Archivio | aprile 27, 2010

Spicchi d’aglio: la politica scolastica e il ministro Gelmini

Riforma delle Superiori

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di Franco Labella

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Spicchi d’aglio: la politica scolastica e il ministro Gelmini.
Perchè l’aglio? Insaporisce i cibi, ha anche proprietà curative ma può risultare leggermente indigesto: proprio come la controriforma del duo-Tremonti-Gelmini. Il professor Franco Labella è un insegnante di Diritto ed Economia in un liceo linguistico di Napoli. Contro riordino gelminiano e l’eliminazione del Diritto dalle scuole superiori italiane, il prof  un anno fa, un appello in rete a cui hanno aderito oltre 2.000 persone e che è stato firmato, tra gli altri, da docenti universitari come i professori Stefano Ceccanti, Alessandro Pace e Stefano Rodotà, artisti dal forte impegno civile come Moni Ovadia ed esponenti della società civile impegnati nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata come Rita Borsellino, Don Tonino Palmese e Giovanni Impastato. Inoltre, nel marzo del 2009 Labella ha fondato il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia, che raccoglie oltre 150 docenti di 17 regioni e di cui è attualmente è il Coordinatore nazionale. Gli Spicchi, però, sono opera del solo prof. Labella e non coinvolgono il Coordinamento nazionale.

SPICCHI FRESCHI

Game over
Come promesso, il 22 aprile sono stati chiusi anche i Forum di Ansas Indire, poco frequentati ma con interventi spesso critici dei docenti delle varie discipline, dedicati alla discussione delle Indicazioni nazionali (programmi) delle superiori lavate in acqua calda dal ministro Gelmini. Forum chiusi ed Indicazioni pronte per il prossimo settembre dunque? Assolutamente no. Ed allora? Game over. Chi ricorda come funzionavano i flipper meccanici, sa che la partita poteva finire normalmente quando terminavano le 5 palline ed allora compariva la scritta relativa alla fine del gioco. Qualche volta, però, urtando troppo energicamente il flipper , il “Game over” appariva anzitempo perché il bigliardino andava in tilt. Pure la scuola pubblica statale italiana andrà in tilt?

La dott.ssa Gelmini Anche il ministro si è espressa a favore delle graduatorie regionali proposte dalla Lega per evitare che i docenti meridionali possano insegnare al Nord. Avessero applicato lo stesso principio per le commissioni per l’esame di ammissione all’Albo degli avvocati (vedi Spicchi precedenti) , forse oggi avremmo ancora la dott.ssa Gelmini e non l’avv. Gelmini. E pensare che l’anno prossimo dovremmo festeggiare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

La trota Bossi ha definito pubblicamente così il figlio Renzo. Rampollo dalla carriera scolastica un po’ travagliata, Bossi junior, bocciato più volte agli esami di stato ma ora neoconsigliere regionale lombardo, era stato “assolto”, dopo la prima bocciatura, dal padre che aveva accusato gli insegnanti della Commissione d’esame, secondo lui meridionali, di aver infierito per motivi politici sul figlio autore di una tesina su Cattaneo. Ora la Lega propone, come il lettore ha visto, graduatorie regionali per l’assunzione dei docenti. Se le graduatorie regionali dovessero essere realizzate anche negli Atenei lombardi e se non riuscirà magari a laurearsi, con chi potrà poi prendersela Bossi junior? Solo con i lucci….. i pesci predatori presenti nelle acque dei fiumi settentrionali.
(Spicchi “selezionati” da Maristella Iervasi)

I  “PASSATI” SPICCHI

Dalli al docente (se è meridionale è meglio)
. In una intervista il ministro Gelmini descrisse, con una generalizzazione poco comprensibile, i docenti meridionali come poco preparati ed inclini a largheggiare con i voti. Poco dopo, però, fu reso noto dai giornali che, per superare l’esame di ammissione all’Albo degli avvocati, il ministro settentrionale aveva , prudentemente, optato per sostenerlo a Reggio Calabria dove le commissioni erano meno rigide di quelle degli avvocati del Nord. Nei giorni scorsi, come riportato dagli organi di stampa, la giunta di un Comune settentrionale ha deciso di sospendere l’erogazione di borse di studio perché i docenti, a giudizio degli amministratori, hanno l’abitudine di largheggiare nei voti. La storia ed i giudizi si ripetono ma stavolta il ministro tace.

