Inserito da: solleviamoci | Gennaio 9, 2009

LA DIRETTA – Hamas e Israele: no all’Onu. “A Gaza massacro di civili”. La Corte Suprema israeliana ordina all’esercito di giustificarsi


A Palestinian holds his grandson at a U.N. school after they fled their house during Israel’s offensive in Gaza January 7, 2009.

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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato, con l’unica astensione degli Stati Uniti, una risoluzione che chiede l’immediato cessate il fuoco ed esorta a permettere la distribuzione di aiuti umanitari. Hamas e Israele hanno respinto la risoluzione. L’Onu denuncia un gravissimo e deliberato massacro di civili a Gaza: “In 110 radunati in una casa poi bombardata. Almeno 30 vittime, molti bambini”

Aggiornata alle 17:36 09.01.09

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Il personale Onu conta di poter riprendere le operazioni a Gaza “appena possibile”, dopo aver ricevuto rassicurazioni da parte israeliana che non è considerato fra gli obiettivi. Lo ha detto un portavoce dell’Onu, aggiungendo di aver avuto rassicurazioni credibili da parte israeliana sul fatto che le “installazioni, le operazioni umanitarie, e la sicurezza del personale verranno completamente rispettate”.

La commissione europea condanna fermamente gli attacchi ai convogli umanitari Unrwa e al loro personale. Lo afferma in una nota il commissario allo sviluppo Luis Michel il quale stigmatizza che “questi attacchi hanno costretto l’Unrwa a bloccare temporaneamente i movimenti del suo personale nella Striscia di Gaza”.

“Questa decisione – afferma il commissario – colpisce principalmente la distribuzione di cibo in tutta gaza. Altri partner umanitari sono soggetti a simili incidenti inaccettabili e, di conseguenza, sono costretti a ridurre o interrompere le loro operazioni. Queste attività sono fondamentali per portare assistenza essenziale alle sofferenze della popolazione di gaza”.

Cinque persone incappucciate hanno compiuto un blitz contro la sede di Mestre della compagnia marittima israeliana Zim Line. I cinque hanno spaccato la telecamera interna, rovesciando armadi e scaffali e imbrattando i muri di vernice rossa con le scritte “Israele boia”, “Palestina Libera”. L’azione messa a segno nel pomeriggio è stata rivendicata con una telefonata alla sede ANSA di Venezia da un anonimo, che però non ha fornito la sigla dell’organizzazione.

Nel viaggio di ritorno da Madrid, dove ha incontrato il primo ministro spagnolo, Josè Luis Rodriguez Zapatero, il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) arriverà stasera al Cairo per incontrare il presidente egiziano, Hosni Mubarak. Domani sera è invece annunciato l’arrivo nella capitale egiziana della delegazione di Hamas che dovrebbe, il giorno successivo, informare il governo egiziano della posizione ufficiale del movimento integralista sulla proposta di cessate il fuoco franco-egiziana.

Il segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, ha detto che ”e’ dura” per Israele evitare di colpire i civili in una area cosi’ densamente popolata, mentre Hamas li utilizza coma scudi umani. ”E’ molto difficile in circostanze come quelle in atto a Gaza, che e’ un’area densamente popolata”, ha detto la Rice parlando ai giornalisti di ritorno da New York. ”Va inoltre sottolineato che si tratta anche di una zona nella quale Hamas utilizza i civili come scudi umani, usando edifici non militari per proteggere i propri combattenti’.

Si è tenuta oggi alla Farnesina, su indicazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, una riunione di coordinamento sugli aiuti umanitari a Gaza con i rappresentanti delle ambasciate dei Paesi membri del G8 accreditati a Roma, nonché della Commissione e della presidenza dell’Unione Europea.

