SCUOLA – Maturità, in migliaia a rischio: Slitta il nuovo regolamento?
In arrivo il regolamento Gelmini che prevede la media del sei per sostenere l’esame
Ma il ministro Giovanardi ne frena l’entrata in vigore: “Siamo già a metà anno”
.
di SALVO INTRAVAIA
.

Migliaia di studenti italiani rischiano di non essere ammessi alla maturità. La novità contenuta nel Regolamento sulla valutazione predisposto dalla Gelmini prevede che per accedere agli esami di stato occorrerà ottenere una valutazione di almeno sei decimi in ogni disciplina, comportamento incluso. Secondo quanto si legge nel documento – che con la firma di Napolitano dovrebbe diventare ufficiale fra pochi giorni – il giro di vite sull’ammissione dovrebbe entrare in vigore già dal prossimo mese di giugno. Ma, dopo le proteste degli studenti, c’è chi all’interno della stessa maggioranza ne chiede lo slittamento di un anno.
A rischiare la non ammissione sono più di quanti non si immagini, basta fare due calcoli. Qualche settimana fa, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato i dati sugli esiti del primo quadrimestre con una pioggia di insufficienze in tutte le discipline, Educazione fisica compresa. Ad avere rimediato una o più insufficienze in pagella sono stati 72 ragazzi su 100, un dato di poco superiore a quello dello scorso anno. Quest’anno, i tecnici di viale Trastevere non hanno fornito i numeri relativi alle insufficienze per singolo anno scolastico, ma l’anno scorso sì. E prendendo per buono il dato del 2007/2008, che probabilmente sarà inferiore a quello attuale, si possono fare alcuni conti.
Se i ragazzi del quinto anno con insufficienze in pagella ammontano, come l’anno scorso, al 65 per cento ci vuole poco a comprendere che 282 mila studenti devono mettersi a studiare seriamente se vorranno presentarsi davanti la commissione giudicatrice. E quelli che rischiano seriamente sono almeno 60 mila: coloro che superano l’esame col minimo. Fino al 2008 l’ammissione agli esami di maturità, reintrodotta l’anno prima da Giuseppe Fioroni, era prevista anche per gli studenti con una o più insufficienze. E da quest’anno sarebbe dovuta entrare in vigore la norma che prevede almeno la media del sei: anche dei cinque compensati da alcuni sette, quindi.
Ma con ogni probabilità questa disposizione non farà a tempo ad essere applicata perché verrà superata dal Regolamento-Gelmini che ha già causato qualche mal di pancia. Ieri mattina durante un convegno, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Carlo Giovanardi, smentendo le dichiarazioni di due giorni prima della stessa ministra, ha lasciato intendere che la novità potrebbe slittare di un anno. “Va al Consiglio di stato un regolamento per la scuola che prevede che possa essere ammesso all’esame di maturità solo chi ha la sufficienza in tutte le materie. Il problema è che siamo alla fine di marzo”.
Giovanardi pone l’accento su una questione dibattuta più volte: il cambio delle regole a metà anno scolastico. “Si può discutere – spiega – se ci debba essere un rigore tale per cui basta una sola insufficienza per non essere ammessi all’esame, ma eventualmente ciò deve entrare in vigore quando gli studenti e le famiglie sanno quali sono le regole del gioco e non a partita già ampiamente iniziata”.
Ma, appena due giorni prima, la Gelmini aveva confermato tutto: “Con un 5 non si viene ammessi”. “C’è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti – ha spiegato – e c’è severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose indispensabili per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri”.
.
21 marzo 2009
…
IL LIBRO – Rapporto malasanità
Le privatizzazioni della Lombardia. Gli sprechi della Sicilia. I privilegi del Vaticano nel Lazio. In un libro la radiografia del nostro sistema sanitario
.
.
di Gianluca Di Feo
.
