Atm, no all’assunzione di immigrati «C’è pericolo di attentati sulla metro»
Elio Catania aveva definito il regio decreto del ’31 «superato e antistorico»
L’azienda si oppone al ricorso di un elettricista marocchino: «No discriminazione, ma rischi sicurezza: magrebini progettarono attacchi nel 2006»
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MILANO – L’Atm si difende: nessuna discriminazione verso gli extracomunitari, ma una comprensibile limitazione per motivi di sicurezza. Questo in sintesi, come riferisce l’agenzia Omnimilano, il contenuto della memoria stilata dai legali dell’azienda, gli avvocati Alberto Rho e Claudia Muro, in vista dell’udienza di mercoledì davanti al Tribunale del lavoro. Si discute del ricorso presentato da un marocchino 18enne, elettricista diplomato, che vorrebbe presentare il proprio curriculum all’azienda ma sa che è inutile perché il Regio decreto 148 del 1931, articolo 10, limita le assunzioni a chi ha la cittadinanza italiana o di altro paese dell’Unione europea. Un decreto contro il quale a fine marzo si era espresso con chiarezza lo stesso presidente e ad di Atm, Elio Catania: «Potrebbe valer la pena di rivederlo, visto che ha più di settant’anni. È superato, antistorico e totalmente inadatto a gestire aziende moderne orientate all’efficienza per erogare servizi ai cittadini».
«RISCHIO ATTENTATI» – Marcia indietro, invece, nella corposa memoria stilata dai legali di Atm, che argomentano: «Non v’è chi non veda che il servizio di pubblico trasporto involga delicati aspetti di sicurezza pubblica, ed è particolarmente esposto, ad esempio, a rischi di attentati. E’ proprio di questi giorni (del 5 giugno 2009) la notizia, apparsa sulle maggiori testate giornalistiche, che cinque terroristi maghrebini avrebbero organizzato un attentato nella metropolitana milanese che avrebbe dovuto realizzarsi prima delle elezioni del 2006». Secondo loro, «si può comprendere, dunque, se il Legislatore italiano ha ritenuto di limitare l’accesso all’impiego nel settore dettando determinati requisiti, tra i quali quello della cittadinanza, ritenendo – forse – che il legame personale del cittadino allo Stato dia maggiori garanzie in relazione alla sicurezza e incolumità pubblica».
LE ASSOCIAZIONI - Il giovane marocchino, nel suo ricorso, chiede che venga dichiarato il carattere discriminatorio del comportamento della società e che venga ordinato all’Atm di esaminare le domande di assunzione presentate da extracomunitari legalmente residenti in Italia. Accanto all’operaio si sono schierate l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e Avvocati per niente onlus (Apn), che parlano di «comportamento illegittimo e discriminatorio ai sensi del Testo unico sull’immigrazione». I legali di Atm ribattono che l’azienda non ha negato l’assunzione al lavoratore, il quale non ha mai neanche presentato la domanda, e chiedono quindi al giudice di rigettare tutte le richieste e di imporre la pubblicazione della notizia di smentita del carattere discriminatorio del comportamento di Atm.
SPATARO: NESSUN RISCHIO NEL 2006 - Il procuratore aggiunto Armando Spataro, interpellato da Omnimilano, commenta: «Non intendo entrare nel merito delle argomentazioni oggetto della controversia, anche se personalmente trovo discriminatorio che una legge neghi possibilità di lavoro a chicchessia solo in ragione della sua cittadinanza, ma intendo comunque ricordare che la metropolitana milanese non ha corso alcun rischio nel 2006 poiché, più che un piano per un attentato, l’inchiesta della Procura di Milano ha posto in luce solo l’esistenza di un vago progetto, mai entrato neppure nella fase preparatoria».
