
Palestinians react after hearing news that their mother had been killed in Israeli shelling in Beit Lahiya, northern Gaza Strip, Saturday, Jan. 10, 2009.
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A 17 giorni dall’inizio dell’offensiva Piombo fuso Israele vede vicina la vittoria contro Hamas e intensifica le operazioni militari nella Striscia di Gaza. Tank dell’esercito hanno proseguito la marcia verso il centro di Gaza City e prima dell’alba sono entrati nel quartiere di Sheikh Ajlin. Intanto il governo ha deciso di rinviare a domani la missione al Cairo del negoziatore israeliano Amos Gilad per discutere del cessate il fuoco con i mediatori egiziani.
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(ANSA) – GAZA, 12 GEN – Il bilancio dei palestinesi rimasti uccisi nell’offensiva israeliana a Gaza, entrata oggi nel 17/o giorno, ha superato quota 900. Lo ha annunciato il capo dei servizi di emergenza della Striscia di Gaza, Mouawiya Hassanein, secondo il quale i morti sono diventati 905 dopo il decesso di 15 palestinesi questa mattina. Tra le vittime ci sono 277 bambini, 95 donne e 92 anziani. Inoltre gli attacchi israeliani, cominciati il 27 dicembre, hanno provocato il ferimento di 3.950 palestinesi.
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Palestinians carry the body of a member the Abed Rabbo family who was killed along with seven relatives in an Israeli strike in the Jabalia refugee camp, northern Gaza Strip on January 10, 2009.
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Aggiornata alle 18:11 12.01.09
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Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, ha oggi espresso la preoccupazione dello Stato ebraico di fronte “a un’ondata di atti antisemiti” nel mondo. “Abbiamo raccolto con grande inquietudine e disgusto numerosi racconti di attacchi fisici, morali e verbali e di altre manifestazioni antisemite contro gli ebrei e i cittadini di Israele in diversi luoghi del mondo. Qualunque sia l’opinione di ognuno sull’operazione (a Gaza) – continua il comunicato – ciò non dovrebbe mai diventare un mezzo per legittimare l’odio e gli incitamenti antisemiti”.
Israele invita i dirigenti internazionali a condannare … e a combattere queste azioni in tutte le loro manifestazioni”.
Scontri tra polizia e manifestanti dei centri sociali sono in corso a largo Cairoli a Milano. Ci sarebbe un ferito. I manifestanti hanno bloccato una parte della piazza dove sono schierate ingenti forze dell’ordine e stanno cercando di superare il cordone per raggiungere il Teatro Sthreler dove si tiene l’incontro organizzato dalla comunità ebraica a sostegno di Israele. Alcuni hanno lanciato anche fumogeni verso la polizia schierata in tenuta anti sommossa e urlano cori contro la polizia e lo Stato di Israele. I manifestanti hanno esposto uno striscione con scritto “Libertà e autodeterminazione per il popolo palestinese. Intifada”.
Un appello al governo israeliano perché osservi tregue più lunghe nei combattimenti, consentendo così agli operatori umanitari di consegnare aiuti alla popolazione della Striscia di Gaza è stato lanciato oggi dalle Nazioni Unite. Le forze di Difesa israeliane hanno osservato anche oggi una pausa di tre ore nei combattimenti per consentire ai camion di portare gli aiuti a Gaza. Ma John Holmes, coordinatore delle operazioni umanitarie dell’Onu, ha sottolineato come la tregua dovrebbe durare 24 ore ed essere ripetuta.
“Le tregue di tre ore si sono ripetute, ma sono tutt’altro che soddisfacenti”, ha dichiarato al quartier generale di New York, spiegando che servirebbero pause di 24 ore. “Sarebbe una buona cosa se gli israeliani estendessero comunque la durata di queste tregue, perchè le tre ore non sono sufficienti. Sarebbe meglio di niente”.
Le autorità elettorali israeliane hanno messo al bando la candidatura dei partiti politici arabi alle prossime elezioni del 10 febbraio. La commissione ha spiegato le coalizioni sono colpevoli di istigazione e sostegno al terrorismo. Prima che fosse
approvata la mozione che prevedeva l’esclusione dal voto dei due partiti, c’era stata una seduta infuocata alla Knesset: il parlamentare arabo e leader della Lista Unita, Ahamad Tibi, aveva affermato che i vertici israeliani “sono andati in guerra a Gaza come per una campagna elettorale”.
Il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, in missione in Egitto, ha affermato oggi di sperare che sia possibile raggiungere un cessate il fuoco a Gaza “entro qualche giorno” e che si è “vicini a mettere fine al dramma umano” nel territorio palestinese.