Ricordate Lady Asl? La regina degli abbordaggi ai fondi della sanità, con prestazioni inventate e tangenti concrete che hanno fatto perdere ai contribuenti 80 milioni di euro? Nella leggendaria suite dello Sheraton che ospitava il suo quartiere generale, Anna Iannuzzi, Lady Asl, dava udienza sotto una bandiera con le chiavi di San Pietro. “E lei era devotissima a Sant’Antonio: ragione per la quale consegnava agli uomini di Dio buste piene di contanti da dare in beneficenza. I prelati, dai cardinali Bertone e Ruini al vescovo Apicella accettano la beneficenza e si fanno fotografare insieme a lei. Ma è la donna ad essere conscia che la vicinanza ai monsignori è un viatico per chi vuole fare affari in sanità”.
C’è ancora il Papa re? Sì, a Roma esiste un regno pontificio. Che agisce per opere di bene e realizza spesso buone operazioni chirurgiche ma viene finanziato con denaro pubblico. “Tra gli stakeholder della sanità romana, il numero uno è il Vaticano. È il più grande imprenditore medico della regione e drena somme ingentissime, fuori da ogni regola, che vanno ad alimentare otto ospedali gestiti direttamente dalle strutture religiose, due policlinici universitari e una pletora di case di cura. Oltre a due istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, di cui uno di diritto internazionale: il pediatrico Bambin Gesù che è addirittura territorio del Vaticano, quindi del tutto autonomo dallo Stato italiano ancorché generosamente finanziato con la nostra fiscalità generale, e l’Idi (Istituto dermopatico dell’Immacolata)”.
La prima radiografia completa della presenza pontificia nella pubblica assistenza viene presentata da Daniela Minerva nel suo libro-inchiesta ‘La fiera delle Sanità’: un volume che in dieci capitoli traccia la deriva del settore in Italia, dalla Lombardia delle privatizzazioni alla Campania dello sfascio, dagli infermieri calabresi a mano armata alla lottizzazione dei baroni, dalla Sicilia degli sprechi al modello emiliano. Quello di Daniela Minerva, giornalista de ‘L’espresso’, è un atto d’amore verso il Servizio sanitario nazionale, il sogno di eguaglianza davanti alla malattia sancito dalla Costituzione e cavalcato da Barack Obama nella campagna che lo ha portato alla Casa Bianca. In Italia invece le cure pubbliche stanno sprofondando nel baratro nei buchi di bilancio, tradite da una classe politica che alimenta l’inefficienza e determina la sfiducia dei cittadini: “Cancellare i diritti per mettere le mani su una torta da 100 miliardi di euro”. In questa slavina, il Lazio presenta l’anomalia più macroscopica con uno Stato estero che fornisce assistenza, spesso di ottimo livello, per conto dello Stato italiano.
Il volume setaccia la situazione del Gemelli, del Campus biomedico realizzato dall’Opus Dei (32 milioni annui, con un costo per ricovero passato dai 2483 euro del 2005 a 2910 del 2007), del Bambin Gesù (50 milioni dalla Regione e altrettanti dalla Finanziaria), dell’Istituto dermatologico Idi (30 milioni l’anno dalla Regione per 300 letti). E ricorda: “Più di un cattolico ha sentito una fitta al cuore quando all’inizio del 2008, proprio all’indomani della pubblicazione del primo piano di rientro del deficit sanitario programmato dalla giunta Marrazzo che taglia i budget di tutti i nosocomi capitolini, Benedetto XVI, parlando agli amministratori locali, ha chiosato: ‘Sappiamo bene quanto siano gravi le difficoltà che deve affrontare nell’ambito della sanità la Regione Lazio, ma dobbiamo ugualmente constatare come sia non di rado drammatica la situazione delle strutture sanitarie cattoliche, anche assai prestigiose e di riconosciuta eccellenza internazionale’”. Il risultato? “Fatto sta, però, che alla fine di maggio 2008 il piano di rientro è ancora lettera morta, ma è pronta la delibera che assegna 71 milioni per il campus dell’Opus Dei (a fronte dei 32 destinati inizialmente nel 2007) e 550 al Policlinico Gemelli (204 erano stati destinati nel 2007)”.
