IL VULCANO IN ISLANDA – Gli esperti: “La grande nube di cenere continuerà almeno 4 o 5 giorni”
IL VULCANO IN ISLANDA
Gli esperti: “La grande nube di cenere continuerà almeno 4 o 5 giorni”
Foto Rosen2536 qui altre immagini
La grande eruzione causerà ancora ceneri e disagi
I medici: “Non ci sono rischi per la salute”
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LONDRA
Mentre la spettacolare eruzione sul ghiacciaio Eyafjallajokull in Islanda sta paralizzando i voli aerei in tutta l’Europa, il vulcano non accenna a placarsi. La notte scorsa l’attività eruttiva si è intensificata e i geologi che seguono la vicenda non sono in grado di fare previsioni mentre gli esperti di meteorologia fanno notare che la direzione di venti sembra orientata a restare costante nei prossimi quattro, cinque giorni, facendo sì che gli effetti della grande nube di ceneri continui a creare gravi disagi.
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«L’attività del vulcano è stata piuttosto intensa, e la colonna eruttiva è cresciuta» ha detto il geologo Magnus Tumi Gudmundsson . A rendere particolarmente esplosiva la faccenda è la collocazione del vulcano, proprio a ridosso di un grande ghiacciaio. «E’ il mescolarsi del magma incandescente con l’acqua e il ghiaccio a creare il mix esplosivo a cui stiamo assistendo. E sfortunatamente non se ne vede la fine». I venti che soffiano da nord a sud continueranno probabilmente a spingere le ceneri del vulcano ilsandese verso l’Europa ancora per 4 o 5 giorni. La nube di ceneri quindi potrebbe proseguire a creare seri problemi al volo aereo in tutto il continente.
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«Le ceneri – ha detto Teitur Arason dell’Istituto meteorologico islandese – continueranno a dirigersi verso il Regno Unito e la Scandinavia. La situazione è destinata a protrarsi per quattro, cinque giorni». Cumulinembi, nubi temporalesche e bassa pressione potrebbero però “salvarci” dalla nube islandese. Il meteorologo Paolo Ernani lo spiega così: «La nube viene guidata dal suo movimento dai venti in quota, al momento è molto alta: si trova a 10-11 km da terra. Questo vuol dire che solo i cumulinembi, le nubi temporalesche che si sviluppano a 12- 13 km di altezza, arriverebbero a quel livello. Queste nubi però si formano solo nelle aree di bassa pressione e quindi solo lì possono svilupparsi le precipitazioni che porterebbero a terra le ceneri vulcaniche». «Non dimentichiamo però – aggiunge Ernani – che questo genere di ceneri può causare piogge acide, comportando un grosso rischio, tra le altre cose, per la vegetazione».
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Il ministero della Salute tuttavia esclude rischi e «non servono neanche le mascherine». E’ stato tuttavia avviato un monitoraggio, assieme al ministero dell’Ambiente e agli organismi preposti, per controllare ogni effetto sulla popolazione. Le rassicurazioni si sono susseguite a partire dalla mattina quando, al termine della riunione al dipartimento della Protezione civile, è giunta la notizia che, anche sulla base delle informazioni giunte dagli esperti degli altri paesi europei dove la nube è già passata e dove sono state eseguite analisi sulle ceneri, non esistono motivi di preoccupazione. Circa il 25% delle polveri sprigionate dal vulcano potrebbe essere di dimensioni inferiori a 10 micron, quelle cioè conosciute come pm10 considerate pericolose per la salute perch‚ possono penetrare nei polmoni, secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Le analisi sulle ceneri sono ancora in corso – ha dichiarato Maria Neira, direttrice del dipartimento di salute pubblica e ambiente – ma si stima che il 25% delle ceneri sia più piccolo di 10 micron, la dimensione ritenuta più pericolosa perch‚ può penetrare più profondamente nei polmoni».
