Archive | aprile 22, 2009

CLIMA – Al G8 ambiente in ordine sparso. L’Italia punta sull’eco-business

Earth Day, a Siracusa parte il vertice nel castello di Maniace

Il ministro Prestigiacomo prova e mediare e sconfessa i negazionisti della sua maggioranza

Realacci (Pd): “Il governo ci dica la sua linea”. Intanto il mondo industriale abbandona il muro contro muro e decide di muoversi

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I ministri dell’Ambiente al G8 di Siracusa

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dall’inviato di Repubblica ANTONIO CIANCIULLO

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SIRACUSA – Al G8 ambiente, nel cuore di Siracusa agghindato per l’occasione con veicoli elettrici e tavoli in cartone riciclato, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha corretto il tiro della maggioranza sul clima. I senatori del Pdl avevano professato pubblicamente la fede negazionista facendo appello al riscaldamento di Plutone per dimostrare che non c’è da preoccuparsi per la crescita dell’effetto serra sul nostro pianeta. Il ministro dell’Ambiente ha cercato di mediare: “Non voglio entrare nella polemica, ma tra il negazionismo e le posizioni allarmistiche di chi dice che tra dieci anni il Polo Nord si scioglierà, ci sono posizioni più equilibrate”.

Un tentativo riuscito solo in parte perché diversi sono stati i toni usati da Ivo De Boer, segretario della Convenzione per i cambiamenti climatici, riferendosi agli eco scettici: “In campo climatico c’è ancora chi pensa che il mondo è piatto. Abbiamo formato un panel di 2.500 scienziati che lavorano con la procedura del consenso proprio per dare una solida base scientifica all’azione dei governi. Rinviare ancora la cura per guarire la febbre del pianeta sarebbe inaccettabile”.

Del resto l’allarme è stato rilanciato anche dagli enti più autorevoli. “Il Noaa, uno dei più prestigiosi istituti americani, ha recentemente corretto le previsioni che parlavano di scioglimento dei ghiacci del Polo Nord entro un secolo riducendo questo lasso temperale a 30 anni. Altre stime sono ancora più preoccupanti”, osserva Maria Grazia Midulla, del Wwf.

E il responsabile ambiente del Pd, Ermete Realacci, invita la maggioranza a scegliere: “Il governo deve dirci se la sua linea è quella dei senatori del pdl che sostengono che il cambiamento climatico fa bene oppure quella del ministro dell’Ambiente che dice di essere in piena sintonia con il presidente Obama che mette la sfida ambientale tra le priorità della sua amministrazione e punta sulla green economy per rilanciare l’economia e l’occupazione”.


Se la piena sconfessione del partito negazionista non è arrivata, il G8 di Siracusa ha comunque fatto registrare una netta correzione di rotta. Anche perché il mercato delle alternative ai combustibili fossili si è messo in moto e restare tagliati fuori potrebbe risultare letale per il sistema economico italiano. Basta scorrere l’elenco degli interventi dei rappresentanti delle grandi industrie alla giornata di apertura per capire che la scelta di aprire i giochi è ormai fatta: al microfono si sono succeduti i dirigenti di Eni, Enel, Areva, Confindustria, Bmw, Mitsubishi, Fiat, General Electric.

L’insistenza del ministro Prestigiacomo sullo sviluppo delle tecnologie a basso contenuto di carbonio e la firma da parte del ministero dell’Ambiente e dell’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, dell’accordo con l’Australia per la sperimentazione su larga scala delle tecnologie di sequestro dell’anidride carbonica hanno confermato la sensazione che il governo italiano sia passato dallo scontro frontale con l’Europa impegnata sull’obiettivo 20 – 20 – 20 a un dialogo industriale.

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22 aprile 2009

fonte: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/earth-day-2009/g8-siracusa/g8-siracusa.html?rss

Napolitano difende la Costituzione: “Non è un residuato bellico”

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Il presidente: “La Carta non può essere violata in nome della governabilità”
“Non può essere intaccato l’equilibrio dei poteri in nome dall’investitura popolare”

“Il 25 aprile non è la festa di una sola parte”

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Napolitano difende la Costituzione "Non è un residuato bellico"Giorgio Napolitano