____________________________________________________________
ESCLUSIVA: L’anticipazione del libro ‘La fiera delle sanità’
LEGGI ANCHE: Dottori in nero
____________________________________________________________
20 marzo 2009
fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/rapporto-malasanita/2075104&ref=hpsp
…
Fao: «Produrre cibo usando meno acqua»
Iniziativa Amref e Figc contro la siccità in Kenya
Il direttore Fao al World Water Forum: «Tremila litri per produrre l’equivalente del nostro fabbisogno quotidiano»
.
![]() |
| Siccità |
MILANO – Il futuro dell’acqua è nell’agricoltura, bisogna produrre più cibo consumando meno quantità del prezioso liquido. È il messaggio lanciato dal palco del quinto World Water Forum in corso a Istanbul dal direttore generale della Fao Jacques Diouf. È necessario, ha detto, prestare più attenzione alla gestione delle risorse idriche in agricoltura e aumentare il sostegno ai contadini nei Paesi in via di sviluppo per affrontare i problemi della scarsità d’acqua e della fame. «I milioni di agricoltori che in tutto il mondo producono il cibo che noi mangiamo devono essere al centro di ogni processo di cambiamento. Hanno bisogno di essere incoraggiati e indirizzati a produrre di più con meno acqua. Ciò richiede investimenti e incentivi ben finalizzati, oltre a un contesto politico adeguato».
TREMILA LITRI - L’agricoltura assorbe il 70% del consumo mondiale di acqua potabile. Ma se bastano dai due ai tre litri di acqua al giorno per soddisfare il fabbisogno di liquidi di un individuo, ne occorrono 3mila per produrre l’equivalente del nostro fabbisogno quotidiano di cibo. Secondo Diouf il problema della fame crescente nel mondo, con quasi un miliardo di esseri umani (il 15% della popolazione mondiale) non in grado di procurarsi cibo a sufficienza, potrebbe peggiorare «se non vengono prese decisioni coraggiose e attuate misure concrete e urgenti». E qui entra in scena l’agricoltura, che deve «ridurre il divario tra offerta e domanda e prevenire gli choc futuri, aumentare la capacità di ripresa dei più vulnerabili e mitigare l’impatto ambientale. È solo investendo in un’agricoltura sostenibile basata su una buona gestione dell’acqua che potremo soddisfare i nostri bisogni di cibo e di energia, e allo stesso tempo salvaguardare le risorse naturali dalle quali dipende il nostro futuro». Domenica 22 marzo cade la Giornata mondiale dell’acqua, intitolata «Acque condivise, opportunità condivise»: un appuntamento simbolico importante come sottolineato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. «È la nostra risorsa naturale più preziosa. Più che mai dobbiamo quindi lavorare insieme per farne un uso sensato. Il nostro futuro collettivo dipende dal modo in cui gestiamo questa risorsa preziosa e limitata».
ITALIA PER L’INDIA - A Istanbul l’Italia è presente con una delegazione della Farnesina guidata dal ministro plenipotenziario Giorgio Sfara che ha presentato un progetto per l’India dal nome difficile: «Vulnerability Reduction through Community Emporwerment and Control of Water». Il progetto è stato finanziato dalla Cooperazione italiana contro l’emergenza acqua ed eseguito dalla Jal Bhagirathi Foundation attraverso l’Undp: opera in 251 villaggi in un raggio di 125 chilometri nell’area di Jodhpur del Marwar nel deserto del Thar. Ad oggi ne beneficiano circa 25mila persone, ma una nuova fase consentirà di raddoppiare il numero degli individui raggiunti. Venerdì nella capitale turca ha preso il via anche il Forum alternativo sull’Acqua, organizzato dalle associazioni.