ATM: FAVOREVOLI A REVISIONE COSTRUTTIVA – Atm in una nota precisa che la sua posizione «rimane sempre la stessa: disponibili ad una revisione costruttiva del Regio Decreto che possa aprire il mercato del lavoro anche a soggetti extracomunitari per dare la possibilità, ad esempio, ad un cittadino giapponese di lavorare in un Atm Point per dare supporto madrelingua agli ospiti nel periodo dell’Expo. Atm ribadisce il pieno e totale rispetto di tutte le leggi vigenti. Il ricorso e l’anticipazione sono solo strumentalizzazioni ad uso mediatico che producono pericolose distorsioni della realtà». A proposito della memoria preparata dai legali, Atm precisa: «E’ un documento tecnico che ha come obiettivo quello di dimostrare l’azione temeraria contro l’azienda, rea secondo l’accusa di non aver assunto una persona senza che questa ne abbia mai fatto domanda. La memoria contiene alcuni riferimenti alla sicurezza del servizio di trasporto e cita esempi giurisprudenziali (…). Non a caso il Regio Decreto prevede che i dipendenti possano svolgere funzioni di pubblico ufficiale, strettamente legate alla cittadinanza. È il caso limite degli operatori delle sale operative delle metropolitane, chiamati a funzioni delicatissime e in siti ad alto rischio terrorismo, per i quali Atm applica criteri di selezione e controllo severissimi. A supporto della citazione giurisprudenziale, la memoria legale ha richiamato alcuni articoli di quotidiani nei quali si faceva riferimento alle metropolitane come obiettivi di attacchi».
Intercettazioni, blindato il Lodo Alfano. Il governo pone la fiducia sul decreto
Il ministro della Giustizia: “Testo della maggioranza”. Bocciata mozione contraria di Pd e Idv
Ghedini: “Non accettati i suggerimenti del procuratore antimafia Grasso”
La votazione domani. In settimana il provvedimento sarà licenziato e passerà al Senato

ROMA – Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. “Il testo è quello dell’accordo di maggioranza”, ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, al termine di una riunione di maggioranza a Montecitorio. Nella norma in votazione non ci sarà traccia delle modifiche avanzate dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. “Ma quale Grasso…” ha risposto ai giornalisti che domandavano chiarimenti il senatore Niccolò Ghedini, legale del premier.
Domani il voto. La votazione sulla fiducia si terrà domani nel tardo pomeriggio, dopo l’illustrazione degli emendamenti e le dichiarazioni di voto. In settimana il voto finale sul provvedimento che dovrà passare al Senato.
Il contenuto del ddl. Il pm potrà quindi chiedere di intercettare solo se ci saranno “evidenti indizi di colpevolezza” e solo se saranno “assolutamente indispensabili”. Solo nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno indizi “sufficienti”. Le intercettazioni non potranno essere pubblicate neppure parzialmente fino alla conclusione delle indagini preliminari. E per i giornalisti che violeranno il divieto di pubblicazione sui quotidiani, torna il carcere trasformabile in sanzione pecuniaria.
Respinta mozione Pd-Idv. Prima che il ministro della Giustizia annunciasse che sul ddl della sicurezza sarebbe stata imposta la fiducia, la Camera aveva bocciato la mozione con cui il segretario del Pd Dario Franceschini, insieme all’Idv, chiedevano al governo di abrogare il Lodo Alfano, approvato l’anno scorso, che istituisce lo scudo processuale nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato durante la loro permanenza in carica: presidente della Repubblica, presidente del Senato e della Camera; presidente del Consiglio dei ministri.
260 no, 205 sì. Il dispositivo della mozione Franceschini è stata votato in tre parti separate come richiesto dall’Idv. La sezione in cui si chiedeva l’abrogazione del Lodo Alfano è stata bocciata con 260 no e 205 sì, e l’astensione dei deputati radicali e dell’Udc.
La protesta del Pd. Al centro delle critiche l’inopportunità di esaminare con la fiducia un provvedimento su un tema “non tanto urgente quando è in corso la crisi economica”. “La fiducia sulle intercettazioni – ha detto il senatore Felice Casson, ex magistrato, capogruppo dei Democratici in commissione Giustizia a palazzo Madama – dimostra che il lupo perde il pelo ma non il vizio, continuando a sacrificare le indagini di polizia e magistratura nonostante i tanti richiami alla necessità di sicurezza”.
