Archive | gennaio 14, 2009

AMBIENTE – La bufala del ghiaccio in ripresa: Ricercatore costretto a smentire

La notizia era stata lanciata dai negazionisti, ma lo studioso tirato in ballo nega: “Quelli artici rispetto al 1979 sono diminuiti di un milione di km quadrati”

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di VALERIO GUALERZI

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I ghiacci artici al 12 gennaio 2009

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ROMA – Guelfi e ghibellini, Coppi contro Bartali, Mazzola contro Rivera. In Italia, è stato ripetuto spesso, si finisce sempre per dividersi in due partiti. Quando si parla di riscaldamento globale il problema travalica però i confini nazionali e lo stesso atteggiamento di sterile contrapposizione investe tutto il mondo. Da una parte chi è persuaso che il Pianeta si stia rapidamente riscaldando per colpa delle attività industriali umane, dall’altra i negazionisti.

Due fazioni non esattamente simmetriche visto che della prima fa parte la crema della ricerca internazionale sul clima e si esprime attraverso studi posti al vaglio della comunità scientifica. Nella seconda ci sono invece pochi ricercatori outsider e molti polemisti di professione. Ma c’è anche una fazione più catastrofista del primo partito sempre pronta a interpretare qualsiasi segnale, per quanto ambiguo, a proprio sostegno e a duellare su questo terreno con i rivali negazionisti.

A fare le spese di questa contrapposizione sono quasi sempre i dati scientifici, strumentalizzati e tirati da una parte o dall’altra a discapito della loro neutralità e del necessario e faticoso sforzo per capirne realmente la portata. L’ultimo caso eclatante è stata la notizia del presunto recupero dei ghiacci artici usata in questi giorni per ridare fiato alle trombe dei negazionisti. Una caso da manuale del cortocircuito che può colpire l’informazione soprattutto nell’era di Internet.

La notizia, ripresa oltre che dai blog di mezzo mondo anche da giornali nazionali e agenzie di stampa, suonava più o meno così: a fine 2008, dopo la seconda peggiore perdita estiva di sempre (la peggiore fu nel 2007), il ghiaccio marino del Polo Nord ha conosciuto una ripresa vigorosa, tornando nientemeno che ai livelli del 1979. Dato che veniva attribuito alle misurazioni dell’autorovolissimo William Chapman dell’Università dell’Illinois e assolutamente incoraggiante rispetto ai timori di scioglimento totale dei ghiacci estivi nel volgere di pochi anni lanciato appena pochi mesi prima.

Le cose in realtà non stanno esattamente così. Innanzitutto non si trattava di uno studio di Chapman, ma di una valutazione (basta su dati raccolti dall’Università dell’Illinois) di un blogger, Michael Asher, che si limitava a chiedere allo scienziato dell’Illinois un commento nel quale lo studioso spiegava che effettivamente un recupero c’era stato e poteva essere attribuito a una particolare circolazione dei venti gelidi. Ma tanto è bastato a mettere in moto la macchina negazionista. Così alla fine Chapman è dovuto intervenire per mettere fine all’equivoco con una nota ufficiale pubblicata sul sito dell’Università.

Innanzitutto, fa chiarezza lo studioso della criosfera, il dato comparativo non si riferisce ai ghiacci marini artici ma al valore globale che si ottiene sommando quelli di Polo Nord e Polo Sud, con i primi che rispetto al 1979 si riducono di quasi un milione di chilometri quadrati e i secondi che avanzano di circa 0,5 milioni. “Un dato – precisa – poco indicativo rispetto alle valutazioni sul riscaldamento globale in quanto la maggior parte dei modelli sulle previsioni degli effetti dei gas serra sulla criosfera prevedono gli effetti maggiori sull’estensione estiva dell’artico e i dati registrati sono in linea con queste previsioni”, mentre alcuni studi sottolineano che “uno degli effetti collaterali del riscaldamento globale può essere proprio un momentaneo incremento nell’estensione dei ghiacci antartici”.

Chapman invita inoltre a tenere in considerazione che l’estensione è solo uno dei parametri di valutazione dei ghiacci e non necessariamente il più importante, visto che fondamentale è anche lo spessore, attualmente senz’altro minore rispetto a quello degli anni passati.

