentanti di partiti e di diverse correnti politiche egiziane hanno deciso di aderire alla ‘Giornata della collera “contro la debole posizione dei regimi arabi riguardo ai massacri israeliani a Gaza”. Lo hanno annunciato dopo una riunione nella quale è stato anche discusso l’appello rivolto in tal senso dal presidente dell’Unione Internazionale degli Ulema (studiosi) musulmani, sheikh Youssef Qaradawi a tutti i musulmani del mondo.
L’elevato numero di perdite palestinesi nell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza richiama alla memoria la guerra d’indipendenza israeliana del 1948-49. Lo ha ricordato il primo ministro Salam Fayyad. “Siamo di fronte a una catastrofe umanitaria. E’ una nuova al-Nakba” (in arabo “la catastrofe”), ha detto ricordando il termine con cui gli arabi definiscono l’estromissione di buona parte degli abitanti arabi della Palestina dai confini dello Stato d’Israele a partire dal 15 maggio 1948, quando il Regno Unito si ritirò dalla Palestina e Israele secondo il piano di ripartizione contenuto nella risoluzione dell’Onu del 29 novembre 1947.
14:42
Human Rights Watch: “Israele ed Egitto aprano i confini”
Israele ed Egitto dovrebbero aprire i loro confini con Gaza per permettere a civili e feriti di abbandonare le zone di guerra. La richiesta arriva da ‘Human Rigths Watch’ e suona come un vero e proprio appello. Fred Abrahams, portavoce dell’organizzazione umanitaria, ha dichiarato che “in questo momento non esistono posti sicuri per i civili e per i feriti di Gaza, ed è d’obbligo non chiudere i confini per consentire di sopravvivere a coloro che tentano di mettersi in salvo”.
Ad Auckland un gruppo di spettatori ha disturbato l’inizio del match di tennis tra l’israeliana Shahar Peer, contro la russa Elena Dementieva, per protestare contro l’offensiva di Israele nella striscia di Gaza. La partita era valida per i quarti di finale del torneo di Auckland. La Peer, 21 anni, ha perduto 6-3, 6-1, ma non ha preso a pretesto la rumorosa contestazione per giustificare la sconfitta.
L’aviazione israeliana ha colpito un mezzo delle Nazioni Unite impegnato nella consegna di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza: l’autista del mezzo è rimasto ucciso, secondo quanto confermato da fonti dell’Onu. Il portavoce dell’organizzazione internazionale, Adnan Abu Hasna ha detto che l’incidente ha avuto luogo durante la pausa di tre ore dei bombardamenti, dichiarata da Israele per consentire la consegna degli aiuti. Il mezzo colpito portava le insegne e la bandiera dell’Onu quando è stato colpito nel nord di Gaza.
La Francia e la Germania sono pronte a “prendere una iniziativa comune” per favorire la pace in Medio Oriente. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, dopo aver incontrato oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel all’Eliseo. “Le armi devono tacere – ha affermato Sarkozy – l’escalation deve fermarsi. Israele deve ottenere delle garanzie per la sua sicurezza e lasciare Gaza, il prima possibile sarebbe meglio”. Sarkozy ha espresso la sua “convinzione, condivisa con Angela Merkel, che occorre dare a Israele la garanzia che le armi non passeranno attraverso la frontiera fra l’Egitto e la striscia di Gaza”. Una volta ottenuto questo “è necessario che l’esercito israeliano si ritiri da Gaza”.
Organizzazioni palestinesi la cui sede è Damasco – fra cui Hamas – hanno dichiarato oggi che l’iniziativa egiziana in vista di una tregua permamente nella Striscia di Gaza, “non costituisce una base valida”.
Circa 250 stranieri e palestinesi con doppia nazionalità sono stati autorizzati oggi da Israele a lasciare la Striscia di Gaza. Lo riferiscono la Croce rossa e l’esercito israeliano. Le 250 persone sono state trasportate a bordo di sei autobus da Gaza City al valico di Erez, tra il nord della Striscia e Israele, ha detto un portavoce della Croce Rossa internazionale. L’esercito israeliano ha confermato il passaggio degli stranieri. Il 2 gennaio scorso, alla vigilia dell’inizio dell’offensiva di terra Israeliana diverse centinaia di stranieri erano stati autorizzati a lasciare la Striscia di Gaza.
Due israeliani sono rimasti gravemente feriti da un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza su un palazzo sul kibbutz Ein Ha Shlosha, nel deserto del Negev. Lo hanno riferito fonti mediche e della sicurezza. Altre due persone sono rimaste lievemente ferite.
La guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha vietato ai volontari iraniani di lasciare il paese per compiere attacchi suicidi contro Israele. Lo ha riportato la televisione nazionale iraniana, citando lo stesso Khamenei, secondo il quale l’Iran non può permettere ai volontari di varcare la frontiera e sferrare azioni contro Israele. La guida suprema ha assicurato però che l’Iran non lesinerà alcuno sforzo per assistere Hamas in altri modi. Giorni fa alcuni gruppi studenteschi fondamentalisti avevano chiesto a Teheran il permesso di autorizzare dei volontari a compiere attacchi suicidi in Israele in risposta all’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza.
Il vicario apostolico dei Latini di Beirut, mons. Paul Dahdah, nel conflitto a Gaza mette in guardia dal “rischio di allargamento della guerra” dopo che stamattina razzi lanciati dal Libano sono caduti su territorio israeliano. E afferma la immediata necessità di una forza di interposizione. “Se i razzi caduti nella zona dell’Alta Galilea sono davvero partiti da qui – ha detto il vescovo al Sir, la agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei, – il rischio è alto. Ma la paura c’è sempre stata anche perché manca quella pace duratura fondata sulla giustizia. In questa regione ognuno la pensa in modo diverso e sono in gioco molti interessi rappresentati dalle numerose fazioni e movimenti presenti sul campo”.
L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Javier Solana, è giunto oggi in Turchia per colloqui sul conflitto di Gaza e la situazione nella regione. Solana, che all’inizio della settimana era già andato in Egitto e Israele nel tentativo di favorire una tregua, incontrerà – riferisce Hurriyet Daily – il presidente Abdullah Gul e il primo ministro Tayyp Erdogan.
Il primo ministro libanese Fouad Siniora ha duramente condannato i lanci di razzi dal sud del Paese che in mattinata hanno colpito la parte settentrionale d’Israele, ferendo lievemente cinque persone: secondo quanto recita un comunicato ufficiale a sua firma, il premier di Beirut “considera quanto accaduto una violazione della risoluzione numero 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che nel 2006 pose fine alla guerra-lampo tra le truppe israeliane e le milizie sciite di Hezbollah. “E’ un fatto che il primo ministro non accetta, e che respinge senza mezzi termini”, si legge ancora nella nota, secondo la quale i responsabili dell’attacco puntano soltanto a destabilizzare il Libano. Al contempo Siniora, un moderato filo-occidentale, nel documento stigmatizza tuttavia anche la ritorsione da parte dello Stato ebraico, le cui artiglierie hanno bombardato i punti oltre confine da cui erano stati scagliati gli ordigni sulla Galilea.
Amnesty international ha sollecitato i ministri degli Esteri dell’Unione europea in riunione a Praga a compiere tutti gli sforzi possibili per fare pressioni su Israele affinchè ponga fine agli attacchi diretti contro i civili o gli edifici civili nella Striscia di Gaza o agli attacchi sproporzionati, e permetta l’accesso umanitario estremamente necessario nella regione. In una lettera inviata alla troika dell’Ue al suo ritorno dal Medio Oriente, Amnesty International ha espresso particolare preoccupazione per il fallimento dell’Ue, finora, nel giocare un ruolo decisivo presso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto all’Ue di lavorare attivamente con tutti i membri del Consiglio di Sicurezza affinchè sia immediatamente attuata una tregua umanitaria.
Il lancio di razzi dal Libano verso Israele è un “fatto grave” e l’auspicio è che l’episodio “non conduca a rappresaglie, cosa che Israele non sembra voler fare” al momento. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha commentato a SkyTg24 l’attacco che ha colpito stamane la città della Galilea, Nahariya. Da Praga, dove si trova per partecipare alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue, Frattini ha spiegato che “la situazione richiede la massima attenzione”. “Si tratta di razzi che certamente non
sono stati sparati da Hezbollah: questa è l’opinione del generale (Claudio) Graziano e di (Fouad) Siniora”, ha aggiunto, spiegando che “le truppe di Unifil sono in condizione di massima vigilanza”.
Il Times di Londra rilancia: Israele sta usando proiettili al fosforo bianco – vietati da accordi internazionali in zone popolate da civili – nella sua offensiva a Gaza, e questo uso viene ora provato dalle ustioni sui corpi di vittime palestinesi e da immagini di tali munizioni che compaiono in foto delle stesse forze armate israeliane. Il quotidiano pubblica in particolare una foto dei presunti proiettili al fosforo bianco – di colore azzurro chiaro, contrassegnati dalla sigla M825A1, di fabbricazione americana – con un militare che ne sta maneggiando uno. Le munizioni vengono usate per creare schermi fumogeni a protezione delle truppe, ma la densità abitativa di Gaza rende probabile che il fosforo – che a contatto con la pelle prove gravissime ustioni, perchè è difficile da spegnere – finisca per colpire anche i civili.