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ROMA – Difende la Costituzione. Riafferma il valore della Liberazione. Boccia “l’anacronistico bicameralismo perfetto”. Sono parole nette quelle pronunciate da Giorgio Napolitano al teatro Regio di Torino nell’inaugurare la “Biennale della democrazia“. Un lungo monito in difesa della carta Costituzionale che arriva dopo un continuo stillicidio di attacchi sulla sua attuale validità. “Ogni potere delle istituzioni rappresentative, il potere legislativo ordinario come il potere esecutivo, riconosce la supremazia della Costituzione e rispetta i limiti che essa impone” ammonisce Napolitano. Riaffermandone il primato (“non è un residuato bellico”), il ruolo e l’importanza. Che si esplicita nel porre “limiti che non possono essere ignorati nemmeno in forza dell’investitura popolare, diretta o indiretta, di chi governa”.
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Parole che suonano come una replica a molti - tra loro anche Silvio Berlusconi – avevano più volte messo in discussione la modernità della Costituzione, lamentando uno scarso margine di manovra per l’esecutivo. Ma se, continua il capo dello Stato, è “del tutto legittimo politicamente” verificare elementi di ulteriore rafforzamento dei poteri del governo, queste modifiche devono essere introdotte “sulla base di motivazioni trasparenti e convincenti”. Così come “in funzione della governabilità non si possono sacrificare la divisione dei poteri, la pluralità dei partiti, la tutela delle minoranze politiche”. Parole che richiamano il pensiero del filosofo Bobbio secondo cui “la denuncia della ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie”. Riafferma l’insostituibilità delle “principali istituzioni del liberalismo” il presidente della Repubblica, che non possono essere considerate “un bagaglio obsoleto sacrificabile sull’altare della governabilita’ in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive”.
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All’Italia, piuttosto, serve ”uno scatto culturale e morale e di una mobilitazione collettiva, un rilancio del senso civico, della dedizione dell’interesse generale, della partecipazione diffusa a forme di vita sociale e di attivita’ politica”.
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Infine un passaggio sul 25 aprile, “festa di tutti e non di una sola parte”. “I valori dell’antifascismo e della Resistenza – aggiunge il presidente della Repubblica- non restarono mai chiusi in una semplice logica di rifiuto e di contrasto e poterono perciò tradursi con la Costituzione in principi e in diritti condivisibili anche da quanti fossero rimasti estranei all’antifascismo e alla Resistenza”.
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22 aprile 2009
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Istat: 2,5 milioni di italiani vivono in uno stato di povertà assoluta

Tra il 2005 e il 2007 l’incidenza è rimasta stabile. Il Meridione e le isole sono le zone più colpite

Il tasso di povertà comprende circa il 4,1% della popolazione

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ROMA
In Italia 975mila famiglie si trovano in condizioni di proverà assoluta.
In queste famiglie vivono 2milioni e 427mila individui pari al 4,1% dell’intera popolazione. È quanta rileva l’Istat nel rapporto sulla povertà assoluta in Italia nel 2007.

Fra il 2005 e il 2007, l’incidenza di povertà assoluta è rimasta stabile e immutate sono anche le caratteristiche delle famiglie povere in termini assoluti. Il fenomeno è maggiormente diffuso nel sud e nelle isole dove l’incidenza di povertà assoluta (5,8%) è circa due volte superiore a quella osservata nel resto del Paese. Nel 2007, fra le famiglie residenti nel nord la percentuale di famiglie povere si attesta infatti al 3,5% e al 2,9% tra le famiglie del Centro.

L’Istat ha sottolineato
che la fotografia sulla povertà assoluta in Italia si riferisce a un periodo precedente all’insorgere della crisi economica esplosa nel 2008. Nel 2005, le famiglie in povertà assoluta erano 932mila pari a 2 milioni 381 individui, mentre nel 2006 le famiglie erano 968mila per un totale di 2 milioni 292mila persone in povertà assoluta. Le incidenze più elevate si osservano comunque tra le famiglie di maggiori dimensioni, in particolare con tre o più figli soprattutto se minorenni. Anche tra le famiglie con componenti anziani i valori di incidenza sono superiori alla media, soprattutto se si tratta di anziani soli. La povertà è fortemente associata a bassi livelli di istruzione, a bassi profili professionali (working poor) e all’esclusione dal mercato del lavoro.

Le stime dell’Istat sono state definite in base a una nuova metodologia messa a punto da una commissione di studio ad hoc, che ha avuto il compito di valutare insieme con l’Istituto di statistica i requisiti di minimalità di un paniere di povertà assoluta, rivedendo e modificando il precedente approccio anche attraverso l’aggiornamento della sua composizione con l’inclusione o esclusione di beni e servizi che avevano acquistato o perso carattere di essenzialità. In sostanza, il dato non definisce una soglia di sopravvivenza, cioè la mancanza di risorse tali da mettere in pericolo le persone, ma delinea il minimo accettabile. Nel paniere individuato ci sono diverse componenti: alimentare, abitazione e una componente residuale che comprende voci come trasporti, scuola e sanità.

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22 aprile 2009

fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200904articoli/43030girata.asp

RISPOSTA A TUTTI GLI AMICI SICILIANI: Previsione Sisma Sicilia Orientale

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sezione di Milano

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Quesito:

Quali sono oggi le previsioni riguardo un forte sisma che potrebbe colpire la Sicilia orientale (nel 1990 si prevedeva per i seguenti 10 anni circa)?
Il terremoto a S. Venerina (CT) nel 2002 è un precursore di questo sisma forte o i fenomeni non sono collegati?