17:36 Corte suprema israeliana ordina all’esercito di giustificarsi

La Corte suprema israeliana ha ordinato al governo di spiegare immediatamente le politiche adottate a Gaza riguardo la situazione umanitaria ed in particolare “perché non viene permessa l’evacuazione di feriti” e perché sono state bloccate le forniture elettriche che consentono il funzionamento delle fognature e del sistema idrico nella Striscia. Lo rende noto l’agenzia missionaria cattolica Misna. L’ordine è contenuto in una sentenza emessa stamani al termine di una udienza convocata in seguito alla denuncia presentata da diverse organizzazioni israeliane per i diritti umani contro l’esercito di Tel Aviv, accusato di non osservare i principi del diritto umanitario internazionale. La sentenza, favorevole ai querelanti non ha tuttavia soddisfatto le aspettative degli operatori umanitari, dando tempo al governo fino al 13 gennaio per presentare le proprie spiegazioni.

Grandi manifestazioni di sostegno ai palestinesi della Striscia di Gaza si sono svolte oggi in numerose città irachene dopo la preghiera settimanale islamica del venerdì: dalle città sciite di Kerbala e Najaf a quelle sunnite di Falluja e Diyala, così come a Baghdad nel quartiere sunnita di Adhamyia e in quello sciita Sadr City e anche nel capoluogo curdo Suleiymaniya.

17:05 Disordini tra musulmani e polizia israeliana a Gerusalemme est

Alcune decine di giovani musulmani che protestavano per l’offensiva israeliana a Gaza si sono scontrati oggi, al termine della preghiera del venerdì, con la polizia israeliana a Gerusalemme est. I manifestanti palestinesi, molti dei quali avevano il volto coperto, hanno lanciato bombe molotov e pietre contro gli agenti dei reparti anti-sommossa, che hanno risposto sparando gas lacrimogeni.

Scontri sono scoppiati oggi fra sostenitori di Hamas e di Al Fatah a Ramallah, in Cisgiordania, nel corso di una manifestazione contro l’offensiva israeliana alla quale hanno partecipato le due fazioni palestinesi rivali. Migliaia di palestinesi, che partecipavano a due distinte marce, si sono radunati nel centro di Ramallah dopo la grande preghiera del venerdì. I simpatizzanti di Hamas si sono azzuffati con seguaci di Al Fatah e la polizia ha disperso la folla con lacrimogeni e manganelli. Testimoni e fonti mediche hanno detto che 13 persone sono state ricoverate in ospedale.

Jacopo Venier, responsabile esteri dei Comunisti italiani, annuncia che “il Pdci ha esposto oggi la bandiera palestinese alla finestra della propria sede nazionale”. Un gesto, spiega, che esprime la “condivisione totale della causa del popolo palestinese vittima di un massacro che ha pochi precedenti nella storia recente e di cui è responsabile il governo di Israele”.

La Casa Bianca è “molto preoccupata” dalla situazione umanitaria e le perdite di divili a Gaza. A riferirlo è stato il portavoce Scott Stanzel, aggiungendo che “la situazione on migliorerà però fino a quando Hamas non smetterà di lanciare razzi su Israele”.

La polizia kenyana ha represso con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua una manifestazione di centinaia di persone formatasi dopo la preghiera del venerdì nelle moschee di Nairobi in solidarietà con il popolo palestinese.

Dopo un attacco a un suo mezzo di soccorso, la Croce Rossa Internazionale ha deciso di limitare le sue attività nella Striscia di Gaza. Rimane inalterata l’azione umanitaria a Gaza City.

Migliaia di persone si sono riversate oggi per le strade di Algeri per protestare contro l’offensiva israeliane a Gaza. I cortei si sono formati al termine della preghiera del venerdì, dedicata oggi in quasi tutte le moschee a Gaza. Diversi cortei si sono formati nei quartieri popolari della capitale, Bab El Oued, Belcourt e Kouba, considerati una delle roccaforti degli disciolto Fronte islamico per la salvezza (Fis), dove si segnalano scontri tra la polizia e i manifestanti . Le forze di sicurezza in tenuta antisommossa stanno cercando di bloccare con i lacrimogeni i manifestanti che rispondono con lanci di pietre.