Gli attacchi di Israele a Gaza non hanno spezzato Hamas. Lo ha assicurato il leader di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh, in un discorso registrato trasmesso stasera dalla televisione al-Aqsa di Hamas. “L’aviazione israeliana ha lanciato contro di noi 2.200
attacchi – ha detto Haniyeh – eppure continuiamo a lottare”.
Volontari stranieri a Gaza nel mirino di estremisti che incitano ad ucciderli. A denunciarlo in queste ore sono alcune organizzazioni che, con un comunicato, lanciano l’allarme. Stando alle segnalazioni, l’invito a colpire i volontari compare su un sito Internet (http://stoptheism.com), riconducibile, secondo fonti informate, a gruppi americani di estrema destra negli Stati Uniti, che a loro volta, per raccogliere informazioni, si servirebbero di siti web della radio dei coloni ebrei in Israele. I volontari nel mirino appartengono all’International Solidarity Movement (Ism), provengono da vari Paesi tra cui Stati Uniti, Australia, Spagna, Italia e sono a Gaza per operare a fianco dei palestinesi fungendo a volte anche da scudi umani per fermare l’avanzata delle truppe israeliane. Il sito chiamato in causa dalle organizzazioni pubblica foto e profilo biografico dei volontari.
Le accuse di crimini di guerra da parte dell’esercito israeliano o di Hamas devono essere oggetto di un’indagine: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico David Miliband in un intervento alla Camera dei Comuni. “Oltre 800 palestinesi sono stati uccisi, di cui pare che 250 siano bambini, la statistica più terribile possibile”, ha dichiarato Miliband rinnovando la richiesta del governo di Londra per un cessate il fuoco immediato a Gaza.
“L’esercito israeliano ha oggi distrutto uno dei centri medici della Caritas Gerusalemme operante a Gaza”. Lo ha riferito al Sir, l’agenzia stampa della Cei, la responsabile della stessa Caritas Claudette Habesc che tuttavia ha rassicurato sulla prosecuzione dell’impegno umanitario nella Striscia, dove continuano gli scontri. “Abbiamo inoltrato -ha detto – formale protesta ai responsabili israeliani ma continueremo a svolgere la nostra opera a favore della popolazione”.
La presidenza di turno ceca dell’Unione Europea ha annunciato che convocherà una conferenza dei donatori per coordinare gli aiuti destinati alla popolazione della Striscia di Gaza.
“Nessun soldato israeliano è stato rapito, e nemmeno ucciso, a Gaza”: lo ha detto all’Ansa un portavoce militare di Tel Aviv, smentendo così informazioni diffuse oggi dal braccio armato di Hamas, Brigate Ezzedin al-Qassam.
Sabato prossimo manifestazione nazionale a Roma dal titolo “Fermare il massacro dei palestinesi a Gaza”, promossa dall’Unione delle comunità islamiche in Italia e dall’Unione democratica arabo-palestinese. Vi aderiranno associazioni, sindacati, partiti e comunità di immigrati. Il corteo, secondo quanto affermano gli organizzatori, partirà alle 15.30 da Piazza Vittorio. Domani, intanto, ci sarà una manifestazione alla Farnesina “per denunciare la complicità del governo italiano con questo massacro”.
Continua ad aggrvarsi il bilancio delle vittime dell’offensiva israeliana contro Hamas: nel pomeriggio il numero delle vittime ha toccato la soglia dei 917 morti. Lo ha riferito Mouawiya Hassanein, capo dei servizi di soccorso nella Striscia, aggiungendo che i feriti sono 4.100.
La vittoria di Hamas “è più vicina che mai”. Lo ha affermato il portavoce del gruppo islamico, Taher al-Nunu. “Possiamo assicurare – ha detto – che la vittoria contro Israele è più vicina che mai. Il nemico sta esitando e non sa che cosa fare”.
Boicottare i prodotti statunitensi in tutti i modi possibili. E’ questo l’appello che circola via e-mail o sms in Arabia Saudita per protestare contro il sostegno dato dagli Stati Uniti all’offensiva militare israeliana contro la Striscia di Gaza. Da diversi giorni i messaggi spediti sui cellulari o sui pc invitano gli arabi a boicottare i prodotti delle catene americane come Starbucks, Pepsi, Burger King, Kentucky fried chicken, presenti in Arabia Saudita, e a non fumare le sigarette Philip Morris. “Se non potete dare del denaro a Gaza, almeno non comprate più i prodotti americani”, si legge su uno dei messaggi che circola sulla rete.
La Francia ha chiesto a Israele di non utilizzare bombe al fosforo bianco nei combattimenti in corso nella striscia di Gaza invocando la loro tossicità per la popolazione. “La Francia si associa alla domanda fatta dall’Human Rights Watch alle autorità israeliane di non utilizzare questo tipo di armi a causa della loro tossicità e della densità della popolazione a Gaza”, ha detto alla stampa il portavoce del ministero degli esteri francese, Eric Chevallier.
