Archive | aprile 22, 2009

CLIMA – Al G8 ambiente in ordine sparso. L’Italia punta sull’eco-business

Earth Day, a Siracusa parte il vertice nel castello di Maniace

Il ministro Prestigiacomo prova e mediare e sconfessa i negazionisti della sua maggioranza

Realacci (Pd): “Il governo ci dica la sua linea”. Intanto il mondo industriale abbandona il muro contro muro e decide di muoversi

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I ministri dell’Ambiente al G8 di Siracusa

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dall’inviato di Repubblica ANTONIO CIANCIULLO

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SIRACUSA – Al G8 ambiente, nel cuore di Siracusa agghindato per l’occasione con veicoli elettrici e tavoli in cartone riciclato, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha corretto il tiro della maggioranza sul clima. I senatori del Pdl avevano professato pubblicamente la fede negazionista facendo appello al riscaldamento di Plutone per dimostrare che non c’è da preoccuparsi per la crescita dell’effetto serra sul nostro pianeta. Il ministro dell’Ambiente ha cercato di mediare: “Non voglio entrare nella polemica, ma tra il negazionismo e le posizioni allarmistiche di chi dice che tra dieci anni il Polo Nord si scioglierà, ci sono posizioni più equilibrate”.

Un tentativo riuscito solo in parte perché diversi sono stati i toni usati da Ivo De Boer, segretario della Convenzione per i cambiamenti climatici, riferendosi agli eco scettici: “In campo climatico c’è ancora chi pensa che il mondo è piatto. Abbiamo formato un panel di 2.500 scienziati che lavorano con la procedura del consenso proprio per dare una solida base scientifica all’azione dei governi. Rinviare ancora la cura per guarire la febbre del pianeta sarebbe inaccettabile”.

Del resto l’allarme è stato rilanciato anche dagli enti più autorevoli. “Il Noaa, uno dei più prestigiosi istituti americani, ha recentemente corretto le previsioni che parlavano di scioglimento dei ghiacci del Polo Nord entro un secolo riducendo questo lasso temperale a 30 anni. Altre stime sono ancora più preoccupanti”, osserva Maria Grazia Midulla, del Wwf.

E il responsabile ambiente del Pd, Ermete Realacci, invita la maggioranza a scegliere: “Il governo deve dirci se la sua linea è quella dei senatori del pdl che sostengono che il cambiamento climatico fa bene oppure quella del ministro dell’Ambiente che dice di essere in piena sintonia con il presidente Obama che mette la sfida ambientale tra le priorità della sua amministrazione e punta sulla green economy per rilanciare l’economia e l’occupazione”.


Se la piena sconfessione del partito negazionista non è arrivata, il G8 di Siracusa ha comunque fatto registrare una netta correzione di rotta. Anche perché il mercato delle alternative ai combustibili fossili si è messo in moto e restare tagliati fuori potrebbe risultare letale per il sistema economico italiano. Basta scorrere l’elenco degli interventi dei rappresentanti delle grandi industrie alla giornata di apertura per capire che la scelta di aprire i giochi è ormai fatta: al microfono si sono succeduti i dirigenti di Eni, Enel, Areva, Confindustria, Bmw, Mitsubishi, Fiat, General Electric.

L’insistenza del ministro Prestigiacomo sullo sviluppo delle tecnologie a basso contenuto di carbonio e la firma da parte del ministero dell’Ambiente e dell’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, dell’accordo con l’Australia per la sperimentazione su larga scala delle tecnologie di sequestro dell’anidride carbonica hanno confermato la sensazione che il governo italiano sia passato dallo scontro frontale con l’Europa impegnata sull’obiettivo 20 – 20 – 20 a un dialogo industriale.

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22 aprile 2009

fonte: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/earth-day-2009/g8-siracusa/g8-siracusa.html?rss

Napolitano difende la Costituzione: “Non è un residuato bellico”

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Il presidente: “La Carta non può essere violata in nome della governabilità”
“Non può essere intaccato l’equilibrio dei poteri in nome dall’investitura popolare”

“Il 25 aprile non è la festa di una sola parte”

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Napolitano difende la Costituzione "Non è un residuato bellico"Giorgio Napolitano