Il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, partirà oggi per una visita ufficiale in Giordania ed Israele. Scheffer incontrerà domani ad Amman re Abdullah II , il ministro della Difesa giordano, Nader Dhahabi, e il ministro degli Esteri, Salah Bashir. Da domenica, Scheffer sarà invece in Israele dove incontrerà il premier israeliano, Ehud Olmert, il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, e il ministro della Difesa, Ehud Barak.

‘Bisogna vigilare sulle libertà democratiche faticosamente conquistate con la guerra al nazifascismo”, ha detto Tullia Zevi, ex presidente della Comunità ebraica italiana, rivolgendosi alle comunità italiane, ma anche “adoperarsi ancora più attivamente per promuovere il dialogo tra israeliani e palestinesi: la diaspora potrebbe e dovrebbe spendersi di più per promuovere la pace tra due popoli condannati a vivere fianco a fianco”.

I carrarmati israeliani hanno aperto il fuoco in diverse località della Striscia di Gaza violando il cessate-il-fuoco “umanitario” di tre ore annunciato stamane. Lo sostengono alcuni testimoni, secondo i quali vi sono stati attacchi a Jabaliya e a Beit lahiya, nel Nord, e nel quartiere di Zeitun, a Gaza. A Jabaliya una stazione di rifornimento è andata in fiamme. La tregua, inziata a mezzogiorno (ora italiana), si è conclusa alle 15.

”L’Unicef esprime profonda preoccupazione per le violenze in corso che hanno costretto l’Unrwa a sospendere il suo intervento umanitario a Gaza. Ciò può soltanto peggiorare una situazione umanitaria già critica ed esporre i bambini ad un rischio ancor maggiore di morte o danno permanente. La distribuzione di alimenti, acqua, carburante e farmaci non dovrebbe essere ostacolata”. Lo dichiara oggi il Direttore generale dell’Unicef, Ann
Veneman. ”Il danno fisico e psicologico che questo conflitto sta arrecando ai bambini di entrambe le parti deve finire”.

Il presidente della Repubblica italiana ha auspicato oggi “il successo della mediazione egiziana”. La risoluzione del Consiglio si sicurezza dell’Onu è “abbastanza importante” mentre la volontà di Israele e di Hamas e di proseguire il conflitto “non è una buona notizia”. Così il presidente della repubblica Giorgio Napolitano al termine della presentazione della presentazione del libro di Jacques Delors.
La risoluzione dell’onu è su “principi generali, probabilmente ha valore concreto maggiore, come noi ci auguriamo, la mediazione egiziana”, aggiunge napolitano. E questo, “non solo per il cessate il fuoco temporaneo ma per il superamento del conflitto e la ripresa di un processo di pace”. Per questo, conclude il capo dello stato, “attendiamo molto l’esito della trattativa che è nelle mani del presidente mubarak”.

“Una imponente folla di manifestanti giordani stanno assediando la sede dell’ambasciata di Israele ad Amman”, lo ha riferito la tv satellitare araba Al Jazeera che dalla capitale giordana sta trasmettendo in diretta una manifestazione di protesta contro la massiccia offensiva israeliana sulla striscia

L’Italia chiede al governo israeliano di ”consentire e favorire il flusso degli aiuti umanitari per la popolazione civile di Gaza”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini. ”L’Italia – ha ricordato il titolare della Farnesina – sta preparando un’iniziativa umanitaria italiana ed e’ evidente che il cessate il fuoco deve essere effettivo e garantito”

Il leader libico Muammar Gheddafi ha esortato tutti gli arabi a combattere al fianco dei palestinesi nella striscia di Gaza. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa libica Jana, Gheddafi ha detto che “gli arabi devono aprire le porte per i volontari che vanno a combattere con i palestinesi”

Circa 100mila persone – secondo stime di varie fonti, anche della sicurezza egiziana – hanno partecipato stamane ad Alessandria d’Egitto ad una manifestazione contro l’operazione militare israeliana ‘Piombo Fuso’ in corso a Gaza da 14 giorni, mentre al Cairo la polizia ha impedito qualsiasi manifestazione ad Al Azhar, la principale moschea della città, ed ha circondato con imponenti servizi d’ordine tutte le altre moschee dove si prevedevano proteste.

