
A Palestinian walks inside a house destroyed after an Israeli air strike in the northern Gaza Strip January 12, 2009.
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Grazie ad Audrey sono venuta a conoscenza del fatto che
giovedì 15 gennaio la puntata di Anno Zero è dedicata a Gaza:
in programma anche un collegamento in diretta con Vik – salvo complicazioni impreviste dell’ultima ora…
“Finalmente si è avuta la conferma che giovedì prossimo, 15 gennaio, la puntata di Anno Zero sarà interamente dedicata a Gaza e che, se le condizioni logistiche lo permetteranno, ci sarà la diretta con Vittorio.
I contatti erano stati avviati già da un po’ di tempo, ma l’inizio dell’offensiva via terra dell’esercito si Israele, aveva messo tutto in forse.
Infatti, Vik, oltre a fornire la sua testimonianza, doveva essere in grado di garantire alla trasmissione della RAI, un supporto organizzativo e tecnico per i collegamenti, appoggiandosi o a Ramattan (un’emittente palestinese che trasmette dalla Striscia di Gaza) o a Al Jazeera.
L’attacco via terra e l’occupazione del territorio che sta portando avanti l’esercito israeliano, avevano reso incerta la fattibilità del tutto.
Oggi è avvenuta la conferma che si farà (ovviamente salvo imprevisti sempre in agguato).
Incrociamo le dita… In attesa di ascoltare e vedere, finalmente anche ad opera della RAI, una testimonianza diretta e non prezzolata su ciò che sta accadendo a Gaza”.
Per chi non lo conosce ancora, riporto l’ultimo articolo che ha pubblicato su Il Manifesto:
“Alcune famiglie di palestinesi ci hanno consegnato dei volantini, piovuti dal cielo nei giorni scorsi, lasciati cadere dall’aeronautica israeliana in alternativa alle bombe. Volantino n.1, tradotto dall’arabo: “A tutte le persone residenti in quest’area. A causa delle azioni terroristiche con cui i terroristi presenti nella vostra area stanno aggredendo Israele, le Forze di Difesa Israeliane sono state costrette a reagire immediatamente e ad agire in questo modo nelle vostre zone. Vi esortiamo, per la vostra sicurezza, ad evacuare immediatamente quest’area. Forze di Difesa Israeliane”. In pratica l’esercito israeliano sta passando di casa in casa appiccicando sugli usci un avviso di ”lavori in corso”, prima di radere al suolo interi quartieri, affossare per sempre speranze di vita presente e futura. Seppellire sotto tonnellate di macerie chi non ha un posto dove evacuare. Poco fa ci hanno comunicato il lancio di nuovi volantini, avvisano che «la terza fase della guerra al terrorismo sta per iniziare”. Sono cortesi i vertici militari israeliani, chiedono collaborazione alla popolazione di Gaza, prima di schiacciarli come insetti. Se i volantini non sono abbastanza persuasivi, ci pensa l’aereonautica a bussare dolcemente sui tetti delle case di Gaza. E’ una nuova prassi degli ultimi giorni, piovono bombe un pochino più leggere, abbastanza per scoperchiare i tetti delle abitazioni e invitare gli abitanti all’evacuazione. Dopo due o tre minuti l’aviazione ripassa e non rimane più niente dell’edificio. Evacuare, ma evacuare dove? Non ci sono posti al sicuro lungo su tutta la Striscia, io personalmente temo di più per la mia vita sopra un’ambulanza, o passando di fianco ad una moschea o una scuola, che dinnanzi ad uno dei palazzi governativa ancora in piedi. Ieri notte a 20 metri da casa mia, i caccia israeliani hanno tirato giù la stazione dei pompieri. Sulla strada parallela al porto ho scoperto stamane dei crateri profondi diversi metri come se fossero piovuti meteoriti in un film di fantascienza. La differenza è che qui gli effetti speciali fanno parecchio male. Girando per i corridoi dell’ospedale Al Shifa, affollati di feriti in attesa di cure, è possibile imbattersi in un dottore dai tratti somatici non propriamente arabi, è Mads Gilbert, medico norvegese dell’organizzazione non governativa Norwac. Gilbert, anestesista, conferma il sospetto di armi proibite utilizzate da Israele sui civili di Gaza: “molti feriti arrivano con amputazioni estreme, con entrambe le gambe spappolate, che io sospetto siano provate da armi Dime”. Questo mentre Navi Pillay, Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, denuncia ”gravissime violazioni che possono costituire crimini di guerra”. L’ultimo di questi crimini poche ore fa, a Est di Jabalia, una famiglia che si apprestava a evacuare, si stava rifornendo di scorte alimentari in uno dei piccoli negozi ancora aperti, bombardato. 