L’Unità No, non si parla del giornale. E forse anche il titolo di questo Spicchio è sbagliato. Quello giusto è l’Unificazione. Della Storia e della Geografia in una sola disciplina, celebrata come attesa rivoluzione dal prof. Belardinelli, esperto nominato dal ministro nella Commissione incaricata di scrivere le nuove Indicazioni nazionali (programmi) dei Licei riordinati e ristretti dopo il lavaggio in acqua calda da parte della Gelmini. Deve essere uno studioso facile agli entusiasmi il prof. Belardinelli, docente di Sociologia dei processi culturali ma incaricato di coordinare la sezione “Storia” del lavoro in Commissione. Nei Forum semideserti di Ansas Indire in cui i docenti discutono delle bozze delle Indicazioni nazionali (programmi), è tutto un fiorire di recriminazioni contro la riduzione della Geografia ad ancilla historiae. Ma saranno tutti “comunisti” quelli che si lamentano e di qui il mio titolo sbagliato.

Il Titolo V Il lettore degli Spicchi mi scuserà se lo annoio ancora con la storia del Diritto. Non è che sono monomaniaco ma mi è capitata sotto gli occhi, leggendo il suo blog, questa illuminante dichiarazione di Max Bruschi, consigliere politico del ministro Gelmini e autore del famoso paradosso della “educazione alla legalità senza le leggi”, elaborato per spiegare perché si è eliminato lo studio del Diritto, dal prossimo settembre, nei Licei centrifugati e semplificati. La dichiarazione di Bruschi è la seguente: “è la norma costituzionale a prevedere che il piano dell’offerta formativa sia approvato dalle Regioni (che raccordano quanto preparato dalle province). Ho provato a forzarla, ma un uccellino mi ha detto che alcune regioni avrebbero impugnato il regolamento.” Le domande sono due. La prima: dopo le Regionali gli uccellini avvertiranno Bruschi che le impugnazioni delle Regioni in cui ha vinto la destra “federalista” non ci saranno più? La seconda: ma Bruschi, forzatore di norme costituzionali, sa che esiste quel pericoloso covo di comunisti chiamato Corte Costituzionale? Temo di no, visto che ha rivendicato con orgoglio di aver frequentato un Liceo non sperimentale dove, ha specificato, non si studiava il Diritto. E, a scanso di rischi futuri, ha deciso di eliminarlo, lo studio del Diritto, anche per i prossimi anni, tanto agli studenti italiani a che serve sapere della Corte Costituzionale? Forzando, forzando….

La scuola col bollino, ovvero le nozze con i fichi secchi Il ministero pensa di istituire, partendo da una esperienza del Piemonte, il bollino di qualità per le scuole. Tra gli indicatori valutati – nel sottosettore Pari opportunità – : “ Borse di studio e sussidi erogati dalle scuole per garantire il diritto allo studio, apparecchiature idonee, apertura della scuola nel pomeriggio”. Nel sottosettore gestione dei servizi ausiliari: “Condizioni igieniche e di sicurezza dei locali” e nel sottosettore “servizi generali”  efficienza della segreteria. C’è, nel sottosettore Etica, persino: “Diffusione dei valori della legalità, equità e trasparenza”. Tutti questi indicatori nella scuola gelminiana che elimina lo studio del Diritto e dell’Economia, non garantisce i soldi per i supplenti e taglierà decine di migliaia di posti del personale ATA fra cui gli addetti alle segreterie sempre più oberate di impegni; per non parlare della sicurezza di edifici di cui il ministro Gelmini, dopo la tragedia di Rivoli, aveva promesso il censimento e la messa in sicurezza in tempi rapidi. Ma consoliamoci: nel concedere il bollino verrà tenuta presente anche la capacità della scuola di reperire finanziamenti all’esterno. E’ il mercato, bellezza. I corsi flash.

La Gelmini legge “Spicchi d’aglio”? Dopo il riferimento nello Spicchio precedente ai corsi di inglese delle maestre uniche,  il ministro ha fatto sapere che saranno potenziate le iniziative di formazione, nelle lingue straniere, dei docenti della scuola elementare. I giornali hanno parlato di corsi flash ed il Ministro Gelmini ha dichiarato l’intenzione di attivare opportune misure di sostegno: affiancamento in avvio con docenti tutor; esonero dal servizio per la frequenza dei corsi; assegnazione di borse di studio per corsi di lingua all’estero. Sarà il caso di far sapere al ministro che in informatica le memorie flash sono quelle che non presentano alcuna parte mobile e quindi sono piuttosto resistenti alle sollecitazioni e agli urti. Le nostre maestre, invece, di sollecitazioni ed urti – dalla Moratti alla Gelmini – negli ultimi anni ne hanno dovuto sopportare parecchi. Ma si consolassero: il ministro le manda all’estero. A spese delle maestre, of course.