![]() |
| La locandina |
PROGETTO AMREF - Ed è incentrata sull’acqua, o meglio sulla sua mancanza, un’iniziativa di solidarietà dell’associazione Amref in collaborazione con la Figc, la Federazione italiana gioco calcio. «H2gol» è una campagna per raccogliere fondi contro l’emergenza siccità in Kenya: dal 21 marzo al 5 aprile si può donare 1 euro ai progetti idrici di Amref inviando un sms al numero 48588 da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3 e Coop Voce, oppure 2 euro chiamando il 48588 da un numero di rete fissa Telecom Italia. La campagna è anche online: dal sito http://www.amref.it e da Facebook si può inviare una cartolina elettronica per coinvolgere gli amici. «Insieme a Amref, la Figc e il suo settore giovanile e scolastico si impegnano a sostenere le popolazioni più povere del continente che il prossimo anno ospiterà i mondiali di calcio – spiega Demetrio Albertini, vicepresidente Federcalcio e testimonial della campagna -. Come campioni del mondo in carica non possiamo tirarci indietro». La mancanza di acqua potabile è la principale causa di morte e malattie: in Kenya oggi dieci milioni di persone rischiano di morire di fame perché la siccità ha vanificato i raccolti e cancellato i pascoli. I progetti idrici di Amref puntano a dare accesso all’acqua pulita a 100mila famiglie entro la fine del 2011.
CONSUMO CRITICO - Infine, per chi vuole informarsi su ciò che sta dietro al mercato dell’acqua sarà presto disponibile la seconda edizione della «Piccola guida al consumo critico dell’acqua» di Luca Martinelli, edita da Terre di Mezzo. Il libro (3 euro) spiega perché l’acqua degli acquedotti è buona, sicura e comoda, ma è surclassata a colpi di spot dall’acqua in bottiglia, cara per le nostre tasche e poco sostenibile per l’ambiente. Scheda per scheda, l’analisi delle aziende imbottigliatrici che si spartiscono un mercato da oltre 3 miliardi di euro, mentre nelle casse pubbliche arrivano solo le briciole. L’Italia è anche tra i primi produttori al mondo di acque minerali, con 12,4 miliardi di litri imbottigliati nel 2007. Il mercato tuttavia è molto concentrato, ed è in mano a 4 grandi gruppi che controllano il 54% delle vendite. Da aprile 2009 in libreria, il testo può essere acquistato anche nelle botteghe del commercio equo e solidale e sul sito di Altreconomia: www.altreconomia.it/libri.
.
20 marzo 2009
…
NAPOLI – A sorpresa Saviano sul palco: “Ricordiamo le vittime di mafia”
Compare imprevisto accanto a don Ciotti davanti a 150 mila radunati a Napoli
Legge i nomi dei morti ammazzati: “Anna Politkovskaja, gli stranieri uccisi a Castelvolturno…”
.
Roberto Saviano, tra il procuratore Grasso e don Ciotti
.
NAPOLI – La voce che sul palco era comparso anche Roberto Saviano è corsa come una scossa tra le 150 mila persone che affollavano il lungomare di Napoli. E’ rimasto alle spalle di don Ciotti e del procuratore antimafia Piero Grasso, accanto a un alto ufficiale dei carabinieri, a guardare quella fiumana di gente sotto il sole che gridava no alla violenza.
Poi Saviano ha preso il microfono e ha letto gli ultimi nomi delle vittime di mafia: Anna Politkovskaja (la giornalista russa “punita” due anni fa per i suoi reportage sulla repressione in Cecenia) Kwuawu Samuele, i fratelli Antwi Julius e Eric Affum Yebolah, Cristopher Adams, Alex Geemes e il loro compagno, (trucidati dai casalesi nella strage di camorra nel settembre scorso a Castelvolturno), i morti ammazzati nella faida di Scampia e infine il nome di Annalisa Durante, la quattordicenne uccisa per caso a Forcella, durante una sparatoria tra boss di quartiere.
Saviano ha chiuso con la formula di rito: “In ricordo di quelli di cui non si conosce ancora il nome”. Ed è scoppiato un lungo applauso che ha accompagnato l’autore di Gomorra giù per la scaletta del palco, verso la scorta che lo attendeva qualche metro più in là, per portarlo nel rifugio dove vive da quando la camorra gli ha giurato vendetta.