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ROMA – Difende la Costituzione. Riafferma il valore della Liberazione. Boccia “l’anacronistico bicameralismo perfetto”. Sono parole nette quelle pronunciate da Giorgio Napolitano al teatro Regio di Torino nell’inaugurare la “Biennale della democrazia“. Un lungo monito in difesa della carta Costituzionale che arriva dopo un continuo stillicidio di attacchi sulla sua attuale validità. “Ogni potere delle istituzioni rappresentative, il potere legislativo ordinario come il potere esecutivo, riconosce la supremazia della Costituzione e rispetta i limiti che essa impone” ammonisce Napolitano. Riaffermandone il primato (“non è un residuato bellico”), il ruolo e l’importanza. Che si esplicita nel porre “limiti che non possono essere ignorati nemmeno in forza dell’investitura popolare, diretta o indiretta, di chi governa”.
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Parole che suonano come una replica a molti - tra loro anche Silvio Berlusconi – avevano più volte messo in discussione la modernità della Costituzione, lamentando uno scarso margine di manovra per l’esecutivo. Ma se, continua il capo dello Stato, è “del tutto legittimo politicamente” verificare elementi di ulteriore rafforzamento dei poteri del governo, queste modifiche devono essere introdotte “sulla base di motivazioni trasparenti e convincenti”. Così come “in funzione della governabilità non si possono sacrificare la divisione dei poteri, la pluralità dei partiti, la tutela delle minoranze politiche”. Parole che richiamano il pensiero del filosofo Bobbio secondo cui “la denuncia della ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie”. Riafferma l’insostituibilità delle “principali istituzioni del liberalismo” il presidente della Repubblica, che non possono essere considerate “un bagaglio obsoleto sacrificabile sull’altare della governabilita’ in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive”.
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All’Italia, piuttosto, serve ”uno scatto culturale e morale e di una mobilitazione collettiva, un rilancio del senso civico, della dedizione dell’interesse generale, della partecipazione diffusa a forme di vita sociale e di attivita’ politica”.
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Infine un passaggio sul 25 aprile, “festa di tutti e non di una sola parte”. “I valori dell’antifascismo e della Resistenza – aggiunge il presidente della Repubblica- non restarono mai chiusi in una semplice logica di rifiuto e di contrasto e poterono perciò tradursi con la Costituzione in principi e in diritti condivisibili anche da quanti fossero rimasti estranei all’antifascismo e alla Resistenza”.
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22 aprile 2009
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Istat: 2,5 milioni di italiani vivono in uno stato di povertà assoluta

Tra il 2005 e il 2007 l’incidenza è rimasta stabile. Il Meridione e le isole sono le zone più colpite

Il tasso di povertà comprende circa il 4,1% della popolazione

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ROMA
In Italia 975mila famiglie si trovano in condizioni di proverà assoluta.
In queste famiglie vivono 2milioni e 427mila individui pari al 4,1% dell’intera popolazione. È quanta rileva l’Istat nel rapporto sulla povertà assoluta in Italia nel 2007.

Fra il 2005 e il 2007, l’incidenza di povertà assoluta è rimasta stabile e immutate sono anche le caratteristiche delle famiglie povere in termini assoluti. Il fenomeno è maggiormente diffuso nel sud e nelle isole dove l’incidenza di povertà assoluta (5,8%) è circa due volte superiore a quella osservata nel resto del Paese. Nel 2007, fra le famiglie residenti nel nord la percentuale di famiglie povere si attesta infatti al 3,5% e al 2,9% tra le famiglie del Centro.

L’Istat ha sottolineato
che la fotografia sulla povertà assoluta in Italia si riferisce a un periodo precedente all’insorgere della crisi economica esplosa nel 2008. Nel 2005, le famiglie in povertà assoluta erano 932mila pari a 2 milioni 381 individui, mentre nel 2006 le famiglie erano 968mila per un totale di 2 milioni 292mila persone in povertà assoluta. Le incidenze più elevate si osservano comunque tra le famiglie di maggiori dimensioni, in particolare con tre o più figli soprattutto se minorenni. Anche tra le famiglie con componenti anziani i valori di incidenza sono superiori alla media, soprattutto se si tratta di anziani soli. La povertà è fortemente associata a bassi livelli di istruzione, a bassi profili professionali (working poor) e all’esclusione dal mercato del lavoro.