Questione meridionale Da un incontro al ministero con i sindacati della scuola si è appreso che la Campania per l’anno 2010/11 perderà 3.686 docenti, la Sicilia 3.325, mentre sull’organico di diritto, in percentuale rispetto all’anno precedente, la Calabria avrà un -5,32% e la Sardegna -5,18%. Ora si capisce meglio la proposta della Lega di chiudere le “frontiere” del nord attraverso provvedimenti, come le graduatorie regionali, che impediscano ai nuovi disoccupati di andare, come abbiamo visto in “Presa diretta”, con la “valigia di cartone” verso i luoghi in cui saranno orientate le risorse. In fondo vincere le Regionali a qualcosa doveva servire e Cristo, come si sa, si è fermato ad Eboli. Ed è meglio che ci resti.

I Forum a scadenza
Le Indicazioni nazionali (i programmi) per le nuove classi delle superiori riordinate dal 1 settembre di quest’anno non sono ancora pronte. Ci si riprova a far finta di far discutere i docenti sulle Indicazioni nazionali , i programmi delle scuole riordinate dalla Gelmini. Bruschi, il consigliere politico del Ministro, ha riaperto un altro Forum nel sito di Ansas-Indire per far “discutere” i docenti sulle cose da far studiare ai “fortunati” allievi a cui si tagliano ore e materie.. Anche stavolta si discute solo sulle ipotesi e non sulle certezze ed in più c’è una scadenza temporale precisa perché bisogna fare in fretta. C’è pure un monito preventivo a non scrivere, nel Forum, pena la censura (la chiamano “moderazione”) opinioni negative sul riordino.

I farmaci scaduti non curano e fanno pure male.
I programmi fatti in fretta hanno il pregio di far danni anch’essi e senza rimedio.

La Resistenza sottintesa.
Bruschi, consigliere politico della Gelmini, ne ha detta un’altra delle sue. Dopo l’educazione alla legalità senza le leggi, la storia d’Italia senza la Resistenza. I nuovi programmi di Storia, in via di frettolosa elaborazione, non la citano fra gli argomenti da studiare. Tanto è sottintesa, ha affermato Bruschi, come le tabelline per la matematica. Viene il dubbio che oltre ad ignorare la Resistenza stia per proporre di far studiare la Matematica senza le tabelline. Tanto son sottintese.

Il Governo del fare (in fretta)
I nuovi governi regionali dovranno occuparsi del dimensionamento scolastico e dovranno adottare le relative delibere che tengano conto dei Regolamenti del riordino quando finalmente andranno in Gazzetta Ufficiale. Un alto dirigente ministeriale pare abbia detto che la pubblicazione in Gazzetta è solo una formalità. E se il Governo del fare abolisse la Gazzetta Ufficiale facendone un gran falò come ha fatto già il Ministro Calderoli? In fondo già si è riusciti a non far studiare più, da settembre del 2010, l’iter legis agli studenti delle superiori. A che serve a questo punto la vacatio legis? Tanto agli studenti già si è detti che studiare meno frutta di più…. Se si perde meno tempo nel pubblicare le norme frutta di più.

Pane e acqua
Stavolta il Ministro Gelmini non c’entra perché la decisione di dare solo pane e acqua ai ragazzini della scuola i cui genitori non pagavano il contributo mensa l’han presa in Comune, a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. In compenso il Ministro ha taciuto. Eppure dopo la maestra con la penna rossa ed il grembiulino ci sarebbe stato così bene il ritorno al passato, quello del pane e acqua. E’ perciò che la Gelmini non ha commentato. Alla saggezza popolare del “pane e acqua” ci manca solo il detto meridionale che “mazzate e panelle fanno i figli belli”. Ma la Gelmini è settentrionale e non lo dice….. meglio il cinque in condotta.

Non chiedete soldi alle famiglie
Lo ha detto il Ministro Gelmini di fronte a casi di richieste di contributi alle famiglie anche nella scuola dell’obbligo.
Per essere coerenti si sarebbe dovuto rassicurare le scuole sul fatto che le risorse che servono le manderà il Ministero.
Ma c’è la crisi e quindi si taglia anche il necessario dopo il “superfluo” come il Diritto o la Geografia.. Nessun altro Governo europeo lo fa…. Ma siamo o non siamo un’eccezione? Mica solo con le elezioni succede di andar controcorrente rispetto all’Europa…

Bolzano rinvia Questa provincia autonoma ha deciso di rinviare al 2011 l’avvio del riordino delle scuole superiori. Probabilmente si farà un “decreto interpretativo” che chiarisca alla Provincia di Bolzano che, nonostante i suoi poteri, non è possibile rinviare e, soprattutto, farlo sapere all’opinione pubblica prima della data di svolgimento delle elezioni regionali. Hai visto mai che qualche altra Regione si faccia tentare, visti la confusione ed i ritardi di provvedimenti anche importanti come le Indicazioni nazionali (i programmi) o il riordino delle classi di concorso e chieda pure essa il rinvio…..

