Colaninno: Malpensa hub, ma Linate va ridimensionata
A Fiumicino rotte per Mediterraneo, Oriente e Sud America
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ROMA (12 gennaio) – Decolla la nuova Alitalia. Siglato l’accordo con Air France-Klm, che entrerà nella compagnia italiana con una quota del 25% per un investimento di 322 milioni di euro, la compagnia a guida Roberto Colaninno comincerà a volare da mercoledì mattina.
Fiumicino e Malpensa come Parigi e Amsterdam. Alitalia e Air France svilupperanno una strategia multi-hub: Fiumicino e Malpensa entreranno a far parte di un sistema a rete policentrico, in cui saranno protagonisti con “pari dignità” rispetto a Parigi e Amsterdam. L’accordo prevede l’ampliamento dell’offerta di voli nazionali, europei e intercontinentali da e per Roma e Milano, e il miglioramento della qualità e dell’efficienza del servizio.
«Per l’aeroporto di Fiumicino c’è l’impegno di Alitalia e di Air France di massimizzare per efficienza e opportunità la presenza delle rotte per il Mediterraneo, l’Estremo Oriente e il Sud America», ha poi precisato il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, durante una conferenza stampa.
Sviluppo Malpensa con declassamento Linate. Nell’accordo raggiunto con Air France-Klm, per Malpensa è previsto nei prossimi anni lo sviluppo delle rotte intercontinentali moltiplicandole dalle 3 attuali fino a 14. Lo scalo varesino è destinato ad essere l’hub di riferimento della mobilità globale dei clienti business che vivono e operano nella Pianura padana, mercato che nel complesso rappresenta il quarto a livello europeo e l’ottavo al mondo. Affinché si concretizzi questa scelta strategica voluta dai soci di Alitalia è necessaria però secondo il vertice della nuova compagnia la «razionalizzazione» del ruolo di Linate come city airport specializzato nella tratta Milano-Roma e il rispetto dei tempi previsti nella realizzazione delle infrastrutture di collegamento tra Milano e Malpensa.
Impegno per rientro precari. «Abbiamo la consapevolezza dell’importanza del personale» e «cercheremo di riportare tutti coloro che sono in cassa integrazione o in precariato all’interno dell’Alitalia», ha assicurato Colaninno, sottolineando che «è un impegno che ci siamo assunti, un punto fondamentale della nostra etica che cercheremo di perseguire con tutto il nostro impegno e le nostre forze».
L’accordo con i francesi. Le sinergie tra Alitalia e Air France genereranno – a vantaggio della nostra compagnia di bandiera – un valore di 720 milioni nei prossimi tre anni, contro gli attuali 89 milioni di euro. Lo prevede l’accordo tra i due vettori che hanno stabilito una partnership di otto anni. Per raggiungere questi risultati Alitalia si è riservata il diritto di recesso nell’ipotesi in cui – entro il terzo anno – non sia stato realizzato almeno il 50% delle sinergie previste.
Le azioni Alitalia – secondo l’Investment agreement - saranno divise in due categorie: le azioni ordinarie possedute dagli attuali soci italiani, che garantiscono pieni diritti, e le azioni di categoria B, riservate ad Air France-Klm. Le azioni di categoria B saranno riscattabili da Alitalia (al fair value), nel caso di risoluzione degli accordi di partnership per responsabilità di AirFrance-Klm e nel caso di mancato raggiungimento dei livelli minimi di sinergia industriale e commerciale.
Per quattro anni, fino al 12 gennaio 2013, nessun socio italiano potrà cedere le azioni all’esterno della compagine azionaria di Alitalia, nè potrà cederle ad AirFrance-Klm. Lo prevede la clausola di “lock up” dell’accordo fra le due compagnie. Al quinto anno – tra il 13 gennaio e il 28 ottobre 2013 – il trasferimento delle azioni a terzi sarà possibile, solo a condizione che gli altri soci italiani non abbiano esercitato il diritto di prelazione e che il trasferimento sia approvato dal cda di Alitalia. Il lock up viene meno, necessariamente, soltanto nel caso di quotazione in Borsa, a partire dal terzo anno.
Il nuovo statuto garantisce la più completa autonomia gestionale di Alitalia rispetto all’alleato industriale, non prevedendo strumenti specifici di “influenza” da parte dei consiglieri di AirFrance-Klm. Per quanto riguarda la governance dell’azienda lo statuto introduce alcune novità: il consiglio di amministrazione è allargato a 19 componenti, di cui 3 designati da Air France-Klm; viene istituito un comitato esecutivo – composto da 9 amministratori, di cui 2 nominati da Air France – cui sono riservate le decisioni strategiche di gestione e ampi poteri di amministrazione (approvazione dei piani industriali e strategici, approvazione degli accordi di collaborazione, investimenti per soglie di valore superiori ai 50 milioni). Secondo il nuovo statuto, infine, c’è l’obbligo per il socio che superi il 50% delle azioni con diritto di voto di lanciare un’Opa su tutte le azioni detenute dagli altri soci che intendano vendere.
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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=41902&sez=HOME_ECONOMIA
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Da: Alitalia sceglie Air France: decolla la nuova compagnia (forse … | Voloblog su Gennaio 12, 2009
alle 8:03 pm