Secondo la tv satellitare araba al Jazeera, israele “sta violando la sospensione di tre ore al giorno”, dalle 12 alle 15, di tutte le operazioni militari nella striscia di gaza decisa dallo stato ebraico nei giorni scorsi. Nelle immagini trasmesse in diretta alle 13.30 si vedono intense colonne di fumo sprigionarsi da centri abitati della striscia, che secondo la tv araba sono dovute a colpi dell’aviazione israeliana.

Ufficiali dell’esercito israeliano hanno ammesso, parlando con diplomatici stranieri, che nessuno sparava dall’interno della scuola dell’Unrwa di Gaza colpita martedì scorso a Jabaliya e che il bombardamento,in cui sono rimaste uccise almeno 40 persone, è stato frutto di un errore. E’ quanto ha dichiarato ad Haaretz il portavoce della Unrwa Chris Gunness che afferma inoltre che gli israeliani hanno diffuso, a sostegno della tesi ufficiale degli israeliani che affermano di aver sparato per rispondere al fuoco di militanti che proveniva dall’interno dell’edificio stracolmo di sfollati, immagini vecchie, risalenti al 2007

Nelle ultime 48 ore ammontano come minimo a venti i nuovi morti tra la popolazione di Gaza. Il numero complessivo delle vittime palestinesi accertate è così salito ad almeno 783, più di un terzo delle quali erano bambini, sebbene negli ambienti sanitari del posto si parli di oltre ottocento; i feriti superano largamente le 3.200 unità, compresi sessanta in giornata

“Su Gaza City è in corso un massiccio lancio di bombe al fosforo bianco da parte dell’esercito di Israele”, lo ha affermato uno degli inviati della tv satellitare araba che nel frattempo mostrava in diretta le immagini delle dense colonne di fumo provocate da queste bombe. L’inviato, ammettendo di non sapere bene quali siano gli effetti di questi ordigni, ricorda che “la stampa occidentale ha parlato di arma non convenzionale che brucia”

“L’esercito israeliano continuerà ad agire per difendere i civili israeliani e realizzerà gli obiettivi affidatigli in questa operazione”: lo ha dichiarato il premier israeliano Ehud Olmert. Nel comunicato Olmert aggiunge: “I lanci di razzi avvenuti oggi contro gli abitanti del Sud di Israele dimostra che la risoluzione dell’Onu non è realizzabile e non sarà comunque rispettata dalle organizzazioni omicide palestinesi”. In ogni caso, rileva Olmert riferendosi alla risoluzione dell’Onu, “lo Stato di Israele non può accettare che alcun elemento esterno stabilisca (i limiti) del diritto di Israele di difendere i propri civili”

La Germania potrebbe partecipare a un’eventuale missione di pace dell’Onu nella Striscia di Gaza. Lo ha detto oggi il vice ministro degli Esteri tedesco, Gernot Erler, nel corso di un’intervista all’emittente tv Ard concessa mentre il ministro Steinmeier è in viaggio per Israele. Erler ha sottolineato che, se entrambe le parti lo vorranno, i soldati tedeschi potrebbero partecipare a una missione sul modello di quella organizzata due anni fa per far fronte alla crisi in Libano

Il governo belga ha lanciato un’operazione per evacuare civili feriti a Gaza, soprattutto bambini, e poterli curare negli ospedali del Belgio: un primo c-130 è partito oggi da Bruxelles alla volta dell’Egitto per preparare un’operazione di rimpatrio di vittime civili dell’attacco israeliano. Il governo belga ha deciso di agire subito, senza attendere il coordinamento Ue, perché stima – ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri Bart Ouvry – che la situazione a Gaza necessiti una risposta urgente