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14 gennaio 2009
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Iscrizione, voti, maestro unico: Ecco la circolare della Gelmini

Dopo la polemica con lo stato di generale confusione, arriva finalmente
il documento che fornisce una serie di indicazioni sul prossimo anno scolastico

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di SALVO INTRAVAIA

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Iscrizione, voti, maestro unico Ecco la circolare della Gelmini“Certo che gli italiani son proprio dei ‘ciula’..”

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ROMA – In arrivo la circolare sulle iscrizioni. Dopo la segnalazione di Repubblica. it e la levata di scudi dei sindacati, che denunciavano lo stato di confusione in cui versa la scuola italiana, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini comunica che domani mattina dopo un confronto con i rappresentanti dei lavoratori apporrà la firma alla circolare che apre ufficialmente le iscrizioni all’anno scolastico 2009/2010. Il provvedimento è soltanto uno dei tanti che le scuole attendono ma consente a dirigenti e insegnanti di organizzare gli scrutini quadrimestrali di febbraio e le iscrizioni. Allegati alla circolare ci sono i moduili per le iscrizioni. Dai prossimi giorni, dunque, dovrebbero essere a disposizione nelle scuole e sui siti del ministero e dei singoli istituti. Ecco tutte le novità.

Scuola dell’infanzia. Sarà possibile iscrivere i piccoli che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009. E, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste d’attesa), “anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010″. L’orario settimanale previsto è di 40 ore che a richiesta potrà arrivare anche a 50. L’esperienza delle “sezioni primavera” per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi lanciata dal governo Prodi prosegue anche per l’anno 2009/2010.

Scuola primaria. Sono obbligati ad iscriversi in prima elementare i bambini che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Ma possono iscriversi in anticipo anche gli alunni che festeggeranno il sesto compleanno entro il 30 aprile 2010. “Nelle prime classi – fanno sapere da viale Trastevere – sarà introdotto l’insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell’alunno”. Al momento dell’iscrizione in prima “i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all’articolazione dell’orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base”. E’ possibile scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari e organizzativi in atto.

Scuola secondaria di primo grado. Due le opzioni per le famiglie: 30 ore o tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). “Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana”. Da quest’anno le famiglie potranno anche optare, in luogo delle due lingue straniere) l’Inglese potenziato, con 5 ore settimanali. Tale scelta è vincolante per l’intera durata della scuola media.

Voti e comportamento. “I voti relativi alle singole discipline sono espressi in decimi”, spiega il ministro Gelmini. I voti inferiori a 6 determinano insufficienze sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Nella scuola secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi: con una votazione inferiore a 6 lo studente viene bocciato. Anche “l’esito complessivo dell’esame conclusivo del primo ciclo (terza media) è espresso in decimi”.

Cittadinanza e costituzione. L’insegnamento della disciplina “Cittadinanza e costituzione” per tutte le classi del primo e del secondo ciclo partirà come sperimentazione ed entrerà a regime a nel 2010/2011. Per il prossimo anno la disciplina avrà un monte ore definito e una valutazione “a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione”.

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14 gennaio 2009

fonte: http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/circolare-iscrizioni/circolare-iscrizioni.html?rss

Sicurezza, il Senato approva il reato di immigrazione clandestina

da 5.000 a 10.000 euro.. Che la Lega abbia scambiato l’Italia per Montecarlo? Rivoluzione culturale? Questi sono pazzi..

http://www.leganordrho.it/image/vignetta_bossi_clandestini.gif

La norma, contenuta nel ddl, prevede una sanzione da 5mila a 10mila euro per gli stranieri che entrano e soggiornano illegalmente nel nostro Paese

La Lega esulta. L’opposizione: “Provvedimento inutile e dannoso”

Sicurezza, il Senato approva il reato di immigrazione clandestinaUn barcone carico di immigrati sbarca a Lampedusa

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ROMA – L’immigrazione clandestina diventa reato. L’aula del Senato ha approvato l’articolo 19 del disegno di legge sulla sicurezza che considera reato l’ingresso e il soggiorno illegale in Italia. Secondo la norma, lo straniero che entra e risiede senza permesso di soggiorno nel nostro Paese non rischia il carcere, come previsto inizialmente, ma va incontro a una sanzione amministrativa, compresa tra i 5mila e i 10mila euro.