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Risponde Romano Camassi dell’INGV, il 2005-01-15 12:41:38:
Nel 1990 nessuno ha previsto un terremoto distruttivo per i successivi 10 anni: se qualcuno lo ha fatto ha affermato una sciocchezza perche’ “previsioni” a cosi’ breve termine non sono possibili.
Ma forse si tratta semplicemente di intendersi sui termini.
Perche’ si possa parlare di previsione, occorre indicare con precisione un’area interessata (necessariamente ben delimitata), una soglia di magnitudo, e una finestra temporale altrettanto precisa.
Se per terremoto “forte” si intende un terremoto di magnitudo > 5.0 e’ un conto (nel mondo ne avvengono circa 1500 l’anno!), se si intende un terremoto di magnitudo > 7.0 e’ altra cosa, evidentemente.
In ogni caso, il terremoto di S. Venerina del 2002 non e’ stato e non e’ il precursore di nulla.

Come puo’ vedere dalla nuova mappa di pericolosita’ sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it/) tutta la Sicilia orientale e’ un’area ad elevata pericolosita’, e certamente sara’ interessata in futuro da terremoti, anche molto forti.
Il che non e’ esattamente una previsione, ma dovrebbe bastare per avviare tutte le iniziativi utili a ridurre il rischio sismico dell’area.

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fonte: http://www.mi.ingv.it/msg/elenco.php?id=m7&year=2005

COME SI LEGGE LA RISPOSTA E’ DATATA.. PER CHI DESIDERASSE UN AGGIORNAMENTO PUO’ INVIARE UN QUESITO AL SITO DELL’INGV

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Questa pagina permette di inviare un quesito sui terremoti e sulle informazioni consultabili su questo sito.

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http://www.igf-gestalt.it/images/freccia%20dx%20animata%203.gifVAI ALLA PAGINA PER INVIARE IL QUESITO

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Un ricercatore risponderà al quesito nel più breve tempo possibile.

Scrivi nei campi  il tuo nome e cognome, l’indirizzo di posta elettronica, l’oggetto e il testo del messaggio. Riceverai risposta da parte dell’esperto nella tua casella e-mail.

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RITA, 100 E ANCORA 100! – Svelato il “segreto” di Rita Levi Montalcini: «Assume la sua molecola per via oculare»

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Lo ha detto Pietro Calissano, suo collaboratore da 44 anni

Standing ovation in Campidoglio per i cento anni della scienziata, dopo la festa al Quirinale con Napolitano

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Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)
Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)

ROMA – Rita Levi Montalcini ha compiuto cento anni e forse il suo segreto non è più un segreto. Pietro Calissano, vicepresidente dell’Ebri (European Brain Research Institute), che da 44 anni collabora con la celebre scienziata, ha detto a margine della celebrazione a lei dedicata in Campidoglio che prende tutti i giorni il Ngf (Nerve growth factor) in forma di gocce oculari per problemi alla vista. Si tratta della molecola scoperta dalla stessa Montalcini negli anni ’50 e che le è valsa il premio Nobel. Calissano ipotizza che la sostanza raggiunga il cervello, favorendone la naturale plasticità. Insomma il segreto della vitalità della centenaria più famosa d’Italia potrebbe risiedere proprio nella sua scoperta. «Mi auguro che resti con noi il più a lungo possibile, perché rappresenta un continuo stimolo a lavorare al meglio tutti i giorni» ha detto il collaboratore.

STANDING OVATION - La cerimonia per i 100 anni della scienziata al Campidoglio si è aperta con una standing ovation e un lungo applauso dei partecipanti raccolti in Aula Giulio Cesare. Ad accompagnare il premio Nobel, che proprio il 22 aprile festeggia il suo compleanno, il sindaco Gianni Alemanno con la moglie Isabella Rauti, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. La cerimonia prosegue per l’intera giornata con un convegno scientifico che sarà chiuso dalla scienziata. «Con profonda ammirazione gratitudine, infiniti auguri»: è il messaggio che la Montalcini ha lasciato sul Libro d’oro del Campidoglio, quello su cui gli ospiti d’onore scrivono un loro pensiero. Alla Montalcini, ha annunciato il ministro Gelmini, in apertura del convegno dell’Ebri il governo «intitolerà il programma contro la fuga di cervelli e per il rientro in Italia dei nostri ricercatori. Un piano che quest’anno sarà finanziato con 6 milioni di euro, il doppio rispetto all’anno scorso».

«ESEMPLARI VIRTÙ CIVILI» – Due giorni fa anche il presidente Napolitano ha reso omaggio alla Montalcini, usando il salone delle feste del Quirinale per organizzare una vera festa in onore di «una cara amica, una grande donna di scienza e di esemplari virtù civili. Ha illustrato la patria per altissimi meriti e ha dimostrato un profondo attaccamento all’Italia», ha detto il capo dello Stato, regalandole una medaglia d’oro coniata per l’occasione. Fra gli invitati c’erano le alte cariche dello Stato, due premi Nobel (Carlo Rubbia e Aaron Ciechanover), alcuni scienziati, illustri estimatori fra cui l’ex premier Romano Prodi, due presidenti emeriti della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2001 la nominò senatore a vita.