Il governo italiano sostenga l’iniziativa del presidente egiziano Mubarak per arrivare ad un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo chiede il ministro degli Esteri ombra del Pd, Piero Fassino, che questa mattina insieme al segretario del Pd, Walter Veltroni, ha incontrato l’ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir, e il rappresentante nel nostro paese dell’Autorità nazionale palestinese, Sabri Ateyeh.
Agenti delle forze di sicurezza israeliane hanno ucciso a colpi di arma da fuoco un palestinese che stava tentando di dare alle fiamme una stazione di servizio annessa all’insediamento ebraico di Mishor Adumim, situato nella Cisgiordania occupata, pochi chilometri a est di Gerusalemme: lo hanno riferito fonti dei servizi di vigilanza e della polizia locali, secondo cui la vittima era stata notata mentre cercava di appiccare il fuoco all’impianto.
Il governo israeliano ritiene che dell’attacco con razzi avvento in mattinata sulla Galilea siano responsabili estremisti palestinesi con basi nel Libano meridionale, e non le milizie sciite locali di Hezbollah: lo ha dichiarato all’emittente televisiva ‘Channel 2′ il ministro per gli Affari dei Pensionati, Rafi Eitan, già alto ufficiale del Mossad, i servizi segreti. “La responsabilità è interamente del governo libanese”, ha peraltro sottolineato. “Credo”, ha poi osservato Eitan, “che si sia trattato di episodi isolati”; e comunque, ha aggiunto, “ce l’aspettavamo”.
Il presidente eletto americano Barack Obama ha chiamato ieri sera al telefono il premier ceco Mirek Topolanek, presidenza di turno dell’Ue, esprimendo “apprezzamento” per l’iniziativa europea in Medio Oriente e lodando il “ruolo” giocato dalla repubblica Ceca, attuale presidente di turno della Ue.
Cadaveri, a decine e decine, giacciono sulle strade e i feriti muoiono davanti gli occhi dei soldati israeliani che a distanza di pochi metri non fanno niente per soccorrerli”: è solo una delle frasi del drammatico racconto di Ayad Nasr, portavoce della croce rossa internazionale riuscito ad entrare a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza, dove infuriano da giorni i combattimenti tra le forze speciali israeliane e i miliziani palestinesi. In collegamento telefonico con la tv satellitare araba Al Jazeera, il rappresentante dell’organizzazione umanitaria ha lanciato “un pressante e urgente appello alle autorità israeliane per permettere alle nostre auto ambulanze di entrare nelle zone di Abraj Al Awda e Abraj Sheikh Zaid per raccogliere i feriti che molti di loro sono morti perchè nessuno ha prestato loro soccorso”.
“La devastante invasione di Gaza da parte degli israeliani poteva essere facilmente evitata, lo so per coinvolgimento diretto”. Così scrive in un commento sul Washington Post Jimmy Carter, l’ex presidente americano che guida il Carter Center, l’associazione impegnata in tutto il mondo per la pace ed attività umanitarie, ricordando la sua missione lo scorso anno qualche mese prima che fosse poi dichiarata la tregua di sei mesi con la mediazione egiziana. E rivelando di aver cercato “con un altra visita in Siria a metà dicembre di far sì che la scadenza dei sei mesi fosse estesa”.
Il premier dell’Autorità palestinese Salam Fayyad ha chiesto oggi a Ramallah l’immediata accettazione dell’ iniziativa egiziana per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, dicendo che l’iniziativa deve essere subito attuata senza perdere altro tempo. Finora però nè Israele nè Hamas hanno detto di accettarla così come è stata formulata dall’Egitto. Per ambedue le parti può però essere una base di discussione per soddisfare le condizioni che esse vogliono.
E’ appena iniziata la tregua di tre ore nella Striscia di Gaza per fare entrare aiuti umanitari.
Sono giunti al Cairo i diplomatici israeliani incaricati di discutere con i rappresentanti del governo egiziano i dettagli della proposta franco-egiziana per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. I due inviati sono il consigliere politico del premier israeliano Ehud Olmert, Shalom Turgeman e l’alto funzionario della Difesa Amos Gilad.
Un ufficiale israeliano è stato ucciso e un soldato è stato ferito in modo lieve nello scoppio di un razzo anticarro durante scontri a fuoco con miliziani palestinesi stamane nel centro-sud della striscia di Gaza, secondo un comunicato del portavoce militare.
“E’ tempo di rompere il silenzio assordante dell’Italia”. Flavio lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, annuncia con queste parole la manifestazione nazionale per la pace in Medio Oriente che si terrà sabato 17 gennaio ad Assisi. “Se non vogliamo essere complici della guerra dobbiamo fare l’impossibile per fermarla e impegnarci a costruire la pace”.
