Inserito da: solleviamoci | Gennaio 12, 2009

Autismo, scoperto il test prenatale. In Inghilterra è scontro sull’esame

LA RICERCA E’ STATA PUBBLICATA SUL QUOTIDIANO INGLESE GUARDIAN. Il livello di testosterone nell’utero può aiutare a prevedere il disturbo

Gli esperti: la sindrome è legata a talenti particolari, interrompere le gravidanze sarebbe gravissimo

L’attrice americana Daryl Hannah soffre della sindrome

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LONDRA
La misura dei livelli di testosterone nell’utero
potrebbe aiutare a prevedere se un bambino può diventare autistico. Secondo uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista “British Journal of Psychology”, per effettuare il test basterebbe il prelievo del liquido amniotico.

La ricerca, guidata da Bonnie Auyeung della Cambridge University, ha tenuto sotto osservazione, per otto anni, 235 bambini le cui madri si erano sottoposte ad amniocentesi. Secondo gli autori, ci sarebbe una stretta relazione tra alti livelli di testosterone nell’utero e lo sviluppo di tratti tipici dell’autismo, come la mancanza di socializzazione e un vocabolario ridotto. Inoltre, la probabilità che sia coinvolto proprio l’ormone maschile è giustificata anche dal fatto che la gran parte dei soggetti autistici sono di sesso maschile.

La notizia, scrive il Guardian, ha subito scatenato reazioni discordanti tra gli esperti britannici che già prevedono un acceso dibattito nazionale sul tema: il test offrirebbe, di conseguenza, l’opportunità alle madri di decidere se portare avanti o meno la gravidanza di un bambino che presenta questa difficile condizione. Ma molte persone che oggi conducono una vita normale sono clinicamente da considerare “borderline”. È il caso, ad esempio dell’attrice americana Daryl Hannah, nota per i suoi ruoli in “Splash – una sirena a Manhattan”, “Blade Runner” e “Kill Bill”, a cui da bambina era stata diagnosticata una forma leggera.

Inoltre questo disturbo è spesso legato a talenti particolari: presenta infatti un ampio spettro di casi che vanno dai bambini assolutamente incapaci di comunicare a individui dotati di menti geniali, soprattutto nel campo della musica o della matematica. Al progetto di individuare l’autismo tramite amniocentesi si oppongono in modo particolare i genitori di bambini che presentano il problema perché temono che ciò porti a una maggior discriminazione e meno aiuti per i loro figli. L’esame, infatti, apre un dibattito sulle implicazioni etiche della scoperta: i genitori dopo aver saputo che il neonato soffrirà di autismo potrebbero decidere di eliminare il feto. Lo ha spiegato l’autore dello studio, il professore Simon Baron-Cohen, che si è chiesto se «il test sia a questo punto consigliabile? Cosa rischieremo di perdere se i bambini autistici fossero eliminati dalla popolazione?».

Cohen ha ricordato che «già esiste un test per la sindrome di Down e che i genitori possono legalmente scegliere di porre termine alla gestazione ma l’autismo è spesso fonte di talenti particolari». La scoperta del legame alta concentrazione di testosterone-autismo potrebbe però spingere le case farmaceutiche a sviluppare nuovi farmaci per ridurre il tasso dell’ormone incriminato. La Società britannica autistici non si è espressa a favore o contro il test ma si è limitata ad osservare che potrebbe aiutare i genitori a prepararsi ad affrontare le difficoltà di crescere un bambino sapendo dall’inizio cosa li aspetti. Al momento a molti bambini la malattia non è diagnosticata prima dei due o tre anni di età, portando in molti casi alla disperazione le coppie che non riescono a spiegarsi le ragioni dei disturbi dei loro figli.

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12 gennaio 2009

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