«CREDETE NEI VALORI» – Al Quirinale la Montalcini si è commossa, ma non per questo ha rinunciato a prendere la parola. Quando la «grande donna di scienza» si è alzata ed è andata al microfono, è apparsa minuscola, fragile, elegantissima. Ha parlato a braccio per cinque minuti. Ha ringraziato in particolare Napolitano, al quale ha tributo ammirazione, e Ciampi che «nominandomi senatore del mio paese – ha detto – mi ha conferito l’onorificenza più alta alla quale potessi aspirare». «Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile – ha concluso – essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma – ha detto fra gli applausi – restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».

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22 aprile 2009

fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_22/montalcini_cento_anni_6f297fa4-2f16-11de-89c1-00144f02aabc.shtml

CINEMA E PRECARI – Se potessi avere mille euro al mese

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Nel film di Venier le vite “a termine” di una generazione di eterni precari

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di FULVIA CAPRARA
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ROMA
Sbandati, frustrati, affannati.
Non è facile vivere nell’era dei contratti a termine. Eppure, come dice Massimo Venier, regista dell’ultimo film sul tema, Generazione mille euro, (in arrivo venerdì), la precarietà si può combattere e, standoci dentro, si può perfino trovare il modo per metabolizzarla: «Naturalmente la cosa migliore sarebbe riuscire a risolvere il problema, nel frattempo, però, si va avanti, le cose si muovono e succede che, nel cambiamento, si cambi». Così il protagonista del film, Matteo (Alessandro Tiberi), deciderà alla fine di dare un calcio a quel posto sicuro per cui pensava che avrebbe rinunciato a tutto. Sceglie di non perdere se stesso, il suo carattere, i suoi amici. Happy end forzato? Federica Pontremoli, sceneggiatrice del film liberamente ispirato all’omonimo volume di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa (Rizzoli), puntualizza: «Abbiamo volutamente messo in luce gli aspetti meno vittimisti della situazione, volevamo tentare un approccio vitale».

Nella commedia di Paolo Virzì Tutta la vita davanti, quella che ha aperto il filone, il lato grottesco predominava e le storie dei vari personaggi lasciavano l’amaro in bocca. In Generazione mille euro è tutto diverso, anche perché la difficoltà di trovare un lavoro stabile è diventata la condizione di un’intera classe d’età. Una situazione ormai consolidata e accettata: «Il nepotismo – dice Venier – è talmente scontato che non se ne parla nemmeno, se vai da un trentenne e gli chiedi cosa pensa di un argomento del genere ti risponde con un sorriso sarcastico». Certo, non tutti reagiscono alla stessa maniera. Nella Ballata dei precari, opera prima in sei episodi, scritta e diretta da Corrado Ceron, Giordano Cioccolini e Silvia Lombardo, la precarietà è descritta con gusto tarantiniano dell’eccesso: «Raccontiamo in chiave cattivissima le difficoltà di chi non riesce a farsi una famiglia, di chi è costretto a dividersi tra più lavori, di chi vive l’esperienza della formazione coatta con i master e gli stage in condizioni allucinanti».

Negli assaggi della pellicola si vedono storie di stagisti diventati «stragisti», di «giovani masterizzati», di «pensionati precari» in cerca di adozione. In Fuga dal call center di Federico Izzo, lo sguardo è più sconsolato. Gianfranco Coldrini, laureato modello in Vulcanologia, compie una vera e propria discesa agli inferi imbattendosi in «un mondo alla rovescia governato da ambigui individui, dove non valgono lauree e competenze e dove sogni e ambizioni si infrangono contro la dura necessità di sbarcare il lunario». L’amore tra il protagonista Gianfranco e Marzia, aspirante giornalista finita a rispondere alle chiamate di una linea erotica, rischia di svanire travolto da difficoltà e delusioni. La precarietà del lavoro influisce sui sentimenti e li contagia. Il racconto è punteggiato da interviste a veri operatori dei call-center, l’humor nero si mescola con i toni della commedia romantica e del documentario, il tutto per parlare di una generazione «di eroi del precariato».

In questa corsa alla sopravvivenza le donne mettono in campo tutta la loro vitalità. Al centro di Generazione mille euro si muovono due figure femminili, Valentina Lodovini (Beatrice), che vuole insegnare al liceo, e Carolina Crescentini (Angelica), esperta di marketing molto in carriera. Le loro azioni riflettono modi diversi di reagire: «Sono convinto – dice Venier – che il mondo lo cambino le donne, gli uomini ci mettono un po’ più di tempo, poi arrivano pure loro, ma dopo». Lodovini aggiunge: «Noi donne siamo abituate a risolvere i problemi, la mia Beatrice ha un presente da costruire, non si arrende, non si lamenta, è capace di reinventarsi, di cambiare e di andare avanti». Su Angelica, che vive con trolley al seguito, sempre in viaggio, pesa, secondo Crescentini, un interrogativo sul futuro: «Il suo obiettivo è l’affermazione professionale, la insegue ad ogni costo. È felice, ha il sorriso sulle labbra, però non ha amici e vive la sua vita in albergo. Vorrei incontrarla tra due o tre anni, per vedere se su quel sorriso è spuntata qualche ombra».