“I crimini di strage e distruzione, e le violazioni dei più elementari diritti dell’uomo compiuti dai bombardamenti israeliani in diversi luoghi (della Striscia di Gaza) riportano alla memoria le immagini di Hiroshima e Nagasaki”, le città giapponesi bombardate con l’atomica dagli Usa alla fine della Seconda guerra mondiale. Così si è espresso Ismail Haniyeh, premier del governo Hamas, dal suo “bunker della resistenza”. Haniyeh è citato dal sito web “palestinian information center”. Il leader del movimento radicale islamico invita i palestinesi a “resistere alla macchina da guerra sionista, macchina di strage e distruzione”.
L’esercito israeliano ribadisce il suo rispetto del diritto internazionale, di fronte all’accusa di utilizzo di bombe al fosforo nelle zone abitate da civili durante l’offensiva militare nella striscia di gaza ancora in corso. “L’uso delle nostre armi avviene nel quadro del diritto internazionale”, ha detto una fonte dell’esercito israeliano. Da parte sua, il portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert ha dichiarato che “le munizioni utilizzate da Israele sono simili, se non identiche, a quelle in dotazione a tutti gli eserciti delle democrazie occidentali, compresi gli stati membri della Nato”. Le bombe al fosforo, che provocano gravi ustioni, non sono vietate di per sé, ma l’uso in zone densamente popolate mette a rischio i civili.
Israele fermerà l’offensiva nella Striscia di Gaza se cesseranno il lancio di razzi e il rafforzamento di Hamas. Lo ha spiegato il Primo ministro Ehud Olmert, citato dal sito del quotidiano Yediot Ahronot. ”Ogni altra cosa avrà come risposta il pugno di ferro del popolo israeliano, che non è più disposto a sopportare gli attacchi coi Qassam”, ha avvertito il capo del governo da Ashkelon. “Ci vorrà del tempo – ha aggiunto – ma continueremo fino a quando sarà necessario per togliere questa minaccia dalle nostre teste”.
Un altro palestinese è rimasto ucciso nell’attacco israeliano a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta il sito di Yediot Ahronot, che cita fonti palestinesi. Non è ancora chiaro se l’uomo sia stato ucciso da un raid aereo o dal fuoco dell’artiglieria.
La presidenza italiana del G8 promuoverà un piano Marshall per l’economia palestinese. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un’intervista a “ilsussidiario.net”. “E’ una questione di cui il G8 non si è mai occupato, ma vista la drammaticità della situazione credo che sia importante farlo”, ha osservato il titolare della Farnesina. “Si tratterebbe evidentemente di un’azione di medio termine: non si può lavorare al G8 sull’emergenza di queste ore”.
Il re giordano Abdullah II ha manifestato il suo appoggio al piano proposto dall’Egitto per porre fine al conflitto israeliano nella Striscia di Gaza. In un comunicato diffuso dalla Casa reale giordana si legge che il monarca ha espresso il suo appoggio in una conversazione telefonica con il presidente egiziano Hosni Mubarak. “La Giordania supporta gli sforzi dell’Egitto per un cessate il fuoco immediato” ha dichiarato il re. Egitto e Giordania, gli unici due Paesi arabi che hanno firmato un trattato di pace con lo Stato ebraico, “intendono fornire qualsiasi tipo di aiuto ai palestinesi a Gaza”.
Inizia a serpeggiare il malumore tra i ranghi israeliani. Oggi si è registrato il primo caso di obiezione di coscienza tra i riservisti: un geniere si è rifiutato di obbedire all’ordine di partecipare all’offensiva nella Striscia. Lo riferisce il sito web del Jerusalem Post. Si tratterebbe di un uomo di 35 anni di stanza nella base di Tzèelim che è stato condannato a 14 giorni di reclusione perché non era disposto a prendere parte alle operazioni di cui non condivideva né gli obiettivi né i mezzi.
“La comunità internazionale intervenga attivamente per porre fine alla strage a Gaza e per far cessare ogni forma di confronto tra israeliani e palestinesi”. Lo ha chiesto a nome del Papa l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi alla IX sessione speciale del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, in corso a Ginevra. L’Osservatore vaticano all’Onu ha chiesto inoltre alla comunità internazionale di impegnarsi, con soluzioni durature, a rimuovere le cause del conflitto. E questo, ha notato, perch risulta evidente che le parti belligeranti non sono in grado di spezzare da sole il circolo vizioso della violenza senza aiuti esterni.
Una dodicenne palestinese è rimasta uccisa in un attacco israeliano a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti palestinesi citate dal sito del quotidiano Yediot Ahrnot, precisando che il raid ha portato anche al ferimento di un certo numero di persone.
Econdo la tv satellitare araba al Jazeera, l’esercito israeliano ha ammesso il ferimento di quattro suoi soldati nelle operazioni militari di oggi a Gaza.