8 vittime, tutte appartenenti alla stessa famiglia, quella di Abed Rabbu, 10 feriti gravi. Fra le persone che incontro per strada l’impressione è quella che Israele abbia deciso di prendersela con calma, le bombe cadono costantemente e le forze di terra avanzano lentamente. I soldati non hanno problemi nel procacciarsi razioni k, le razioni alimentari militari, a differenza della gente di Gaza che non trova più il pane. I panettieri, esaurite le scorte di farina, hanno iniziato a mescolarla con quella animale per sfornare le pagnotte. Oppure ci si ciba di quello che qui chiamano pane-penicillina. E’ pane ammuffito, avanzi di produzioni vecchie di settimane, verde di muffa. Lo si mette su un piccolo fuoco ricavato da un paio di ceppi di legno, vi assicuro che non è proprio una prelibatezza. Israele continua a diffondere, specie via internet, immagini riprese dal cielo che dimostrerebbero come i suoi attacchi sono precisi e mirati a “terroristi” o ipotetici magazzini di scorte di armi ed esplosivo. L’altissimo conto di vittime civili, bastano da sole a smentire questi video. Mi chiedo come Israele possa definirsi civile e democratico, se per stanare e uccidere un suo nemico nascosto in un edificio popolato, il suo esercito non esitano un attimo ad abbatterlo seppellendoci sotto decine di innocenti. Rifletteteci un attimo, sarebbe come se l’esercito italiano per catturare un pericoloso boss mafioso, iniziasse a bombardare pesantemente il centro di Palermo. Sono 821 i morti palestinesi nel momento in cui scrivo, 93 le donne ammazzate, 235 i bambini. 12 i paramedici uccisi nell’adempimento del loro dovere, 3 i giornalisti morti con la macchina fotografica appesa al collo. Ben 3350 i feriti, più della metà sono minori di diciotto anni. Secondo il centro Mezan per i diritti umani, noto per la sua attendibilità, sono l’85% delle vittime totali i civili palestinesi massacrati in due settimane. Il computo delle vittime civile israeliane, fortunatamente, è fermo a quota 4. Se Le Nazioni Unite non riescono a proteggere la popolazione civile palestinese dalle massicce violazioni di Israele agli obblighi umanitari internazionali, ci proveranno i miei amici del Free Gaza Movement, pronti a sbarcare a Gaza fra un paio di giorni. Sono dottori, infermieri e attivisti per i diritti umani, che ritengono loro preciso dovere morale fare quello è possibile per fornire qualche misura di protezione. Ci avevano già provato ad arrivare martedì 31 dicembre sulla Dignity. La marina israeliana aveva speronato la nostra barca, in acque internazionali, tentando di affondarla, successivamente aveva parlato di “incidente”. Attenderò i miei amici con il loro carico di aiuti umanitari fra le macerie di quel che resta del porto, e voglio sperare che non si ripetano altri “incidenti” in alto mare. Il secondo volantino piovuto dal cielo che abbiamo tradotto è una vera chicca (è possibile trovare le foto di entrambi i volantini sul sito http://guerrillaradio.iobloggo.com/): “Ai cittadini di Gaza. Prendetevi la responsabilità del vostro destino! A Gaza i terroristi e coloro che lanciano i razzi contro Israele rappresentano una minaccia per le vostre vite e per quelle delle vostre famiglie. Se desiderate aiutare la vostra famiglia e i vostri fratelli che si trovano a Gaza, tutto quello che dovete fare è chiamare il numero indicato di seguito e darci informazioni riguardo alle posizioni in cui si trovano i responsabili dei lanci dei razzi e le milizie terroriste che fanno di voi le prime vittime delle loro azioni. Evitare che vengano commesse atrocità è ora vostra responsabilità! Non esitate!.. E’ garantita la più totale discrezione. Potete contattarci al seguente numero: 02-5839749.Oppure scriverci a questo indirizzo