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22 aprile 2009
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GENERAZIONE 1000 EURO – TRAILER


Napolitano e le morti bianche: “Rivedere norme sui manager”

Il capo dello Stato mette in guardia: «Ci sarebbero conseguenze pesanti anche sul processo Thyssen»

Il presidente della Repubblica insieme a Chiamparino e Bresso

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TORINO
Serve una «riscrittura» della cosiddetta norma “salva-manager”
del testo unico sulla sicurezza sul lavoro «per evitare interpretazioni che non sono state volute e che sarebbero pesanti anche agli effetti del processo Thyssen». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando, a margine della sua visita alla Reggia di Venaria Reale a Torino, sul caso delle conseguenze delle norme sui manager contenute nel testo di legge sui processi in corso per le morti sul lavoro.

Il capo dello Stato ha spiegato di «conoscere la questione» della contestata norma sui manager del testo unico sulla sicurezza sul lavoro per «aver seguito da sempre la vicenda e era stata espressa subito preoccupazione per quella norma». Una prerogativa di legge che, tra l’altro, potrebbe influire sul processo Thyssen che è in corso a Torino.

«In ogni caso – ha spiegato Napolitano – prendo atto che il ministro Sacconi si è dichiarato pronto a riscrivere questa norma per evitare interpretazioni che non sono state volute e che sarebbero pesanti anche agli effetti del processo Thyssen». Quindi, ha concluso il presidente, «siamo in attesa di vedere questa nuova scrittura della norma».

Napolitano incontrerà, probabilmente domattina, i familiari delle vittime del rogo della fabbrica Thyssenkrupp che ieri si sono rivolti a lui con una lettera che sollecita attenzione istituzionale e indica una iniziativa legislativa che, a loro avviso, rischia di cancellare la possibilità di accertare le responsabilità dei vertici aziendali.

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22 aprile 2009
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I medici che non vogliono denunciare i clandestini

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La Cgil: il numero di immigrati che chiedono cure è calato del 10-20%

Da Torino a Bari: distintivi sui camici e cartelli multilingue

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Il simbolo 'Io non ti denuncio' (Fotogramma)
Il simbolo “Io non ti denuncio” (Fotogramma)

MILANO — Medici-obiettori che per rendersi riconoscibili in corsia lo scrivono sul camice: «Io non ti denun­cio». Associazioni di categoria che invi­ano petizioni al governo per rafforzare il proprio «no»: «Quel provvedimento va contro il nostro codice deontologi­co». Regioni che rivendicano la pro­pria autonomia in fatto di sanità, riba­discono le norme in vigore, ne varano di nuove: «Le cure devono essere ga­rantite a tutti nel pieno rispetto della Costituzione e della privacy». La batta­glia contro il provvedimento che pre­vede la denuncia da parte dei medici dei clandestini è trasversale. Politica e di categoria. Un rincorrersi di iniziati­ve per fermare il disegno di legge. Per interrompere le denunce: tre quelle re­gistrate prima che la norma sia entrata in vigore. Ma anche per contenere il crollo di richieste di cure da parte de­gli stranieri: dei cittadini sprovvisti di permesso di soggiorno ma anche degli immigrati in regola.

Da Milano a Roma. Da Torino a Ge­nova. Pur senza nomi e cognomi le sta­tistiche parlano chiaro. «Il numero di immigrati che nei primi tre mesi del­l’anno hanno chiesto cure è calato del 10-20% rispetto al 2008», denuncia Massimo Cozza, responsabile dei me­dici della Cgil. Il crollo a febbraio: «Nel pieno del dibattito e dell’approvazione del ddl al Senato». Ora, spiega il presi­dente nazionale della Società italiana medicina d’emergenza-urgenza Anna Maria Ferrari, «gli accessi registrati nelle principali strutture di emergenza sono tornati quasi nella norma». «Ma non appena si ricomincerà a parlare di medici-spia ci sarà un nuovo calo», av­vertono gli addetti ai lavori. Del resto le denunce sono state più veloci del­l’entrata in vigore della legge: i primi di marzo, all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, Kante, 25 anni, ivoriana in attesa del riconoscimento di asilo poli­tico, è stata segnalata dopo aver dato alla luce un bimbo; un mese dopo, agli Spedali Riuniti di Brescia, Maccan Ba, 32 anni, senegalese, è stato raggiunto da un ordine di espulsione dopo aver richiesto cure per un mal di denti; ne­gli stessi giorni, al Santa Maria dei Bat­tuti di Conegliano (Treviso), una nige­riana di 20 anni è stata registrata al pronto soccorso come «paziente igno­ta » e dimessa con un foglio di via.

