Archivio | aprile 20, 2009

Sudan, strage di donne e bambini, villaggi rasi al suolo: per ora 177 morti

http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20090420_sudan.jpg

.

JUBA (SUDAN) 20 aprile – Villaggi rasi al suolo e dati alle fiamme, stragi di donne e bambini, campi devastati: dopo gli scontri che in marzo avevano causato centinaia di vittime (da 450 a 750 a seconda delle fonti), nello stato di Jonglei (Sud Sudan) c’è stato un altro weekend di sangue. Secondo le autorità locali, dopo che sabato e domenica uomini dell’etnia Murle hanno attaccato i villaggi della tribù Lou Nuer, «sono già stati trovati 177 cadaveri ma siamo certi di trovarne altri, probabilmente arriveremo a 300 perchè ci sono moltissimi dispersi. Interi villaggi sono stati completamente bruciati. La devastazione è terrificante».

Secondo un responsabile della contea di Akobo, Doyal Chol, le zone attaccate sono particolarmente vulnerabili poichè il governo sudanese sta portando avanti una campagna di disarmo dei numerosi gruppi rivali ma solo in alcune zone della regione. «I Murle sono arrivati armati – ha raccontato Doyal Chol – e la gente qui non aveva niente con cui difendersi. Credo si sia trattato di una vendetta».

La strage di marzo era avvenuta sempre nello Stato di Jonglei (uno tra i più devastati da una guerra civile durata vent’anni e formalmente chiusa nel 2005), ma nella contea di Pibor, confinante con la contea di Akobo, teatro di questi ultimi massacri. Ad uccidere, allora, erano stati gli uomini di etnia Lou Nuer che avevano fatto terra bruciata di molti villaggi dei Mule, uccidendo indiscriminatamente donne e bambini. Il ventennale conflitto nel Sud Sudan ha causato l’uccisione di oltre 2 milioni di persone e circa 4 milioni di sfollati. Anche ora che la regione è ufficialmente pacificata, le armi continuano a circolare in gran quantità e gli scontri non sono di fatto terminati.

.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=55289&sez=HOME_NELMONDO


Sbarcano i disperati della Pinar: “Non c’è stata assistenza a terra”

I volti degli immigrati in attesa di sbarcare (Ap / LApresse)

I volti degli immigrati in attesa di sbarcare (Ap / LApresse) – clicca sulla foto per vedere altre immagini

Gli 84 migranti sbarcati dalla motonave Pinamar e portati a Porto Empedocle con la nave Danaide della Marina Militare non hanno sostato nella tendostruttura di primissima accoglienza allestita dalla Protezione civile.

Lombardo: “Chiedo trattamento umano”

.

Palermo, 20 aprilke 2009 - Sbarcano a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, i migranti della nave turca ‘Pinar’. I primi 20 sono sbarcati questa mattina trasportati da una motovedetta della Guardia costiera, seguiti dopo qualche ora anche dagli altri migranti.

La Pinar giovedì scorso aveva soccorso 140 persone nel Canale di Sicilia: altri venti migranti erano stati soccorsi già ieri a Lampedusa in quanto richiedevano cure mediche immediate. A Porto Empedocle è stata predisposta una grande tenda da diverse centinaia di metri quadrati, “con bagni, docce e servizi sanitari, di prima accoglienza e pasti”, oltre a uffici per la polizia. I migranti stanno ricevendo i primi soccorsi e una colazione.

L’ACCUSA DI LOMBARDO

“Chiedo che agli sventurati che riescono a raggiungere le coste siciliane sia garantito un trattamento che rispetti i parametri minimi di umanità e di civiltà”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, appena appreso che gli 84 migranti sbarcati dalla motonave Pinamar e portati a Porto Empedocle con la nave Danaide della Marina Militare non avrebbero sostato nella tendostruttura di primissima accoglienza allestita dalla Protezione civile regionale nella zona portuale.

Il primo contingente di 20 migranti, arrivato in primissima mattinata a bordo di una motovedetta della Guardia di Finanza, aveva invece sostato nella tendostruttura. Lì, grazie agli operatori ed ai volontari della Protezione civile, era stato possibile rifocillare i profughi, permettere loro di indossare abiti puliti, di utilizzare veri servizi igienici e lavarsi, dopo la loro terribile esperienza al largo delle coste maltesi. Solo a quel punto, dopo le visite mediche e i primi accertamenti di polizia, i migranti sono stati accompagnati nei centri predisposti dal ministero degli Interni.

All’arrivo della nave Danaide, inspiegabilmente, le autorità di Polizia, nonostante la disponibilità di uomini, mezzi e attrezzature della Regione, ha deciso di inviare il gruppo di migranti, direttamente ai centri di accoglienza ministeriali.

LA RISPOSTA DELLA PREFETTURA

“Motivi di ordine pubblico”. E’ questa la risposta data dai vertici della prefettura e questura di Agrigento al capo della protezione civile siciliana, Salvo Cocina, e allo staff inviato dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo per seguire la vicenda, per giustificare l’immediato trasferimento – senza cioè fornire l’assistenza data ai primi 20 sbarcati oggi – al Pian del lago, il centro di accoglienza di Caltanissetta, del secondo gruppo di immigrati portati a Porto Empedocle.

Le 84 persone, fra le quali 32 donne, sono state messe subito sull’autobus e portate via. “Siamo riusciti solo a dare loro dei succhi di frutta” dicono dal gabinetto del presidente Lombardo spiegando che si tratta di persone che dopo i 4 giorni a bordo della Pinar hanno pure trascorso la notte a dormire sul ponte della nave militare. “Ci hanno detto – riferiscono increduli – che i migranti sarebbero stati visitati sulla nave militare…”.