Fonte: la Repubblica
Brunetta: «La povertà diminuisce» Ma i vescovi: Disuguaglianze in aumento
L’allarme della Conferenza episcopale italiana al termine dell’assemblea generale
ROMA – A seguito della crisi economica, in Italia il tessuto sociale si va «sfilacciando», e le disuguaglianze «aumentano, invece di diminuire»: è l’allarme lanciato dalla Conferenza episcopale italiana nel comunicato finale della sua assemblea generale. «Nessuno ignora il pesante impatto della sfavorevole congiuntura economica internazionale, di cui non si riesce a cogliere ancora esattamente la portata – si afferma nel comunicato della Cei – né si intende minimizzare l’impegno profuso da chi detiene l’autorità. Resta però evidente – denunciano i vescovi – che i costi del difficile momento presente ricadono in misura prevalente sulle fasce più deboli della popolazione».
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BRUNETTA - Non la pensa allo stesso modo il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che di fronte alla platea di Confindustria riunita a Roma per la giornata dell’innovazione ha detto: «Per 30 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati la crisi ha portato a un aumento del potere di acquisto, grazie all’incremento delle retribuzioni e alla diminuzione dell’inflazione. Il risultato è che «la povertà in Italia è diminuita». Lo ha sottolineato il ministro secondo il quale i disoccupati-cassa integrati creati dalla crisi economica sono circa 3-400mila: «un dato grave ma non gravissimo». La platea del convegno, però, non ha accolto positivamente le parole di Brunetta e dopo qualche mugugno nella sala il ministro è sbottato: «Rumoreggiate quanto volete, ma queste sono le statistiche», si è rivolto ai partecipanti. Brunetta ha poi cercato di continuare il suo intervento ma ha dovuto chiedere esplicitamente alla platea di «smetterla di rumoreggiare» per andare avanti.
Fonte: il Corriere della Sera
Riflessioni elettorali
Ieri ero troppo incupita per lanciarmi in un’analisi dei risultati elettorali; oggi ci provo, ma sono solo frammenti. Potrei sempre cambiare idea, alla luce di quanto succederà nei prossimi giorni.

Partiamo dal confronto di queste europee con le ultime politiche e le precedenti europee (lo so che è come paragonare arance e meloni, ma le formazioni hanno subito una modifica ed uno spostamento tali che fare il confronto solo tra europee è un macello):
| PARTITO | 2009 EU | 2008 POL | 2008 se insieme | 2004 EU |
| IL POPOLO DELLA LIBERTA’ (FI+AN 2004) |
35,26 |
37,39 |
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| FORZA ITALIA |
21 |
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| ALLEANZA NAZIONALE |
11,5 |
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| VALLEE D’AOSTE – UV |
0,1 |
0,1 |
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| NUOVO PSI |
2 |
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| PARTITO DEMOCRATICO – ULIVO |
26,13 |
33,17 |
31,1 |
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| SVP |
0,46 |
0,405 |
0,5 |
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| LEGA NORD |
10,2 |
8,297 |
5 |
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| DI PIETRO ITALIA DEI VALORI |
8 |
4,371 |
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| DI PIETRO – OCCHETTO |
2,1 |
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| AUTONOMIE LIBERTE’ DEMOCRATIE |
0,08 |
|||
| UNIONE DI CENTRO |
6,51 |
5,624 |
5,9 |
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| UDEUR |
1,3 |
|||
| RIF.COM. – SIN.EUROPEA – COM.ITALIANI |
3,38 |
3,084 |
4,845 |
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| RIFONDAZIONE |
6,1 |
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| COMUNISTI ITALIANI |
2,4 |
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| SINISTRA E LIBERTA’ |
3,12 |
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| VERDI |
2,5 |
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| PARTITO SOCIALISTA |
0,975 |
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| SINISTRA CRITICA |
0,459 |
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| PER IL BENE COMUNE |
0,327 |
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| PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA |
0,005 |
0,576 |
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| PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI |
0,54 |
0,571 |
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| LISTA MARCO PANNELLA – EMMA BONINO |
2,42 |
2,2 |
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| LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL. CENTRO |
2,22 |
1,1 |
||
| FIAMMA TRICOLORE |
0,79 |
2,428 |
0,7 |
|
| FORZA NUOVA – MUSSOLINI |
0,47 |
1,2 |
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| LIBERAL DEMOCRATICI – MAIE |
0,23 |
(questo schema fa pena, ma accontentatevi… quando capisco come fare lo sistemo)
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A parte il fatto che la percentuale dei votanti continua a calare – ed è un dato importante – mi sembra opportuno ricordare che nel frattempo è stata modificata in senso restrittivo la legge elettorale (sbarramento al 4%): nel 2004 con percentuali inferiori si ottenevano comunque seggi.
