Stalking, i rischi e le tutele. Un dramma per 2 milioni di donne
L’analisi del fenomeno in un libro curato dal Forum-Associazione delle donne giuriste
La legislazione in materia, la casistica, e alcuni consigli per difendersi
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di SILVANA MAZZOCCHI
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La copertina del libro
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Stalking, quante sono le vittime in Italia?
“La stragrande maggioranza delle vittime di stalking sono donne. E gli unici dati ufficiali disponibili sono quelli che derivano dall’Indagine sulla sicurezza delle donne condotta dall’Istat nel 2006. La ricerca, (compiuta su un campione costituito da 25.000 donne di età compresa tra i 16 ed i 70 anni) ha misurato la violenza fisica, sessuale e psicologica, nonché i maltrattamenti contro le donne, dentro e fuori la famiglia. Ed è stato rilevato che c’è stato stalking su ben 2 milioni e 77 mila donne al momento della separazione, pari al 18,8% del totale. E’ inoltre emerso che il 48,8% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale ad opera di un ex partner, ha subìto anche comportamenti persecutori”.
Il merito del decreto è però aver finalmente introdotto nel Codice Penale il reato di stalking, o atti persecutori. Una conquista importante in quanto, prima della sua entrata in vigore, la vittima di stalking poteva essere tutelata penalmente soltanto se tali atti concretizzavano altre fattispecie criminose, quali, ad esempio la violenza privata, la minaccia o le molestie in luogo pubblico, o col mezzo del telefono. Mentre gli atti persecutori che concretizzano lo stalking consistono per lo più in comportamenti (appostamenti, corteggiamenti, e-mails etc.) che esulano da quelli previsti. In Europa sono 8 i paesi che hanno una normativa specifica diretta a punire i comportamenti di stalking (Austria, Belgio, Danimarca, Olanda, Germania, Irlanda, Malta, Regno Unito). Non sempre si tratta di una norma ad hoc e, a volte, lo stalking viene punito facendo ricorso a norme più ampie. Nei restanti paesi europei lo stalking è perseguibile solo se il comportamento che lo costituisce rientra in una delle fattispecie di reato già esistenti. Alcune leggi, in ambito europeo, prevedono anche la possibilità di adottare ordini di protezione”.
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Lei è un avvocato specializzato in diritti delle persone e della famiglia. Sulla base dell’esperienza, quali consigli si sente di dare alle donne vittime di stalking?
“Non esiste un’unica e specifica strategia per affrontare lo stalker. Ogni donna deve individuare gli strumenti più adatti a risolvere la propria particolare situazione, secondo la valutazione del rischio individuale e considerando le risorse che provengono dalle organizzazioni, dai gruppi e dai centri di assistenza alle vittime. Spesso è necessario sperimentare più strategie sino ad individuare quella più adatta al caso personale. L’esperienza maturata dal Modena Group on Stalking, gruppo multidisciplinare costituitosi nel 2003 con l’obiettivo di approfondire anche i percorsi di aiuto per le donne vittime di stalking, ha individuato alcune regole base che, nella pratica, si sono dimostrate efficaci. Eccole. La vittima deve spiegare una sola volta allo stalker che non vuole avere alcuna relazione con lui e non deve mai rispondere alle sue chiamate, né rispedire eventuali lettere o regali ricevuti. Tali gesti potrebbero, infatti, essere interpretati dallo stalker come richieste di contatto. Bisogna poi evitare i luoghi frequentati dallo stalker e conservare le prove di ogni contatto avuto con lui (lettere, e-mail, bigliettini, etc.) documentando, ove possibile, ogni forma di comunicazione su un diario personale o su un’agenda. E’ necessario, infine, procurarsi un secondo numero telefonico solo per gli amici stretti e i parenti, lasciare il vecchio numero collegato ad una segreteria telefonica e registrare tutti i messaggi dello stalker. Tutti questi elementi potrebbero essere fondamentali ai fini di eventuali indagini e per supportare un eventuale processo contro il persecutore. Le vittime di stalking devono inoltre informarne le persone che hanno accanto (familiari, amici, colleghi, etc.) e ricorrere alle diverse agenzie di aiuto, quali l’autorità di polizia locale, gli avvocati e le associazioni che forniscono supporto psicologico alle vittime”.
Forum-Associazione donne giuriste
Stalking e violenza alle donne
Franco Angeli criminologia
Pag 238, euro 25
3 Responses to “Stalking, i rischi e le tutele. Un dramma per 2 milioni di donne”
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- - novembre 16, 2009
- - novembre 19, 2009
































Le donne tutte poverine vero?? Ma guarda un po’!… Vorrei tanto
sapere se loro sanno che significa trascorrere un sabato sera da
sole…andare in bianco per anni…solo poche che lo sanno…Invece gli
uomini soli, tantissimi in Italia (forse il 40%) in astinenza
affettiva/sessuale forzata imposta dalle donne che li rifiutano a causa
della loro non corrisposta presenza fisica od economica i quali
insistono per colmare il bisogno d’amore che gli manca…. NON devono
essere perseguitati da questa ulteriore legge truffa solo a tutela
della donna!!! L’ Italia è l’unico paese al mondo che legalizza il
mal comportamento, il malcostume, le scorrettezze, i capricci ed i vizi
delle donne, le quali hanno seminato in questi ultimi 30 anni solo
solitudine e frustrazione tra gli uomini….gli uomini che soffrono la
solitudine perché eternamente rifiutati, hanno il diritto di insistere
affinché vengano accettati ….! Le donne devono imparare ad accettare
con coerenza gli uomini che soffrono la solitudine specialmente se di
animo nobile e di buoni sentimenti, invece di fare sempre al
contrario…la donna a causa della sua profonda ignoranza si diverte a
torturare psicologicamente spesso gli uomini che non lo meritano
sinceri ed onesti. Questa legge gli fornisce un arma in più per finire
di distruggere quel poco di onestà che c’è rimasta nell’uomo e per
favorire al massimo l’ipocrisia che ha costruito questo mondo “Finto”
dove conta solo l’apparenza fisica ed il denaro.
Uomini veri ribellatevi..!!!