Le stime dell’Istat sono state definite in base a una nuova metodologia messa a punto da una commissione di studio ad hoc, che ha avuto il compito di valutare insieme con l’Istituto di statistica i requisiti di minimalità di un paniere di povertà assoluta, rivedendo e modificando il precedente approccio anche attraverso l’aggiornamento della sua composizione con l’inclusione o esclusione di beni e servizi che avevano acquistato o perso carattere di essenzialità. In sostanza, il dato non definisce una soglia di sopravvivenza, cioè la mancanza di risorse tali da mettere in pericolo le persone, ma delinea il minimo accettabile. Nel paniere individuato ci sono diverse componenti: alimentare, abitazione e una componente residuale che comprende voci come trasporti, scuola e sanità.

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22 aprile 2009

fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200904articoli/43030girata.asp

RISPOSTA A TUTTI GLI AMICI SICILIANI: Previsione Sisma Sicilia Orientale

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sezione di Milano

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Quesito:

Quali sono oggi le previsioni riguardo un forte sisma che potrebbe colpire la Sicilia orientale (nel 1990 si prevedeva per i seguenti 10 anni circa)?
Il terremoto a S. Venerina (CT) nel 2002 è un precursore di questo sisma forte o i fenomeni non sono collegati?

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Risponde Romano Camassi dell’INGV, il 2005-01-15 12:41:38:
Nel 1990 nessuno ha previsto un terremoto distruttivo per i successivi 10 anni: se qualcuno lo ha fatto ha affermato una sciocchezza perche’ “previsioni” a cosi’ breve termine non sono possibili.
Ma forse si tratta semplicemente di intendersi sui termini.
Perche’ si possa parlare di previsione, occorre indicare con precisione un’area interessata (necessariamente ben delimitata), una soglia di magnitudo, e una finestra temporale altrettanto precisa.
Se per terremoto “forte” si intende un terremoto di magnitudo > 5.0 e’ un conto (nel mondo ne avvengono circa 1500 l’anno!), se si intende un terremoto di magnitudo > 7.0 e’ altra cosa, evidentemente.
In ogni caso, il terremoto di S. Venerina del 2002 non e’ stato e non e’ il precursore di nulla.

Come puo’ vedere dalla nuova mappa di pericolosita’ sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it/) tutta la Sicilia orientale e’ un’area ad elevata pericolosita’, e certamente sara’ interessata in futuro da terremoti, anche molto forti.
Il che non e’ esattamente una previsione, ma dovrebbe bastare per avviare tutte le iniziativi utili a ridurre il rischio sismico dell’area.

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fonte: http://www.mi.ingv.it/msg/elenco.php?id=m7&year=2005

COME SI LEGGE LA RISPOSTA E’ DATATA.. PER CHI DESIDERASSE UN AGGIORNAMENTO PUO’ INVIARE UN QUESITO AL SITO DELL’INGV

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Questa pagina permette di inviare un quesito sui terremoti e sulle informazioni consultabili su questo sito.

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http://www.igf-gestalt.it/images/freccia%20dx%20animata%203.gifVAI ALLA PAGINA PER INVIARE IL QUESITO

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Un ricercatore risponderà al quesito nel più breve tempo possibile.

Scrivi nei campi  il tuo nome e cognome, l’indirizzo di posta elettronica, l’oggetto e il testo del messaggio. Riceverai risposta da parte dell’esperto nella tua casella e-mail.

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RITA, 100 E ANCORA 100! – Svelato il “segreto” di Rita Levi Montalcini: «Assume la sua molecola per via oculare»

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Lo ha detto Pietro Calissano, suo collaboratore da 44 anni

Standing ovation in Campidoglio per i cento anni della scienziata, dopo la festa al Quirinale con Napolitano

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Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)
Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)

ROMA – Rita Levi Montalcini ha compiuto cento anni e forse il suo segreto non è più un segreto. Pietro Calissano, vicepresidente dell’Ebri (European Brain Research Institute), che da 44 anni collabora con la celebre scienziata, ha detto a margine della celebrazione a lei dedicata in Campidoglio che prende tutti i giorni il Ngf (Nerve growth factor) in forma di gocce oculari per problemi alla vista. Si tratta della molecola scoperta dalla stessa Montalcini negli anni ’50 e che le è valsa il premio Nobel. Calissano ipotizza che la sostanza raggiunga il cervello, favorendone la naturale plasticità. Insomma il segreto della vitalità della centenaria più famosa d’Italia potrebbe risiedere proprio nella sua scoperta. «Mi auguro che resti con noi il più a lungo possibile, perché rappresenta un continuo stimolo a lavorare al meglio tutti i giorni» ha detto il collaboratore.