Questa mattina poco dopo lo sbarco due donne assai debilitate, sono state trasferite in ospedale. I 20 migranti, tutti uomini, più ‘fortunati’ sol perché arrivati prima, sono stati assistiti, rifocillati e visitati dai medici e dagli operatori della protezione civile regionale.

APERTA UN’INDAGINE

La Procura di Agrigento ha aperto una indagine per verificare le cause della morte dell’immigrata che era stata recuperata giovedì notte dalla motonave Pinar. Lo conferma il procuratore della Repubblica, Renato Di Natale, che ha disposto l’ispezione cadaverica sul corpo della donna. In Procura si attende una relazione delle Forze dell’ordine e non è escluso che nei prossimi giorni venga ascoltato il comandante della Pinar.

DESTINAZIONE CALTANISSETTA

Sono stati tutti destinati al centro di accoglienza di Pian del Lago a Caltanissetta i 154 migranti soccorsi tre giorni fa dalla nave mercantile ‘Pinar’, il cui sbarco è stato autorizzato ieri dalle autorità italiane dopo un contenzioso diplomatico con Malta durato tre giorni.
“Già da ieri sera – ha spiegato il questore di Agrigento – sono scattati i soccorsi dopo che si è chiarita la situazione politica. I primi venti migranti, quelli le cui condizioni di salute destavano maggiore preoccupazione, sono stati portati a Lampedusa a bordo di una motovedetta della Capitaneria. Sono già stati rifocillati e sono già stati imbarcati sulla nave di linea per Porto Empedocle dove arriveranno stasera e da lì saranno poi trasferiti a Caltanissetta. Tra loro anche le due donne incinte. Le loro condizioni sono ovviamente compatibili con il viaggio sulla nave di linea. Stamattina intorno alle 6,30 invece -ha proseguito il questore- a bordo di un pattgliatore della Guardia di Finanza sono giunti a Porto Empedocle altri trenta migranti. Tutti sono già stati rifocillati e a trasferiti a Caltanissetta. Sempre a Porto Empedocle è apena arrivata la nave della Marina militare ‘Danaidè con a bordo gli altri 94 immigrati, tra cui 37 donne. Anche loro sono assistiti dal nostro personale e dalla Protezione civile in vista del trasferimento a Caltanissetta».

Il questore ha anche riferito che il cadavere della donna morta durante la traversata, una diciottenne nigeriana che a quanto sembra era incinta, resta a Lampedusa dov’è giunto ieri ed è a disposizione della magistratura. La Squadra Mobile sta indagando sulla vicenda. Il questore ha affermato che la stragrande maggioranze dei migranti soccorsi dal ‘Pinar’, secondo una prima somma ricognizione, potrebbe esere titolato a chiedere asilo politico nel nostro Paese.

ROTTA SU LAMPEDUSA

La nave cargo ‘Pinar’ che aveva soccorso circa 150 immigrati nel Canale di Sicilia, è stata autorizzata ad ancorarsi davanti al porto di Lampedusa perchè possa essere prestata assistenza a due membri del suo equipaggio che accusano un malore.

Lo ha reso noto il comandane turco della nave, che batte bandiera panamense e che per tre giorni era rimasta in mare tra Lampedusa e Malta per una disputa tra le autorità italiane e maltesi sul porto di destinazione dei migranti soccorsi. Gli extracomunitari sono stati infine accolti dall’Italia e stamani sono giunti a Porto Empedocle (Agrigento) dove li assiste la Protezione civile regionale. Completate le manovra di ancoraggio, sulla ‘Pinar’ una equipe medica visiterà i due marinai ammalati per valutarne le condizioni.

L’APPELLO

“Adesso che l’odissea dei migranti raccolti dal cargo ‘Pinar’ è finita ci auguriamo che non inizi per loro un altro calvario col trattenimento nei Cie e l’espulsione coatta”, dice Pietro Milazzo, responsabile per l’immigrazione nella Cgil siciliana, che chiede alle «autorità italiane di garantire piena accogliena ai migranti e di evitare appunto loro nuove pesanti prove dopo quella che hanno già subito: giorni e giorni in mare sballottati in un poco edificante balletto tra il respingimento del governo italiano e di quello maltese».

.

fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/04/20/166198-sbarcano_disperati_della_pinar.shtml

Polemica sul compleanno di Roma: Il Pd contro le immagini del Duce”

http://forumambientalista.files.wordpress.com/2009/03/l_alemanno_fascista_copia11.jpg?w=479

Il video della dichiarazione di guerra proiettato ai Mercati traianei solleva critiche

Verini: “Alemanno chieda scusa”. L’assessore Croppi: “Era in chiave negativa”

.

Polemica sul compleanno di Roma Il Pd contro le immagini del Duce"L’immagine di Nerone proiettata sui Mercati traianei

.

ROMA – Per il compleanno di Roma si alza la polemica politica. Il Pd contesta l’allestimento proposto dal sindaco Gianni Alemanno per ricordare il 21 aprile del 753 a.C., in cui la tradizione popolare vuole la fondazione della futura capitale d’Italia. Non è piaciuto lo show di luci e immagini proposto ieri sera ai Mercati di Traiano, preludio degli appuntamenti organizzati domani in Campidoglio e lungo i Fori Imperiali.

Le scene usate per evocare il passato della città, sono state giudicate improprie e tali da indurre “il sindaco a chiedere scusa ai romani”. Parola del deputato Pd Walter Verini che quell’accostamento di Benito Mussolini che pronuncia la dichiarazione di guerra alle scene del film sulla Resistenza “Roma città aperta”, proprio non gli sono andate giù.