Una cosa da sottolineare senz’altro è che non pare che gli italiani apprezzino e condividano il progetto sostenuto da entrambi gli schieramenti maggiori, quello dei due partiti (PDL-PD): infatti i risultati maggiormente positivi li hanno avuti proprio i due alleati – più o meno comodi – delle due formazioni aspiranti bipolari: IdV e Lega, con un mezzo punto percentuale in più anche per l’UDC.
Il PDL, forse perché il cavaliere ha dovuto tirare la carretta da solo, non ha avuto quell’impennata che tanto sbandierava il suddetto – quanto al suo gradimento personale ai massimi storici mondiali per il leader di un partito, che fosse solo un suo delirio di onnipotenza? Però son sempre troppi, per i miei gusti. Ma sono riusciti a far eleggere Mastella, anche se a Napoli già c’è odor di brogli…
La Lega avanza e non stupisce, ma è un segnale molto preoccupante: significa che la guerra tra poveri attecchisce e convince.
Il nuovo PSI era con la destra, adesso l’ho perso di vista.
La lista Di Pietro cresce tanto e si avvantaggia probabilmente anche di molto scontento di sinistra, anche se nel frattempo ha perso la componente Occhetto (credo). Non è un dato negativo, ci sono fior fiore di persone validissime tra loro; solo, se mi convincono le loro posizioni in tema di giustizia, non posso dire altrettanto per la politica economica e certe altre scelte (lo stesso discorso, su altri temi, vale per i radicali, che reggono).
Il PD registra una flessione in negativo, anche se tutto sommato tiene – certo se si considera che il PD è il risultato di una fusione (a freddo?) di una parte della DC e del PCI/PDS/DS… i numeri non sono proprio uguali.
La sinistra non sfonda lo sbarramento – obiettivo francamente difficile – ma qui l’analisi deve essere un po’ più dettagliata (forse perché è quella che mi interessa maggiormente?).
Sia la lista anticapitalista che SeL superano, singolarmente, il risultato ottenuto insieme come Arcobaleno alle politiche (dove, seppur di poco, se liste come Bene Comune, Sinistra Critica e Partito Socialista avessero fatto parte dell’Arcobaleno, il quorum sarebbe stato raggiunto). Ma rispetto alle europee del 2004 perdono complessivamente (allora i verdi erano soli) il 4.5%. Certo è un brutto colpo, ma teniamo presente che nel 2004, con le percentuali appena superiori al 2%, a Verdi e Comunisti Italiani erano andati 2 seggi a testa. Il che significa che, a parità di condizioni, anche oggi le due liste ci rappresenterebbero in Europa. Non è differenza da poco, credo. E non bisogna dimenticarlo, perché se si cambiano le condizioni di partenza, anche i risultati ne risentono. Che è proprio quello su cui contavano i nostri “collusi/collisi”.
Speravo di meglio, certo. Ma – a parte gli elettori di altri partiti, di cui adesso non mi occupo: al massimo mi preoccupo! – ci sono un po’ di considerazioni che mi frullano per il capo sul cosiddetto elettorato di sinistra.
A partire dal pre-elezioni: io mi sono schierata, senza possibilità di equivoci.