Dopo il voto la Lega ha esultato: “Rivoluzione culturale”. Dal centrosinistra, invece, sono arrivati duri attacchi a un testo definito “una norma inutile e dannosa per il Paese”. Il senatore dell’Idv Luigi Li Gotti ha spiegato che “i processi che si dovranno fare a questi clandestini costeranno, secondo i dati messi da disposizione dal Ministero, oltre 400 milioni di euro”. In teoria, non appena gli immigrati sbarcheranno dai barconi a Lampedusa, dovrebbe partire l’iter legale con l’obiettivo di arrivare alla riscossione della multa a danno di persone dall’identià incerta e che a stento sono riuscite a raggiungere l’Italia.

Il reato di clandestinità, inserito nel maggio scorso nel pacchetto sicurezza, aveva subito destato critiche da parte dell’Unione Europea, del Vaticano, dell’Associazione nazionale magistrati e dell’opposizione. Nella stesura iniziale del testo si prevedeva “la reclusione da sei mesi a quattro anni”. Si poneva, tra gli altri problemi, il rischio del sovraffollamento delle carceri, oltre a quello della mole di processi da tenere. Il ministro dell’Interno Maroni aveva strenuamente difeso il provvedimento (“Non cederemo alle pressioni Ue”, aveva detto), mentre il premier Berlusconi era intervenuto con uno dei suoi “stop and go”, prima frenando sulla norma e poi negando una marcia indietro. Di fatto, però, il premier sosteneva implicitamente la sua inapplicabilità.

Stasera, dopo l’approvazione, i lavori del Senato sul pacchetto sicurezza si sono interrotti perché è mancato il numero legale. Riprenderanno domani.
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14 gennaio 2009
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Per Vik

Copio impunemente dal blog di Marte, perché va bene dare le notizie… ma quando si riesce anche a dare qualche indicazione su come muoversi per farsi sentire… :D

Bersagli facili.

Alla fine dell’articolo vi lascio i riferimenti a cui scrivere la vostra protesta o richiesta di intervento.

Vittorio Arrigoni è il pacifista italiano dell’International solidarity movement (Ism) che racconta in diretta da Gaza per il manifesto il tragico giorno per giorno della «spedizione punitiva» (parole di Massimo D’Alema) che Israele sta infliggendo al milione e mezzo di palestinesi intrappolati nella striscia. Basta leggere i giornali, a cominciare dal Corriere della Sera – il numero uno – o guardare il Tg1 – la portaerei dell’informazione «pubblica» -, per capire che Vittorio Arrigoni, e quelli come lui (sfortunatamente troppo pochi), è un testimone scomodo di fronte ai silenzi e alla (clamorosa) disinformazione della stampa italiana e, in genere, internazionale. Per questo la notizia che un sito web americano ha messo in rete il nome e la foto di Arrigoni proclamandolo «il bersaglio N.1» dell’esercito israeliano provoca rabbia ma non meraviglia.
È possibile che il sito http://www.stoptheism.com non sia, come dicono, troppo attendibile, che il suo animatore – tale Lee Kaplan, sedicente «giornalista investigativo» – sia un ciarlatano. Ma con il clima di impunità goduto dalle nefandezze israeliane e di omertà garantito dalla politica e dalla stampa, bisogna stare molto attenti. Fu a Gaza nel marzo 2003, durante la seconda intifada, che una pacifista Usa dell’Ism, Rachel Carrie, fu (deliberatamente)schiacciata da un bulldozer militare israeliano mentre tentava di impedire la distruzione di una casa palestinese.
A quel che si sa Stop the Ism è un sito statunitense dell’estrema destra ebraica, furiosamente anti-palestinese e anti-comunista, che sembra sia legato a Radio Arutz7, l’emittente dei coloni ebrei, i più fanatici in genere provenienti dagli Usa, insediati nelle terre palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est. Per Kaplan e soci per fermare l’International solidarity movement qualsiasi mezzo è buono purché sia «definitivo». Per loro l’Ism è «un consorzio di gruppi di anarchici e comunisti americani alleati dell’Olp», ovvero «un’idra dalle molte teste» il cui obiettivo è di «aiutare l’Olp a distruggere Israele» e di «finanziare anarchici e comunisti americani a espandere le basi per la rivoluzione mondiale». E gente come Vittorio Arrigoni e altri volontari che vengono dagli Stati uniti, dall’Irlanda, dalla Spagna, dall’Australia, dalla Polonia, sono dei «terroristi alleati di Hamas».