“Una cosa gravissima per la quale sindaco e amministrazione farebbero bene a scusarsi con la città”, ha detto Verini. “La proiezione è avvenuta senza alcuna presa di distanza da un evento che gettò l’Italia nell’orrore della guerra insieme ai nazisti di Hitler. Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, non merita queste offese alla memoria”.

Neppure la nipote del dittatore è convinta che la scelta del comune sia stata la più felice. Seppure esprime un giudizio non del tutto negativo sulla kermesse, Alessandra Mussolini, parlamentare del Pdl, ammette che “accostare Nerone a Benito Mussolini non è il massimo dal punto di vista storico”.

Ma l’assessore comunale alla cultura Umberto Croppi, supervisore dell’iniziativa Romagnificat – il Natale di Roma, non accetta critiche e spiega: “Le immagini di Mussolini erano in chiave negativa. Nella lunga carrellata di immagini che hanno ricostruito la storia di Roma, le sequenze della dichiarazione di guerra di Mussolini letta dal balcone di piazza Venezia, erano messe chiaramente in una chiave negativa. Nel video, Mussolini viene messo in sovraimpressione con Nerone che canta la distruzione della città e subito dopo si vedono gli effetti di quella dichiarazione di guerra nelle tragiche immagini di “Roma città aperta”. Non c’era nessun intento celebrativo ma, al contrario, la memoria e la condanna del dramma della guerra e dell’occupazione nazista”.

.

20 aprile 2009

fonte: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/natale-roma-polemica/natale-roma-polemica/natale-roma-polemica.html?rss

G8 agricoltura: «Più produzione sostenibile contro fame e povertà»

http://www.provincia.padova.it/comuni/monselice/pittori%20di%20monselice/images/masin/raccoglitori%20di%20grano.JPG

Intesa al vertice, Zaia: riconosciuti effetti negativi speculazione

.

ROMA (20 aprile) - I ministri dell’Agricoltura del G8 hanno approvato oggi un documento sull’emergenza e la sicurezza alimentare. In sostanza i ministri dell’Agricoltura degli Otto paesi più industrializzati del mondo «si impegnano – si legge nel documento approvato a Castelbrando di Cison di Valmarino, in provincia di Treviso – ad utilizzare tutti gli strumenti necessari per alleviare le conseguenze negative della attuale crisi finanziaria su povertà e fame, rafforzare e incoraggiare l’agricoltura e la produzione alimentare sostenibile, aumentare gli investimenti in agricoltura e ricerca, evitare la concorrenza sleale, le distorsioni del commercio agricolo,incluse misure restrittive all’export, come concordato dal G20».

«Questo primo G8 dell’agricoltura ha una valenza storica, perché apre un nuovo corso: per la prima volta i grandi del mondo discutono di agricoltura che ne riconoscono la sua importanza», ha commentato soddisfatto Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole, che ha presieduto il vertice. «L’Italia - ha aggiunto - porta a casa due importanti riconoscimenti sul fronte degli effetti negativi della speculazione che danneggia i mercati, affama i popoli e i produttori, e della concorrenza sleale: è stato riconosciuto il valore del mercato che deve essere libero sì, ma con regole valide per tutte».

I ministri dell’Agricoltura
del G8 hanno infatti «raccomandato il monitoraggio e l’analisi di fattori che potenzialmente hanno impatto sul mondo delle commodity, compresi gli effetti negativi della speculazione», ribadendo «la centralità del ruolo dell’agricoltura che può avere impatti significativi su altre politiche, specialmente le politiche sanitarie attraverso la lotta alla fame a alla malnutrizione e le politiche ambientali, inclusa la gestione sostenibile delle risorse naturali».

I ministri del G8 hanno poi sottolineato la loro «determinazione a combattere la fame e assicurare l’accesso ad alimenti salubri sufficienti e nutrienti alle generazioni presenti e future». E hanno anche posto l’accento sul «ruolo delle aziende famigliari e delle piccole imprese e il loro accesso alla terra in molte parti del mondo». Il G8 ha ribadito quindi «il bisogno di politiche per incoraggiare la partecipazione delle donne nello sviluppo rurale insieme ad altre politiche per le pari opportunità e per i giovani agricoltori», non trascurando «le implicazioni dei cambiamenti climatici sull’agricoltura e la sicurezza alimentare» e «la necessità di strategie condivise che includano quelle relative all’adattamento e alla mitigazione». Nel corso del summit, si legge inoltre nel documento, è iniziato anche un «importante processo inclusivo che coinvolge tutti i paesi: Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica, Argentina, Australia ed Egitto, che porta a raggiungere posizioni comuni sull’agricoltura e la sicurezza alimentare».

Sul tema delle riserve globali di cibo,
infine, si nota come i ministri «continueranno ad esplorare varie opzioni su un coordinato approccio al management degli stock». Per ciò, vengono invitate le maggiori organizzazioni del settore a «esaminare se un sistema di riserve potrebbe essere efficace nell’affrontare le emergenze umanitarie, oppure essere utilizzato per limitare la volatilità dei prezzi».

I ministri sono anche impegnati ad andare avanti e completare la riforma degli organismi internazionali come la Fao e notano la necessità di aumentare la produzione di energie rinnovabili da biomasse e i relativi investimenti attraverso «una bilanciata combinazione delle necessità delle politiche energetiche e della produzione agricola».

.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=55206&sez=HOME_NELMONDO


La Russa: «Partigiani rossi non meritano di essere celebrati come liberatori»

http://2.bp.blogspot.com/_Bu3NXADAiWM/SMgmWxiMWuI/AAAAAAAABgs/djAUb1LVXqg/s400/08larussa.jpg

Il ministro al premier: «Vada alle celebrazioni del 25 aprile ma non tra le bandiere rosse»

http://mancalicani.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/25562/fascismo.gif

.