Il Papa torna a fare un appello per la pace in Medio Oriente e chiede che torni in vigore la tregua nella Striscia di Gaza. “Auspico che, con l`impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella Striscia di Gaza sia rimessa in vigore – ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione – e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all`odio, alle provocazioni e all`uso delle armi”, ha detto Benedetto XVI in un passaggio del discorso pronunciato nel corso del tradizionale saluto di inizio anno al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
Le prossime elezioni in Terra Santa portino “dirigenti capaci” di guidare il “processo di pace”. Lo ha auspicato il Papa nel discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. “E’ molto importante – ha detto – che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione. A questa non si potrà giungere – ha aggiunto – senza adottare un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte”
L’”opzione militare non è una soluzione” e “la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente”. Lo ha detto il Papa riguardo alla Terra santa, nel discorso al corpo diplomatico. Ha ribadito la richiesta di una “tregua nella striscia di Gaza che sia rimessa in vigore” e ha chiesto “l’impegno determinante della comunità internazionale” e che “siano rilanciati i negoziati di pace, rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi”.
L’Italia è pronta a inviare propri soldati nella Striscia di Gaza. Lo annuncia al quotidiano online Affaritaliani.it il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto. “La condizione necessaria è un accordo tra le due parti, non esiste altra possibilità. Nessuno può intervenire in quell’area se tra i due non c’è un trattato che la forza deve far rispettare. Un qualcosa che consenta alle forze multinazionali di svolgere le loro funzioni. Altrimenti, se prima non ci fosse un accordo tra le due parti, significherebbe mandare al massacro i soldati dell’Onu o della Nato”.
L’inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair, ha chiesto agli Stati Uniti di sostenere il piano presentato dall’ Egitto per una tregua a Gaza. “C’è la possibilità – ha detto alla radio francese Europe 1 – di un accordo attorno ai punti discussi da Nicolas Sarkozy con Hosni Mubarak”.
Il comandante della missione Unifil in Libano, il generale italiano Claudio Graziano, “è in costante contatto cone le autorità libanesi e israeliane” ed ha chiesto loro “la massima moderazione”. “Entrambe le parti hanno assicurato il loro impegno per il rispetto della risoluzione 1701″ del Consiglio di Sicurezza per il mantenimento della pace tra Israele e il movimento sciita libanese Hezbollah nel Sud del Libano.
Un cameraman della televisione di stato algerina ENTV è rimasto ucciso nei bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Bacel Feradj, conferma soltanto oggi Aps, è morto martedì sera al Cairo dove era stato evacuato d’urgenza dopo le gravi ferite riportate durante i primi giorni dell’attacco israeliano.
Il movimento sciita libanese Hezbollah ha comunicato al governo presieduto da Fuad Siniora di non essere responsabile del lancio di razzi di questa mattina dal Sud del Libano verso Israele. Lo ha reso noto il ministro dell’informazione libanese Tareq Mitri citato da fonti di stampa, secondo cui l’esecutivo è stato informato della estraneità di Hezbollah alla vicenda da responsabili dello stesso movimento sciita, prima che il governo iniziasse una riunione già in programma per oggi. Hezbollah fa parte del governo di unità nazionale libanese, con il ministro del lavoro Mohamed Fneish.
Una tregua nella Striscia di Gaza entro 48-72 ore. E’ questo l’obiettivo della diplomazia egiziana, mentre la delegazione israeliana è arrivata al Cairo per negoziare con il presidente Hosni Mubarak e con i palestinesi un eventuale cessate-il-fuoco. E’ molto probabile che la delegazione israeliana, di cui fa parte il ministro della Difesa, Ehud Barak, incontri il capo della intelligence egiziana, Omar Suleiman. Mubarak presenterà il piano in tre punti, che prevede che Israele e tutte le fazioni palestinesi accettino un immediato cessate il fuoco per un tempo limitato per permettere il flusso di aiuti umanitari attraverso corridoi stabiliti; l’Egitto invita Israele e i Palestinesi, insieme ai rappresentanti dell’Unione europea e a quelli di ‘altre parti’, a discutere il modo per garantire che la situazione attuale non si ripeta e che ne vengano affrontate le cause. Questo significa sigillare i confini così da impedire il contrabbando di armi e aprire alcuni valichi per permettere di alleggerire il blocco del territorio; l’Egitto convocherà infine colloqui per la riconciliazione palestinese allo scopo di porre fine alla faida tra Hamas e Fatah e giungere alla formazione di un governo che sia accettabile dalla comunità internazionale.