L’educazione alla legalità senza le leggi Per giustificare la eliminazione dello studio del Diritto nelle scuole superiori italiane la Gelmini per bocca del suo consigliere politico dott. Bruschi che lo ha scritto nei Forum di Ansas-Indire, ne ha decretato la scarsa importanza ai fini della Educazione alla legalità e alla cittadinanza. Lo stesso autore del paradosso della educazione alla legalità senza le leggi, che è pure presidente della cabina di regia dei licei, sembra non gradire molto gli ostacoli al riordino delle scuole superiori che potrebbero venire dai Piani di dimensionamento delle Regioni. Dopo l’educazione alla legalità senza le leggi gradirebbe anche dei Piani di offerta formativa e di dimensionamento delle Regioni senza i Regolamenti, non ancora pubblicati in Gazzetta Ufficiale e ,perciò, inesistenti dal punto di vista giuridico.

Il Clil, novità europea Il Ministro Gelmini, in tv, ha segnalato come epocale l’introduzione, nel solo ultimo anno delle scuole superiori, di una disciplina in lingua straniera: CLIL si chiama ….Sigla mirabile che già appassiona gli addetti ai lavori con un interrogativo altrettanto epocale: saranno i prof. di inglese ad imparare la filosofia o viceversa i prof. di filosofia a frequentare i corsi accelerati e brevi di inglese come è già avvenuto con le maestre uniche?

E’ tutta un’altra musica Non sono ancora nati i Licei Musicali ma già sorgono dubbi sulla possibilità di farli nascere attraverso le convenzioni con i Conservatori ma senza oneri per le istituzioni. C’è chi propone di boicottare le convenzioni anche in considerazione del fatto che 40 sezioni in tutta Italia significano un migliaio di studenti sparsi per ogni dove. Si vede che manca un direttore d’orchestra.

Libri di testo on line Le case editrici scolastiche si sono lamentate per l’assenza delle Indicazioni nazionali (i programmi) che rende difficile se non impossibile il lavoro di programmazione e redazione dei libri di testo, in tempo utile per essere utilizzati dalle classi degli istituti superiori coinvolti, a partire dal settembre di quest’anno, nel riordino del mnistro Gelmini.

llConsigliere politico del  ministro ha risposto che sarà possibile  per le case editrici aggiornare i libri on line. Si vede che Bruschi vive nella realtà virtuale. La realtà concreta di molte famiglie è quella della scarsa diffusione di Internet, la realtà operativa delle scuole è quella della mancanza di fondi anche per il pagamento dei supplenti e pure per l’acquisto della carta igienica.

Gli alunni distribuiti nelle classi e la sicurezza Alle scuole mancano i soldi per pagare i supplenti e le ore di sostituzione fatte dai docenti in servizio. Quando mancano gli insegnanti, gli alunni delle classi coinvolte vengono divisi in altre classi coperte da docenti. Si violano, così, le norme sulla sicurezza che impongono di non concentrare, superando i limiti di legge, gli alunni in base allo spazio disponibile nelle classi. La spiegazione è: “lo facciamo per garantire la sorveglianza dei minori affidati alle scuole.” Peccato, però, che questo avvenga a discapito della sicurezza.

Cittadinanza e Costituzione Nell’agosto del 2008, con una conferenza stampa ripresa dalle televisioni, la Gelmini annunciò l’istituzione di una nuova materia con voto autonomo: Cittadinanza e Costituzione. Il 9 novembre 2009 contrordine: Cittadinanza e Costituzione non sarà mai materia autonoma con voto autonomo. Parola dello stesso ministro su un quotidiano nazionale.  Non sia mai che gli studenti italiani possano capire che la Costituzione pone limiti anche ad inventiva e creatività legislativa. Meglio che si occupino del fair play sportivo, suggerito come tema da sviluppare nell’ambito di un “contenitore” affidato ai docenti di Storia e, solo dove sono già presenti in organico, ai docenti di Diritto. Per equità, però, bisogna dire che il ministro ha annunciato che comprerà e distribuirà nelle scuole i DVD con le registrazioni delle trasmissioni sulla Costituzione curate da Claudio Martelli.

(Spiccchi “selezionati” da Maristella Iervasi)

27 aprile 2010
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Ucraina, sì alla base russa fino al 2042: rissa in Parlamento con lancio fumogeni

Ucraina, sì alla base russa fino al 2042: rissa in Parlamento con lancio fumogeni

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Opposizione promette battaglia. rischio nuova spaccatura

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MOSCA (27 aprile) – Botte e lanci di uova e lacrimogeni in aula nel parlamento ucraiano per l’approvazione dell’accordo che estende fino al 2042 il contratto d’affitto della base navale di Sebastopoli, in Crimea, alla flotta russa del Mar Nero in cambio dello sconto del 30% sulle forniture di metano russo. «Un prezzo esorbitante», si è lamentato il premier Vladimir Putin.