ROMA (20 aprile) - La festa del 25 aprile deve essere l’occasione per celebrare chi si battè per la libertà dell’Italia: pertanto, «i partigiani rossi» che lottarono per istaurare il socialismo meritano rispetto ma non di essere celebrati come liberatori. E’ l’opinione del  ministro della Difesa Ignazio La Russa.

«Meritano rispetto ma non di essere celebrati come portatori di libertà - ha osservato La Russa – i partigiani rossi che volevano per l’Italia un futuro stalinista». L’osservazione del ministro rappresenta anche una risposta alle valutazioni di Luciano Violante (Pd) che in un’intervista al Corriere della Sera ha voluto distinguere tra pacificazione e parificazione tra partigiani e repubblichini. «Quando parlo di pacificazione – ha affermato La Russa – non intendo parificazione: pacificazione vuol dire rispettare tutti e celebrare quelli che hanno ridato all’Italia la liberta». Tra chi si è battuto per la libertà dal nazifascismo La Russa ha voluto distinguere tra chi lottava per istaurare in Italia una democrazia e chi voleva invece il socialismo. «Non ci può essere quindi una parificazione – ha concluso – con i partigiani che lottavano per dare all’Italia un regime democratico».

La presenza di Berlusconi al 25 aprile. Con le celebrazioni del 25 aprile che si avvicinano, c’è intanto discussione sulla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle commemorazioni. Nei giorni scorsi il segretariodel Pd, Dario Franceschini, ha invitato il premier a partecipare alla manifestazione di Milano. Berlusconi ha per ora fatto sapere che sta riflettendo sul da farsi. Per La Russa il presidente del consiglio deve partecipare alle celebrazioni del 25 aprile, ma non a Milano «tra le bandiere rosse», dove lo ha invitato il segretario del Pd Dario Fraceschini, bensì in un luogo istituzionale. «Berlusconi deve celebrare il 25 aprile – ha affermato Ignazio La Russa – ma non in mezzo alle bandiere rosse, lì dove lo vuole trascinare come in una trappola Franceschini». Per La Russa, il presidente del consiglio dovrebbe scegliere un luogo istituzionale, come ha già deciso di fare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che celebrerà la Liberazione a Mignano Montelungo, nel casertano. «Io ho suggerito – ha ribadito La Russa – il luogo dove Salvo D’Acquisto diede la vita per evitare una rappresaglia nazista».

Il sindaco di Milano Letizia Moratti non ha ancora deciso se parteciperà alla manifestazione del 25 aprile di Milano. «Sto considerando, non ho ancora deciso», ha detto.

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni intende consultarsi con il presidente del consiglio prima di prendere una decisione sulla eventuale partecipazione alla manifestazione del 25 aprile. È quanto ha rivelato oggi lo stesso Formigoni che ha ricordato di aver partecipato a «diverse manifestazioni» ed una in particolare «era il 25 aprile del 1995 – ha precisato – a pochi giorni dal mio insediamento come presidente della Regione Lombardia, fui oggetto di attacchi ed insulti», gesti che, a suo avviso, «fanno male alle istituzioni».

.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=55217&sez=HOME_INITALIA

http://www.politicamentecorretto.com/files.php?file=altan-00_687491308.jpg

Ahmadinejad all’Onu: Israele razzista. I delegati Ue abbandonano il vertice

Polemiche alla conferenza Durban II di Ginevra per gli attacchi del presidente iraniano

Ritirato l’ambasciatore israeliano in Svizzera, protesta di studenti vestiti da clown

Agli Usa: “Importante apertura, ma aspettiamo segnali concreti”, sul nucleare: “Sì all’energia, no all’arma”

.

Ahmadinejad all'Onu: Israele razzista I delegati Ue abbandonano il verticeMahmud Ahmadinejad

GINEVRA – Si è aperta tra le polemiche e plateali contestazioni a Ginevra la conferenza dell’Onu sul razzismo e la xenofobia “Durban II”. Molti i governi che hanno deciso di disertare l’appuntamento per timore che si trasformi in un processo a Israele. Non ci sono gli Stati Uniti, l’Italia, la Germania, la Polonia, l’Australia, il Canada, l’Olanda, la Nuova Zelanda e Israele. E tutti i Paesi europei hanno abbandonato i lavori non appena il presidente iraniano ha cominciato a parlare, definendo Israele – pur non nominandolo direttamente – “un governo razzista”.

Il discorso. Sul podio della conferenza di Ginevra, Ahmadinejad ha criticato l’istituzione di “un governo razzista” in Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente a Israele: “Dopo la fine della Seconda guerra mondiale – ha detto dal palco di Ginevra – gli alleati sono ricorsi all’aggressione militare per privare della terra un’intera nazione, sotto il pretesto della sofferenza degli ebrei. Hanno inviato immigrati dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal mondo dell’Olocausto per stabilire un governo razzista nella Palestina occupata”.

Alle parole di attacco del capo dello Stato iraniano i delegati dei paesi europei e occidentali hanno lasciato la sala. Dura condanna anche da parte del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che in un comunicato ha “deplorato” gli attacchi iraniani a Israele.

Ma Ahmadinejad ha ricevuto anche applausi dalla platea: la prima volta quando ha accusato “gli stati occidentali di essere rimasti in silenzio di fronte ai crimini commessi da israele a gaza” e la seconda volta quando ha detto che occorre “rivedere le organizzazioni internazionali e il loro modo di lavorare”. Consensi al presidente iraniano sono arrivati anche quando ha parlato della crisi economica mondiale sottolineando che “continua ad aggravarsi e non ci sono speranze che possa essere superata”, e ha accusato gli Usa di averla scatenata.