Le esplosione che si sono udite poco fa nell’Alta Galilea, suscitando il timore di una nuova caduta di razzi dal sud Libano, erano errate e sono state in apparenza causate da aerei che avevano superato il muro del suono. Lo hanno detto fonti militari israeliane.
Il segretario del partito democratico Walter Veltroni, accompagnato dal ministro degli Esteri del governo ombra del Pd, Piero Fassino, ha incontrato stamane l’ambasciatore di Israele a Roma Gideon Meir e incontrerà, sempre nella mattinata, il rappresentante in Italia dell’Autorità nazionale palestinese Sabri Ateyeh.
La forza dell’Onu dispiegata nel Sud del Libano (Unifil) ha intensificato le pattuglie nella sua area di operazioni in cooperazione con l’esercito libanese “per prevenire ogni ulteriore incidente”, dopo che questa mattina almeno tre razzi sono stati sparati dal Libano meridionale contro il Nord di Israele.
In mattinata l’esercito israeliano ha prontamente risposto al fuoco bombardando il versante libanese dal quale erano giunti i razzi che hanno provocato il ferimento di almeno due persone. “Tre razzi provenienti dal Libano sono piombati in Israele”, ha spiegato il portavoce della polizia Micky Rosenfeld, aggiungendo che due persone hanno riportato delle ferite nei pressi della citta’ di Nahariya. ”Abbiamo condotto un’operazione che ha risposto al fuoco nella direzione dei razzi provenienti dal Libano”, ha poi sottolineato una portavoce dell’esercito. Anche un portavoce delle forze di sicurezza libanesi ha confermato all’Afp che ”tra i due e i tre razzi sono stati sparati oggi dal sud del Libano” e che ”Israele ha risposto con 5 o 6” ordigni.
Dopo il lancio di razzi dal Sud del Libano su Israele, l’esercito libanese ha reso noto di aver preso “le misure necessarie” per rafforzare la sicurezza e “portare la situazione sotto controllo”.
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è da poco giunto a Praga per partecipare alla prima riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione europea sotto la presidenza della Repubblica Ceca, che sarà aperta dal premier ceco, Mirek Topolanek. Sul tavolo il tema della sicurezza energetica dell’Europa, una delle priorità del semestre di presidenza ceca che acquista maggiore urgenza anche alla luce della disputa in corso tra Russia e Ucraina sulle forniture di gas, ma si affronterà anche la crisi a Gaza.
Le forze aeree israeliane hanno intensificato le proprie operazioni su Gaza la notte scorsa, con raid diretti contro circa 60 bersagli. A riferirlo è stato un portavoce militare. Tra gli obiettivi presi di mira, 15 tunnel usati per il contrabbando di armi verso la Striscia attraverso il confine con l’Egitto e la casa a Khan Younis di un comandante che dirigeva gli attacchi contro bersagli israeliani nella zona di Rafah.
Il governo libanese ha condannato il lancio di razzi contro il nord di Israele dal Libano meridionale, e ha chiesto ai suoi servizi di sicurezza di condurre un’inchiesta per fare luce su questo incidente. Lo ha detto all’Afp un portavoce governativo. “Il Libano rifiuta e condanna il lancio di razzi e la risposta (d’Israele), e considera questo atto come una violazione della risoluzione 1701″ dell’Onu, che aveva messo fine alla guerra del 2006, ha detto il portavoce in condizione di anonimato. “Il Libano si è impegnato a rispettare questa risoluzione e ha chiesto alle autorità competenti di condurre un’inchiesta”, ha aggiunto.
Altri tre razzi sono stati sparati dal Libano sul nord di Israele provocando il ferimento di due persone.
E’ arrivata stamattina al Cairo la delegazione del governo israeliano invitata dal presidente egiziano, Hosni Mubarak, per negoziare con l’Egitto e con i palestinesi un eventuale cessate il fuoco, in base a quanto annunciato martedì sera a Sharm el Sheikh dallo stesso Mubarak e dal presidente francese, Nicolas Sarkozy. La delegazione è composta dai consiglieri politici del primo ministro Olmert, Shlomo Thurgam, e del ministro della difesa Barak, Amos Gilat.
Tre miliziani della jihad islamica sono rimasti uccisi in un raid aereo israeliano nel nord della striscia di gaza. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi. Il raid è avvenuto in una zona affollata a circa 150 metri da un ospedale, e 12 passanti sono rimasti feriti, hanno riferito le fonti. L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti, ma ha ribadito che i miliziani palestinesi fanno deliberatamente uso di scudi umani per proteggersi.
Cinque razzi da 120 millimetri sparati dal Libano hanno colpito il nord di Israele, sono stati lanciati dalla città di Dhayra. Lo riferisce l’emittente tv di hezbollah al Manara.