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«Visto che la concentrazione delle ceneri varia a seconda del vento e della temperatura dell’aria – afferma Neira – il nostro consiglio è di ascoltare le autorità sanitarie locali per avere i migliori suggerimenti. Se le persone sono all’aperto e cominciano a sentire irritazioni alla gola e ai polmoni, naso che cola o bruciore agli occhi devono tornare in casa e rimanere al chiuso». Secondo l’Oms più a rischio sono i pazienti affetti da patologie respiratorie, come enfisema e asma, che in caso di aumento del tasso di inquinamento devono limitare anche l’esercizio fisico. Per Achille Marconi, esperto dell’Istituto Superiore di Sanità, i rischi per la salute sono comunque limitati, dato che l’esposizione sarebbe comunque per pochi giorni. «Anche se dovessero arrivare da noi, le polveri del vulcano non costituirebbero un grosso problema – afferma Marconi – perchè l’esposizione sarebbe limitata a qualche giorno, e quindi anche in presenza di sostanze chimiche pericolose, come i silicati, queste non avrebbero tempo di provocare danni gravi». Al momento non c’è un monitoraggio specifico per le polveri del vulcano, ma queste possono essere registrate dalle normali centraline che monitorano l’inquinamento urbano. «La dispersione è amplissima, ad alta quota e non ha ricadute sul terreno significative», ha poi rincarato il direttore di Arpav Veneto, Andrea Drago, una delle regioni che dovrebbe subire maggiormente il passaggio della nube che ora si sta dirigendo appunto verso il sud est.
Mentre la spettacolare eruzione sul ghiacciaio Eyafjallajokull in Islanda sta paralizzando i voli aerei in tutta l’Europa, il vulcano non accenna a placarsi. La notte scorsa l’attività eruttiva si è intensificata e i geologi che seguono la vicenda non sono in grado di fare previsioni mentre gli esperti di meteorologia fanno notare che la direzione di venti sembra orientata a restare costante nei prossimi quattro, cinque giorni, facendo sì che gli effetti della grande nube di ceneri continui a creare gravi disagi.
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«L’attività del vulcano è stata piuttosto intensa, e la colonna eruttiva è cresciuta» ha detto il geologo Magnus Tumi Gudmundsson . A rendere particolarmente esplosiva la faccenda è la collocazione del vulcano, proprio a ridosso di un grande ghiacciaio. «E’ il mescolarsi del magma incandescente con l’acqua e il ghiaccio a creare il mix esplosivo a cui stiamo assistendo. E sfortunatamente non se ne vede la fine». I venti che soffiano da nord a sud continueranno probabilmente a spingere le ceneri del vulcano ilsandese verso l’Europa ancora per 4 o 5 giorni. La nube di ceneri quindi potrebbe proseguire a creare seri problemi al volo aereo in tutto il continente.
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«Le ceneri – ha detto Teitur Arason dell’Istituto meteorologico islandese – continueranno a dirigersi verso il Regno Unito e la Scandinavia. La situazione è destinata a protrarsi per quattro, cinque giorni». Cumulinembi, nubi temporalesche e bassa pressione potrebbero però “salvarci” dalla nube islandese. Il meteorologo Paolo Ernani lo spiega così: «La nube viene guidata dal suo movimento dai venti in quota, al momento è molto alta: si trova a 10-11 km da terra. Questo vuol dire che solo i cumulinembi, le nubi temporalesche che si sviluppano a 12- 13 km di altezza, arriverebbero a quel livello. Queste nubi però si formano solo nelle aree di bassa pressione e quindi solo lì possono svilupparsi le precipitazioni che porterebbero a terra le ceneri vulcaniche». «Non dimentichiamo però – aggiunge Ernani – che questo genere di ceneri può causare piogge acide, comportando un grosso rischio, tra le altre cose, per la vegetazione».
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Il ministero della Salute tuttavia esclude rischi e «non servono neanche le mascherine». E’ stato tuttavia avviato un monitoraggio, assieme al ministero dell’Ambiente e agli organismi preposti, per controllare ogni effetto sulla popolazione. Le rassicurazioni si sono susseguite a partire dalla mattina quando, al termine della riunione al dipartimento della Protezione civile, è giunta la notizia che, anche sulla base delle informazioni giunte dagli esperti degli altri paesi europei dove la nube è già passata e dove sono state eseguite analisi sulle ceneri, non esistono motivi di preoccupazione. Circa il 25% delle polveri sprigionate dal vulcano potrebbe essere di dimensioni inferiori a 10 micron, quelle cioè conosciute come pm10 considerate pericolose per la salute perch‚ possono penetrare nei polmoni, secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Le analisi sulle ceneri sono ancora in corso – ha dichiarato Maria Neira, direttrice del dipartimento di salute pubblica e ambiente – ma si stima che il 25% delle ceneri sia più piccolo di 10 micron, la dimensione ritenuta più pericolosa perch‚ può penetrare più profondamente nei polmoni».