Sembrerebbe da ridere ma non c’è niente da ridere. Vittorio Arrigoni è un bersaglio «facile». È uno di quei matti che vanno a mani nude in posti infami come Gaza per difendere i civili palestinesi. Gli israeliani lo conoscono bene e lo hanno già intercettato, arrestato ed espulso due volte prima che Arrigoni il 23 agosto tornasse a Gaza dal mare a bordo della barca Free Gaza che aveva rotto il blocco israeliano (la vera causa della fine della tregua, non certo i razzetti di Hamas come vi stanno raccontando).

Per cercare di evitare che anche Arrigoni divenga un «tragico errore» o un «danno collaterale» abbiamo chiesto alle autorità politiche e diplomatiche italiane di attivarsi urgentemente con quelle israeliane.

Nell’inferno di Gaza Vittorio Arrigoni non è solo.
Maurizio Matteuzzi
Il Manifesto, 13/01/2009

Daniele F (grazie) ha redatto il testo in inglese per la mail scritta al web hosting canadese che ospita il sito http://stoptheism.com/ in cui Vik e gli altri volontari dell’Ism sono indicati come “target” da eliminare.
L’indirizzo a cui inoltrare la mail è abuse@koimedia.com

“It has come to my attention that you provide a web hosting service for the site http://www.stoptheism.com. I feel it’s my duty to inform you that the site contains explicit and repeated death threats, incitements to murder and violence, as well as virulent, abusive, diffamatory terms directed at a specific group of people. The threatened parties, all members of the human rights activist group ISM, currently operating in Gaza for the benefit of the civilian population, are explicitly pointed out as targets for terrorist violence with their names, surnames and pictures clearly shown on the site you are hosting.

I’m confident that any respectable web hosting service such as yourselves would include such antisocial behaviour as fully violating their terms and regulations. Considering that the ISM have had regular exposure in the world media thanks to their successful and much respected work as human rights monitors in the Middle East, I feel it my duty to inform the media of these unacceptable death threats, should the site not be obscured as soon as possible. In the meantime, I remain confident that you shall be keen to cooperate on the matter and hope to hear from you soon.

Sincerely,

firma”

Annalisa Melandri (grazie) ci segnala invece che si è messa in contatto con l’ambasciata canadese in Italia, la quale ha iniziato ad occuparsi del fatto.

Roberto (grazie) invece ci indica la mail del nostro consolato italiano a Tel Aviv, a cui inoltrare le proteste per le minacce rivolte all’Ism.

Le mail vanno indirizzate a consolato.telaviv@esteri.it

Ho cercato di raccogliere le indicazioni più significative. Se ne ho dimenticata qualcuna segnalatemelo pure.

Grazie a tutte/e (grazie a te, Marte!)

Vik, non sei solo!!!

Restiamo umani…

Dl anti-crisi, votata la fiducia ma scoppia la rivolta della Lega / La Cei contro la tassa per gli immigrati

Passa alla camera il provvedimento per fronteggiare l’emergenza economica-I sindaci del Carroccio annunciano che violeranno il patto di stabilità

Berlusconi ancora contro i giornali: “Nessuna incomprensione con Fini”

Dl anti-crisi, votata la fiducia ma scoppia la rivolta della LegaGianfranco Fini

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ROMA – Il governo incassa la fiducia della Camera sul disegno di legge anticrisi, ma è costretto a fare i conti con la rivolta dei sindaci leghisti. I voti a favore del provvedimento elaborato da Palazzo Chigi per fare fronte all’emergenza economica e finanziaria sono stati 327, quelli contrari 252 e due gli astenuti. Un risultato che Silvio Berlusconi ha salutato con un “tutto bene, tutto benissimo”, aggiungnedo poi che “non c’è stato nessun voto sofferto sulla fiducia, abbiamo avuto 75 voti in più ed è lo scarto più alto a nostro vantaggio in questa legislatura”.