Spiega Massimo Cozza: «La paura è la fuga degli immigrati dagli ospeda­li». Con un doppio rischio: «Per la salu­te dei cittadini stranieri, il cui diritto alle cure è sancito dalla Costituzione, e per la salute pubblica». Parole che ri­calcano storie di Carlos e Joy: lui, 20 an­ni, sudamericano trapiantato nel Pave­se, per paura di essere denunciato ha rischiato di morire di peritonite; lei, 24 anni, nigeriana, prostituta, è morta di tubercolosi avanzata. «Il 50% degli ospiti del Cara di Bari, il centro di acco­glienza dove era stata, è risultato posi­tivo alla malattia».

Al San Paolo di Milano, punto di ri­ferimento per i suoi ambulatori dedica­ti agli immigrati, i medici lavorano con la spilla «Io non ti denuncio». Qui il calo dei cosiddetti «stranieri tempo­raneamente presenti» è stato del 40%, la media dei tre mesi registra un meno 22. Richieste di intervento in discesa anche al Niguarda e al Fatebenefratelli (-10). A capo dell’assessorato regiona­le alla Sanità c’è il leghista Luciano Bre­sciani, ma già lo scorso febbraio la di­rezione generale ha inviato una circola­re per ribadire che i clandestini hanno diritto a cure gratuite. Cure che, stan­do ai primi risultati dell’indagine pilo­ta avviata dall’Asl (guidata dalla leghi­sta Cristina Cantù), ammonterebbero a 15 milioni l’anno. Anche il governa­tore Piero Marrazzo ha inviato una cir­colare ai medici del Lazio, ma per riba­dire che non devono ottemperare alla denuncia. Una norma sulla quale ha espresso preoccupazione anche il con­siglio di facoltà di Medicina del Gemel­li. Da inizio anno a metà aprile gli ac­cessi degli stranieri nei 39 principali ospedali del Lazio, dicono i dati del­l’Agenzia sanità pubblica, sono stati 4.789 rispetto ai 6.433 del 2008. Al San Camillo sono passati da 748 a 573, al Tor Vergata da 239 a 63. Al Casilino da 1.640 a 1.589. Ma qui — dove il respon­sabile del dipartimento di emergenza Adolfo Pagnanelli ha fatto firmare ai «suoi» medici una dichiarazione in cui si impegnano a non denunciare e per comunicarlo ai pazienti ha fatto affig­gere cartelli in sette lingue — è la «fu­ga » di romeni che colpisce: meno 18%.

Cartelli in più lingue sono stati affis­si su richiesta dei governi regionali an­che in Emilia Romagna, Puglia, Sicilia. In Liguria il debutto è atteso a ore. In Piemonte i manifesti sono in fase di ideazione. Tutte Regioni che hanno in­viato anche circolari ad hoc per ribadi­re che l’unica norma in vigore è quella contenuta nel testo unico sull’immi­grazione che prevede il divieto di de­nunciare i pazienti. «Faremo ricorso al­la Consulta perché quella norma è in­costituzionale », annuncia l’assessore alla Sanità della Toscana Enrico Rossi. Al Careggi di Firenze gli irregolari so­no passati da 145 a 122, preoccupa la diserzione del consultorio femminile. Per la Puglia il governatore Niki Ven­dola ha annunciato una «norma spe­ciale » contro quella nazionale. Tutti obiettori i medici del Simeu. Il cartello al San Paolo di Bari: «Qui non denun­ciamo nessuno». E non sono solo i go­vernatori di centrosinistra a portare avanti la battaglia. Il presidente della Sicilia Raffaele Lombardo ha voluto che all’interno della legge di riordino del sistema sanitario fosse introdotto un emendamento: «A tutti le cure am­bulatoriali e urgenti senza che ciò im­plichi alcun tipo di segnalazione all’au­torità». Sicilia in controtendenza, co­me la Calabria, anche in fatto di nume­ri: nei centri per immigrati dove i me­dici indossano la maglietta «non vi de­nunciamo» gli accessi sono quasi rad­doppiati.

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Alessandra Mangiarotti
Simona Ravizza

22 aprile 2009

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fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_22/medici_clandestini_denuncia_031aed14-2eff-11de-89c1-00144f02aabc.shtml

GIORNATA DELLA TERRA – Earth Day, se la recessione fa calare l’inquinamento

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Nel giorno della celebrazione voluta dall’Onu per la prima volta lo smog diminuisce

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dal corrispondente di Repubblica FEDERICO RAMPINI

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Celebrazioni a Manila

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PECHINO – Dopo cinque anni di vita a Pechino, una delle città più inquinate del pianeta, la mia sensazione di un calo nello smog poteva essere dovuta a semplice assuefazione. Ma un panel indipendente di esperti internazionali conferma quello che le narici di noi residenti avvertono da qualche tempo. Nella capitale cinese l’inquinamento atmosferico dell’ultimo trimestre è stato inferiore del 25% rispetto ai 7 anni precedenti. Lo scienziato Chak Chan della Hong Kong University of Technology non ha dubbi: “E’ grazie alla recessione”. Per i fautori della de-crescita è un trionfo della loro tesi: la migliore cura per l’ambiente è fermare lo sviluppo.