STANDING OVATION - La cerimonia per i 100 anni della scienziata al Campidoglio si è aperta con una standing ovation e un lungo applauso dei partecipanti raccolti in Aula Giulio Cesare. Ad accompagnare il premio Nobel, che proprio il 22 aprile festeggia il suo compleanno, il sindaco Gianni Alemanno con la moglie Isabella Rauti, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. La cerimonia prosegue per l’intera giornata con un convegno scientifico che sarà chiuso dalla scienziata. «Con profonda ammirazione gratitudine, infiniti auguri»: è il messaggio che la Montalcini ha lasciato sul Libro d’oro del Campidoglio, quello su cui gli ospiti d’onore scrivono un loro pensiero. Alla Montalcini, ha annunciato il ministro Gelmini, in apertura del convegno dell’Ebri il governo «intitolerà il programma contro la fuga di cervelli e per il rientro in Italia dei nostri ricercatori. Un piano che quest’anno sarà finanziato con 6 milioni di euro, il doppio rispetto all’anno scorso».

«ESEMPLARI VIRTÙ CIVILI» – Due giorni fa anche il presidente Napolitano ha reso omaggio alla Montalcini, usando il salone delle feste del Quirinale per organizzare una vera festa in onore di «una cara amica, una grande donna di scienza e di esemplari virtù civili. Ha illustrato la patria per altissimi meriti e ha dimostrato un profondo attaccamento all’Italia», ha detto il capo dello Stato, regalandole una medaglia d’oro coniata per l’occasione. Fra gli invitati c’erano le alte cariche dello Stato, due premi Nobel (Carlo Rubbia e Aaron Ciechanover), alcuni scienziati, illustri estimatori fra cui l’ex premier Romano Prodi, due presidenti emeriti della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2001 la nominò senatore a vita.

«CREDETE NEI VALORI» – Al Quirinale la Montalcini si è commossa, ma non per questo ha rinunciato a prendere la parola. Quando la «grande donna di scienza» si è alzata ed è andata al microfono, è apparsa minuscola, fragile, elegantissima. Ha parlato a braccio per cinque minuti. Ha ringraziato in particolare Napolitano, al quale ha tributo ammirazione, e Ciampi che «nominandomi senatore del mio paese – ha detto – mi ha conferito l’onorificenza più alta alla quale potessi aspirare». «Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile – ha concluso – essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma – ha detto fra gli applausi – restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».

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22 aprile 2009

fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_22/montalcini_cento_anni_6f297fa4-2f16-11de-89c1-00144f02aabc.shtml

CINEMA E PRECARI – Se potessi avere mille euro al mese

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Nel film di Venier le vite “a termine” di una generazione di eterni precari

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di FULVIA CAPRARA
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ROMA
Sbandati, frustrati, affannati.
Non è facile vivere nell’era dei contratti a termine. Eppure, come dice Massimo Venier, regista dell’ultimo film sul tema, Generazione mille euro, (in arrivo venerdì), la precarietà si può combattere e, standoci dentro, si può perfino trovare il modo per metabolizzarla: «Naturalmente la cosa migliore sarebbe riuscire a risolvere il problema, nel frattempo, però, si va avanti, le cose si muovono e succede che, nel cambiamento, si cambi». Così il protagonista del film, Matteo (Alessandro Tiberi), deciderà alla fine di dare un calcio a quel posto sicuro per cui pensava che avrebbe rinunciato a tutto. Sceglie di non perdere se stesso, il suo carattere, i suoi amici. Happy end forzato? Federica Pontremoli, sceneggiatrice del film liberamente ispirato all’omonimo volume di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa (Rizzoli), puntualizza: «Abbiamo volutamente messo in luce gli aspetti meno vittimisti della situazione, volevamo tentare un approccio vitale».

Nella commedia di Paolo Virzì Tutta la vita davanti, quella che ha aperto il filone, il lato grottesco predominava e le storie dei vari personaggi lasciavano l’amaro in bocca. In Generazione mille euro è tutto diverso, anche perché la difficoltà di trovare un lavoro stabile è diventata la condizione di un’intera classe d’età. Una situazione ormai consolidata e accettata: «Il nepotismo – dice Venier – è talmente scontato che non se ne parla nemmeno, se vai da un trentenne e gli chiedi cosa pensa di un argomento del genere ti risponde con un sorriso sarcastico». Certo, non tutti reagiscono alla stessa maniera. Nella Ballata dei precari, opera prima in sei episodi, scritta e diretta da Corrado Ceron, Giordano Cioccolini e Silvia Lombardo, la precarietà è descritta con gusto tarantiniano dell’eccesso: «Raccontiamo in chiave cattivissima le difficoltà di chi non riesce a farsi una famiglia, di chi è costretto a dividersi tra più lavori, di chi vive l’esperienza della formazione coatta con i master e gli stage in condizioni allucinanti».