Parole che nascondono in realtà nuove grane all’orizzonte. Il crescente malessere della Lega per le ripetute delusioni circa gli impegni del governo a favore delle regioni settentrionali sta per sfociare infatti in un gesto clamoroso. I sindaci e gli amministratori del Carroccio sarebbero pronti a sforare il patto si stabilità in segno di protesta dopo che una deroga speciale è stata concessa nei giorni scorsi al Campidoglio. “Questo – sottolineano alcuni esponenti leghisti – è un’evidente autorizzazione morale per tutti i sindaci che hanno ben gestito i loro bilanci, erogando servizi di ottima qualità ai loro cittadini, a tenere lo stesso comportamento”.

Scelta che rischia di innescare un effetto domino. Una mozione che chiede la possibilità per il Veneto di sforare il patto di stabilità “per continuare a garantire i servizi ai cittadini” è stata presentata infatti dal consigliere regionale veneto della Lega Nord Fedetico Caner. “Abbiamo a lungo stretto la cinghia – afferma Caner – costringendo i veneti a grossi sacrifici, pur di rispettare il patto di stabilità. Subito quel provvedimento ha palesato tutti i suoi limiti nei confronti di quei Comuni che pure disponevano di risorse da investire. Ora cambieremo strategia”.

Per Berlusconi si tratta di una nuova grana dopo che ieri sulla decisione di porre la fiducia al dl si era scontrato duramente con il presidente della Camera Gianfranco Fini. Dissidio che il Cavaliere oggi ha negato. “Non c’è nessuna incomprensione con Fini, con lui non c’è assolutamente nulla”, ha detto, aggiungendo che il presidente di Montecitorio “ha un ruolo istituzionale e intende bene questo ruolo istituzionale come un ruolo non partigiano”. “Quindi – ha detto ancora Berlusconi – ha ritenuto che fosse suo dovere difendere alcune prerogative del Parlamento. Chapeau, punto e basta, io non ho fatto niente, chapeau veramente”.

In realtà il duro scambio di battute di ieri tra Fini e il premier è stato al centro oggi anche di un incontro tra il presidente della Camera e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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14 gennaio 2009
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La Cei contro la tassa per gli immigrati
Maroni: “Meravigliato, ma non ci tocca”

Monsignor Gnesotto: “Un balzello inaccettabile, colpisce categorie già poco tutelate. Servono politiche di integrazione”

Anche Famiglia Cristiana attacca: il vero scontro di civiltà è con la Lega

"Meravigliato, ma non ci tocca"Immigrati in fila per il rinnovo del permesso di soggiorni

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CITTA’ DEL VATICANO – Dure critiche della Cei alla discussa tassa voluta dalla Lega che chiede un contributo agli immigrati per il rinnovo del permesso di soggiorno, nei confronti della quale anche Silvio Berlusconi ha espresso nei giorni scorsi contrarietà. Per l’associazione della Conferenza episcopale italiana “Migrantes” si tratta di una misura “inaccettabile”. “Una tassa che è meglio definire balzello verso una categoria già poco tutelata”, ha detto monsignor Gianromano Gnesotto, responsabile per le politiche migratorie della Migrantes.

La replica del minsitro. Due ore dopo, ecco Roberto Maroni: “Meravigliato dalla reazione, ma queste parole non ci toccano minimamente. Noi non abbiamo fatto né più né meno di quello che fanno tutti i Paesi europei. In Olanda, ad esempio, c’è una tassa di 800 euro e lo stesso avviene in Inghilterra, in Germania. Non capisco perché, allora, ciò che si fa in quei Paesi va bene e se lo facciamo in Italia diventa una misura intollerabile”.