Sul suo giornale l’editore di Maariv Ofer Nimrodi si esprime molto di rado. Ma oggi firma un indignato intervento dopo aver letto sul giornale di ieri che uno degli intervistati qualificava il ministro della difesa Ehud Barak “un criminale di guerra”. “Abbiamo valicato una linea rossa” esclama Nimrodi, indignato anche da un articolo del columnist Yehonatan Gefen secondo il quale l’esercito israeliano ha commesso a Gaza “crimini di guerra secondo ogni possibile criterio”. Maariv, ricorda, è fin dalla sua fondazione “un giornale patriottico, anche se non si astiene dal muovere critiche quando sono necessarie”. “Non si può accettare che l’esercito e i suoi comandanti vengano insultati mentre sono impegnati in combattimento” scrive Nimrodi. “Essi fanno tutto il possibile per non colpire innocenti. Ma il nemico crudele ricorre a bambini, donne e innocenti per farsi scudo e salvare la pelle”

Secondo una stima delle Nazioni Unite, almeno 257 bambini palestinesi sono rimasti uccisi dall’inizio delle operazioni militari nella striscia di Gaza. Nel suo ultimo bilancio rilasciato oggi, l’Onu ha spiegato inoltre che altri 1.080 bambini sono rimasti feriti dal 27 dicembre scorso, primo giorno di incursioni aeree israeliane in territorio palestinese

Hamas, ha concluso il portavoce parlando con al Jazeera, è in contatto con tutte le parti, “in particolare la Turchia, la Siria, il Qatar e altri interlocutori internazionali e non si limita all’iniziativa egiziana. Ogni iniziativa sarà respinta se non tiene in considerazione la cessazione immediata della guerra, il ritiro da Gaza, la fine immediata del blocco e l’apertura dei passaggi, soprattutto quello di Rafah”. L’esponente di Hamas ha poi invitato “tutti i popoli arabi a continuare le proteste contro le azioni israeliane nella Striscia di Gaza”

Un portavoce del movimento integralista palestinese Hamas, Sami Abu Zuhri, ai microfoni della tv del Qatar Al Jazeera ha annunciato che domani una delegazione di Hamas è attesa al Cairo, su invito dell’Egitto “per dare la risposta del movimento all’iniziativa franco-egiziana per il cessate il fuoco, che sarà solo nell’interesse del popolo palestinese”. L’esponente di Hamas, che parlava dallo Yemen, ha ribadito che l’approvazione della risoluzione dell’Onu della notte scorsa “non significa in alcun modo la fine dei combattimenti soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Livni e della prosecuzione dell’aggressione israeliana”

Il Capo del governo spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, ha sostenuto oggi la necessità di una “tregua reale”, durante una discussione telefonica con il primo ministro israeliano Ehud Olmert. “Zapatero ha insistito con Olmert sul fatto che la migliore soluzione è una tregua, che deve essere reale, con garanzie di sicurezza per Gaza come per Israele”, ha dichiarato una fonte del governo di Madrid. Zapatero ha discusso con Olmert dei contenuti dell’incontro che il primo ministro spagnolo ha avuto alla Moncloa di Madrid con il leader dell’autorità nazionale palestinese Abu Mazen. I due leader hanno anche parlato del rifiuto di Hamas del piano franco-egiziano per un cessate il fuoco nella striscia di Gaza

Il cameraman di fiducia di Yasser Arafat, Ihab al Wahidi, è rimasto ucciso questa mattina a Gaza quando un colpo di tank israeliano ha raggiunto la casa di otto piani dei suoceri. Al Wahidi si trovava su un balcone al quinto piano, che è crollato. Il cameraman, che ancora lavorava per la televisione palestinese, aveva ripreso la maggior parte delle attività di Yasser Arafat durante gli anni dell’esilio e dopo il suo ritorno nei territori in seguito agli accordi di Oslo del 1993