di posta elettronica per comunicarci qualunque informazione abbiate riguardo a qualsiasi attività terroristica: helpgaza2008@gmail.com “. Molti mi scrivete dall’Italia avvinti dalla frustrazione di non potere fare nulla dinnanzi a questo genocidio in corso. Vi invito a continuare a manifestare la vostra indignazione e a tifare per i diritti umani. Se poi avete 5 minuti di tempo e un gettone telefonico da spendere, i riferimenti contenuti nell’ultimo volantino potrebbero tornarvi utili per comunicare il vostro pensiero a chi per via area, marina, terrestre, decide cinicamente sul destino di un milione e mezzo di persone. Mai gettone fu speso meglio, quei 235 bambini massacrati ve lo chiedono. Restiamo umani. Vik
Vittorio Arrigoni blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/
website della missione: http://www.freegaza.org/
e www.palsolidarity.org
contatto e donazioni: guerrillaingaza@gmail.com
telefono (no sms) 059 8378945″
Questo invece è l’ultimo bollettino di guerra pubblicato da un altro testimone oculare, Sameh A. Habeeb:
“Day 17 of Israeli War On Gaza
Informative Report on Gaza War: Death toll 920, wounded 4200
By: Sameh A. Habeeb
Dear Editors, Journalists and Friends,
Israeli military operation is still increasingly killing more Palestinians mostly civilians. The victims are in contrary of the announced aim of targeting militants. Death toll 920 while wounded 4200. Around 350 of the victims are children while 160 are women. Israeli Artillery intensified the shelling scale leaving more victims and destruction.
Part of An Israeli rocket hit my cousin’s house then mine!
http://picasaweb.google.com/sameh.habeeb/RocketsInAndAroundMyHouse#.
This is a new report for the 17th day of Gaza War and the outcomes of Israeli invasion. For more reporting, breaking news, interviews and accounts in Gaza, you could reach me on my contact info below. Please try both numbers below because there is a big problem in communication resulted in Israeli power cuts.
I’m available 24 hours for media coverage in occupied Gaza. You could reach me any time in my house. welcome to call me on this number in the night: Landline: 0097282802825
PLEASE: FORWARD THIS EMAIL IN SUPPORT OF THE OTHER SIDE OF THE STORY!
Mob: 00972599306096
Landline: 0097282802825
E-mail: Sam_hab@hotmail.com
Sameh.habeeb@gmail.com
Skype: Gazatoday, Facebook: Sameh A. habeeb
Web: www.gazatoday.blogspot.com
Daily Photos:http://picasaweb.google.com/sameh.habeeb
Please, make sure you forward this email to those who you feel are interested in this matter.
Day 17 of Israeli War On Gaza
By Sameh A. Habeeb, A Photojournalist, Humanitarian & Peace Activist in Gaza Strip.
Daily Feed About Gaza War:
1-Air raids on all points where the military ground operation in the first hour of the day 16.
1-Heavy clashes in east and north of Gaza Strip. The clashes left many people dead,7, and several injured while many houses destroyed.
2-Intesnive air raids on the borders with Egypt destroyed tunnels and many houses were affected.
3-Palestinian fighters fire Mortar rockets on Israeli tanks.
4-A Palestinian killed in Bait Lahia City and many other injured.
5-Four Palestinians killed in north of Gaza due to heavy shelling.
6-Israeli army destroyed many houses for Kdaih family near the borders in Rafah City.
7-Israeli army bulldozed many houses near Khoza’a area in Khan Yonis.
8-A fire set in Al Zafer Building which includes around 30 flats in Gaza City. The fire happened due to fired rockets form Appachi.
9-Four people wounded in Israeli shelling in Al Zayotun area. Many houses were partially and some others totally damaged.
10-A rocket hit house of Dr. Nazik Al Kafarna in Bait Hanon city, north of Gaza.
11-Two Palestinians killed in fighting near Zaytoun area.
12-Shelling targeted many houses near Zimo crossroads, resulted in totally damage in the place.
13-Local Radios: Israeli army force Palestinian men to get naked and unleash dogs on women and Children in Khan Yonis area.
14-Two Palestinians killed as3 Israeli rockets hit them central Gaza City. Twelve others wounded in the shelling.