Due missili, lanciati a quanto pare da un aereo israeliano, sono caduti in territorio egiziano, nel quartiere Brasil nel settore egiziano della città di frontiera di Rafah, non lontano dalla costa, ma non sono esplosi. La notizia è stata diffusa da televisioni egiziane e da fonti di Rafah. Le autorità egiziane hanno comunicato che stanno cercando di stabilire, tramite contatti con i militari israeliani, se il lancio sia stato causato da un errore di un pilota o se invece sia stato deliberato.
Il cessate il fuoco a Gaza è “una scelta di Hamas”. Lo ha detto il presidente americano uscente George W. Bush, secondo cui la soluzione alla fine della guerra nella Striscia di Gaza può esserci solo se Hamas smetterà di sparare razzi su Israele. “Non ci sarà nessun cessate il fuoco duraturo se i militanti continuano a lanciare razzi”, ha ribadito Bush durante la sua conferenza finale alla Casa Bianca. “Israele ha diritto di difendersi”, ha aggiunto.
“Spero che dagli sforzi che stiamo prodigando assieme con gli egiziani sboccino risultati tali da consentirci di concludere le ostilità “: lo ha detto oggi il premier israeliano Ehud Olmert, al termine della inaugurazione di una scuola presso Tel Aviv. Due sono gli obiettivi di Israele, ha ricordato Olmert: la fine dei lanci di razzi da Gaza verso il Neghev e la fine del contrabbando di armi ed altri mezzi di combattimento verso Hamas a Gaza. “Oggi siamo più vicini a quegli obiettivi che non alcuni giorni fa”, ha osservato il premier.
Si svolgerà il prossimo 17 gennaio in Kuwait la riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dei Paesi arabi sulla crisi in Medio Oriente. La conferma è arrivata dal ministro del Libano, Fawzi Sallukh, che andrà all’incontro. La riunione, voluta da Qatar per sollecitare la Lega Araba a prendere un ruolo di primo piano nella crisi e discutere di come porre fine all’offensiva israeliana, si propone anche di superare le divisioni all’interno del mondo arabo sulla situazione in Medio Oriente. La riunione finora era stata osteggiata da Paesi come l’Egitto, che preferiva svolgere un suo ruolo di mediazione.
Le truppe israeliane hanno trovato un piccolo arsenale di razzi Qassam e Grad ammassati in una moschea nella parte meridionale di Gaza City che in mattinata era stata colpita dai jet con la stella di David. Lo riferisce il sito web di Haaretz citando fonti di Tsahal, che dall’inizio delloffensiva aveva accusato Hamas di usare i luoghi di culto per nascondere il loro arsenale. Nei primi giorni dell’attacco l’aeronautica israeliana aveva diffuso su YouTube le immagini di un bombardamento di una moschea sostenendo che le esplosioni a catena innescate dalla prima bomba dimostravano che all’interno si celava un arsenale.
Migliaia di pakistani hanno preso parte ad un nuova manifestazione di protesta contro l’offensiva di Israele a Gaza. I dimostranti hanno dato alle fiamme bandiere israeliane e poster raffiguranti il presidente Usa uscente George W. Bush. Secondo quanto riportato dalla polizia, nella città orientale di Lahore si sono incontrate più di 7.000 persone tra cui avvocati, studenti, mercanti e operai, per manifestare contro gli attacchi dello Stato ebraico nei territori palestinesi. La manifestazione era stata richiesta dal partito dell’ex premier Nawaz Sharif.
Le Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivelato che un soldato israeliano è rimasto ucciso in un raid condotto dalle Forze dello Stato ebraico contro un gruppo di militanti che aveva preso in ostaggio il militare nel nord della Striscia. In una nota inviata via e-mail ad alcuni giornalisti, le Brigate hanno riferito che “il gruppo composto da quattro militanti stava per lasciare l’area portando con sè il soldato rapito, quando un caccia israeliano ha sparato un missile, uccidendo i militanti”.
Una nave iraniana con aiuti umanitari per la popolazione si sta avvicinando alla Striscia di Gaza, secondo quanto ha annunciato oggi Teheran. “Una nostra nave è passata per Port Said (in Egitto, ndr) e ora si sta dirigendo verso Gaza”, ha detto Hassan Qahqavi, il portavoce del ministero degli Esteri, senza precisare come l’imbarcazione potrà attraccare con i combattimenti in corso. Qashqavi ha aggiunto che l’Iran intende inviare aiuti anche via aereo e ha sottolineato che un velivolo cargo è già atterrato, presumibilmente in Egitto.