____________________________________________________________
-
Multimedia
- FOTO: Saviano sul palco
- FOTO: La marcia
- IL VIDEO
____________________________________________________________
21 marzo 2009
fonte: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/saviano-ciotti/saviano-ciotti/saviano-ciotti.html
…
CESVIAMO: Scommetti di cambiare il mondo!
Cesviamo
Scommetti di cambiare il mondo!
.
Cesviamo e’ il social network piu’ social che c’e': un luogo di incontro e cooperazione che nasce intorno alla mission di Cesvi e alla sua piu’ grande scommessa: migliorare la vita dei popoli piu’ poveri del mondo.
![]()
Per riuscirci, su Cesviamo ogni iscritto è chiamato a scommettere, su di sé e sul futuro del mondo, e a diventare un vero fund raiser, cioè un raccoglitore di fondi destinati a portare aiuto, sostegno e sviluppo dove ce n’è più bisogno.
SCOPRI COME FUNZIONA e REGISTRATI subito a Cesviamo.
DA DOVE NASCE L’IDEA
Cesviamo nasce da un’idea semplice: trasformare una sfida sociale in una sfida personale. Per farlo, è bastato pensare a ogni progetto umanitario di Cesvi non come a un unico grande obiettivo, ma come alla somma di tanti obiettivi più piccoli e alla portata di tutti.
Ci siamo detti: hai presente quando sei convinto di qualcosa, al punto da essere pronto a scommetterci? In fondo è tutto qui: più ci credi, più ti impegni, più possibilità hai di farcela. E questo vale nella vita di ogni giorno, quanto per il futuro del mondo.
Con Cesviamo, Cesvi ha provato a sovrapporre questi due livelli, per restituire alla solidarietà quel senso di partecipazione, di coinvolgimento emotivo e anche di divertimento, che è dentro a ogni scommessa. Perché più lo scopo è serio, più è necessario mettersi in gioco.
.
>> Leggi lo speciale di Corriere.it dedicato a Cesviamo: clicca qui!
.

fonte: http://www.cesvi.org/?pagina=pagina_generica.php&id=1590
…
Crisi, la Cgil: “E’ boom della Cig in due mesi per 560mila persone” / Luce e gas meno cari del 7% e dell’8%
I dati dell’osservatorio del sindacato. “La realtà è peggio dell’immaginazione”
In Piemonte le difficoltà della Fiat provocano un balzo di oltre il 780%
Il ministro Sacconi: “Dati già noti, rilanciati solo per creare stress sociale”
.

ROMA – Più di 560 mila lavoratori in Cassa integrazione nei soli primi due mesi dell’anno. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto a cura dell’Osservatorio della Cgil sulla Cig del Dipartimento settori produttivi, in cui si sottolinea che “la realtà è peggio della immaginazione”.
In particolare, sono oltre 483.000 mila i lavoratori coinvolti nei mesi di gennaio e febbraio dai processi di Cassa integrazione nei settori industria, commercio e edilizia, in Italia. A questi vanno aggiunti i lavoratori interessati dalla Cig in deroga, stimabili in non meno di 80 mila unità; per un totale di oltre 563.000 lavoratori.
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi critica fortemente la Cgil, accusandola di diffondere “stress sociale”: “La cosa peggiore in questa crisi così dura e vera è quella di aggiungervi ulteriori ragioni di stress sociale, il cui esito sarebbe l’autoannichilimento di una società per fortuna ancora ricca di potenzialità”.
“La Cgil e certa opposizione politica – ha aggiunto Sacconi – stanno esasperando ogni cosa, rilanciando quotidianamente dati già noti come fossero il peggioramento del giorno, organizzando processi sommari ad ogni intenzione, come nel caso del Testo unico sulla sicurezza, disegnando un’Italia spaccata in fazioni e classi e un governo che vuole le morti bianche e il saccheggio del territorio, nemici da abbattere nel nome di una campagna di odio sociale”.