Anche oggi, come nei due giorni passati, Israele sospenderà le attività militari a Gaza per tre ore per consentire alla popolazione palestinese di rifornirsi di viveri. Lo ha riferito radio Gerusalemme. La tregua umanitaria avrà inizio alle ore 13 locali, le 12 in Italia, e terminerà alle 16. Fonti israeliane aggiungono che decine di camion carichi di aiuti umanitari sono stati autorizzati anche oggi a entrare a Gaza dal valico di Kerem Shalom. Israele ha inoltre autorizzato la fornitura a Gaza di quantità di combustibile

Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha annunciato che partirà oggi per il Medio Oriente per avere colloqui in Israele ed Egitto sul conflitto a Gaza. Israele sta andando avanti nella sua offensiva nella striscia di Gaza ignorando la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiede una tregua immediata

Sono finora 11 gli israeliani uccisi nella operazione Piombo fuso lanciata due settimane fa a Gaza contro Hamas. Quattro delle vittime (tre civili e un militare) sono state uccise dalla esplosione di razzi palestinesi in territorio israeliano. Sette militari sono caduti negli ultimi giorni nella striscia di Gaza. Quattro di essi sono stati colpiti a morte da ‘fuoco amico’, ossia dal fuoco involontario di unità militari israeliane che operavano nelle loro vicinanze

La Jihad islamica respinge la risoluzione delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco a Gaza. Abu Ahmad, un portavoce del suo braccio armato a Gaza, nota con rammarico che nella risoluzione del Consiglio di sicurezza “non viene denunciato l’attacco criminale lanciato da Israele”. Inoltre, secondo Abu Ahmad, non si afferma con chiarezza che l’esercito israeliano deve ritirarsi e che i valichi devono essere subito riaperti. Alla luce di queste considerazioni – ha annunciato – la Jihad islamica proseguirà la lotta armata. In precedenza anche un portavoce di Hamas aveva criticato la risoluzione dell’Onu sostenendo che essa equipara “le vittime con il loro aggressore”

Il rappresentante di Hamas in Libano, Osama Hamdan, ha questa mattina respinto la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che chiede il cessate il fuoco nella striscia di Gaza. “Non ci riguarda”, ha detto Hamdan citato da fonti di stampa, perché, ha detto, “non siamo stati consultati in merito e non prende in considerazione il nostro punto di vista e gli interessi del nostro popolo”

Il ministro degli esteri di Israele Tzipi Livni ha ribadito oggi che Israele agirà solo sulla base dei propri interessi. In un comunicato di cui riferisce la radio israeliana, alcune ore dopo l’approvazione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di una risoluzione che chiede un immediato cessate il fuoco, Livni afferma che “Israele ha agito, sta agendo ed agirà solo in base alle proprie considerazioni, alle necessità di sicurezza dei suoi cittadini e del suo diritto all’autodifesa”. Nel comunicato non si fa alcun accenno diretto alla richiesta di cessate il fuoco

Forze aeree e navali israeliane hanno colpito alle prime ore di stamane una trentina di obiettivi a Gaza, uccidendo 10 persone fra cui una donna ucraina e il figlioletto di due anni. Lo affermano fonti palestinesi, citate sul sito di Haaretz. La donna, Overa al Jarou, sposata a un medico palestinese che aveva studiato in Ucraina ed era tornato con lei a Gaza, è la prima vittima straniera dell’operazione “piombo fuso”, giunta ormai al 14esimo giorno. Fra i dieci morti vi sono anche due militanti di Hamas

Hamas ha deciso di estendere le proprie operazioni, ha detto oggi il portavoce delle Brigate al-Qassam Abu Obeida. “Abbiamo deciso di colpire località israeliane situate a distanza maggiore di quelle colpite finora” ha minacciato Abu Obeida. Da parte sua fonti israeliane riferiscono che un responsabile delle Brigate al-Qassam, Ahmed al-Jamala, è stato ucciso la scorsa notte in un attacco israeliano. Era uno dei responsabili del lancio di razzi verso Israele