Segnali simili si moltiplicano in ogni angolo del pianeta. In America, da New York a San Francisco, i pendolari costretti a risparmiare riscoprono in massa i mezzi pubblici meno inquinanti, metropolitane e treni. Le compagnie aeree a corto di passeggeri lasciano a terra molti apparecchi e disdicono i contratti di acquisto con Airbus e Boeing. Centinaia di navi portacontainer, a Hong Kong e Yokohama, Seul e Singapore, sono ferme per il crollo del commercio mondiale: anche lo smog del trasporto marittimo si riduce. In Europa 150 città hanno aderito al movimento delle Transition Town, che applicano una strategia sistematica per la riduzione dei consumi energetici.

Il laboratorio più vasto per misurare “l’impatto verde” della crisi è la Repubblica Popolare, che due anni fa superò gli Stati Uniti per il volume di Co2 rilasciato nell’atmosfera. Non solo a Pechino ma in tutta la Cina un effetto positivo della recessione è innegabile. Nella provincia meridionale del Guangdong hanno chiuso per bancarotta 62.400 imprese in un solo trimestre. E quindi hanno smesso di rilasciare smog. La fine della bolla speculativa immobiliare ha bloccato l’apertura di nuovi cantieri per edificare grattacieli a Shanghai. Il consumo di elettricità (prodotta da centrali a carbone) è in calo per la prima volta da decenni. Tutte le cause dell’inquinamento sono in ritirata.


Sulla sponda opposta del Pacifico si accumulano nei piazzali di Detroit i Suv invenduti, disertati dai consumatori. Diventa un simbolo nazionale la famiglia Wojtowicz di Alma, nel Michigan. Il marito Patrick, ex camionista di 36 anni, la moglie Melissa di 37, la figlia quindicenne Gabrielle, sono stati scelti dal giornale Usa Today come i precursori di un nuovo trend: “La frugalità del XXI secolo”. I Wojtowicz hanno restituito alle banche tutte le carte di credito. Hanno disdetto l’abbonamento alla tv via cavo. Hanno venduto nei mercatini dell’usato i costosi giocattoli elettronici. Si sono ritirati in una fattoria con porcile e pollaio per allevare gli animali, e un campicello di 16 ettari per coltivare frutta e verdura. Il loro obiettivo economico è l’autosufficienza. E naturalmente uno stile di vita sostenibile. Le reazioni dei lettori di Usa Today sono entusiastiche. Il taglio dei consumi imposto alle famiglie americane dalla crisi viene nobilitato come una nuova etica, un trend di costume. Comincia a cambiare quella miriade di abitudini quotidiane che imponevano una pressione crescente sull’ecosistema.

Le virtù della de-crescita sembrano confermate. In realtà nel passato c’erano stati dei casi simili, che consigliano prudenza. Lo scienziato ambientale Kenneth Rahn, dell’università di Rhode Island, ricorda che quando crollò l’Unione sovietica e tutta l’Europa dell’Est entrò in una lunga crisi economica, i livelli di smog sopra il circolo polare artico diminuirono del 50%. La chiusura di tante fabbriche in Russia e nei suoi ex-satelliti aveva provocato gli stessi effetti che sono visibili vent’anni dopo in Cina. “Una riduzione dell’attività economica – dice Rahn – automaticamente abbassa i livelli di inquinamento”. Ma per l’ambiente questo progresso è durevole? Il caso della crisi nel blocco ex-sovietico non è confortante. Quando la riduzione dello smog è solo un effetto dell’impoverimento, i suoi benefici sono temporanei. Le recessioni sono addirittura controproducenti se rallentano gli investimenti in nuove tecnologie verdi, penalizzate dal contro-choc petrolifero e dall’inaridirsi del credito.

L’industria cinese dei pannelli solari è tramortita da un crollo di esportazioni. Theolia, il colosso francese delle energie alternative, ha cancellato il progetto di creare una nuova filiale dedicata ai paesi emergenti. Il magnate americano T. Boone Pickens, che aveva in cantiere la più grande centrale eolica del mondo nel Texas, ha congelato il progetto. Un’altra impresa specializzata nell’energia generata dalle pale a vento, la britannica Centrica, ha bloccato tre piani di creazione di nuove centrali eoliche. Oltre all’improvviso ritorno di un temibile concorrente come il petrolio o il carbone a buon mercato, un handicap aggiuntivo per le fonti rinnovabili è che spesso richiedono finanziamenti a lungo termine. La crisi bancaria ha reso più difficile raccogliere fondi per progetti decennali.