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«Visto che la concentrazione delle ceneri varia a seconda del vento e della temperatura dell’aria – afferma Neira – il nostro consiglio è di ascoltare le autorità sanitarie locali per avere i migliori suggerimenti. Se le persone sono all’aperto e cominciano a sentire irritazioni alla gola e ai polmoni, naso che cola o bruciore agli occhi devono tornare in casa e rimanere al chiuso». Secondo l’Oms più a rischio sono i pazienti affetti da patologie respiratorie, come enfisema e asma, che in caso di aumento del tasso di inquinamento devono limitare anche l’esercizio fisico. Per Achille Marconi, esperto dell’Istituto Superiore di Sanità, i rischi per la salute sono comunque limitati, dato che l’esposizione sarebbe comunque per pochi giorni. «Anche se dovessero arrivare da noi, le polveri del vulcano non costituirebbero un grosso problema – afferma Marconi – perchè l’esposizione sarebbe limitata a qualche giorno, e quindi anche in presenza di sostanze chimiche pericolose, come i silicati, queste non avrebbero tempo di provocare danni gravi». Al momento non c’è un monitoraggio specifico per le polveri del vulcano, ma queste possono essere registrate dalle normali centraline che monitorano l’inquinamento urbano. «La dispersione è amplissima, ad alta quota e non ha ricadute sul terreno significative», ha poi rincarato il direttore di Arpav Veneto, Andrea Drago, una delle regioni che dovrebbe subire maggiormente il passaggio della nube che ora si sta dirigendo appunto verso il sud est.
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17 aprile 2010
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La nube ferma anche potenti e jet set
Da Berlusconi alla Merkel, in molti costretti a terra per i voli cancellati. E Whitney Houston va in traghetto
Di ritorno dagli Stati Uniti, Angela Merkel è stata costretta ad atterrare a Lisbona per la completa chiusura dello spazio aereo in Germania.
ROMA
Tutta colpa di Eyjafjallajokull, il vulcano dal nome impronunciabile. La nube nera non ha risparmiato politici, vip e sportivi. Costretti a restare a terra per la chiusura degli spazi aerei. Un’ora fermo sulla pista di Ciampino prima di ottenere l’ok al decollo per Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha dovuto aspettare che si chiarisse se i voli di Stato fossero o meno esclusi dal divieto di sorvolo imposto dall’Enac su tutta l’Italia settentrionale.
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In sostanza, si doveva capire se l’aereo del presidente del Consiglio fosse equiparabile ai voli militari, di emergenza e umanitari: gli unici a cui è ancora consentito di alzarsi in volo. Un rebus risolto nel corso della riunione alla Protezione civile con i responsabili del traffico aereo, sulla base del fatto che i voli di Stato vengono effettuati quasi esclusivamente con aerei del 31/o Stormo dell’Aeronautica militare. Per chiarire la questione, però, ci sono voluti parecchi minuti. Il via libera, a quanto si apprende, è arrivato soltanto un’ora dopo.
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Il premier è così decollato in ritardo ed è arrivato a Linate giusto in tempo per recarsi ai funerali di Raimondo Vianello. Ma non è detto che ciò possa ripetersi domani, quando Berlusconi dovrebbe partire alla volta di Cracovia per i funerali della coppia presidenziale polacca. La situazione dei cieli in Polonia, ma anche nel Nord Italia, potrebbe essere tale da impedire il volo anche degli aerei militari. Al presidente del Consiglio, comunque, è andata meglio che alla sua collega tedesca, Angela Merkel. Di ritorno dagli Stati Uniti, il cancelliere è stato costretto ad atterrare a Lisbona per la completa chiusura dello spazio aereo in Germania. Dove evidentemente la densità della nube non consente il volo a nessun velivolo, nemmeno quelli di Stato. Dal Portogallo, la Merkel è volata a Roma, ma poi è stata costretta a proseguire il suo viaggio in pullman verso Bolzano da dove ripartirà, domani sempre in pullman, alla volta di Berlino.