Il braccio armato di Hamas, Brigate Ezzedin el-Qassam, continua a bombardare le città israeliane con razzi di vario genere e mortai. Dall’inizio della mattinata ne sono stati sparati oltre 20. In Israele per ora non si segnalano vittime. I razzi sono esplosi ad Ashqelon, Sderot e Beer Sheva. Un milione di israeliani che vivono a meno di 40 chilometri da Gaza hanno ordine anche oggi di restare in zone protette. Finora non ha conferma in Israele l’affermazione delle Brigate al-Qassam di aver sparato almeno un razzo in direzione della base aerea di Tel Nof, nel Neghev

Sotto alle rovine dell’edificio colpito dal fuoco israeliano potrebbero trovarsi ancora altri cadaveri, ha detto all’Ansa una donna sopravvissuta al massacro, che è adesso ricoverata all’ospedale Shifa di Gaza. Nel massacro la donna, di 29 anni, ha perso due dei suoi sei figli. L’episodio è avvenuto nella zona della ex colonia ebraica di Netzarim, a sud di Gaza, e ha colpito il clan familiare dei Sammuni. La donna ha precisato che le forze israeliane hanno ordinato a un centinaio di membri del clan di entrare in un magazzino, che successivamente è stato colpito da due cannonate: una all’ingresso e l’altra all’interno dell’edificio. Solo con la prima tregua umanitaria di mercoledì i feriti hanno potuto raggiungere l’ospedale Shifa

Almeno nove palestinesi sono stati uccisi durante i raid della scorsa notte. Fra questi, riferiscono fonti palestinesi, vi sono sei membri della famiglia di un attivista del Fronte Democratico di Liberazione della Palestina: la moglie, la cognata e quattro bambini

“Non si può trattare con Hamas”, perché il gruppo radicale palestinese “non è un interlocutore” bensì “è il problema”: così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenendo in televisione a ‘Mattino Cinque’ ha indirettamente replicato al predecessore, Massimo D’Alema. Secondo Frattini, è Hamas che ha “causato il conflitto” in corso nella Striscia di Gaza, e che addirittura “usa scudi umani”, servendosi “di bambini e di civili”; e ciò, ha aggiunto il titolare della Farnesina, “provoca anche tragici errori” da parte d’Israele, che pure “sa di doverli evitare”

L’ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) l’ha definito ”uno degli episodi piu’ gravi dall’inizio dell’operazione Piombo fuso” dell’esercito israeliano a Gaza il 27 dicembre. ”Coloro che sono sopravvissuti ed erano in grado hanno camminato per due chilometri fino a via Salah Ed Din prima di essere trasportati in un ospedale su veicoli civili”, aggiunge l’Ocha. ”Tre bambini, il più giovane dei quali aveva appena cinque anni, sono morti al loro arrivo all’ospedale”, afferma l’Ocha in un rapporto sulla situazione nel territorio palestinese. Un portavoce dell’esercito israeliano ha fatto sapere che è stata aperta un’inchiesta sull’episodio, così come su altre accuse secondo le quali civili si sono trovati sotto il fuoco di Tsahal e i soldati non hanno aiutato i civili feriti

Le Nazioni Unite hanno accusato Israele di un gravissimo e deliberato massacro di civili nella Striscia di Gaza, sulla base delle denunce ricevute da “numerosi” testimoni oculari: stando dunque agli elementi in possesso dell’Ocha, l’Ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari, il 4 gennaio scorso soldati dello Stato ebraico avrebbero costretto circa 110 palestinesi, “la metà dei quali erano bambini”, a radunarsi in una casa monofamiliare a Zeitoun, un quartiere del capoluogo dell’enclave, ordinando loro di rimanere all’interno; ma 24 ore dopo la stessa abitazione sarebbe stata ripetutamente bombardata. I morti sarebbero stati come minimo trenta

La risposta di Israele alla presa di posizione del Consiglio di Sicurezza è stata tacita, almeno sulle prime, ma esplicita: operazioni militari e bombardamenti sono infatti proseguiti senza soluzione di continuità. Quanto ad Hamas, il gruppo radicale palestinese che controlla completamente Gaza dalla metà del giugno 2007, attraverso un proprio portavoce ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di riconoscere il testo né la sua validità poiché, è stato puntualizzato, non lo si è voluto consultare in via preventiva