Dopo il voto, in un’aula invasa dal fumo di lacrimogeni, deputati della maggioranza e del blocco di opposizione che fa capo all’ex premier Iulia Timoshenko, riferisce l’agenzia russa Interfax, si sono picchiati anche con violenza e si sono lanciati pacchi di carta.

Il dibattito sull’accordo era cominciato con una zuffa. Appena il presidente della Rada (la camera alta) Vladimir Litvin ha annunciato l’apertura della seduta, i deputati dell’opposizione hanno cominciato a lanciargli contro delle uova, costringendolo a proteggersi con un ombrello. Dopo il lancio di uova è stato acceso anche un candelotto fumogeno e il fumo ha invaso l’aula. Davanti al parlamento si erano radunati sin dal mattino migliaia di sostenitori e di oppositori dell’accordo, raggiunto il 21 aprile a Kharkov, in Ucraina, tra il presidente russo Dmitri Medvedev e il suo collega ucraino Viktor Ianukovich.

Giunto ieri sera a Kiev, il premier russo Vladimir Putin ha espresso stupore per le polemiche sull’accordo e ha ricordato che anche il precedente governo ucraino guidato dalla Timoshenko non aveva posto alcuna obiezione sulla possibilità di prolungare la presenza della flotta russa. Il capo del governo russo ha quindi definito esorbitante il prezzo da pagare per l’estensione dell’affitto, che scadeva nel 2017, della base di Sebastopoli (pari a 40 miliardi di dollari, considerando il risparmio del 30% sulle forniture di gas): «Con questi soldi potrei mangiare sia Ianukovich sia il vostro premier messi insieme», ha ironizzato. «Ma per noi non è solo una questione di soldi, è anche quella della cooperazione con l’Ucraina», ha concluso.

Una ratifica «a tradimento» con un voto «vergognoso, come l’accordo stesso», ha commentato l’ex premier Timoshenko. La Timoshenko, come riferisce l’agenzia Itar-Tass, ha promesso di annullare l’accordo non appena tornerà al potere e ha precisato di non essere stata mai favorevole all’estensione dell’affitto della base. Anche l’ex presidente Viktor Iushenko aveva criticato duramente l’accordo alla vigilia del dibattito parlamentare.

«Un’usurpazione militare del Paese»: così l’ex presidente filo occidentale Viktor Iushenko ha definito l’accordo con la Russia. «Quello che è avvenuto oggi al parlamento ucraino – ha dichiarato – è una usurpazione militare del Paese. Ma sono convinto che con questa decisione non è stato messo il punto finale e che l’avvenimento di oggi servirà da base per consolidare la società». E ha invitato i suoi sostenitori a manifestare l’11 maggio a Kiev per bloccare i lavori del parlamento e ottenere le elezioni anticipate. A Sebastopoli, intanto, si sono radunate centinaia di russi per festeggiare l’accordo sulla «loro» flotta.

Il presidente ucraino Ianukovich a Bruxelles, vuole rassicurare la Ue che l’accordo sulla permanenza della flotta russa a Sebastopoli non è una revisione dell’orientamento europeo di Kiev.

Il voto di oggi rischia di aprire una nuova stagione di conflittualità nella politica e nella società ucraina,
in un Paese già diviso tra il sud-est industriale e russofono e il resto del Paese agricolo e filo occidentale. Lo dimostrano anche le migliaia di militanti della maggioranza e dell’opposizione che si sono fronteggiati stamane davanti al parlamento, con slogan come “vergogna”, “morte ai traditori”, “La Crimea a noi” e alcuni tafferugli quando alcuni dimostranti hanno tentato di forzare un cordone di polizia. Ma lo lasciano intuire anche le reazioni e le minacce dei leader dell’opposizione, che promettono di denunciare l’accordo se torneranno al potere.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=99506&sez=HOME_NELMONDO

Delbono: «Mi fa paura questa Italia arrogante e volgare»

Delbono: «Mi fa paura questa
Italia arrogante e volgare»

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26 aprile 2010| Raffaella Grassi

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Chi è Pippo Delbono (da Wikipedia)

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Pippo Delbono, lei torna a Genova mercoledì e giovedì al Teatro dell’Archivolto con due film, “Guerra e “La Paura” e uno spettacolo del 1986, “Il tempo degli assassini”. In “Guerra” lei dice in particolare che «L’Italia è un paese che fa schifo»: che cosa la fa arrabbiare di più?

«Veramente dico che l’Italia è un paese di m…. Viviamo nel mezzo di un’esplosione di paura, la crisi economica ha aperto la strada al razzismo, alla segregazione. È un degrado che parte dalla cultura, domina una televisione disumanizzata che è entrata nelle nostre vite come una dittatura, Pasolini lo aveva preannunciato. La televisione ci impone i modelli di bellezza, come dobbiamo vestirci, come dobbiamo comportarci. La risposta a chi è diverso è l’intolleranza, vogliamo solo essere pecore».