Ho sentito compagni dire che si sarebbero astenuti perché non si sentivano rappresentati da alcuno schieramento e mi ci sono incupita: non è che propugni la fede cieca e l’obbedienza assoluta al partito, ci mancherebbe. Ma, come diceva Gaber, “libertà è partecipazione”. E non starsene fuori a fare i duri e puri (che se proprio, c’erano anche i “fratelli” del PCML…). Be’, spero che adesso siano soddisfatti. Adesso, grazie anche a loro, nel parlamento europeo a difendere gli interessi dei lavoratori italiani c’è… il PD. Auguri. Peccato che la cosa riguardi pure noi… Io avrei preferito mandare qualcuno in Europa e magari pressarlo da vicino in corso d’opera. Ma già: la democrazia vince… anche se le regole finisce che le dettano i pochi per i molti. Poi ci sono stati quelli che si son fatti abbindolare dal discorso del voto utile al PD: per me è una stupidaggine colossale perché il PD non è neppure di sinistra – come ben testimoniano i vari Rutelli, Binetti & c. – quindi a questa stregua tanto valeva votare IdV. Magari un De Magistris in Europa riesce ad essere più incisivo di quanto gli abbiano consentito di fare qui da noi… ma valgono sempre le considerazioni già illustrate sopra.
Durante la campagna elettorale ho criticato SeL (tra gli altri…) e non mi rimangio nulla, perché ritengo che fossero critiche costruttive. Non ho mai scritto che mi auguravo che non raggiungessero il quorum, perché comunque su certi temi si sarebbe potuta trovare un’intesa, ma non riesco ad abbozzare quando non condivido certe posizioni. E questo è quanto.
Adesso non siamo in Europa, né PRC-PdCI-Socialisti2000 (gli eredi del PCI, se così vogliamo definirci), né SeL (erede del PSI). E adesso in rete si ricominciano a trovare commenti che recriminano sulla mancata unità della sinistra. Ma santo cielo: ci ricordiamo cos’è successo all’Arcobaleno, che era il tentativo (goffo, malvestito e magari anche malnato e mal cresciuto) più ampio di coesione a sinistra? E’ stato un fiasco totale. Tutti insieme abbiamo preso meno di quanto ha preso adesso ogni singola lista. Lo so che erano le politiche e non le europee, ma il progetto o è valido sempre, o è monco. Perché mai in Europa avrebbe dovuto funzionare un’ammucchiata che in Italia non ha retto al confronto con i propri elettori? Perché c’era la paura delle destre? Mi pare che ce ne abbiamo abbastanza pure da noi… e non da ieri.
Riaffiorano anche discorsi di unità più ampia (ai tempi di Prodi si vinceva… sì certo: con una maggioranza così risicata che ogni soffio di vento poteva far cadere il castello, e infatti poi – oltre a tutto quello che la sinistra non è riuscita a portare avanti in nome del buonsenso e della tenuta della coalizione – è bastato un Mastella qualsiasi per buttare a carte e quarantotto l’intera maggioranza. Con buona pace della sinistra, che si è pure sentita rimproverare il “basso profilo”, la debolezza, il non imporsi).
La memoria evidentemente non è patrimonio genetico degli Italiani. Adesso è tutto un nostalgico rimpiangere un periodo in cui – comunque – non si era soddisfatti. E ci siamo pure scordati che l’unità del centrosinistra è stata mandata a catafascio dal PD, con Veltroni che tuonava che lui correva da solo? E allora, unità con chi? Per cosa? Su che basi? Con che obiettivi?
A me non disturba il fatto che ci siano due formazioni – diciamo pure due partiti – a sinistra (non di più, se possibile…). Purché il PSI si possa effettivamente definire di sinistra, cioè sia quello di Pertini e non di Craxi. E a quanto pare non disturba nemmeno i loro elettori, visto che “sono tornati all’ovile” se è vero, com’è, che 3.38 + 3.12 > 2 x 3.084
E non mi disturberà neppure lavorare con loro, se e quando abbiamo qualche obiettivo comune.