Un indicatore dei problemi futuri è il comportamento delle compagnie petrolifere. Durante l’impennata dei prezzi del greggio, si erano scoperte una nuova vocazione verde. Ora che il greggio è precipitato sotto i 50 dollari il barile, la Shell ha già dismesso le sue attività nel solare e nell’energia eolica. Resta la speranza che i comportamenti delle grandi imprese cambino quando scatteranno gli incentivi dell’Amministrazione Obama, e 150 miliardi di dollari del bilancio federale irrigheranno il business delle fonti rinnovabili. La recessione da sola non ce la può fare.

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22 aprile 2009

fonte: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/earth-day-2009/earth-day-2009/earth-day-2009.html?rss

22 aprile: scatta l’Earth Day. Il video choc di Celentano su Sky

http://www.gustoegusti.it/home/images/stories/01ottobre08/4/sognando_chernobyl.jpg

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L’Earth Day, la Giornata della Terra promossa in Italia da National Geograpich Channel, – sara’ seguita domani con speciali in onda su Sky e Radio Montecarlo e sostenuta mercoledi’ da Il Sole 24 Ore con un’iniziativa ad impatto zero.

Anche i personaggi dello spettacolo si mobiliteranno per l’Earth Day: il video-shock di Adriano Celentano, Sognando Chernobyl, verra’ trasmesso domani (oggi, n.d.m.) alle 22.15 su Sky Uno e alle 23.50 su Nat Geo Music, mentre Fiorello, nel corso dello spettacolo al Palatenda di Piazzale Clodio, dedichera’ ampio spazio all’evento. E ancora, sara’ nelle radio da domani Il Gigante, brano rock a impatto zero dei Rio, cantato insieme a Fiorella Mannoia con la partecipazione del comico Paolo Rossi.
Intanto gia’ alle 20 di domani (oggi, n.d.m.), tutti i Paesi del mondo in cui e’ trasmesso Nat Geo Music (canale 710 di Sky) si collegheranno con Piazza del Popolo, a Roma, per il concerto Nat Geo Music Live. A salire sul palco Ben Harper and Relentless7, seguiti da Subsonica, Nneka e Bibi Tanga & The Selenites. La serata, presentata da Giorgia Surina con l’emerging-explorer Nat Geo, Sol Guy, ospitera’ il climatologo dell’Enea Vincenzo Ferrara e l’apneista Umberto Pellizzari. Completeranno il programma i documentari Ghiaccio estremo, I Semi del Futuro, Earth Report 2009 e Oceani, in onda su National Geographic Channel a partire dalle 19.

Sempre domani (oggi, per chi legge, n.d.m.), Sky Tg24 – il canale all-news diretto da Emilio Carelli – dedichera’ all’Earth Day l’intero palinsesto. I cambiamenti climatici e i problemi che affliggono l’ambiente saranno al centro di una maratona tv, con ospiti, collegamenti, reportage e interventi di esperti. Anche Radio Monte Carlo, media partner del Nat Geo Music Live, incentrera’ l’intero palinsesto sull’evento, con i commenti di Vittorio Feltri, Gad Lerner ed Emilio Fede, opinionisti dell’emittente. In occasione della Giornata Mondiale della Terra, infine, la produzione de Il Sole 24 Ore in edicola mercoledi’ 22 aprile e di una settimana del sito http://www.ilsole24ore.com sara’ a impatto zero. Grazie alla collaborazione con LifeGate e Lexmark, infatti, le emissioni di Co2 legate al ciclo vitale dei due prodotti saranno compensate con la creazione e tutela di nuove foreste nel Parco del Ticino, in Madagascar e in Costarica.

ADRIANO CELENTANO
Adriano Celentano sceglie Sky per lanciare in esclusiva televisiva il suo forte, provocatorio grido di allarme sulla distruzione della terra per mano dell`uomo.
Domani (oggi, n.d.m.), in occasione dell` Earth Day, in esclusiva tv, Sky Uno alle 22.15 e National Geographic Channel alle 23.50 (su National Geographic Channel +1 alle 0.50) manderanno in onda “Sognando Chernobyl”, un video ideato e realizzato da Celentano.
Si tratta di 12 minuti choc, di fortissimo, veristico impatto visivo, ideato e montato come sempre da Celentano nella piu` totale autonomia artistica e di contenuti, per scuotere chi guarda e ricordargli che stiamo uccidendo la terra.
Le immagini confluiscono in un ritornello dai toni poco rassicuranti “Tutti quanti insieme salteremo in aria bum!” , che sottolinea ancora una volta la forza con la quale Celentano partecipa alle campagne d`attenzione sulla tutela dell`ambiente, da sempre tra i temi al centro del suo impegno personale e artistico.
“Sognando Chernobyl” sara` visibile domani (oggi, n.d.m.) anche online, su sky.it, e verra` trasmesso anche da Sky Tg24 nell`ambito dei servizi di illustrazione sull` Earth Day.

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21 aprile 2009

fonte: http://magazine.quotidianonet.ilsole24ore.com/ecquo/ecquo/2009/04/21/22-aprile-scatta-learth-day-il-video-choc-di-celentano-su-sky/

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