Tre manifestanti travestiti da clown, con parrucche multicolore, appartenenti all’Unione francese degli studenti ebrei sono stati espulsi dall’aula quando hanno iniziato a urlare “razzista” all’indirizzo del leader iraniano. Uno dei giovani che si trovava in platea è riuscito a lanciare il finto naso rosso di plastica all’indirizzo del presidente iraniano prima di essere trascinato via.

La Francia, a Ginevra rappresentata da un ambasciatore che, come gli esponenti degli altri Paesi europei presenti, aveva avvertito che avrebbe lasciato la sala se Ajmadinejad pronuncerà “accuse antisemite” nel suo discorso. E subito dopo il discorso il presidente francese Nicolas Sarkozy ha avvertito che la Ue dovrà adottare una “estrema fermezza” contro gli “appelli all’odio” come quello di Ahmadinejad.

L’irritazione di Israele.
In questo clima, subito dopo l’inizio della conferenza, il governo israeliano ha richiamato per consultazioni il suo ambasciatore in Svizzera. Una decisione presa a seguito di un incontro tra il presidente elvetico Hans-Rudolf Merz e il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad. ”Non è una rottura delle relazioni, ma un’espressione del malcontento di Israele per l’atteggiamento lassista della Svizzera nei confronti dell’Iran”, ha spiegato un dirigente del ministero degli Esteri dello Stato ebraico.

L’agenzia iraniana Fars ha riferito che durante il colloquio il presidente iraniano ha definito Israele “la più orribile manifestazione del razzismo” e ha sostenuto che la comunità internazionale usa “due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi negli Usa e in Europa”.

A margine della conferenza anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha avuto un colloquio con il presidente iraniano.

Nucleare e rapporti con gli Usa. Più tardi, nel corso della conferenza stampa, Ahmadinejad ha invece cambiato tono parlando dei rapporti con gli Stati Uniti di Barack Obama, dichiarando di “accogliere” il nuovo approccio dell’Amministrazione Usa nei confronti dell’Iran, cui il presidente democratico ha dichiarato di voler “tendere la mano” in un importante discorso alcune settimane fa. Un’apertura importante, ha detto, che va però accompagnata da “segnali concreti”. “Con tutta franchezza dico no all’arma nucleare, sì all’energia nucleare”, ha poi precisato il presidente iraniano sulla controversa questione dell’armamento nucleare iraniano. Per l’Iran “la questione del nucleare è un dossier chiuso… Noi abbiamo firmato la convenzione dell’Aja e intendiamo ricavarne dei vantaggi”. Per Ahamadinejad la “giustizia deve essere uguale per tutti: se l’energia nucleare è utilizzata bene che sia a disposizione di tutti, quando è cattiva che sia proibita a tutti”.

L’intervento di Ban Ki-moon. Delle tensioni che accompagnano il vertice Ban è pienamente consapevole, tanto che prima di dare il via ai lavori ha condannato “la negazione dell’Olocausto”. Poi, nel discorso con cui ha aperto i lavori, ha difeso la contestata dichiarazione finale come un testo “attentamente bilanciato”. “Sono profondamente dispiaciuto che alcuni Paesi abbiano deciso di rimanerne fuori – ha detto Ban – E spero che non lo faranno a lungo”.

Il razzismo non è scomparso e “può essere istituzionalizzato, come l’Olocausto. Ma può anche esprimersi in modo meno ufficiale, sotto forma di odio verso alcune classi o persone particolari come l’antisemitismo, o per esempio, la nuova islamofobia”, ha affermato il numero uno del Palazzo di Vetro. Le vittime del razzismo “ci guardano, ma cosa vedono? – si è chiesto – Parliamo di tolleranza e mutuo rispetto, ma puntiamo l’indice gli uni contro gli altri e ci rivolgiamo gli uni agli altri le stesse accuse” del passato.

Ban Ki-moon ha denunciato nuove minacce come il traffico di esseri umani. “Una nuova politica xenofoba è in aumento”, ha poi ammonito. Per il capo dell’Onu, “la discrimnazione non sparisce da sola. Deve essere affrontata. Altrimenti può diventare causa di disordini e violenze sociali. Dobbiamo essere particolarmente vigilanti in questo periodo di difficoltà economica”.
Il segretario generale dell’Onu ha quindi evocato i lavori che hanno preparato la conferenza di Ginevra e gli sforzi per giungere a un testo di consenso: “E’ peccato che per alcuni non sia stato sufficiente. Ma possiamo superare le divergenze. Rivolgo un appello a tutti i Paesi a considerare questo processo come un inizio e non una fine”.

La posizione della Ue. La portavoce della Commissione europea Christiane Hohmann ha chiarito che l’esecutivo comunitario segue da vicino la conferenza dell’Onu e che il testo del documento “non è ideale ma è frutto di un compromesso”. La Commissione intende comunque “reagire in modo appropriato” a eventuali “dichiarazioni inaccettabili”. Dopo aver ricordato che “molti Stati membri hanno deciso di ritirarsi dalla conferenza. Ma una grande maggioranza – 23 su 27 – sono ancora impegnati nella conferenza”, la portavoce ha sottolineato come Bruxelles ritenga di poter trarre qualcosa dalla conferenza e rimanga “impegnata a fare tutto il possibile”.

.
20 aprile 2009
.