15-Bombings targeted Al Burham street in Zayotun area south east of Gaza.
16-Rockets targeted a military post for Hamas fighters in Khan Yonis City mid of Gaza Strip.
17-A Palestinian, Ala’ Mansour, killed as Israeli rocket hit his car in Jabalia. More than 20 people wounded mostly children who were playing in the place.
18-Israeli tanks advanced in Atatra area, Bait lahia, under heavy fire from the tanks.
19-More fighting erupted between Israeli soldiers and Palestinian fighters in east south of Gaza.
20-Five children wounded north of Gaza as a rocket hit Saftawi area.
21-Bombings hit farm for Abu Zayda area northern Gaza Strip.
22-Heavy shelling in north of Jabalia town resulted in the injury of several civilians.
23-A paramedic killed in north of Gaza due to F16 rocket hit Hamoda building in north of Gaza. Another civilian killed and many wounded.
24-A car hit mid of Gaza’s main park, many people wounded in the place.
25-Ayat Al Bana, 18, killed as rockets hit her house in north of Gaza.
26- Five civilians killed including two women and a child killed between them Amal Muhammad Al-Madhoun, and a man named Shaiboub Shambali from Beit Hanoun.
27- A rocket hit Al-Jaorn neighborhood of Jabaliya. House of Al-Amoudi from the Ayman Juda faction of Fatah’s Al-Aqsa Brigades destroyed.
28- Maan: Missiles hit an Al-Masri home in Beit Lahiya as well as the Organization for the injured and Handicapped in the Sheikh Zaid area.
29-More than 35 Palestinians killed today, some from the fighters but mostly all of them are civilians.
30-F16 rockets hit house of Masri family resulted in a total damage for the house. Three Palestinians from the family were wounded in the clashes.
31- Saeed Al Omari,33, died due to his injury in Al Fakhora UNRWA school. The school witnessed a massacre a week ago that left 50 dead from civilians.
32- Drones’ rocket targeted house of Al Aqail in Jabalia resulted in partial damage in his house.
33-F16s rockets hit house of Mahmoud Abu Matar in Bait Lahia. The house was burnt and destroyed totally.
34-Israeli tanks shelled office of Interior ministry. One civilian wounded and the office was totally damaged.
35-Bombings target house of Taha in north of Gaza, Twam area. The bombings killed afaf Jum’a and three children wounded from her children.
36-Medical sources found the dead body of child Abd Al Rahman ghaban who was killed by a drone yesterday.
37-Tasneem Al Rafati killed due to a rocket hit her house yesterday in Jbalia town.
38-A Palestinian killed in Jabalia town as a rocket from an Israeli drone hit him. The killed person still not known.
39-Two civilians killed, Jabar Habeeb and Muhammad Jamal Muhamdain killed in east of Gaza.
40-Two Palestinian fighters killed in Shijaya area as an artillery shell hot them.
41-Two Palestinian fighters killed in Zaytoun area during heavy clashes with Israeli soldiers.
42-Medical Sources: Child Jehad Daloul killed due to late wounds he got.
43-Muhammad Al Hadad,19, killed in Al Zaytoun quarter due to a shell fired by Israeli tanks.
44-Thousands of Palestinians left their house in east of Khan yonis due to Israeli bombings.
45-Massive fire erupted in many house in Rafah as Israeli F1s6 destroyed some tunnels.
46-Israeli artillery shells destroyed house of Weshah family in Nusairat Refugee Camp.
47-Naval gunboats fired many houses off Gaza shore near the Sudanya and Nusairat areas.
48-Five Israeli soldiers wounded in the clashes with Palestinian fighters.
49-Al Jazeera: Around 20 Palestinian rockets fired at Israeli settlements.
50-A house for Al Ghoul family bombed in Al Moghraqa area as Israeli air force raided on the place.
51-A house destroyed in Al Maghazi Refugee Camp.
52-More than 52 Egyptian Ambulances arrived to Gaza to transfer some wounded people into outside hospitals.
53-Fighting goes on again, east of Gaza. Israeli air force engages in the operation at the moment early in the evening of Monday.
Sameh A. Habeeb, B.A.