Razzi sparati da Gaza sono caduti stamane nelle città di Ashqelon e Ashdod e nelle aree limitrofe. Non si ha notizia di vittime.
L’esercito israeliano ha sparato in direzione del libano in risposta al lancio di razzi di questa mattina nel nord d’Israele. Lo riferiscono fonti militari.
Le autorità israeliane hanno ordinato l’apertura dei rifugi e la chiusura delle scuole nei centri minacciata dai razzi in prossimità del confine col Libano, secondo la radio pubblica.
In Israele si stima che a sparare i razzi sia stata un’organizzazione palestinese col permesso però degli Hezbollah. Nei giorni scorsi Israele aveva più volte avvertito gli Hezbollah a non aprire il fuoco per mostrare solidarietà con i palestinesi nella striscia di Gaza, sottoposti a una dura offensiva israeliana. Per precauzione comunque lo spiegamento militare israeliano nel nord era stato rafforzato e riservisti richiamati alle armi.
Alcuni razzi katiuscia sono caduti stamani sull’alta Galilea occidentale, nel nord di Israele, in prossimità del confine col Libano. Lo ha riferito la radio pubblica, precisando che ci sono alcuni feriti.
Uno dei più alti esponenti del regime iraniano, il presidente del parlamento Ali Larijani, ha incontrato in nottata a Damasco il leader in esilio di Hamas Khaled Meshaal mentre il movimento estremista islamico palestinese sta valutando una proposta egiziana per un cessate- il-fuoco con Israele nella Striscia di Gaza.
Larijani, ha incontrato Meshaal e diversi altri dirigenti di Hamas all’ambasciata iraniana nella capitale siriana, hanno riferito testimoni.
Aerei israeliani hanno bombardato Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Secondo testimoni le bombe hanno colpito una casa e un tunnel nei pressi del confine con l’Egitto.
Decine di tank israeliani sono entrati nel sud della Striscia di Gaza e avanzano in direzione di Khan Yunis. Lo hanno riferito testimoni.
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fonte: http://www.repubblica.it/2009/01/dirette/sezioni/esteri/striscia-gaza/8-gennaio/index.html
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Bene, adesso il Vaticano Sceglierà anche i Governi esteri…
Da: Franca su Gennaio 8, 2009
alle 9:23 pm
Stò Papa sempre in mezzo, non si fa i fatti suoi.
Del resto basta Diliberto.
Da: matteo su Gennaio 8, 2009
alle 10:48 pm
Diliberto è un politico: anche il Papa lo è?
Da: Franca su Gennaio 9, 2009
alle 12:18 pm
Il Papa auspica dirigenti che favoriscano la pace e parla di pace.
Diliberto si schiera e chi si schiera non favorisce la pace.
Questa è la differenza tra i due.
Da: matteo su Gennaio 9, 2009
alle 1:41 pm
Il Papa è necessariamente e naturalmente una figura politica. Ha oltre 600 milioni di seguaci e le organizzazioni cristiane e di volontariato che si ispirano ai valori cristiani sono impegnate e diffuse ovunque.
Diliberto al confronto è uno gromo.
Da: matteo su Gennaio 9, 2009
alle 1:46 pm
Ma non era un certo Cristo che diceva “dai a Cesare…”?
Il Papa è una figura religiosa, e già così fa abbastanza danni continuando a mettere il naso in situazioni che non gli competono. E’ giusto e legittimo e persino doveroso che dica ai suoi seguaci cosa fare, ma appunto: solo a loro. Klar?
Quanto a Diliberto, suppongo tu intendessi scrivere “gnomo”… numericamente parlando hai probabilmente ragione (ma ti faccio notare che il papa conta tra i suoi seguaci i cattolici di tutto il mondo mentre Diliberto annovera solo una parte degli italiani, quindi già il rapporto non sta in piedi… senza contare il fatto che tanti “cattolici” lo sono di nome e basta e non mi riferisco alla coerenza). Però… ti dice nulla Davide e Golia? Non sempre i giganti ed i numerosi sono i buoni…
Da: solleviamoci su Gennaio 9, 2009
alle 3:27 pm
Cara Elena , forse sottovalutate il problema su cui è intervenuto il Papa.
La guerra a Gaza e che rischia di incendiare tutto il Medio Oriente è affare di politica internazionale. Diliberto va bene per le beghe interne che sono comunque troppo impegnative anche per uno come lui, con l’aggravante che anche in Italia conta come il due di briscole.
Forse dimenticate cos’è la Jihad e come riesce ad influire nelle cose politiche che riguardano arabi e israeliani (e non solo), come anche dimenticate che i leaders arabi non sono propriamente laici.
Ma vedo che vi diverte pensare che il manipolo di comunisti italiani siano al centro del mondo.