Il numero uno libico Muammar Gheddafi ha lanciato questa notte un appello a tutti gli arabi perché vadano a combattere al fianco dei palestinesi contro Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa libico Jana. “Esorto gli arabi ad aprire la porta al volontariato per combattere Israele al fianco dei palestinesi”, ha detto Gheddafi citato dalla Jana. Nei giorni scorsi Gheddafi aveva criticato i governi arabi per il loro atteggiamento morbido nei confronti dell’attacco israeliano a Gaza e aveva chiesto di boicottare Israele, visto come paese nemico

Nel frattempo Hamas prosegue i propri bombardamenti contro Israele. Quattro razzi Grad palestinesi sono esplosi a Beer Sheva, senza provocare vittime. Altri razzi sono caduti ad Asqelon. Anche l’aviazione israeliana ha proseguito le proprie incursioni a Gaza, provocando la morte di almento sei palestinesi. Israele ha intanto adottato misure di sicurezza rafforzate a Gerusalemme est e in Cisgiordania per prevenire manifestazioni di protesta palestinesi al termine delle preghiere del venerdì nelle moschee

Il premier israeliano Ehud Olmert ha convocato oggi il consiglio di difesa del suo governo per decidere se approvare una tregua dei combattimenti a Gaza – come richiesto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite – oppure estendere ulteriormente le operazioni militari. Lo ha riferito la radio militare aggiungendo che non ha avuto buon esito la missione condotta ieri al Cairo da Amos Ghilad, un rappresentante del ministero della Difesa israeliano

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato, con 14 voti a favore e l’astensione degli Stati Uniti, la risoluzione che chiede l’immediato cessate il fuoco a Gaza tra Israele e Hamas. La risoluzione chiede di metter fine ai combattimenti dopo 13 giorni con un cessate il fuoco immediato, duraturo e pienamente rispettato, che conduca a un ritiro completo delle forze israeliane da Gaza. Il Consiglio di sicurezza chiede che avvenga la fornitura senza ostacoli e la distribuzione su tutto il territorio della Striscia di aiuti umanitari, compresi cibo, medicine e carburante. La risoluzione invita inoltre a iniziative che mirino a creare e aprire corridoi umanitari e fa appello a tutti gli stati perchè sostengano gli sforzi internazionali per migliorare la situazione umanitaria

Sei palestinesi, appartenenti per la maggior parte alla stessa famiglia, sono stati uccisi nella notte in raid aerei israeliani nei settori di Beit Lahya e Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo rendono noto fonti ospedaliere e testimoni. Sale così ad almeno 774 il bilancio delle persone uccise nella Striscia di Gaza dall’inizio dell’operazione israeliana il 27 dicembre, secondo fonti ospedaliere palestinesi. Oltre 3.200 i feriti

Il voto per 14-0, con gli Usa astenuti, è arrivato ore dopo che i paesi occidentali del Consiglio di Sicurezza hanno raggiunto un accordo con quelli della Lega Araba (rappresentati in Consiglio dalla Libia) per una risoluzione che chiede il cessate il fuoco immediato, duraturo e pienamente rispettato, che conduca a un ritiro completo delle forze israeliane da Gaza. E’ una risoluzione il cui contenuto è condiviso anche da Washington, ha spiegato il segretario di Stato Condoleezza Rice, che ha partecipato al voto, ma gli Usa hanno scelto di astenersi ritenendo “importante attendere di vedere gli esiti degli sforzi di mediazione egiziani”

Dopo lunghi negoziati, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato, con l’unica astensione degli Stati Uniti, una risoluzione che chiede l’immediato cessate il fuoco tra Israele ed Hamas ed esorta a far di tutto per permettere la distribuzione di aiuti umanitari di emergenza a Gaza

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fonte: http://www.repubblica.it/2009/01/dirette/sezioni/esteri/striscia-gaza/nove-gennaio/index.html


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