Mi disturba invece, e molto, notare che a sinistra l’atteggiamento vincente di Berlusconi sta facendo presa: se qualcosa va storto è sempre colpa di qualcun altro. Responsabilità proprie, di chi non ha votato, di chi non s’è impegnato, di chi ha voltato la faccia, mai. E’ colpa dei segretari di partito che decidono tutto da soli. Ma qualcuno li elegge, quei segretari, o sono nati con la sedia attaccata al fondoschiena (povere madri…)? Ma a qualcuno andrà bene quella linea, se poi la portano avanti? Ma questi si svegliano la mattina e decidono a seconda del tempo, non si confrontano con nessuno, parlano da soli e/o tra loro? Ma per favore smettiamola!
Sono uomini, come noi, ci si può (anzi: ci si DEVE) parlare. Normalmente rispondono anche. Non sono, loro no, unti dal Signore. Non hanno la rivelazione rivelata… smettiamola di pretendere un messia da crocifiggere quando il paradiso non s’avvera. Prendiamoci tutti quanti le nostre responsabilità, perché poi, se davvero contiamo di andare a testa alta (e io lo voglio continuare a fare), sarà solo a partire dall’esempio, da quello che noi per primi diamo, che potremo farlo.
Quindi, continuiamo sulla strada che porta all’unificazione dei comunisti – se SeL farà altrettanto, potremmo anche ritrovarci a lottare insieme per le stesse cose, e forse allora, ai nostri elettori spauriti, passeranno anche le paure per i simboli. Non è criticandoci a vicenda che possiamo sperare di far breccia, vero (e questo non significa dover essere sempre e comunque d’accordo): ma nemmeno costruendo un fasullo “volemose bene” in cui alla prima occasione salta tutto.
elena

Fonti dei dati:
la Repubblica per le europee 2004
Giugno: 4 appuntamenti di notevole importanza a Lecco e dintorni
Ricevo via mail e pubblico:
Buongiorno a tutt*
Per il mese di Giugno, quattro appuntamenti di notevole importanza.
Martedì 9 Giugno: Cittadini o sudditi? Ore 21.00, presso il Circolo Libero Pensiero, via Calloni, Rancio (Lecco)
Tavola rotonda aperta alla cittadinanza in seguito all’episodio di repressione della libertà d’espressione <http://www.quileccolibera.net/?p=664> ed alla successiva denuncia ricevuta da Duccio Facchini <http://www.quileccolibera.net/?p=677> per contestazione al Ministro Ignazio La Russa (guardate il video <http://www.youtube.com/watch?v=8kzmQDlgAB0>).
Cosa è successo? E’ la prima volta che accade? Cosa sta succedendo a Lecco?
Che cosa ne pensa la città della violazione palese di due tra i più importanti diritti del cittadino? Come muoversi? Quando? Chi?
Idee e proposte sui prossimi passi in vista della manifestazione del 28 Giugno.

Venerdì 19 Giugno:
A proposito di repressione – Ore 21.00 presso l’officina della musica, Via Plava 5, Pescarenico (Lecco)
Serata a tema con:
Lorenzo Guadagnucci (giornalista, tra i fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Genova ’01),
Matteo Bertola (cittadino, pestato dalla Polizia al G8 nel ’01),
Duccio Facchini (cittadino, denunciato dalla Questura di Lecco per aver contestato il Ministro La Russa)
Domenica 14 Giugno:
7° edizione del Critical Mass – Partenza alle ore 15.00, Piazza Garibaldi, Lecco
Pedalata di sensibilizzazione all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo, economico, pratico e salutare.
Volantino <http://www.quileccolibera.net/files/critical_mass_7.pdf>

Mercoledì 24 Giugno: “Profondo Nero” - Ore 21.00 presso la Sala Conferenze della Banca Popolare di Sondrio, Lecco
ospite l’autore del libro Giuseppe Lo Bianco.
Enrico Mattei, Mauro De Mauro, Pier Paolo Pasolini: morti perché consapevoli della vera, oscura, identità del potere italiano.
Volantino http://www.quileccolibera.net/files/24_giugno_2009_profondo_nero.pdf>

Vi aspettiamo numerosi.