Il gettito previsto. Maroni ha anche calcolato quanto potrebbe rendere allo Stato la tassa sul permesso. “Ipotizzando un milione di permessi all’anno tra nuovi e rinnovi e ipotizzando una quota di 100 euro a permesso – ha detto – avremo 100 milioni di euro all’anno che confluiranno in un fondo al Viminale che servirà per finanziare i rimpatri dei clandestini”.

L’attacco di Gnesotto. “Operazioni di questo genere penalizzano ulteriormente gli immigrati che, con impegno e con notevoli sforzi, cercano di integrarsi”, ha detto Gnesotto durante la presentazione della giornata mondiale delle migrazioni (18 gennaio) alla sede di Radio Vaticana. “E’ un passo indietro – ha proseguito il presule – servono politiche di integrazione con mentalità aperta e intelligenza”. Gnesotto ha anche criticato la proposta avanzata dalla Lega di prevedere l’obbligo di denunciare gli immigrati irregolari per i medici ai quali essi si rivolgono. E ha ricordato che gli immigrati occupano settori di fatto lasciati scoperti dagli italiani.

Famiglia Cristiana contro la Lega. “Il vero scontro di civiltà oggi si gioca in Parlamento e nelle piazze sull’accoglienza nei confronti di chi è nel bisogno, sul rispetto della dignità della persona straniera, malata, non ancora nata”. Lo scrive Famiglia Cristiana nell’editoriale in apertura del numero da oggi in edicola. Il settimanale critica in particolare la proposta dalla Lega sul permesso di soggiorno a pagamento, definita “un colpo di mano”, così come respinge l’ipotesi avanzata ugualmente dalla Lega di fissare un deposito-garanzia di 10 mila euro per gli stranieri che vogliono aprire una partita Iva.
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14 gennaio 2009
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Ddl sicurezza: torna il reato d’oltraggio a polizia, resta fuori tutela donne e bimbi

Pd: testo imbarazzante, la violenza su donne e minori aumenta
Il governo: testi sulla materia sono già all’esame della Camera

http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20090114_polizia_gmt.jpg

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ROMA (14 gennaio) – Ripristinare il reato di oltraggio alle forze di polizia: lo prevede un emendamento al ddl sicurezza che ha avuto il via libera al Senato. Chiunque – secondo la norma – in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone offenda l’onore o il prestigio di un ufficiale o agente di pubblica sicurezza a causa del suo servizio di ordine pubblico e di sicurezza, è punito con la reclusione fino a tre anni. L’emendamento a firma dei relatori, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, ha recepito un emendamento di Filippo Saltamartini (Pdl) che si è detto soddisfatto del fatto che «reintroduciamo l’oltraggio alle forze dell’ordine, comprendendo come la tutela delle forze dell’ordine meriti una tutela con norme penali. In sette mesi abbiamo previsto l’ergastolo per l’omicidio di un rappresentante delle forze dell’ordine e ora ripristiniamo l’oltraggio a pubblico ufficiale e così poniamo fine alla politica delle chiacchiere della richiesta delle commissioni sul G8 per passare alla politica dei fatti». Anche Achille Serra, ex prefetto e senatore del Pd si è detto favorevole alla norma. «Voterò a favore – ha detto – avendo vissuto la piazza per tanto tempo». Il Senato ha dato via libera all’unanimità anche a un altro emendamento per la lotta all’estorsione.

Gasparri: importante il ripristino del reato di oltraggio. «E’ di grande importanza il risultato positivo che ha espresso l’Aula del Senato ripristinando il reato di oltraggio ad ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria – dice il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri – Si ripristina così uno strumento di tutela per gli operatori della sicurezza che troppe volte, in occasioni di manifestazioni pubbliche, sono stati offesi ed oltraggiati. Il ritorno di questa norma è un riconoscimento morale per le forze dell’ordine».