Da: matteo su Gennaio 9, 2009
alle 7:58 pm
Bella la provocazione di equiparare Diliberto a Davide, peccato che schierato totalmente in altre file.
Nulla da eccepire sulle esternazioni di Diliberto, ma pretendere che il Papa taccia su cose come queste (che non riguardano la pillola del giorno dopo) e un grosso peccato di sciocca vanità intellettuale (?)
Da: matteo su Gennaio 9, 2009
alle 8:03 pm
Si vede che io sono proprio perfida… ma un qual certo conforto alle mie tesi si trova proprio nelle tue parole: “…La guerra a Gaza e che rischia di incendiare tutto il Medio Oriente…”: la sensazione che ne ricavo io è che finché il governo israeliano opta per la soluzione finale contro il popolo palestinese, facciano pure. Ma se il conflitto si estende ed arriva a toccare la Città Santa, allora tocca intervenire. Perché il Papa interviene sulle elezioni qui e sugli USA non ha detto nulla? Forse che l’elezione di un successore dello stesso stampo di Bush non avrebbe rappresentato un grandissimo pericolo per la pace in tutto il mondo, senza volere stare a tirare in ballo la CIA e l’uso che i governi USA ne hanno fatto contro tutti i governi – anche solo possibili, vedi le varie elezioni italiane in passato ma-forse-non-solo, che a loro non facevano comodo?
Eppure, per frotuna, hanno eletto Obama… anche se personalmente non ritengo che sarà lui la soluzione di tutti i mali.
Non mi sembra comunque di avere mai detto che Israele deve sparire, né di aver sostenuto che gli Arabi hanno sempre e comunque ragione. I Palestinesi sono stati spesso strumentalizzati proprio dai loro correligionari, lo so. E allora? Basta questo a farli sterminare tutti? Io, se ancora non ti è chiaro, sono contro il massacro di questi poveretti che hanno come unico torto il fatto di essersi trovati nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Questo non basta a renderli “eliminabili”. Sei pronto a scagliarti contro gli eventuali arabi che dovessero raccogliere la sfida del governo israeliano ae scatenare una guerra, ma delle connivenze – reali – del mondo occidentale con Israele invece non dici nulla. Bene, opinione tua. A me leggere che gli Arabi (alcuni) sono pronti a scatenare una guerra santa mette tanta angoscia… ma non mi fa dire che loro hanno torto e che Israele ha il “diritto” di difendersi. Tutti hanno il diritto di difendersi… anche quel povero popolo massacrato, e la lettera che abbiamo pubblicato qui: http://solleviamoci.wordpress.com/2009/01/10/gaza-se-le-stelle-stanno-a-guardare%e2%80%a6/
mi sembra molto condivisibile.
Quanto a Diliberto, lo difendo a spada tratta perché condivido TOTALMENTE quello che ha detto. E lo so anche io che Davide era ebreo… ma appunto, era ebreo: non l’attuale governo israeliano. Ti è chiaro il concetto?
E che conti come il due di picche… magari se contasse un po’ di più le cose andrebbero meglio, quindi non posso che auspicarlo.
Da: solleviamoci su Gennaio 10, 2009
alle 2:39 pm
Credi Elena che io tifi per Israele contro i civili palestinesi?
Sono intervenuto perchè Franca (che tu comprendi molto meglio di me) ha inopportunamente ironizzato sul Papa, che almeno in questa occasione ha diritto/dovere d’intervento.
Non sono cattolico e non mi dispiace non esserlo, ma penso che chiuqnue abbia il diritto di dire cosa pensi e se la sua voc e si eleva su altri, buon per lui.
Poi scelgo da me su cosa concordare o meno.
Nel caso che ha dato origine a questo confronto, concordo col Papa.
Purtroppo alla fine del discorso capita di dimenticare la causa che l’ha provocato. La guerra è stata provocata da Hamas con il continuo lancio di razzi. Israele si stà spingendo troppo oltre e su questo ha la mia ferma condanna, ma basterebbe una parola di pace da parte di Hamas per porre fine al conflitto.
Da: matteo su Gennaio 10, 2009
alle 5:03 pm
E non dimenticare Elena che Lo Stato Vaticano non ha eserciti, ne razzi e neache fucili, non promette vergini e neanche il paradiso.
Almeno in occidente la chiesa o la religione è solo un’organizzazione morale e teologica.
Le crociate son finite…… da noi.