VIDEO -G20: Ennesima pagliacciata di Berlusconi (con minacce) / Travaglio: L’ennesima censura

______________________

Icona canale
.
5 aprile 2009
.

Ennesima pagliacciata che lascia senza parole… Berlusconi: “in compenso i ministri stavano al cesso”

Cala il gelo. Lo stesso Tremonti sembra rimanere per un istante alquanto perplesso e riprende subito a parlare per sorvolare sulle parole del Premier.
Ma il Cavaliere non si ferma e ad una giornalista Rai si rivolge così: “Cosa scrivi? Guarda che le riunioni per viale Mazzini le facciamo a casa mia”.

.

fonte: http://www.youtube.com/watch?v=HmsxwaKB4iA

_____________________________________________________________

L’ennesima censura

.

di Marco Travaglio
.
Meravigliarsi per l’ennesima figura barbina del Cavalier Macchietta e per come i nostri tg l’han censurata, Raiotta in testa, non è solo sciocco. È inutile. Molto meglio analizzare la sua ottusa fissità, tipica dei guitti un po’ rinco, che ripetono sempre la stessa gag, ai matrimoni come ai funerali. Solo che ai funerali non ride nessuno. Questo, per il mondo, era un funerale. Solo che, diversamente dagli altri 19, lui non se n’è accorto. Per quanto fuori sincrono, comunque, la performance non è stata fra le peggiori. Il Macchietta se l’è cavata con un cazziatone della regina Elisabetta mentre urlava come una groupie da concerto per chiedere a Mr.Obama di fare una foto insieme col cellulare, visto che l’Abbronzato è un tipo “acchiapponico”. Era andata peggio altre volte, tra corna mimate o raccontate e battutine sui lager nazisti, le stragi in Cecenia e i desaparecidos argentini. Vero che stavolta ha raccontato ai giornalisti che, mentre lui spiegava agli altri 19 come uscire dalla crisi, Tremonti stava con gli altri ministri: “al cesso”. Vero che ha umiliato in mondovisione l’umido Bonaiuti, invitandolo a “non disturbare” proprio mentre il pover’uomo tentava di far credere con una nota ufficiale di Palazzo Chigi che l’”acchiapponico” non era Obama, bensì – pensate un po’ -Gigi Proietti. Ma, si sa, la servitù è pagata anche per questo. E poi Paolo Bonaiuti ha potuto finalmente mostrare al mondo la propria decisiva utilità: dove credete che fosse nascosto, mentre il Cainano si ergeva come un corazziere nella foto di gruppo in cima alla piramide umana dei G19 e mezzo?
.
20 aprile 2009

Dal Gabbiano all’Italia dei Malori: tutti in corsa per un posto in Europa

Da ieri la gara per la presentazione dei simboli, finora depositate 59 liste

Al Viminale è ingorgo di falci e martelli, scudocrociati e garofani

Raffica di proposte del dottor Cirillo: Preservativi gratis
Donne insoddisfatte e Partito degli impotenti

.

di ANTONELLO CAPORALE

.

Dal Gabbiano all'Italia dei Malori tutti in corsa per un posto in Europa
.

ROMA – E’ sempre bellissima l’idea che chiunque voglia possa. Possa permettersi cioè di entrare al Viminale e depositare il suo simbolo, presentare il suo partito, chiamare il popolo al voto, e proprio per lui, senza chiedere a nessuno il permesso. E seppure sia un sogno di cartapesta, resta mirabile il disegno onirico del cittadino italiano dottor Cirillo, che ieri ha avanzato richiesta di partecipare con una sua lista alla competizione elettorale europea.

Nella giornata vissuta in altri momenti con presidi notturni e scontri verbali finiti a volte pure a spintoni per l’accaparramento del miglior posto sulla scheda (in alto a sinistra, in basso a destra) l’orizzonte si apre noiosamente su cinquantanove stemmi politici che, in teoria, dovrebbero affacciarsi al voto. Entro oggi infatti le quattro bacheche del corridoio al pianterreno del ministero dell’Interno si riempiranno tutte di colori e di segni. Tondini possibili e altri impossibili. La loro morte è annunciata, avverrà al momento in cui la commissione elettorale provvederà alla verifica delle firme necessarie per la presentazione. All’esame bisognerà vedere quante falci e martello ammettere tra quelle presentate (due per adesso), quanti partiti comunisti (ancora due), o partiti socialisti (ce ne sono già tre), e democrazie cristiane (le solite moltitudini). E’ un giudizio al quale, spesso, seguono conflitti giudiziari.

Si pensi che il detentore, ora sembrerebbe già ex, del simbolo di una delle Dc in circolazione, il signor Pino Pizza, è sottosegretario di questo governo all’Università e alla Ricerca, proprio in ragione del compenso, chiamiamolo così, che Silvio Berlusconi gli ha riconosciuto per aver evitato di posizionare nella scheda la sua Dc, conquistata dopo liti interminabili in tribunali.


Si ritiene infatti che esistano quantità significative di voti espressi per pura confusione o raccolti grazie a una evidente alterazione della identità politica. In pratica molte migliaia di italiani, soprattutto i più anziani, votano o per sbaglio sul simbolo più conosciuto o anche per pura e solitaria affezione, associandolo a volte erroneamente a protagonisti che concorrono invece in altri schieramenti. Questo errore produce vantaggi enormi per chi detiene il solo marchio di fabbrica: ruba voti. E i voti contano e costano.