Restano fuori dal testo del ddl sicurezza le norme sulla violenza in famiglia, contro le donne e lo stalking che il Pd, con una serie di emendamenti, chiedeva fossero inseriti nel pacchetto. Governo e relatori, però, si sono detti contrari a questa opzione visto che alla Camera sono già in esame testi su queste materie. «Siamo pronti – ha detto il sottosegretario Alfredo Mantovano di fronte alle proteste del centrosinistra – anche oggi a chiedere alla Camera tempi più stretti». Ma ha aggiunto che non era corretto che ci fosse uno sdoppiamento nei due rami del Parlamento. L’Aula ha poi respinto le proposte di modifica dell’opposizione.

Finocchiaro: grave il no a proposte Pd su tutela di donne e bambini. «Quello sulla sicurezza è un disegno di legge per alcuni versi francamente imbarazzante – dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato – Innanzitutto si trasformano in penali questioni che sono davvero di rango amministrativo, ma non si guadagna in efficacia e in efficienza nella gestione delle politiche dell’immigrazione. Si minaccia, cosa che forse è di grande effetto sull’opinione pubblica, ma non funziona. Ho trovato poi gravissimo che siano state respinte tutte le norme che avevamo proposto e che riguardano il contrasto alla violenza sulle donne e sui bambini. Si trattava di un progetto davvero organico. Forse varrà la pena di ricordare che il testo presentato dalla ministra Carfagna riproduce integralmente il testo che noi avevamo presentato qui in Senato. E’ come se al fondo ci fosse l’idea che la violenza sulle donne e sui bambini, soprattutto quando maturi ad opera di mariti, conviventi, padri non sia proprio un fenomeno da sicurezza pubblica, da sicurezza della nazione, ma in qualche modo ancora un fatto privato. Io credo invece che bisogna spazzare via con forza questa idea, anche perché il numero delle violenze nei confronti delle donne operate da mariti, conviventi, amici corteggiatori respinti è in continuo, tragico aumento, come in continuo tragico aumento sono gli omicidi delle donne in queste evenienze».

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=42149&sez=HOME_INITALIA


AUSTRALIA – Più di un milione di aspiranti Crusoe, per il lavoro da 75.000 dollari. Candidature ancora aperte

HEI GENTE, LE CANDIDATURE SONO ANCORA POSSIBILI!

http://www.sub.it/foto_Palau_Island/Barriera_Corallina.jpg

12 ore mensili di lavoro e uno stipendio da 75 mila euro

IN TILT IL SITO POI RIPRISTINATO E POTENZIATO

Cercasi super-pagato guardiano di un’isola tropicale: candidati dalla Mongolia alla Romania e persino da Città del Vaticano

HAMILTON ISLAND (AUSTRALIA) 14/1/2009
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L’ente turistico del Queensland è balzato nei giorni scorsi agli onori delle cronache internazionali offrendo un contratto di sei mesi per un “guardiano di un’isola tropicale presso la Grande barriera corallina in Australia”. Il compenso, pari a 75 mila euro per vivere a Hamilton Island, ha fatto gola a molti. Ma non si tratta solo di questo, il testo dell’annuncio sembra più un premio della lotteria. 12 ore di lavoro previste al mese, una villa di tre stanze vista mare in dotazione e trasporti aerei gratis. Altri compiti: dar da mangiare alla tartarughe, osservare le balene di passaggio e raccogliere la posta una volta a settimana.
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Oltre un milione di candidati hanno visitato nelle prime 48 ore il sito web di Tourism Queensland, circa 200 accessi al minuto, mandandolo in tilt e costringendo l’ente a potenziarlo. Hanno cliccato su www.islandreefjob.com da tutto il mondo, dalla Mongolia alla Romania, e persino dal Vaticano. La reazione entusiastica di potenziali candidati, e l’attenzione dei media mondiali, hanno deliziato i responsabili della campagna di promozione turistica del Queensland. «La risposta globale sta superando ogni previsione», ha detto il ministro del turismo Desley Boyle. Sono state già raggiunte 29 milioni di persone grazie alla copertura dei media, ha aggiunto.
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I candidati dovranno mandare entro il 22 febbraio un video con le ragioni del loro interesse. Si comincia in luglio. guardiano di un’isola tropicale presso la Grande barriera corallina in Australia
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