In Piemonte, segnala la Cgil, “l’aggravamento della crisi produttiva iniziata con la Cassa integrazione nella Fiat a partire dal settembre 2008, esplode incontenibile nei primi due mesi del 2009″. Nella Regione si sono raggiunte le 9.804.932 ore di Cig ordinaria, con un aumento sullo stesso periodo, del +787,51%.
Guardando ai comparti di produzione, le situazioni peggiori si riscontrano nel settore metalmeccanico, con un aumento del 782,97%, nel metallurgico (+768,81%), nel chimico (+592,38%), nei trasporti e comunicazioni (+851,48%). Più contenuti gli aumenti nella Cassa integrazione straordinaria, “ma sempre su percentuali di aumento in media del 60%, e con alcuni settori oltre il 100%, come i trasporti e comunicazione, carta e poligrafici, estrazioni minerali”.
Le previsioni per aprile dell’Istituto di Ricerche industriali ed energetiche
Luce e gas meno cari del 7% e dell’8%
Per una famiglia media le nuove tariffe significano risparmi che vanno dai 32 ai 90 euro
.
ROMA – In mezzo al cupo scenario della crisi, almeno una buona notizia c’è, secondo le stime del Rie, (Istituto di Ricerche industriali ed energetiche): la forte discesa in vista ad aprile per le bollette della luce e del gas. Dovrebbero infatti registrare rispettivamente un calo del 7% e dell’8%.
I RISPARMI PER LE FAMIGLIE – Per l’elettricità, per una famiglia media che consuma 2.700 kwh l’anno, il risparmio dovrebbe essere di 32 euro circa mentre per il gas dovrebbe trattarsi di un risparmio di 90 euro per una famiglia media che consuma 1.400 m3 l’anno. Un calo delle bollette, sottolinea l’Istituto Ricerche industriali ed energetiche, che potrebbe registrare un’ulteriore discesa anche nel terzo trimestre del 2009. Anche se tutto dipenderà ovviamente dall’andamento del prezzo delle materie prime.
.
21 marzo 2009
…
SAN LUCA – Il paese della faida fa pace in chiesa
Il parroco: «Bisognava sconfiggere una mentalità atavica figlia di credenze popolari»
In 300 per essere liberati dalla maledizione dopo la strage di Duisburg
.
![]() |
| La fotografia davanti alla chiesa di Santa Maria della Pietà a San Luca |
SAN LUCA (Reggio Calabria) — Miracolo a San Luca. Gli uomini si pentono e s’inginocchiano davanti a Dio. «Che fine avete fatto. Dove sta la vostra virilità? Siete venuti in chiesa come tante femminelle! ». Così, in un mix di ironia e provocazione, sono stati accolti mercoledì sera da monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri, i circa 300 uomini che, per la prima volta nella storia del paese di Corrado Alvaro hanno messo piede nel tempio di Dio.
MAI UN UOMO IN CHIESA PRIMA D’ORA - Mai prima d’ora un rappresentante del sesso forte aveva oltrepassato il sagrato della chiesa di Santa Maria della Pietà. Neanche in occasioni di matrimoni, funerali o altre manifestazioni di culto. «Una mentalità atavica, figlia di credenze popolari che è stato difficile sconfiggere sino a oggi», spiega don Pino Strangio, parroco di San Luca. Vecchie tradizioni paesane vogliono femmine e uomini separati durante manifestazioni religiose e pubbliche. Alle bambine è vietato giocare con i loro coetanei. Ai funerali le donne stringono le mani alle donne, gli uomini agli uomini. E durante i matrimoni gli uomini attendono la sposa fuori dalla chiesa e porgono gli auguri soltanto agli uomini. Ecco quindi il perché della provocazione del vescovo di Locri. Il prelato ha sfidato l’ambiente ostile e spietato di San Luca, sfinito da troppi lutti che hanno indotto uomini d’onore e non a rivolgersi a Dio per ottenere il perdono divino. La strage di Duisburg ha ferito la comunità di San Luca. Nel paese alle pendici dell’Aspromonte si è radicata la convinzione di essere vittime di una sorta di maledizione e che per scacciarla fosse necessaria la benedizione di Gesù. Sono stati proprio gli stessi protagonisti di storie di ‘ndrangheta, ma anche gente comune, giovani, anziani, a rivolgersi al prelato per chiedere il suo intervento affinché a San Luca si ristabilisse quel clima di serenità perso e dimenticato.