Un degrado tutto italiano?

«Il nostro è un paese razzista e fascista. È l’Italia cafonaccia e banalotta che dà del tu a tutti gli stranieri, magari uno è un avvocato e loro gli danno del tu. È un Paese attraversato dalla paura, da una malattia profonda radicata nella volgarità. L’altro giorno parlavo con i fratelli registi Dardenne, non ci credevano che il figlio di Bossi ha detto che le due cose da evitare sono “la droga e i culattoni”, che in un videogioco invitava a buttare a mare i clandestini. Non ci credevano. È un paese sprofondato nell’arroganza e nella volgarità».

Di chi è la responsabilità?

«È collettiva, è della cultura, è della sinistra che ha azzerato un percorso culturale. Nel 1954 al Festival di Venezia c’era Fellini con “La strada”, c’era Kurosawa e c’erano Visconti e Antonioni, ora chi c’è? Siamo lontani da quell’Italia lì».

Cosa può fare il teatro per riempire questo vuoto?

«Il teatro può essere un luogo dove ci guardiamo in faccia. Non credo nel teatro ideologico, la vera rivoluzione è il linguaggio, non tanto quello che si dice ma come si dice. Siamo abituati a guardare il Grande Fratello, Amici, il teatro invece spiazza, cambia il punto di vista, rimette in discussione, oggi come nel teatro antico, come in quello shakespiriano. A teatro riesci a vedere la bellezza dove prima non la vedevi, riesci a vedere lo scandalo, l’immoralità dove pensavi ci fosse moralità, la menzogna dove pensavi ci fosse sincerità, la violenza dove credevi ci fosse religione. Una parola di cui ormai non si capisce più il senso».

La religione ha perso il suo significato?

«Questo è un momento di maschere che cadono, viene fuori il marcio, la serpe che abbiamo dentro».

Nel film di Luca Guadagnino “Io sono l’amore” lei interpreta un arrogante industriale altoborghese. Come è stato interpretare questo ruolo “dall’altra parte”?

«È un ruolo coerente con tutto quello che ho fatto, sono molto lontano dalla psicologia dell’attore, ho lavorato sul corpo, sul modo di camminare, di guardare. Guadagnino mi ha voluto a tutti i costi, sul set ero elegantissimo e con il parrucchiere che mi aggiustava di continuo i capelli, alla fine mi hanno detto che avrei potuto benissimo essere così, la possibilità di essere arroganti, di essere stronzi, è in tutti noi. Anche nella mia professione c’è il rischio, sempre in giro per il mondo, i riconoscimenti, gli applausi, è importante lavorare contro tutto questo e rimanere con i piedi sulla terra. Io ci rimango, a volte mi dicono “ma hai visto che buco hai nella maglia, sembri un barbone”, ma è anche un modo per restare sulla terra, altrimenti non riesci più a guardare la realtà. Il film è andato molto bene all’estero, in Inghilterra, fra un mese lo presenteremo negli Stati Uniti, lì cercherò di andare con una maglia senza buchi».

Dove sarà nei prossimi mesi?

«Ora sono a Cracovia, poi in tournèe in Francia, a Lisbona, in Brasile, a New York per una mia personale. Ho tre progetti in corso che saranno pronti nel 2011, un film, un testo teatrale, un’opera, al teatro di Catania mi hanno dato carta bianca, fa un po’ paura».

A che cosa sta pensando?

«Mi interessa rimanere intorno a questo tempo così complesso, avvolto nell’orgia del potere, in cui si compie il sacrificio dell’essere umano. Però sto pensando a raccontare il “dopo la battaglia”, cosa succede quando hai toccato il fondo. Sarà la volta che farò contenta mia madre che mi chiede sempre “Pippo, quando farai qualcosa di gioioso?”. Non mi piace la speranza, è ingenua, preferisco la fede spirituale e non religiosa, la fede è più profonda, mettendola in atto produce dei cambiamenti. Proverò per la prima volta a vedere una possibilità di uscita».

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fonte:  http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/cultura/2010/04/26/AMdyqpdD-delbono_arrogante_volgare.shtml

Redditi, meno di diecimila euro l’anno per un italiano su quattro (un lavoratore autonomo su tre)

http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L440xH303/luxury_boats_mega-3a2da.jpgLa barchetta del tornitore Brambilla

Redditi, meno di diecimila euro l’anno per un italiano su quattro

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ROMA (27 aprile) – Un lavoratore autonomo su tre (35,4%) guadagna meno di 10mila euro l’anno, mentre tra i lavoratori dipendenti solo un quinto (22,1%) ha redditi inferiori a questa soglia. E’ quanto emerge dall’indagine “La distribuzione del carico fiscale e contributivo in Italia” dell’Istat, relativa al 2007.

