Inserito da: solleviamoci | Gennaio 11, 2009

CASO LIBERAZIONE – Sansonetti, addio al veleno: cacciato per lesa maestà

Domani la Direzione di Rifonazione sancirà la cacciata del direttore di Liberazione

Finisce un ciclo. Si chiude la storia di un giornale e di un gruppo di giornalisti un po’ impertinenti

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Il direttore di Liberazione all’attacco

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ROMA
Il direttore di Liberazione Piero Sansonetti saluta i lettori
con un numero speciale che ripercorre la storia del quotidiano attraverso copertine storiche e contributi firmati da diversi esponenti di Rifondazione comunista (tra i quali Franco Giordano, Rina Gagliardi, Gennaro Migliore e Vladimir Luxuria).

“Lo abbiamo fatto strano”
è il titolo di prima pagina con il quale Sansonetti lascia il giornale: «È la conclusione di un ciclo perchè la maggioranza del Prc – scrive Sansonetti – ha deciso di mettere la parola fine alla storia dell’autonomia e di nominare un commissario politico che garantisca la sottomissione del giornale alla linea del partito e alle sue esigenze. Davvero un peccato. Mi hanno detto i dirigenti di Rifondazione – continua Sansonetti – che devo andarmene perchè non rispetto la linea del partito. Mi sono chiesto: ma qual è la linea del partito?».

«Mi pare di avere capito
– afferma ancora il direttore di Liberazione – che mi si imputa di violare la linea perchè varie volte ho sostenuto che la sinistra non dovrebbe restare rinchiusa dentro le gabbie di piccoli partiti, ma dovrebbe allargarsi, aprirsi, unirsi. È questo il reato di lesa maesta». Ne ho dedotto che la linea consiste non in un progetto di società ma semplicemente nella propria dichiarazione di esistenza. La linea che oggi ha Rifondazione, mi pare, può essere riassunta così: “Rifondazione esiste, punto e basta”. È se è così, è vero: Liberazione è stata fuori linea».

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11 gennaio 2009

fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/39950girata.asp


Risposte

  1. E quale sarebbe per Sansonetti la linea del Partito? Quella di Vendola?

  2. Epurazioni!!!

    Del resto è prassi comune e consolidata in tutti i partiti teocratici.

  3. Matteo, ti stupisce? Non sono d’accordo con te… sarà che sono troppo stalinista…!
    Mi sembra che si stia parlando in un giornale di partito, no? E allora mi sembra evidente che chi ci scrive deve condividerne la linea… ti sembra possibile che un socialista (di quelli alla Pertini, per capirci…) scriva su, chenneso, La Padania?
    Non si tratta di attentato alla libertà di espressione, ci mancherebbe… però un giornalista può scrivere quello che gli pare in un giornale non-di-partito – diciamo il Corriere e Repubblica, tanto per citarne due che sono sì schierati, ma non sono strettamente di partito – ma NON su un giornale di partito, altrimenti si tratta della DC di vecchia memoria: correnti, ali, sottogruppi… nei partiti comunisti, a quanto ne so, esiste una cosa chiamata “centralismo democratico”, che impone alle minoranze – dopo discussioni spesso lunghissime ed accesissime – di uniformarsi alle decisioni della maggioranza. E non mi sembra che Vendola lo sia, al momento… per fortuna, dico io! :D

  4. Intanto diciamo che utilizzare il termine “stalinista” per definire una posizione da “zoccolo duro e puro” è un’aberrazione storico-politica: il baffo georgiano è stato l’affossatore dell’internazionalismo, il profeta armato che ha sancito il capitalismo di stato sovietico e la coincidenza degli interessi dei proletari del mondo con quelli dell’URSS… nonché il picconatore (non metaforico) a cui dobbiamo lo sterminio di una generazione di comunisti veri. Dopo di che si può osservare che il “centralismo democratico” è stato, nei fatti, da tempo abbandonato nella pratica politica quotidiana dei partiti (ancora) sedicenti comunisti e nei momenti salienti di questa pratica (come i congressi) e che lo si rispolvera solo in occasioni di comodo e del tutto formali. Non nego che un partito abbia il diritto di decidere la linea del proprio organo d’informazione, ma, appunto, occorrerebbe che una tale linea esistesse e non credo che la si costruirà a botte di epurazioni… o no?