IL RUOLO DELLA CHIESA - «La Chiesa anche a San Luca ha un ruolo e un fascino che non hanno eguali ed è per questo che non si possono tradire le attese della gente», ha detto il vescovo Morosini. «Verrò a benedirvi, ma in cambio vi chiedo un atto di coraggio. Voglio tutti gli uomini in chiesa, e solo gli uomini, a pregare». Scommessa vinta. Con gli uomini tutti in religioso silenzio ad ascoltare a capo chino le parole del vescovo. «Perdonate i vostri nemici, siate sobri e non accumulate tesori illeciti, date valore alla famiglia e non approfittate dei vostri ruoli», ha ammonito monsignor Morosini. Alla fine l’applauso ha sancito un legame storico tra i due mondi fino ad allora separati. A San Luca l’altra sera c’erano solo uomini per le strade. E quando il «corteo dei 300» si è mosso dalla chiesa per raggiungere la piazza, attraversando le vie del paese, nessuna donna ha osato affacciarsi ai balconi. Ma la giornata resterà nella memoria. Come l’immagine del vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, che da una balaustra, attaccato a quella che fu la casa di Corrado Alvaro, è riuscito a benedire, anche se ancora divisi, uomini e donne di San Luca.
.
Carlo Macrì
21 marzo 2009
.
…
Benigni: “Questa crisi è un Inferno ma l’Italia sta per rinascere”
Benigni sbarca a Londra nel teatro di Lloyd Webber con il tour mondiale di “Tutto Dante”
“Voglio portare il mio abbraccio agli italiani all’estero. Ma il mio messaggio è universale”
.
di ALESSANDRA BONOMOLO
.
Roberto Benigni
.
La sua però non è un’operazione di divulgazione letteraria?
“No, assolutamente. Gli studenti hanno i professori. Tutto Dante è invece uno show, nel vero senso della parola. Perché Dante è spettacolare e perché spero di fare spettacolo io. Non è nemmeno un fatto politico. Il messaggio è racchiuso nell’abbraccio che rivolgo principalmente agli italiani che vivono all’estero”.
Di cosa parlerà nella parte di attualità?
“Beh, vengo in Inghilterra… dovremo parlare un po’ di quello che accade qua, iniziando da Gordon Brown. Poi Obama e… Berlusconi. Perché lo spettacolo è come Dante e la Divina Commedia: c’è l’Inferno e il Paradiso. Un momento per divertirsi e uno per commuoversi. Se non ci si diverte, non ci si può commuovere. Le persone del pubblico alla fine si commuovono. Non perché sia Dante a commuovere, ma perché si va a toccare, dentro di noi, una parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba. L’anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima viene data tutta spazzatura, continuamente”.
A Londra Benigni ha appena scompigliato la compassata Sarah Montague nel Today Programme di Bbc Radio 4, in mezzo al flusso di notizie sulla pesante crisi economica. “Londra è come Firenze all’epoca di Dante. La vera City del mondo, dove albergavano avidità, lussuria, superbia. La parola finanza è stata coniata dai fiorentini proprio a quel tempo, insieme al fiorino. Pensa, il Financial Times ha le sue origini in Italia! Anche la parola banca deriva dal toscano, quando i finanzieri prestavano denaro al Re d’Inghilterra, per poi spesso pentirsi in letto di morte per gli interessi da usura praticati. Ecco, a parte questo… è rimasto tutto uguale”.
Quindi la Divina Commedia sarebbe ancora attuale, oggi, in una metropoli come Londra.
“E certo! Dante ha parlato proprio di questo: più moderno di così si muore! Le tre fiere di cui si parla nella Divina Commedia – la lonza, il leone, la lupa – non sono altro che gli idoli moderni: sesso, successo e soldi, le solite belve di sempre”.