Licenziato, chiede di donare il cuore e si uccide lanciandosi dal terrazzo
“Dalle visite avrei il cuore di un ventenne – ha lasciato scritto in un biglietto firmato un 63enne di Milano – se possibile donatelo, ma non credo che lo sia”

Anni fa il divorzio dalla moglie, con un figlio a carico, e di recente la perdita del lavoro, la frustrazione di non riuscire a trovarne un altro e l’avvio a momenti di una causa di sfratto perché non riusciva a pagare l’affitto. Problemi che hanno spinto O.B., 63 anni, al suicidio, ma con un ultimo gesto di altruismo: “Dalle visite avrei il cuore di un ventenne – ha lasciato scritto in un biglietto firmato – se possibile donatelo, ma non credo che lo sia”. Oliviero B. si è ucciso gettandosi dal terrazzo all’ultimo piano dello stabile in cui viveva a Milano.
Fonte: la Repubblica – Milano
Clandestina muore dissanguata per paura di una denuncia

Ha cominciato a perdere sangue, probabilmente per un aborto spontaneo, si è sentita male ma non ha voluto chiedere aiuto. Ha avuto paura. Paura di perdere il lavoro appena trovato, paura, forse, di essere giudicata. Così è morta Vira Orlova, che si faceva chiamare Ylenia, una donna che avrebbe compiuto 40 anni l’11 giugno prossimo, di nazionalità ucraina, arrivata – forse due anni fa – in Italia, come tante donne dei Paesi dell’Est, per fare la badante. Il suo corpo è stato trovato in una pozza di sangue in un appartamento di via Grotta Regina, nella località costiera barese di Torre a Mare.
Di lei si sa poco. Gli investigatori stanno cercando di rintracciare le sue amiche per poter ricostruire i suoi ultimi giorni di vita, anche per risalire alla data di arrivo in Italia. Per il momento i carabinieri hanno trovato il suo passaporto nella stanza che occupava: sanno il suo nome, la sua età, sanno anche che era una clandestina perchè sul passaporto non ci sono visti di ingresso in Italia, e sanno che in quell’abitazione di Torre a Mare Ylenia accudiva da pochi giorni un’anziana non autosufficiente. È stato proprio il figlio dell’anziana a dare l’allarme ai carabinieri e a raccontare agli investigatori che Ylenia – questo il nome riferito dall’uomo – «era in prova». Secondo il racconto dell’uomo, Ylenia era in quella casa solo da pochi giorni.
Secondo quanto finora è stato accertato dai carabinieri, la badante durante la notte, mentre probabilmente era sola in casa con l’anziana, avrebbe avuto una forte emorragia, forse causata da un aborto spontaneo. La donna ha raccolto il sangue che perdeva in una bacinella, che è stata trovata dagli investigatori nella sua camera da letto. Chiusa nella sua stanza, Ylenia aspettava e sperava di star meglio. Poi è uscita dalla camera da letto per andare in bagno, ma è stata colta da malore ed è caduta per terra, in seguito alla forte perdita di sangue. È morta senza chiedere aiuto. Il passaporto della donna è stato trovato in un appartamento di Mola di Bari, a pochi chilometri dal capoluogo pugliese, nel quale lei si recava, ospite di amiche, nei giorni di riposo.
Donne che i carabinieri ritengono siano clandestine e delle quali si ha traccia nel racconto fatto ai carabinieri dal proprietario dell’appartamento dove lavorava. Non è stato per ora possibile rintracciarle. Ylenia pare fosse separata e madre di un figlio ormai grande. Tra i suoi effetti personali i carabinieri non hanno trovato alcun riferimento che possa condurre ai familiari: solo alcuni medicinali con caratteri cirillici, giornali in lingua russa e un portafoglio contenente 30 euro. Il suo attuale datore di lavoro ha riferito ai carabinieri che prima di giungere a Torre a Mare la donna aveva vissuto per un periodo a Mola di Bari. Il corpo della donna è stato trasferito all’ospedale di Acquaviva delle Fonti (Bari) per l’autopsia disposta dal sostituto procuratore di turno Ada Congedo.
Fonte: l’Unità tramite FaceBook

































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