  5. Il giornale di Partito costa al Partito circa 3 milioni di euro l’anno per ripianarne i debiti.
    Nell’era Sansonetti le vendite sono crollate da 11.000 e 5.000 copie…
    Credo che sia non solo giusto, ma doveroso per il Partito metterci una pezza…
    Chi scrive per un giornale di Partito sa che deve seguire la linea del Partito.
    In questo momento la linea del Partito è quella della maggioranza che sostiene Ferrero, non quella di Vendola (anch’io dico per fortuna!).
    Chi non vuole seguire la linea di un partito, può scrivere per gli altri giornali “liberi”.
    Ce ne sono così tanti in Italia…

  6. Nell’era Sansonetti il partito è crollato. E questo spiega anche il crollo delle vendite.

    Sansonetti non ha colpe, in ogni caso non ho niente in contrario alla sua rimozione, essendo facoltà del partito farlo. So che i giornali prendono anche soldi pubblici.

  7. Che elementi hai per dire che Sansonetti non ha colpe?
    Vivi la vita del Partito? Io si…

    Il debito è al netto dei contributi pubblici…

  8. Mi sembra un problema lapalissiano – meno aderenti al partito .meno compratori del giornale di partito.

    Dove sbaglio?

  9. Ritrovare Equo :-)

    Appunto: Qual’è la linea del partito?
    E con tutti contro tutti, chi è il partito che rappresenta la sinistra pura e illuminata. A proposito i deputati di sinistra e gli ex deputati sfruttano il rimborso di 3000 euro per se stessi e 1800 per i familiari per cure di benessere ?

  10. Se non sbaglio, Matteo, l’era Sansonetti è stata anche l’era Bertinotti… un segretario non-comunista per un partito che il comunismo ce l’ha perfino nel simbolo! (E Vendola è il delfino di Bertinotti). I meno aderenti al partito = meno compratori del giornale mi sembrano una logica conseguenza del fatto che, se partito e giornale esprimono la stessa linea… forse aderenti ed acquirenti stanno dalla parte di Ferrero?

  11. I miti passano, ora è la volta di Bertinotti, ma perchè l’avete seguito per tanti anni?
    Certo non è rivolto a te la domanda, mia cara Elena, ma ai comunisti si.
    E’ da un pò che si scarta questo e quello, forse ci vuole l’aiuto di mago Merlino per trovare il prescelto.
    Prima o poi toccherà anche a Ferrero.

  12. Devo anche dire che emarginare le minoranze (mica tanto minoranze nel caso di Vendola) e accusarli di eresia ricorda altre chiese, altri personaggi ma non necessariamente altre epoche .

  13. Be’ insomma… anche se la faccenda non mi riguarda direttamente, direi che “emarginare la minoranza” come PRC fa attualmente con Vendola è perfino trattarla con i guanti… ai miei tempi sì che c’erano epurazioni, mica noccioline!
    Poi vedi, io credo che finché abbiamo (parlo dei comunisti in generale, anche se a ben vedere il discorso sarebbe pure più ampio… sempre per me) bisogno di “miti”, di “eroi” e di capi, abbiamo anche capito pochino… del resto ormai lo sai, il mio cuore è anarchico! :D

  14. A qualcuno che parla senza ben conoscere le cose, consiglierei di leggere le centinaia di e-mail arrivate per protestare per la condotta del giornale…
    Per quanto riguarda l’emarginazione delle minoranze, la proposta era quella della Segreteria unitaria se poi qualcuno ha preferito ritirarsi sull’Aventino…

    Ma per parlare delle cose bisognerebbe conoscerle, altrimenti si da fiato alla bocca per partito preso…

    Elena, scusa la polemica. Stavolta smetto…


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