Piena del Po, crolla ponte a Piacenza. Le auto finiscono in acqua: tre feriti

Crolla un’arcata, si apre l’asfalto e quattro macchine precipitano nel fiume

L’onda distrugge la Motonautica a Cremona. Allerta in Emilia Romagna

La Coldiretti stima in 100 milioni di euro i danni all’agricoltura

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Piena del Po, crolla ponte a  Piacenza Le auto finiscono in acqua: tre feriti
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CREMONA – L’ondata di piena del Po ha causato il cedimento parziale di un’arcata del ponte che collega Piacenza alla sponda lombarda, lungo la via Emilia. L’asflato si è aperto e quattro auto sono precipitate in acqua. I vigili del fuoco sommozzatori hanno recuperato almeno tre feriti. Uno di loro si è salvato aggrappandosi alla portiera dell’auto.

I blocchi di cemento che si sono staccati dal ponte hanno rischiato di danneggiare anche il collegamento ferroviario che corre parallelo al ponte stradale crollato. Per precauzione, i tecnici delle Ferrovie hanno verificato la stabilità delle strutture che, fortunatamente non hanno subito danni. Il blocco ai treni, paventato subito dopo l’incidente, non è stato applicato.

Nella notte il Po in piena aveva distrutto la Motonautica di Piacenza e allagato la Canottieri di Cremona. Gonfio d’acqua prosegue verso la foce lasciando alle spalle danni per 100 milioni di euro nell’agricoltura del basso Piemonte, e disastri nell’Alessandrino sconvolto dall’esondazione del Tanaro.

Danni a Piacenza. La furia del Po ha colpito questa notte Piacenza, affondando la sede galleggiante della motonautica e travolgendo otto motoscafi che erano ormeggiati alle banchine. Sono stati i rifiuti che trascina con prepotenza il fiume a danneggiare i galleggianti e a far affondare la sede della motonautica. Sconfortato, un socio dell’associazione racconta: “Da trent’anni quella casetta galleggiante era la nostra sede: c’era il baretto, gli uffici. Aveva resistito a tutte le piene, anche a quella del 2000 che era ben più grave di quella di ‘sta notte”.

Allagamenti a Cremona. E stamani è toccato a Cremona. Alle 9.30 il livello del fiume era quattro metri sopra il livello di zero idrometrico. Era cresciuto di quasi due metri dalla mezzanotte. Otto mila metri cubi al secondo d’acqua che si sono abbattutti contro le società canottieri rivierasche ed è stata ancora distruzione. I tronchi d’albero trascinati dal fiume in piena, si sono scagliati contro le barche ormeggiate come arieti. Le società canottieri Bissolati, Dopolavoro Ferroviario, Tamoil e Flora si sono ritrovate circondate dall’acqua come fossero isole. Parcheggi e campi di calcio sono finiti sommersi. Una piena paroganabile a quella del 2002. Il sindaco della città, Gian Carlo Corada, ha diramato un’ordinanza di preallarme e mobilitato decine di volontari.


Allarme in Emilia. Ora tocca a Reggio Emilia stare all’allerta. “Stiamo per attivare lo stato di allarme a Reggio Emilia – spiega il direttore della protezione civile dell’Emilia-Romagna Demetrio Egidi – mentre manteniamo il pre-allarme a Parma e lo estendiamo anche alle province di Modena e Ferrara. Nelle prossime 36 ore – aggiunge il direttore della protezione civile – la piena è prevista a Boretto e abbiamo già squadre pronte per il monitoraggio a Modena, anche se non è lambita particolarmente dal Po, e a Ferrara”.

Calamità per l’agricoltura.
E se l’acqua nel piacentino sta lentamente defluendo e i seimila sfollati hanno potuto rientrare nelle loro case, la Coldiretti stima in 100 milioni di euro i danni provocati dall’alluvione all’agricoltura. Le esondazioni hanno colpito i campi coltivati a grano, mais, ortaggi e foraggere dal Piemonte alla Liguria, dalla Lombardia all’Emilia ma anche in Veneto e, nei giorni scorsi, in Puglia e nel Lazio.
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30 aprile 2009
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