Per uno su quattro meno di diecimila euro. Considerando tutte le fonti di reddito, nel 2007 il reddito individuale totale dei residenti in Italia è risultato, nel 27,5% dei casi inferiore a 10.000 euro, nel 55,3% compreso tra 10.001 e 30.000 euro, nel 15% compreso tra 30.001 e 70.000 euro e solo nel 2,2% dei casi supera i 70.000 euro annui.

Dipendenti, autonomi e pensionati. Nello specifico, redditi lordi individuali da lavoro dipendente (al netto dei contributi sociali) si concentrano, per il 50% circa, nella fascia di reddito compresa fra i 15.001 e i 30.000 euro annui. Mentre i redditi lordi da lavoro autonomo risultano più dispersi: nel 35,4% dei casi essi sono inferiori a 10mila euro (contro il 22,1% dei redditi da lavoro dipendente); nel 21,5% dei casi superiori a 30mila euro (contro il 14,4% dei redditi da lavoro dipendente). I redditi lordi da pensione, a loro volta, sono concentrati nella classe inferiore: il 42,7% risulta, infatti, al di sotto dei 10.000 euro annui.

Nel complesso, l’incidenza delle imposte dirette sul reddito individuale lordo (al netto dei contributi sociali) è pari al 18,6% a livello nazionale, con significative differenze per fonte e per classe di reddito. Il cuneo fiscale e contributivo, ossia la somma dell’imposta personale sul reddito da lavoro dipendente, dei contributi sociali del lavoratore e dei contributi posti a carico del datore di lavoro, è pari, in media, al 44,5% del costo del lavoro dipendente. L’incidenza delle imposte dirette sul reddito da lavoro autonomo è pari al 17,3% se si considerano solo l’Irpef e le addizionali regionali e comunali, mentre sale al 20,6% se si include la stima dell’Irap per la sola parte che grava sul reddito del contribuente autonomo. Il carico fiscale raggiunge il 19,4% del reddito da lavoro dipendente e il 15,7% del reddito da pensione. Sui redditi inferiori a 10mila euro il carico fiscale è pari al 9,3% del reddito autonomo, al 5,6% del reddito da lavoro dipendente e al 3,9% delle pensioni. Se si include la quota Irap, i redditi da lavoro autonomo mostrano un’incidenza più alta anche nella classe dai 10 ai 15mila euro. Per le fasce di reddito più elevate, infine, l’incidenza è maggiore per i redditi da lavoro dipendente e da pensione.

Per quanto riguarda il cuneo fiscale e contributivo, nel Nord-ovest raggiunge il 45,8%, mentre al Sud e nelle Isole è al 42,6% del costo del lavoro. Data la struttura del mercato del lavoro, dove le donne guadagnano redditi mediamente più bassi rispetto agli uomini, il cuneo delle lavoratrici risulta inferiore di quasi tre punti percentuali rispetto a quello dei lavoratori. Il prelievo fiscale e contributivo sui redditi da lavoro autonomo arriva al 37,2% se si include l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e si attesta al 33,9% al netto di questa componente. Il carico tributario e contributivo dei lavoratori autonomi è quindi di oltre 7 punti percentuali inferiore al cuneo sui redditi da lavoro dipendente, mentre la distanza tra il carico delle lavoratrici autonome e quello degli uomini è di solo un punto percentuale. A livello di ripartizione, la pressione fiscale e contributiva sul reddito autonomo risulta un po’ più elevata al centro (37,7%).

Considerando le caratteristiche individuali dei percettori di reddito da lavoro dipendente, il cuneo si amplia con l’aumentare della classe di età e dell’anzianità contributiva dei lavoratori, passando dal 42,7% per i lavoratori con meno di 35 anni al 46,3% per i dipendenti di età compresa fra i 55 e i 64 anni. Dai 65 anni in poi la riduzione della componente contributiva ridimensiona drasticamente il cuneo al 30% del costo del lavoro. Relativamente alla posizione lavorativa, il cuneo fiscale e contributivo raggiunge il 51,1% per i dirigenti e oltre il 49% per i quadri.