Proprio per evitare i furti di identità i funzionari del Partito democratico hanno presentato anche il vecchio simbolo della Margherita e della Quercia diessina. Depositandoli evitano atti di pirateria. Così come è stata tutelata Forza Italia, oggi Popolo della libertà.
La realtà e la finzione viaggiano appaiate. Qualche gabbiano, oltre quello di Antonio Di Pietro, un filosofico partito “Spirito del Tempo”, lo zeitgeist, un’aquila, molte leghe (della Padania, della sola Lombardia, delle Venezie, del Meridione) e naturalmente parecchie Italie.

I soliti nomi tracciati nei simboli: di Berlusconi, Bossi, Casini, della coppia radicale Bonino-Pannella. E infine il citato dottor Cirillo. Salernitano 45enne ha esposto le sue idee sotto il suo nome in alcune varianti fantastiche: Italia dei Malori, la prima. Interrogativa la seconda: Italiani poca cosa?, poi il sesso naturalmente (vota la lista “Donne insoddisfatte e incomprese” o anche “Preservativi gratis”). Si è saputo che il titolare di questa fabbrica di marchi si è presentato altre quattro volte a consultazioni elettorali. L’anno scorso propose gli “Impotenti esistenziali” che divenne il titolo anche di un film in cui Tinto Brass non ha voluto far mancare un suo segno.

Alle otto di ieri il portone
del Viminale si è chiuso. Si riprende oggi, e alle quattro del pomeriggio, orario di chiusura, la parete del ministero sarà tappezzata di centinaia di segni in gara in questa Canzonissima della politica.

.
20 aprile 2009
.

La tratta delle schiave bambine / «Le multe? Me le fanno e le butto via», La prostituzione si è soltanto spostata

http://images.roma.corriereobjects.it/media/foto/2009/04/20/schiave_b1.jpg

Stroncato dai carabinieri traffico di minorenni e droga

L’inchiesta partita da Viterbo ha portato a 49 arresti

.

Prostituta nigeriana sulla via Salaria (foto Jpeg)
Prostituta nigeriana sulla via Salaria (foto Jpeg)

La tratta delle bambine iniziava con un cocktail di droghe. Molte minorenni immigrate venivano drogate e introdotte in Italia insieme a grossi quantitativi di stupefacenti. Poi alcune minori venivano costrette a prostituirsi: per convincerle, i loro aguzzini ricorrevano a riti voodoo e alla minaccia di far del male ai familiari in Nigeria. Il sordido traffico di carne umana è stato bloccato ieri da una vasta operazione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Viterbo : 49 arresti e 62 indagati in un’inchiesta che si estende a molte regioni.

ORGANIZZAZIONE CRIMINALE - L’organizzazione criminale a cui facevano capo i trafficanti di bambine è stata smantellata con una operazione congiunta che ha coinvolto le forze dell’ordine di Colombia, Turchia, Bulgaria e Olanda. I 62 indagati sono stati raggiunti da avviso di garanzia della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli: sono accusati di associazione finalizzata alla tratta di esseri umani ed al traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini dei carabinieri riguardano una pericolosa struttura transnazionale di matrice nigeriana con base a Castelvolturno, responsabile della tratta di centinaia di minorenni introdotte in Europa per essere sfruttate sessualmente, insieme a ingenti quantitativi di droga.

COCAINA E RICICLAGGIOL’operazione dei carabinieri ha ricostruito le rotte del traffico di persone e di droga, nonchè i canali del riciclaggio e ha accertato per la prima volta i collegamenti tra i network nigeriani e i cartelli colombiani fornitori della cocaina e confermata la centralità della Turchia come piattaforma di smistamento dell’eroina destinata al mercato europeo. Si tratta della seconda fase di un’operazione che, già nel gennaio 2008, aveva già consentito l’arresto di 75 persone appartenenti alla stessa organizzazione, mentre altre 29 erano state raggiunte in diversi Paesi europei da un provvedimento della magistratura olandese.

.

20 aprile 2009

fonte: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_aprile_20/tratta_bambini-1501203329415.shtml

____________________________________________________________

«Le multe? Me le fanno e le butto via»
La prostituzione si è soltanto spostata

Sabrina: «Che mi pignorino i capelli». Luana: «Multa mentre andavo in farmacia. Ma non pago»

Un viado brasiliano in piazzale Lagosta (foto Ketty Areddia)

Un viado brasiliano in piazzale Lagosta, Milano (foto Ketty Areddia)
.
MILANO – Basta farsi un giro dopo la mezzanotte, nelle vie della semi-periferia di Milano – viale Zara, viale Sarca, viale Ortles, fra i cantieri aperti delle ex Varesine, in piazza Napoli, o più a sud, in viale Toscana – per rendersi conto che il mestiere più vecchio del mondo continua a far girare economia e macchine attorno alle lucciole. Il vicesindaco Riccardo De Corato ha annunciato che le vie dello sconcio sono dimezzate e le ammende raddoppiate (oltre mille nel mese di marzo), grazie all’ordinanza del sindaco Moratti firmata a novembre. Ma il giro di prostituzione in città si è soltanto spostato di un passo, nell’anello più ampio della città, adottando alcuni accorgimenti. Il primo fra tutti? Stracciare le multe.

«Mi possono pignorare giusto i capelli», alza le spalle Sabrina, 30 anni, che ha collezionato sei ammende, ma non ha intenzione di pagarne nemmeno una. «Non ho casa, non ho macchina, ho giusto me stessa – si consola -. Ci hanno solo complicato la vita. Io non vado più in minigonna, ma in jeans, maglietta e scarpe da tennis, ma tanto i clienti lo sanno chi siamo». Sabrina guadagna 100-150 euro a notte, vorrebbe smettere, ci ha provato facendo la commessa, ma: «Non ho alternative, dopo un mese è punto e a capo e il richiamo della strada, del soldo facile è più forte, mi sto facendo curare da uno psicologo per cercare di smettere».