“Rafah, il giorno dopo, si presenta così, come se ci fosse stato un terremoto”. E’ il commento dell’inviata della tv satellitare araba al Jazeera, mentre sul video scorrono immagini di distruzione inedite di un centro abitato al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Per tutta la notte di ieri, sono continuati con intensità i raid di caccia israeliani e i bombardamenti sulla linea di frontiera per distruggere i tunnel che i militari israeliani ritengono siano usati per contrabbandare armi ed altre merci dall’Egitto alla Striscia.
“Hamas non farà nemmeno sotto ai bombardamenti concessioni che aveva già respinto durante il blocco di Gaza”. Ismail Radwan, un dirigente di Hamas a Gaza, esprime le posizioni del movimento integralista in un comunicato rilasciato oggi. Nel documento si dice che Hamas non accetterà di intavolare
alcun contatto su una tregua a Gaza prima che Israele abbia cessato immediatamente gli attacchi, abbia ritirato le truppe dalla Striscia, abbia messo fine al suo isolamento e abbia riaperto tutti i valichi, in primo luogo quello di Rafah, che conduce all’Egitto. Secondo Radwan “resta inalienabile” il diritto dei palestinesi a lottare “contro l’occupazione”. Le “atrocità ” israeliane, afferma inoltre, dovranno in futuro essere esaminate da tribunali internazionali.
Una volta che, tra israeliani e Hamas, sarà stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco, ci sarà bisogno di osservatori europei, anche militari, per garantirne il rispetto. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, parlando alla radio Europe 1. Kouchner ha anche ventilato la possibilità di allargare la missione a Paesi di altre regioni. Il capo della diplomazia francese ha inoltre rivelato che Parigi ha avuto contatti con l’Iran e, in via indiretta, con Hamas, perché faccia pressione su Hamas.
“Quello che sta succedendo a Gaza negli ultimi 10 giorni è una vera catastrofe. Non solo per la popolazione civile ma anche per il futuro del mondo”. A sostenerlo è l’ex segretario generale dell’Onu Boutros Ghali in un incontro con la stampa estera al Cairo. Una prima conseguenza della pesante operazione israeliana, secondo l’anziano diplomatico è che “sono stati indeboliti tutti i moderati nel mondo arabo e tra i musulmani nel mondo. Un’altra è che gli estremisti diventeranno più forti, pensiamo a quanto è successo in Libano con Hezbollah dopo la guerra del 2006. Ora è uno dei partiti più forti nel paese”
Hamas non può essere ritenuto il legittimo rappresentante di un secondo Stato palestinese. Lo ha sottolineato oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini. “Lo sforzo egiziano – ha proseguito – deve essere in queste ore far comprendere ad Hamas che non può autoproclamarsi come Stato legittimo di Gaza. Gaza non è uno Stato, è un pezzo dello Stato palestinese che noi vogliamo”.
Riunito in sessione straordinaria a Ginevra, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Uniti ha approvato oggi una risoluzione che “condanna con forza” l’offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza. Il testo chiede l’invio di una missione internazionale indipendente di inchiesta per indagare su eventuali violazioni dei diritti umani. Il testo è stato approvato dai 47 Paesi membri del Consiglio con 33 voti a favore. I Paesi Ue membri, tra cui l’Italia, si sono astenuti, giudicando la risoluzione squilibrata.
Secondo la tv satellitare araba al Jazeera, ci sarebbero “morti e feriti a seguito della caduta di un missile su una piazza centralissima di Gaza City”. L’inviato nella città dell’emittente araba non precisa se si è trattato di un raid oppure di colpi d’artiglieria dell’esercito di israele.
“Ogni bambino e ogni adulto non coinvolti nel terrore vittime dei nostri sforzi militari sono vittime per le quali ci scusiamo e che vogliamo evitare”: così il premier israeliano, Ehud Olmert. Il capo del governo di Gerusalemme ha anche espresso la sua gratitudine all’Egitto per l’impegno preso per distruggere i tunnel attraverso cui i militanti di Hamas contrabbandano armi nella Striscia.
Il ministro degli Esteri Franco Frattini sarà nei prossimi giorni, entro il fine settimana, in missione in Medio Oriente. Il titolare della Farnesina, conversando con i giornalisti a Zagabria, ha detto che farà tappa anche a Damasco, in Siria, oltre che probabilmente in Egitto, in Israele e nei Territori palestinesi.
“Con una regia degna di ben altri gesti le redazioni di Repubblica, Il Messaggero, Agi e la sede della Rai di Saxa Rubra sono state fatte oggetto di un attacco senza precedenti: vernice rossa contro le mura, esplosione di petardi e lancio di interiora di animali. Inoltre striscioni inneggianti ad Hamas, firmati da una sigla neofascista, sono apparsi ieri notte alla periferia di Roma. Il sindacato dei giornalisti è seriamente preoccupato per il continuo ripetersi di questi atti”. E’ quanto sottolinea la Fnsi in una nota, ricordando di aver “più volte richiamato il governo, ed in particolare il Ministero degli Interni, a vigilare e a prevenire” questi fenomeni.