Negli assaggi della pellicola si vedono storie di stagisti diventati «stragisti», di «giovani masterizzati», di «pensionati precari» in cerca di adozione. In Fuga dal call center di Federico Izzo, lo sguardo è più sconsolato. Gianfranco Coldrini, laureato modello in Vulcanologia, compie una vera e propria discesa agli inferi imbattendosi in «un mondo alla rovescia governato da ambigui individui, dove non valgono lauree e competenze e dove sogni e ambizioni si infrangono contro la dura necessità di sbarcare il lunario». L’amore tra il protagonista Gianfranco e Marzia, aspirante giornalista finita a rispondere alle chiamate di una linea erotica, rischia di svanire travolto da difficoltà e delusioni. La precarietà del lavoro influisce sui sentimenti e li contagia. Il racconto è punteggiato da interviste a veri operatori dei call-center, l’humor nero si mescola con i toni della commedia romantica e del documentario, il tutto per parlare di una generazione «di eroi del precariato».

In questa corsa alla sopravvivenza le donne mettono in campo tutta la loro vitalità. Al centro di Generazione mille euro si muovono due figure femminili, Valentina Lodovini (Beatrice), che vuole insegnare al liceo, e Carolina Crescentini (Angelica), esperta di marketing molto in carriera. Le loro azioni riflettono modi diversi di reagire: «Sono convinto – dice Venier – che il mondo lo cambino le donne, gli uomini ci mettono un po’ più di tempo, poi arrivano pure loro, ma dopo». Lodovini aggiunge: «Noi donne siamo abituate a risolvere i problemi, la mia Beatrice ha un presente da costruire, non si arrende, non si lamenta, è capace di reinventarsi, di cambiare e di andare avanti». Su Angelica, che vive con trolley al seguito, sempre in viaggio, pesa, secondo Crescentini, un interrogativo sul futuro: «Il suo obiettivo è l’affermazione professionale, la insegue ad ogni costo. È felice, ha il sorriso sulle labbra, però non ha amici e vive la sua vita in albergo. Vorrei incontrarla tra due o tre anni, per vedere se su quel sorriso è spuntata qualche ombra».

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22 aprile 2009
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GENERAZIONE 1000 EURO – TRAILER


Napolitano e le morti bianche: “Rivedere norme sui manager”

Il capo dello Stato mette in guardia: «Ci sarebbero conseguenze pesanti anche sul processo Thyssen»

Il presidente della Repubblica insieme a Chiamparino e Bresso

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TORINO
Serve una «riscrittura» della cosiddetta norma “salva-manager”
del testo unico sulla sicurezza sul lavoro «per evitare interpretazioni che non sono state volute e che sarebbero pesanti anche agli effetti del processo Thyssen». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando, a margine della sua visita alla Reggia di Venaria Reale a Torino, sul caso delle conseguenze delle norme sui manager contenute nel testo di legge sui processi in corso per le morti sul lavoro.

Il capo dello Stato ha spiegato di «conoscere la questione» della contestata norma sui manager del testo unico sulla sicurezza sul lavoro per «aver seguito da sempre la vicenda e era stata espressa subito preoccupazione per quella norma». Una prerogativa di legge che, tra l’altro, potrebbe influire sul processo Thyssen che è in corso a Torino.

«In ogni caso – ha spiegato Napolitano – prendo atto che il ministro Sacconi si è dichiarato pronto a riscrivere questa norma per evitare interpretazioni che non sono state volute e che sarebbero pesanti anche agli effetti del processo Thyssen». Quindi, ha concluso il presidente, «siamo in attesa di vedere questa nuova scrittura della norma».

Napolitano incontrerà, probabilmente domattina, i familiari delle vittime del rogo della fabbrica Thyssenkrupp che ieri si sono rivolti a lui con una lettera che sollecita attenzione istituzionale e indica una iniziativa legislativa che, a loro avviso, rischia di cancellare la possibilità di accertare le responsabilità dei vertici aziendali.

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22 aprile 2009
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