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Con i jet è rimasto a terra anche il jet set. Celebrità, cineasti, musicisti, sportivi, ricchi e famosi hanno dovuto rinunciare ai viaggi o si sono dovuti arrangiare per raggiungere le loro destinazioni. Liam Gallagher, il cantante degli Oasis, era in vacanza con la famiglia ed è rimasto bloccato in Florida, su tutte le furie per non poter tornare in Gran Bretagna in tempo per il derby tra Manchester United e Manchester City. Amy Gillan, giovanissima attrice scozzese del serial della Bbc Doctor Who, si è ritrovata fuori programma ferma a Los Angeles e così il regista del documentario francese Oceans e i suoi produttori, “prigionieri” a Hollywood dopo la prima americana. Dopo John Cleese l’ex Monty Python che ieri ha girato mezza Europa in taxi, la cantante Whitney Houston, in tourneè in Europa, ha dovuto rinunciare a volare in prima classe e si è ridotta a imbarcarsi su un traghetto per rispettare gli impegni di una performance a Dublino.
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In crisi il mondo della musica classica e leggera: a New York è entrata in crisi la celebre sala di concerti di Carnegie Hall dove oggi era in programma un concerto dei nove messi in cantiere in onore del compositore olandese Louis Andriessen. Ma il pianista Gerard Bouwhuis che doveva salire sul palcoscenico è rimasto bloccato a Amsterdam, mentre The Bang on a Can of Stars che avrebbero dovuto dare la prima americana dell’opera di Andriessen “Life” non sono riusciti a partire dalla Germania. «Sono fermi in un hotel di Francoforte. Non abbiamo idea di quando riaprirà l’aeroporto», ha detto il direttore esecutivo del gruppo Kenny Savelson. E sempre in campo musicale, ha sofferto per la nuvola di Eyjafjallajokull la mezzosoprano Anne Sofie von Otter, che non è potuta partire da Stoccolma per le prove della “Lulù” di Berg alla Metropolitan Opera di New York in cui doveva cantare nel ruolo della Contessa Gershwitz. Sulla West Coast è entrato in crisi il festival di Coachella che questo week end raduna 75mila fan: la band inglese dei Cribs ha dato forfait «per ceneri».
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Mentre, senza troppo successo pratico – l’eruzione del vulcano ha provocato un aumento verticale delle richieste di aerei privati in affitto (300 volte in più sulla norma secondo PrivateFly.com) – il New York Post si esercitato oggi a censire i ricchi rimasti bloccati: qualche testa coronata, tra cui i nobili che intendevano recarsi a Belgrado dove i principi Alessandro e Caterina di Serbia stanno organizzando la festa a Palazzo Reale per i 70 anni di Ira Fustenberg. E sempre in tema di reali, mentre il principe Carlo si interroga su come arrivare a Varsavia per i funerali del presidente Leck Kacziynski, sua moglie Camilla che di recente si è rotta una gamba, è rimasta bloccata a Balmoral e non è riuscita a recarsi a Londra per firmare in ambasciata il registro delle condoglianze.
Tutta colpa di Eyjafjallajokull, il vulcano dal nome impronunciabile. La nube nera non ha risparmiato politici, vip e sportivi. Costretti a restare a terra per la chiusura degli spazi aerei. Un’ora fermo sulla pista di Ciampino prima di ottenere l’ok al decollo per Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha dovuto aspettare che si chiarisse se i voli di Stato fossero o meno esclusi dal divieto di sorvolo imposto dall’Enac su tutta l’Italia settentrionale.
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In sostanza, si doveva capire se l’aereo del presidente del Consiglio fosse equiparabile ai voli militari, di emergenza e umanitari: gli unici a cui è ancora consentito di alzarsi in volo. Un rebus risolto nel corso della riunione alla Protezione civile con i responsabili del traffico aereo, sulla base del fatto che i voli di Stato vengono effettuati quasi esclusivamente con aerei del 31/o Stormo dell’Aeronautica militare. Per chiarire la questione, però, ci sono voluti parecchi minuti. Il via libera, a quanto si apprende, è arrivato soltanto un’ora dopo.
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Il premier è così decollato in ritardo ed è arrivato a Linate giusto in tempo per recarsi ai funerali di Raimondo Vianello. Ma non è detto che ciò possa ripetersi domani, quando Berlusconi dovrebbe partire alla volta di Cracovia per i funerali della coppia presidenziale polacca. La situazione dei cieli in Polonia, ma anche nel Nord Italia, potrebbe essere tale da impedire il volo anche degli aerei militari. Al presidente del Consiglio, comunque, è andata meglio che alla sua collega tedesca, Angela Merkel. Di ritorno dagli Stati Uniti, il cancelliere è stato costretto ad atterrare a Lisbona per la completa chiusura dello spazio aereo in Germania. Dove evidentemente la densità della nube non consente il volo a nessun velivolo, nemmeno quelli di Stato. Dal Portogallo, la Merkel è volata a Roma, ma poi è stata costretta a proseguire il suo viaggio in pullman verso Bolzano da dove ripartirà, domani sempre in pullman, alla volta di Berlino.