“Urge fermare il conflitto per trovare una soluzione definitiva. Se i problemi restano sotto la cenere sono destinati a scoppiare di nuovo”. E’ quanto ha affermato alla Sir, l’agenzia stampa della Cei, il nunzio apostolico in Israele, monsignor Antonio Franco.
Secondo fonti palestinesi l’esercito israeliano ha intensificato stamane il cannonneggiamento contro il quartiere di Sheij Aylin, dove ieri era penetrato per la prima volta; e ha anche attaccato il quartiere di Zeitun, nel sud-est della capitale, uno dei più colpiti dal bombardamento aereo. Ma Israele sostiene di aver compiuto solo 12 raid oggi sulla Striscia. La città di Gaza è praticamente circondata e le milizie palestinesi cercano di respingere dai quartieri periferici l’avanzata delle truppe israeliane verso l’interno
Sette palestinesi, tra cui due bimbi e due donne, sono morti e altri dieci sono rimasti feriti, nel diciassettesimo giorno dell’offensiva israeliana a Gaza. Secondo fonti locali, i proiettili dei tank e degli aerei militari hanno raggiunto diverse abitazioni nella parte orientale e meridionale della capitale, e i campi profughi di Jabalya e Beit Lahia, nel nord. E proprio in questi bombardamenti sono morti due donne e due bimbi, ha precisato il capo del servizio emergenza a Gaza, Moawiya Hasanein
Per evitare i rischi di vittime tra i suoi soldati che starebbero incontrando “una feroce resistenza” dei miliziani palestinesi, l’esercito israeliano, “per penetrare in profondità nel centro abitato di Hai al Tuffah” a nord-est di Gaza City avrebbe “iniziato a demolire le case”. E’ quanto sostiene la tv satellitare araba al Jazeera che evocando precedenti operazioni analoghe si interroga sulle reali intenzioni di Israele nella Striscia. Secondo l’emittente araba che cita testimonianze oculari, “violentissimi scontri” sarebbero in corso nel nord est di Gaza City
12:28
Livni, no a negoziati con Hamas
Tzipi Livni ribadisce il ‘no’ di Israele a negoziati con Hamas, le cui parole non “hanno alcun valore”. “Non negozierò con Hamas – ha affermato il ministro degli Esteri dello Stato ebraico – e per quanto mi riguarda non c’è bisogno che firmino alcunché. Quello che dicono non ha valore. Questo è quello che si chiama deterrenza: sanno che la prossima volta che ci attaccheranno saranno colpiti”. Parlando con la radio israeliana, il capo della diplomazia dello Stato ebraico ha poi sottolineato che un’ulteriore espansione dell’operazione militare a Gaza è sempre possibile, “se Hamas oserà alzare la testa e colpire di nuovo Israele”
Il ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, ha avuto comunicazioni telefoniche con i colleghi di Gran Bretagna, Russia e Italia per informarli degli sforzi dell’Egitto per un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza e per “fermare le aggressioni israeliane”. Abul Gheit ha anche parlato della riapertura del corridoio di sicurezza per garantire l’invio di aiuti ai palestinesi di Gaza
Hamas ha respinto la proposta egiziana di una tregua di lungo periodo con Israele. Lo scrive il quotidiano al-Hayat, che cita una fonte del movimento di resistenza islamico, secondo cui “ci sono ancora molti dettagli che devono essere discussi prima che possiamo dire di aver raggiunto un accordo di principio”. La notizia del quotidiano arriva dopo che il Cairo aveva parlato di progressi nei colloqui con Hamas per arrivare a un cessate il fuoco con Israele nella Striscia di Gaza
Si chiama ‘Resistenza Araba islamica’ il nuovo gruppo armato libanese che ha rivendicato il lancio di razzi su Israele avvenuto quattro giorni fa dal sud del Libano. “Se Israele continua la sua sanguinosa offensiva a Gaza, la nostra gente non rimarrà con le braccia incrociate”, si legge nel comunicato riportato da Daily Star, il principale quotidiano libanese in lingua inglese. ” I missili lanciati la settimana scorsa”, si legge a continuazione, “sono stati un messaggio chiaro. I prossimi uccideranno”. L’organizzazione, forte di 3mila uomini già posizionati al confine con Israele, in un suo comunicato afferma di possedere armi sofisticate in grado di colpire duramente lo Stato ebraico
Delle nuvole sospette mostrate da foto e tv nella Striscia di Gaza e indicate da qualcuno come tipiche dello scoppio di bombe al fosforo bianco (proibite dalle convenzioni internazionali), una fonte israeliana dice oggi: “Sono bombe fumogene, ma un po’ di fosforo nelle munizioni c’è”. La fonte, citata stamani dalla Radio svizzera italiana, non ha fornito informazioni sulla quantità di fosforo bianco presente nelle munizioni usate da Israele. Nei giorni scorsi il ‘Times’ di Londra e l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (Hrw) hanno accusato le forze israeliane di avere fatto uso di munizioni al fosforo bianco