.

L. è stata multata mentre andava in farmacia (foto Ketty Areddia)

L. è stata multata mentre andava in farmacia (foto Ketty Areddia)
.

In jeans e maglietta anche Sophia, 24 anni, rumena, che lavora in viale Ortles e si guarda intorno continuamente, infastidita o impaurita: «Ne ho nove, me le fanno e le butto via, anche se ho dato la residenza e i documenti. Ho chiesto ai poliziotti e ci dicono che devono farcele, ma hanno capito anche loro che non le paghererò». Intorno a via Sassetti, chi se lo può permettere, sta in macchina, un po’ per il freddo, un po’ perché così può scappare via. Rafaela, viado di 22 anni, aspetta i suoi clienti dentro una piccola 500 rossa che profuma di fragola, le dà più sicurezza. Continua a presentare ricorsi: «Una volta mi hanno multata mentre andavo in discoteca da un’amica, un’altra mentre attraversavo la strada. Non è dignitoso, dipende solo dal fatto che vado in giro scollata?».

L’ordinanza del sindaco Moratti impone 500 euro di sanzione a «chi si ferma a piedi sul demanio pubblico, su spazi aperti al pubblico o visibili al pubblico». Così molte fanno finta di aspettare un autobus alla fermata. Luana, 24 anni, è stata fermata dalla polizia municipale addirittura mentre andava in farmacia. «Ti trattano come un cane: “Sgombrare, via, stai zitta”. Ci hanno reso la vita un inferno, ma non pagherò, venissero a sequestrarmi i vestiti, è l’unica cosa che posseggo».

Le altre strade della prostituzione in città sono virtuali. Le più avanzate, tecnologicamente si fanno adescare in Rete, su alcuni forum, i clienti scrivono anche i commenti sulle prestazioni. Sui siti specializzati si trovano le inserzioni di girls, trans e accompagnatrici in tutta Italia, con tanto di foto e cellulare. Ma anche Elvira e Zaira, travestiti di 35 anni, frequentatrici della Stecca (nella futura città della moda), usano le e-mail per farsi contattare dagli habitué.

Il vicesindaco De Corato ha annunciato che le vie dello sconcio sono dimezzate (da 100 a 47) e le ammende raddoppiate, che nei primi 3 mesi del 2009 le ammende sono state 2.355, per una media di 26 sanzioni al giorno, un terzo applicate ai clienti e due terzi alle squillo. Per le casse del Comune l’incasso potenziale di questi 3 mesi sarebbe di oltre un milione 177 mila euro (nei primi due mesi del 2008 si arrivava al massimo a 442 mila euro). Ma chi le pagherà?

.

Ketty Areddia
20 aprile 2009

.

fonte: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_aprile_20/prostituzione_milano_multe_de_corato_lucciole-1501203532812.shtml

“Spegnete la tv per sette giorni”, da Londra dilaga la protesta

E’ il tredicesimo anno di “Tv Turnoff Week”, e aderiscono sempre più telespettatori

.

dal corrispondente di Repubblica ENRICO FRANCESCHINI

.

"Spegnete la tv per sette giorni" da Londra dilaga la protesta
.

LONDRA – Staccare la spina per sette giorni. E magari, se il risultato è incoraggiante, non riattaccarla più. E’ l’obiettivo della “Tv Turnoff Week”, la settimana della televisione spenta, una campagna ideata in Gran Bretagna e ripresa da numerosi altri paesi per provare a vivere senza tivù. Comincia oggi e finirà domenica, senza illudersi di poter realizzare una simile rivoluzione: ma i sostenitori dell’iniziativa aumentano e i suoi promotori sperano che come minimo serva a rendere la gente più consapevole, spingendo quelli che la televisione intendono tenerla accesa a guardarla un po’ di meno. “Get out of the box”, letteralmente “uscite dalla scatola”, del video s’intende, è lo slogan stampato in migliaia di poster appesi nelle strade di Londra e di altre città inglesi. Fate un esperimento, dicono gli organizzatori: invece di guardare la tivù, stasera invitate i vostri vicini a fare due chiacchiere. I benefici, assicurano, saranno istantanei.
.
La settimana della tivù spenta è un’invenzione di David Burke, un americano di 44 anni trapiantato da decenni in Inghilterra. Tutto cominciò quando un amico gli mise in mano una newsletter anti-televisione: Burke lo lesse, si mise alla prova e da allora è il più ostinato combattente sul fronte della lotta al video. “Dal giorno in cui ho smesso di guardare la tv”, racconta, “ho cominciato a vedere la società contemporanea occidentale con altri occhi. Di colpo mi sono reso conto dell’assurdità di entrare in una stanza in cui nessuno parla perché tutti sono ipnotizzati da uno schermo luminoso”. Questo è il tredicesimo anno che lancia la “Tv Turnoff Week”. La differenza rispetto al passato è che sempre più spettatori sembrano disposti a dargli retta. Lo scorso anno, in America, cinque milioni di persone hanno staccato la spina per i sette giorni della campagna.
.
Del resto studi e cifre sugli effetti dannosi della tivù, o meglio del guardarla troppo, si moltiplicano. Una ricerca della British Psychological Society afferma che guardare la televisione fa male alla salute, e una dell’associazione americana pediatri è giunta a simili conclusioni. Ma ci sono anche studi che affermano il contrario: dicono che la tivù rende più intelligenti ed è una fonte di intrattenimento di qualità, con show come Lost e I Soprano, che abituano il pubblico a un livello di complessità che un telespettatore di trent’anni fa non sarebbe stato in grado di capire.
.
20 aprile 2009
.
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 179 follower