Da: matteo su Gennaio 10, 2009
alle 5:11 pm
Ecco, vedi? E’ proprio dall’inizio che dissentiamo… perché sostenere che “è colpa di Hamas” è come dire che è colpa dei Partigiani se i nazisti hanno massacrato alle Fosse Ardeatine e altrove. Certo, se stavano a casa… se stavano a casa magari c’avevamo ancora i nazisti. Ussignur, in effetti, con l’aria che tira… e poi comoda la scusa che i guerriglieri si nascondono tra i civili, niente da dire: il governo israeliano ha imparato bene dai suoi aguzzini di un tempo… ma se sono tanto bravi ed innocenti, perché i giornalisti non possono entrare a Gaza? Bell’idea di informazione che hanno, sembrano i nostri TG… con il beneplacito del mondo cosiddetto civile e democratico.
Poi non credo che una parola di pace di Hamas basterebbe a calmare quella che secondo me è una soluzione finale del ventunesimo secolo: Hamas se non sbaglio tempo fa aveva proposto una tregua cinquantennale… ma evidentemente (opinione mia) l’industria delle armi è più potente. Chissenefrega se un migliaio di straccioni viene eliminato, se la controparte è un lucroso affare? Perché alla fine secondo me è di questo che si tratta.
Assì, le crociate son finite? Forse quelle con le armi… ma una parola può far più male di una spada (e non lo dico solo io, che pure sono una specie di esperta…!). Perché cosa sono quelle dichiarazioni contrarie alla dignità umana (vedi gay o Eluana), se non tentativi coercitivi di far passare la propria visione del mondo? Certo mancano le “armi”, almeno quelle convenzionali, ma sai che differenza!
Tra l’altro, lo sai quando è stata abolita la pena di morte in Vaticano? “…Lo Stato pontificio ha mantenuto nel suo ordinamento la pena di morte fino al XX secolo, abolendola nel 1969… La pena di morte in Città del Vaticano non era prevista per alcun reato già dal 1967, su iniziativa di papa Paolo VI; tuttavia venne rimossa dalla Legge fondamentale solo il 12 febbraio 2001, su iniziativa di Giovanni Paolo II.” (non sono parole mie ma di Wikipedia).
Che poi il vaticano non prometta vergini, embé meno male… non vedo come potrebbero essere di qualche interesse per me! Ma com’è che ha tolto pure il paradiso? Non gli è bastato il limbo? E poi allora che senso ha comportarsi in modo catolico, se nemmeno mi spetta il paradiso? E’ una questione di coscienza personale, allora… appunto.
Ma non proseguo il discorso perché andrei decisamente fuori tema – ci sarà sicuramente una prossima occasione.
Comunque, oggi a Pavia eravamo pochi… troppo pochi per me. Però non eravamo solo i soliti comunisti sfegatati: c’era anche l’Italia dei Valori.
Da: solleviamoci su Gennaio 10, 2009
alle 10:26 pm
Scusa, Matteo. E’ tutta la notte che ci rimugino… fermo restando che non ritiro una sola parola di quello che ho scritto sul vaticano e sulle sue posizioni, ammetto che “HO SBAGLIATO POST”. Perché in realtà, riflettendo, ho capito che quello che mi dà fastidio non è quello che ha detto il Papa in questa occasione (“Da elezioni vengano dirigenti capaci di ottenere pace”) quanto il fatto che un rappresentante – forse dovrei dire “IL” rappresentante – di una confessione religiosa che non è nemmeno una delle due parti in causa debba dire una cosa che, secondo me, è assolutamente lapalissiana per una qualsiasi coscienza civile: che la Pace è il valore più alto.
Certo poi restano tutte le divergenze sull’analisi delle responsabilità… ma forse questa è un’altra storia.
Da: solleviamoci su Gennaio 11, 2009
alle 1:47 pm
Anche in Italia appare lapalissiano sanare il conflitto di interessi. Sappiamo che la verità può essere manipolata e che i media concorrono a formare la coscienza civile.
Dunque???
Apprezzo le tue riflessioni.
Ciao
Da: matteo su Gennaio 11, 2009
alle 4:15 pm
Eggià, il conflitto di interessi… almeno su quello siamo assolutamente d’accordo!
anche se non penso, sono sicura di no, che sia l’unico campo in cui la vediamo allo stesso modo.
Da: solleviamoci su Gennaio 11, 2009
alle 7:52 pm
Basta che di te stessa fai emergere, almeno di una spanna, la coscienza anarchica a danno di quella comunista.
Da: matteo su Gennaio 11, 2009
alle 8:34 pm
Ma sai quanta gente si scandalizzerebbe per questa tua uscita? Tutti quelli che pensano che gli anarchici siano solo bombaroli (quelli che hanno tenuto d’occhio De André per anni, ad esempio)… e tu dici che dovrei far emergere proprio quella parte???
Tranquillo: non faccio nessuna fatica a farlo… ce l’ho nel cuore! L’anarchia, non le bombe!
Da: solleviamoci su Gennaio 11, 2009
alle 11:25 pm