Un razzo Grad sparato da miliziani palestinesi nella Striscia di Gaza ha centrato un’abitazione nella città di Ashkelon, nella parte settentrionale del deserto del Negev. Nessun ferito, comunque – riferisce il sito web di Haaretz – perché i cinque abitanti erano riusciti a ripararsi in un rifugio prima dell’impatto. L’esercito israeliano ieri ha fatto sapere che, dall’inizio delle operazioni, sono stati lanciati circa 700 razzi palestinesi, ma che comunque c’è stata un dimezzamento della capacità di lancio da parte di Hamas
I 47 paesi membri del consiglio per i diritti umani delle Nazioni unite discuteranno oggi una bozza di risoluzione di condanna dell’offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza contro Hamas. Il documento, proposto da Cuba, Pakistan ed Egitto, accusa Israele di “distruzione sistematica delle infrastrutture palestinesi” e di “violazione dei diritti umani della popolazione palestinese”. La bozza chiede anche la fine degli attacchi con razzi contro il sud di Israele, ma non si fa alcun accenno a Hamas
“Nessuno parla degli istinti omicidi dei palestinesi nei nostri confronti e dello sfruttamento di civili a Gaza come scudi umani contro le forze di difesa israeliane”. E’ quanto ha affermato il primo ministro israeliano Ehud Olmert durante una visita in un ostello della gioventù nei pressi di Tel Aviv. “Conosciamo la verità. Non abbiamo dichiarato guerra ai cittadini di Gaza. Loro non sono i nostri nemici”, ha sottolineato il premier israeliano, citato dal sito del quotidiano Yediot Ahronot
Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha invitato i Paesi islamici a sostenere la “eroica resistenza” del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania per “dare vigore all’Intifada” e farla entrare in “una nuova fase”. Ahmadinejad lo dice in un messaggio consegnato ad Algeri dal vicepresidente iraniano, Hossein Dahkane, al presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika. “Con un sostegno totale al popolo palestinese in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e in tutti i territori occupati, un sostegno efficace per la resistenza eroica e storica di questo popolo, i governi e i popoli islamici sono capaci di dare vigore l’Intifada palestinese perché entri in una nuova fase”, scrive il presidente iraniano
L’emissario del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair, ha dichiarato che “esistono gli elementi per realizzare un cessate il fuoco a Gaza”: l’ex premier britannico lo ha detto al Cairo, al termine di un incontro con il presidente egiziano, Hosni Mubarak, aggiungendo che “sono in corso sforzi per giungere a un accordo”, ma che “questi sforzi al momento sono in una fase delicata”
Il bilancio dei palestinesi rimasti uccisi nell’offensiva israeliana a Gaza, entrata oggi nel 17esimo giorno, ha superato quota 900. Secondo Muawiya Hassanein, capo dei servizi di soccorso del territorio palestinese, i morti sono diventati 905 dopo il decesso di 15 palestinesi questa mattina. Tra le vittime, ha detto il medico, ci sono 277 bambini, 95 donne e 92 anziani. Inoltre gli attacchi israeliani hanno provocato il ferimento di 3.950 palestinesi
“Una vera spedizione puntiva”. Così Massimo D’Alema ha definito l’offensiva israeliana a Gaza, in un’intervista a RedTv. “Quello che sta accadendo è non soltanto estremamente pesante e grave dal punto di vista dei costi umani”, ha detto, “quello cui si assiste è una vera spedizione punitiva”. Per l’ex ministro degli Esteri, “guerra contro Hamas è un’espressione molto partigiana” perché ciò che sta accadendo è “una rioccupazione seppure temporanea della striscia di Gaza”, sono “bombardamenti quotidiani e rastrellamenti”. Difficilmente, ha insistito, “si può definite una guerra un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra”. “Dal punto di vista del fondamentalismo quello che accade è un incoraggiamento alla campagna internazionale di reclutamento e di odio contro Israele”, ha detto, “300 bambini martiri di Gaza sono uno straordinario incoraggiamento alla guerra santa”
Uomini di Hamas si stanno nascondendo nei sotterranei dell’ospedale israeliano a Gaza. Ne è convinto lo Shin Bet (il controspionaggio israeliane): i miliziani palestinesi hanno trovato rifugio nello scantinato dello complesso ospedaliero di Shifa, a Gaza City, che fu ristrutturato proprio dagli israeliani durante l’occupazione. Shifa, il più grande ospedale della Striscia costiera, fu costruito mentre Gaza era sotto il controllo egiziano, prima del 1967. Durante una delle ultime riunioni di governo, la scorsa settimana, il capo dello Shin Bet, Yuval Diskin, ha detto che alcuni dei capi di Hamas si nascondono nei sotterranei di Shiva perché sanno che Israele non lo bombarderà per via dei malati ricoverati ai piani soprastanti