Poi il discorso perde i toni allegorici e si fa concreto. “Questa che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi orribile, nata dal male e dalla stupidità. Speriamo che questo Inferno ci sia di monito”. Benigni cita il sommo poeta – “che io perdei la speranza dell’altezza” – quando parla delle conseguenze economiche e morali dei nostri comportamenti. Il comico toscano fa rivivere Dante ai tempi del credit crunch, mentre invita “a riscoprire quel che vi è di divino dentro ognuno di noi. Per non ritrovarsi, alla fine, proprio come se non si avesse vissuto”.
Come vede la situazione italiana attuale, specie pensando alle nuove generazioni in fuga dal proprio paese?
“Conosco bene la situazione dei giovani in Italia, perché io vengo da là. Ma io non fuggo perché non sono un cervello, giusto per quello… Pensa se ci fosse stata questa fuga dei cervelli nel Rinascimento e avessero lasciato andare all’estero persone come Michelangelo, Leonardo, Galileo, Dante. Il solo pensiero fa impressione. Tutte le arti e tutti i poteri moderni sono imitazioni delle arti e dei poteri italiani, del nostro Rinascimento. Qualsiasi impero è un’imitazione del nostro, almeno in Occidente. Che lo si voglia dire o meno, è così. Non per essere nazionalista – voglio troppo bene all’Italia per esserlo – ma quella voglia, quel desiderio…. di dire beh, son contento di esser nato lì ce l’ho tanto forte, ecco, forte forte”.
Perché portare il suo Dante anche fuori dall’Italia?
“Il tour è nato per portare gli spettacoli agli italiani all’estero. C’è dell’allegria in fondo ai loro occhi. Un desiderio vispo, affatto languido, che gli fa dire: Io tornerò, proprio come nelle canzonette”.
Ma, come è già accaduto a Parigi, a Bruxelles, in Grecia, in Svizzera, il suo abbraccio non è solo per i connazionali.
“Lo spettacolo poi si espande, perché quel che Dante dice è talmente universale che nella mente di ognuno risuona qualcosa di immenso. E per di più mostra la grandezza del nostro Paese”.
Ma che ne pensa dell’Italia di oggi?
“Ora è proprio tutta coperta, ma queste ceneri nascondono un fuoco possente”.
Cosa intende dire?
“Sta per succedere qualcosa. Sì. Accadrà un piccolo Rinascimento. Bisogna aspettare la fine, no? Come è sempre accaduto. Da noi non è morto nulla, è tutto vivo. Io sto in Italia, lo sento. Non sto in un posto dove ci sono i cadaveri”.
(Questa intervista è apparsa sul sito italiansoflondon.com)
Il ministro Alfano: “Il governo vuole intervenire su You Tube”

.
GENOVA – Forse non si aspettava la domanda (o non era preparato per la risposta): il ministro della Giustizia Alfano ha comunque detto che il governo è intenzionato a “intervenire su You Tube”. “Appena i tecnici del governo Berlusconi troveranno il modo, arriverà una nuova legge per contrastare gli abusi sempre più frequenti su Internet. Come in You Tube ad esempio”. Così Alfano, durante un incontro pubblico del Pdl, ha risposto a un bambino della classe 5 B della scuola elementare Brignole Sale di Albaro. Dimenticando che anche internet è già sottoposto alle leggi dello Stato. Il bambino lo interrogava sulla possibilità di interventi specifici contro gli eccessi presenti nel web, in particolare sul più famoso sito di condivisione video, Youtube. “Il nome stesso di rete – ha detto il ministro Alfano – rimanda a una maglia difficile da controllare, ma stiamo lavorando sul tema”. Da tempo il governo studia forme di controllo sul web. Ma i progetti di legge presentati hanno incontrato l’opposizione del mondo web. L’ultimo è quello di Gabriella Carlucci.
.
20 marzo 2009
.
…



































Commenti recenti