Napolitano a Coazze celebra i partigiani / LA MEMORIA
Il Capo dello Stato visibilmente commosso davanti all’ossario dei caduti della Resistenza in Val Sangone
Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano visita l’ Ossario e la Fossa Comune di Forno di Coazze presso Giaveno per rendere omaggio ai Partigiani caduti durante la Resistenza
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TORINO
Occorre celebrare il 25 Aprile ricordando con la dovuta attenzione il contributo di tutte le componenti che parteciparono alla lotta di liberazione nazionale «senza svalutare e diffamare, come purtroppo è accaduto e ancora accade l’esperienza partigiana il cui contributo, piaccia o non piaccia, fu determinante per restituire dignità, indipendenza e libertà all’Italia», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano davanti all’ossario dei caduti della Resistenza a Coazze. Tra loro anche cechi, slovacchi, francesci, inglesi e americani.
«Voglio dire – ha aggiunto – che l’importante è che ci si unisca quest’anno nella giornata del 25 Aprile, per celebrarlo in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo, per celebrare l’una o l’altra delle componenti della Resistenza».
Napolitano ha preso la parola, visibilmente commosso, davanti ai gonfaloni dei comuni, agli stendardi delle associazioni combattentistiche e al medagliere dell’ANPI del Piemonte per ricordare che fin dal giorno della sua elezione al Quirinale sottolineò la necessità di celebrare la Resistenza «con l’impegno di ricomporre in spirito di verità la storia della Nazione, della Repubblica per giungere finalmente a un comune sentire storico» dando lo spazio dovuto a tutte le componenti che parteciparono alla Resistenza che non sono state tutte egualmente ricordate e valorizzate.
A questo proposito ha tenuto a rendere «l’omaggio a nome della Repubblica all’eroismo delle formazioni partigiane il cui contributo – ha aggiunto – piaccia o non piaccia fu determinante per restituire dignità, indipendenza e libertà all’Italia». A quella lotta insieme ai partigiani partecipò il popolo, ha ricordato, con una solidarietà attiva e partecipò anche una componente militare che restò fedele al giuramento e dopo l’8 settembre non si piegò all’umiliazione di sottomettersi alle truppe naziste, a rischio della vita, di eccidi come quello di Cefalonia. Alla Resistenza Napolitano iscrive anche gli oltre 600 mila militari che furono internati in Germania, egualmente, per avere rifiutato di passare con le truppe naziste, internati che vissero una «odissea».
«Bisogna dare il posto che spetta anche alle formazioni del rinato Esercito Italiano che dopo l’8 settembre combatterono le prime battaglie a Mignano Montelungo, presso Cassino, dove – ha annunciato – mi recherò il 25 aprile». Questa celebrazione si svolgerà, ha detto, «con lo stesso spirito con cui un anno fa andai a Genova e dissi che la Resistenza fu una straordinaria prova di riscatto civile e patriottico e non può appartenere ad una sola parte del Paese»
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MULTIMEDIA
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fonte:
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/biennaledemocrazia/200904articoli/10282girata.asp
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Con queste rare foto di partigiani giustiziati, catturati, torturati,
vogliamo ricordare a chi non ha più memoria, che il fascismo è stato morte e violenza,
stragi e terrore e chi l’ha combattuto non va dimenticato.

Galeata (Forlì), 1944, brigatisti neri fucilano
il partigiano Aldo Galareti.
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Piemonte, 1944, un partigiano torturato
viene avviato alla fucilazione.
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Bosco delle Castagne (Udine), 1944,
dieci partigiani impiccati dai fascisti.
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Bassano del Grappa, 26 settembre 1944,
32 partigiani impiccati dai fascisti.
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fucilazione di Bruno Viola e i suoi partigiani.

1830 civili massacrati dalle SS del maggiore Reder.

560 civili massacrati dalle SS del maggiore Reder.

48 partigiani avviati alla fucilazione.

torturato prima della fucilazione.

15 ostaggi fucilati per rappresaglia dai fascisti.

dai nazisti.

rastrellamento tedesco.

dai fascisti della “X Mas” di Junio Valerio Borghese

della Legione Ettore Muti.



































Io non sono una fan di Napolitano, ma stavolta ha fatto un bel discorso…