Il governo iraniano ha approvato un progetto di legge che sanziona le compagnie straniere che fanno affari con Israele dopo l’assalto dello Stato ebraico a Gaza. Lo ha riportato un quotidiano iraniano. Le sanzioni verranno applicate alle multinazionali che hanno filiali in Iran e che ”investono nei territori occupati (della Palestina) o che sostengono il regime sionista”, si legge nel giornale filo-governativo
L’inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair, ha affrontato al Cairo con il presidente egiziano, Hosni Mubarak, gli sforzi per raggiungere un cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza. Secondo l’agenzia ufficiale egiziana Mena, Blair – arrivato nella notte al Cairo alla guida di una delegazione – ha incontrato Mubarak nella sede della presidenza egiziana. Il colloquio si è concentrato sull’iniziativa egiziana proposta da Mubarak lo scorso 6 gennaio e che punta a una tregua delle ostilità a Gaza
Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier si è detto ottimista sulle possibilità di raggiungere un accordo per un cessate il fuoco dopo gli incontri dei giorni scorsi con i leader arabi e israeliani. Steinmeier ha detto ai giornalisti sul volo di ritorno dal medioriente di intravvedere “concrete chance” per una tregua
Secondo la tv satellitare araba Al Jazeera, in Gaza City, tra l’esercito israeliano e i miliziani palestinesi sarebbero “in corso violenti combattimenti in vari quartieri della città”. In particolare, sotto il tiro dell’arteglieria israelaina sarebbero la parte est e sud di Gaza City. Secondo quando annunciato dall’esercito di Israele, citato dalla tv araba, la sospensione giornaliera delle operazioni militari anziché alle 13 è iniziato alle 10 (ora locale che corrisponde alle 9 italiane)
Il viaggio al Cairo, in programma per oggi, per discutere di un cessate il fuoco a Gaza di Amos Gilad, consigliere politico e diplomatico del ministro della difesa Ehud Barak, è stato rinviato di almeno un giorno, a quanto si è appreso a Gerusalemme. Secondo la radio delle forze armate il rinvio del viaggio, che apparentemente è stato deciso in una consultazioni che la scorsa notte il premier Ehud Olmert ha avuto con Barak e col ministro degli esteri Tzipi Livni, ha il fine di premere su Hamas per costringerlo ad accettare un incondizionato cessate il fuoco. Secondo la stessa emittente inoltre il rinvio è anche legato a disaccordi tra l’ Egitto e Hamas sulle condizioni per un cessate il fuoco
Sono stati compiuti “progressi” negli sforzi internazionali per un raggiungimento di un cessate il fuoco a Gaza, ma rimangono “difficoltà”. E’ quanto affermato oggi dal ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni. “Non accetto che in una guerra contro il terrorismo sia l’Onu a dire quando fermarsi”, ha detto quindi il ministro alla radio israeliana
Hamas ha ripreso stamane i tiri di razzi su Israele. Per la prima volta un razzo di tipo Grad è caduto nell’ area della cittadina di Kiriat Gat. Non ha causato vittime e neppure danni. Due razzi Qassam sono caduti nel Negev occidentale scoppiando in campi aperti senza fare vittime o danni
Le forze armate israeliane hanno annunciato che anche oggi cesseranno il fuoco per tre ore al fine di permettere l’afflusso di aiuti umanitari nella striscia di Gaza. Il fuoco sarà sospeso dalle ore 10 alle 13 locali (dalle 9 alle 12 in Italia)
L’aviazione israeliana ha condotto diversi raid sulla Striscia di Gaza durante la notte colpendo dodici obiettivi, mentre l’operazione ‘Piombo Fuso’ contro Hamas è entrata nel diciasettesimo giorno. Lo annuncia un portavoce militare dello stato ebraico, aggiungendo che per la terza notte consecutiva non è stato lanciato alcun razzo dalla Striscia verso il territorio israeliano.
L’emissario israeliano per i colloqui sul cessate-il-fuoco al Cairo, Amos Gilad, ha rimandato la missione al Cairo, prevista per oggi. Lo ha riferito una fonte senza spiegare le ragioni del rinvio. Gilad, strettissimo collaboratore del ministro della Difesa Ehud Barak, era atteso per la seconda volta in egitto, in pochissimi giorni, per gli incontri in cui si lavora alla tregua nella Striscia di Gaza.
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fonte: http://www.repubblica.it/2009/01/dirette/sezioni/esteri/striscia-gaza/lunedi-12-gennaio/index.html
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