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Con i jet è rimasto a terra anche il jet set. Celebrità, cineasti, musicisti, sportivi, ricchi e famosi hanno dovuto rinunciare ai viaggi o si sono dovuti arrangiare per raggiungere le loro destinazioni. Liam Gallagher, il cantante degli Oasis, era in vacanza con la famiglia ed è rimasto bloccato in Florida, su tutte le furie per non poter tornare in Gran Bretagna in tempo per il derby tra Manchester United e Manchester City. Amy Gillan, giovanissima attrice scozzese del serial della Bbc Doctor Who, si è ritrovata fuori programma ferma a Los Angeles e così il regista del documentario francese Oceans e i suoi produttori, “prigionieri” a Hollywood dopo la prima americana. Dopo John Cleese l’ex Monty Python che ieri ha girato mezza Europa in taxi, la cantante Whitney Houston, in tourneè in Europa, ha dovuto rinunciare a volare in prima classe e si è ridotta a imbarcarsi su un traghetto per rispettare gli impegni di una performance a Dublino.
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In crisi il mondo della musica classica e leggera: a New York è entrata in crisi la celebre sala di concerti di Carnegie Hall dove oggi era in programma un concerto dei nove messi in cantiere in onore del compositore olandese Louis Andriessen. Ma il pianista Gerard Bouwhuis che doveva salire sul palcoscenico è rimasto bloccato a Amsterdam, mentre The Bang on a Can of Stars che avrebbero dovuto dare la prima americana dell’opera di Andriessen “Life” non sono riusciti a partire dalla Germania. «Sono fermi in un hotel di Francoforte. Non abbiamo idea di quando riaprirà l’aeroporto», ha detto il direttore esecutivo del gruppo Kenny Savelson. E sempre in campo musicale, ha sofferto per la nuvola di Eyjafjallajokull la mezzosoprano Anne Sofie von Otter, che non è potuta partire da Stoccolma per le prove della “Lulù” di Berg alla Metropolitan Opera di New York in cui doveva cantare nel ruolo della Contessa Gershwitz. Sulla West Coast è entrato in crisi il festival di Coachella che questo week end raduna 75mila fan: la band inglese dei Cribs ha dato forfait «per ceneri».
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Mentre, senza troppo successo pratico – l’eruzione del vulcano ha provocato un aumento verticale delle richieste di aerei privati in affitto (300 volte in più sulla norma secondo PrivateFly.com) – il New York Post si esercitato oggi a censire i ricchi rimasti bloccati: qualche testa coronata, tra cui i nobili che intendevano recarsi a Belgrado dove i principi Alessandro e Caterina di Serbia stanno organizzando la festa a Palazzo Reale per i 70 anni di Ira Fustenberg. E sempre in tema di reali, mentre il principe Carlo si interroga su come arrivare a Varsavia per i funerali del presidente Leck Kacziynski, sua moglie Camilla che di recente si è rotta una gamba, è rimasta bloccata a Balmoral e non è riuscita a recarsi a Londra per firmare in ambasciata il registro delle condoglianze.
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17 aprile 2010
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7 Responses to “IL VULCANO IN ISLANDA – Gli esperti: “La grande nube di cenere continuerà almeno 4 o 5 giorni””
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- - aprile 19, 2010

































il peggio dovrà ancora venire la grossa nube porterà seri cambiamenti termici.
l’unico modo di bloccare il vulcano e’ con una bomba atomica nel cratere: i detriti impedirebbero una continuata eruzione
tu sei un pazzo!
Nibiru, il PIANETA X descritto dai SUMERI è sempre più vicino e la Terra inizia a sentirne gli influssi gravitazionali. E’ questo è solo l’inizio. Monitorare il Vesuvio ora diventa prioritario.
Diffuse dall’Aeronautica Filandese le immagini dei danni agli aerei che entrano nella nube vulcanica.
Le trovate qui: http://www.salviamoci2012.eu/forum/news.asp?id=13
Ciao a tutti. per conoscere meglio la cultura del popolo islandese vi consiglio questo sito: http://www.viaggioinislanda.it
L’Islanda è un luogo meraviglioso!
Ciao.M.