Photojournalist & Peace Activist
Humanitarian, Child Relief Worker
Gaza Strip, Palestine
Mob: 00972599306096
Tel: 0097282802825
E-mail: Sam_hab@hotmail.com
Sameh.habeeb@gmail.com
Skype: Gazatoday, Facebook: Sameh A. habeeb
Web: www.gazatoday.blogspot.com
Daily Photos:http://picasaweb.google.com/sameh.habeeb”
Intanto, in Italia…
Le piazze italiane si dividono
Sabato 17 gennaio mentre a Roma sfileranno i filopalestinesi Flavio Lotti, promotore della tradizionale marcia della Pace Perugia-Assisi, ha convocato nella città dei S. Francesco una manifestazione per la Pace a Gaza. L’Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele il 14 sarà impegnata nella maratona oratoria “Con Israele, per la libertà, contro il terrorismo” mentre il sindaco di Roma Alemanno sul sabotaggio dei negozi ebrei ha dichiarato: ”Idea folle e criminale”
Torna in piazza in Italia il movimento filopalestinese coordinato dal ‘Forum per la Palestina’ che sabato scorso ha sfilato in 15 diverse città italiane. Il movimento ha deciso di convocare una manifestazione nazionale a Roma per sabato 17 gennaio per dire “basta con l’impunità del terrorismo di Stato israeliano – si legge nella convocazione- e rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo Stato italiano e Israele”, denunciando come “le bombe uccidono le persone, l’informazione manipolata uccide le coscienze”.
Sempre sabato 17 gennaio, mentre a Roma sfileranno i filopalestinesi, il Tavolo della Pace coordinato da Flavio Lotti, promotore della tradizionale marcia della Pace Perugia-Assisi, ha convocato nella città dei S. Francesco una manifestazione per la Pace a Gaza. Di fronte alla continuazione della guerra a Gaza e all’inerzia dell’Italia, la Tavola della pace e i firmatari all’appello “Dobbiamo fare la nostra scelta” hanno deciso promuovere una manifestazione nazionale per la pace in Medio Oriente che si terrà sabato 17 gennaio ad Assisi con inizio alle ore 10.00.
“E’ tempo di rompere il silenzio assordante dell’Italia – afferma Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. Se non vogliamo essere complici della guerra dobbiamo fare l’impossibile per fermarla e impegnarci a costruire la pace. Ad Assisi vogliamo gridare la nostra indignazione, chiedere ancora una volta la fine dei combattimenti, approfondire il confronto sulle proposte per uscire da questa tragedia; decidere un piano di azioni comuni da realizzare nelle nostre città e a livello nazionale.
Una manifestazione a sostegno dello Stato di Israele si terrà mercoledì 14 gennaio alle 18.30 davanti a Montecitorio. È stata presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, la manifestazione «Con Israele, per la libertà, contro il terrorismo», organizzata dall’Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele.
L’iniziativa, cui hanno aderito già 150 parlamentari di tutte le forze politiche, sarà una ‘maratona oratoria’, come è stata definita da Enrico Pianetta del Pdl, in cui deputati e senatori si succederanno al microfono per esprimere le proprie posizioni.
«Hamas – ha sottolineato Fiamma Nirenstein, rappresentante dell’Ufficio di presidenza dell’Associazione promotrice – è il crudele dittatore di Gaza e ha come intento lo scontro di una forza islamista e fanatica contro tutto ci che vi si frappone». Riferendosi agli attacchi partiti in queste ore dal Libano, la Nirenstein ha detto: «Sono altre aggressioni a carattere integralista islamico contro Israele».
«Vogliamo tenere sveglia la verità su Israele, una verità – ha chiosato – che spesso viene cancellata dai mezzi di informazione».
Infine, secondo Benedetto Della Vedova, deputato Pdl, la manifestazione sarà «una presa di posizione della democrazia italiana a fianco di Israele che è la frontiera della democrazia e dello Stato di diritto.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno in visita oggi nei negozi in via del Corso e delle altre vie centrali di Roma insieme al presidente della Comunità ebraica, Riccardo Pacifici, e Roberto Polidori, presidente di Federabbigliamento e vicepresidente della Confcommercio di Roma ha commentato la proposta di boicottare i negozi gestiti da ebrei: «È un dovere del Comune dare solidarietà in particolare ai commercianti rispetto a questa idea folle e criminale del sabotaggio dei negozi ebrei e comunque dei prodotti di Israele. Una cosa che rimanda alla memoria ai tempi passati, così cominciò la discriminazione nazista nei confronti degli ebrei. Queste cose nella nostra città non possono esistere».
«Siamo favorevoli in un processo di pace in Medio Oriente – conclude il sindaco – ma non può passare per la messa in dubbio dell’esistenza dello Stato d’Israele, dei diritti del popolo israeliano su quei territori e sulla necessità di respingere qualsiasi forma di antisemitismo».
Fonte: iltempo.ilsole24ore
Mah… cominicio a fanta-politicare… ma è più forte di me: la sensazione è che, in fondo, il destino di quel milione di poveri Palestinesi che vengono sistematicamente massacrati da 18 giorni non importi poi molto a nessuno dei potenti e dei governi più o meno democratici… noi che ce ne stiamo qui comodi davanti ai nostri computer possiamo anche passare le nostre giornate a disquisire su torti e ragioni, ma intanto, a quella popolazione affamata e bombardata, chi ci pensa?
Io sono solo una povera mamma qualunque… ma quando vedevo mia figlia litigare furiosamente con un generico “altro bambino”, non mi mettevo a discutere con la controparte genitoriale dell’altro ragazzino mentre i due se le suonavano di santa ragione…PRIMA ci si dava da fare per dividerli e POI si cercava di pacificare gli animi e di stabilire torti e ragioni… ma già: evidentemente la maggior parte dei genitori non fa testo. Perché usano il buonsenso, perché ai loro figli vogliono bene davvero e se ne curano, perché non hanno interessi “altri” (leggi petrolio, armi, religione o potere).
Ma che volete che ne capisca io… mia figlia al massimo tirava addosso all’altro una manciata di sabbia, mica fosforo bianco…
STOP alla guerra subito - poi si discute. Parola di mamma anarchica.


















Benchè si parli di tragedie e guerra, bisogna chiarire che non sono in pericolo “milioni di vite”
Da: matteo su Gennaio 13, 2009
alle 11:23 pm
Hai ragione, Matteo: ormai, al massimo, saranno qualche centinaio – ancora un po’ che aspettiamo diventano una decina.
Che ci vuoi fare… io ho il cuore tenero e mi scandalizzo anche solo per UNA vita massacrata… ma proprio non riesco a ragionare come Gad Lerner (che da qualche parte nel suo sito parla di “dolorosa necessità” o qualcosa di simile).
“Il fine giustifica i mezzi”, citano in molti (tagliando un pezzo, peraltro). Ma qualcun altro, ancora prima, aveva scritto: “fanno il deserto e lo chiamano pace”…
Da: solleviamoci su Gennaio 14, 2009
alle 6:35 am
Dai Elena, essere oggettivi e riportare i dati ufficiali è sacrosanto e giusto. Si tratta di dire la verità e non rappresentare il proprio stato d’animo e le proprie paure.
Centinaia o un migliaio di morti non avrebbero fatto gridare all’olocausto.
Resta la tragedia della guerra, delle vittime e dei loro familiari, degli sfollati e diseredati. E questo già è abbastanza.
Una guerra semina odio, lo radica nei cuori di chi sarà uomo domani e lo rafforza in chi è già vittima.
La guerra è voluta e desiderata sempre dai “capibastone”, figure tristi che fondano il loro potere sull’odio non riuscendo a fare di meglio.
Mi domando perchè gli uomini sono attratti sempre da figure simili e perchè li seguono. Personalmente non nutro stima per coloro che hanno bisogno di miti e di leader, che si lasciano indicare amici e nemici, che mettono le loro vite a disposizione dei loro capricci.
Meglio anarchica e meglio di anarchico amo gli uomini “liberi” nella mente e nel cuore.
Da: matteo su Gennaio 14, 2009
alle 11:33 am
Matteo, forse non mi sono spiegata bene… nel “milioni” c’era un’evidente svista tipografica, mentre nel “centinaia” e “decine” c’era soltanto il triste prendere atto della realtà – ma nessun intento polemico. Mi sono stufata di parlare parlare parlare e intanto le cose restano immutate…
Quanto al resto… spero proprio di riuscire a non far nevicare anche questa volta, ma sono d’accordo cn te.
Da: solleviamoci su Gennaio 14, 2009
alle 12:25 pm