Il carico fiscale, comprensivo delle imposte dirette e dell’Irap, sul reddito da lavoro autonomo risulta un punto percentuale più elevato al Centro (21,6%) rispetto alla media nazionale. L’incidenza delle imposte cresce all’aumentare della classe di età dei percettori di reddito da lavoro autonomo ed è più elevata in presenza di lavoro organizzato con dipendenti e per 30 ore e più alla settimana. Viceversa, l’incidenza delle imposte risulta inferiore di quasi 5 punti percentuali per i liberi professionisti e i lavoratori in proprio senza dipendenti, che lavorano meno di 30 ore alla settimana.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=99577&sez=HOME_ECONOMIA

Cassazione: bambini mai soli in bagno

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foto d’epoca, asilo venezia anni ’20

«La maestra non avrebbe dovuto lasciare sola l’alunna, tornando dagli altri»

Cassazione: bambini mai soli in bagno

Condannato il ministero: non vuole risarcire la famiglia di una bambina che si è ferita nella toilette dell’asilo

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MILANO – I bambini della scuola materna sono troppo piccoli per essere lasciati soli in bagno e le maestre non possono limitarsi ad accompagnarli al gabinetto per fare subito ritorno in classe dagli altri bimbi. Se non possono lasciare sola la classe, allora devono chiedere al personale della scuola di stare in bagno col bambino che ne ha necessità. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 9906. In particolare la Suprema Corte ha dato torto al ministero dell’Istruzione che non voleva corrispondere il risarcimento danni ai genitori della piccola Sara, una bimba di tre anni che si era fatta male nel bagno del suo asilo. Tirando la catenella del wc le era caduto nell’occhio un gancio ferendola gravemente.

MOTIVAZIONI - Il ministero ha contestato di essere responsabile del comportamento della maestra che aveva accompagnato la piccola alla porta del bagno per poi far ritorno subito in classe, dagli altri 26 bimbi a lei affidati. Per la Cassazione la maestra, insegnante della scuola materna comunale del comune di Sava (Lecce), è responsabile per non aver vigilato in modo completo sulla piccola «ritornando immediatamente in classe». La maestra «non doveva lasciare sola la bimba avvalendosi eventualmente – spiega la Cassazione convalidando quanto già affermato dai giudici della Corte d’appello di Lecce – dell’ausilio e dell’intervento del personale non docente» che doveva essere allertato «su interessamento della maestra». Responsabile del comportamento dell’insegnante è il suo datore di lavoro, ossia il ministero che dovrà rifondere i danni provocati alla piccola dalla rottura della cordicella del wc.

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Redazione online
27 aprile 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_27/cassazione-bambini-asilo-soli-bagno_308033de-5200-11df-9da0-00144f02aabe.shtml

CRISI – Grecia declassata a livello “spazzatura”. Portogallo trema sotto il peso del debito

Grecia declassata a livello “spazzatura”
Portogallo trema sotto il peso del debito

Standard & Poor’s porta il rating ellenico sulla soglia “junk” e taglia di due livelli anche quello portoghese. Riflessi immediati sulle borse europee, che chiudono bruciando 160 miliardi. Trichet: “fuori questione” ipotesi default. Vertice straordinario Eurozona il 10 maggio. Domani giornata cruciale per le decisioni della Germania. Ad Atene ferve la protesta: per il 5 maggio nuovo sciopero generale

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Grecia declassata a livello "spazzatura" Portogallo  trema sotto il peso del debito Manifestazioni di protesta in Grecia

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ATENE – Standard & Poor’s taglia il rating della Grecia a livello “junk” (spazzatura). L’agenzia internazionale ha declassato il rating a lungo termine ellenico a BB+ da BBB+ con outlook negativo. Tagliato anche il rating nel breve termine a B da A-2. S&P mette nel mirino anche il Portogallo, rating sovrano giù di due livelli, da ‘a+’ ad ‘a-’, appena al di sopra del livello “spazzatura”, mantenendo le prospettive negative. Secondo S&P, il deficit di Lisbona potrebbe toccare quest’anno l’8,5% del Pil. Tagliato anche il rating nel breve termine ad A-2 da A-1. La decisione di S&P sul Portogallo è il risultato del modo insoddisfacente della gestione dell’elevato debito pubblico e della situazione debole dell’economia. In particolare, il Portogallo “avrà difficoltà a stabilizzare il suo rapporto debito/Pil” nell’orizzonte di previsione che guarda al 2013 – spiega l’agenzia internazionale di rating -. Le finanze pubbliche rimangono deboli, nonostante le riforme messe in campo dal governo negli ultimi anni”.
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Notizie che hanno immediati riflessi sul mercato azionario. Mentre il presidente della Bce Trichet dichiara di considerare “fuori questione” un default sui titoli di stato della Grecia o di un altro paese dell’Eurozona, la Borsa di Atene perde oltre il 6% e Lisbona il 5,36%. A Milano, Piazza Affari chiude in decisa flessione. Il Ftse Mib cede il 3,28% a 22.036 punti, mentre il Ftse All Share perde il 3,10% a 22.602 punti. Gli indici hanno accentuato il calo negli ultimi minuti di contrattazione dopo il taglio del rating di Standard & Poor’s alla Grecia. Giù del 4.19% Madrid. A Londra l’indice Ftse 100 cede il 2,61% a 5.603,52 punti. A Francoforte il Dax arretra del 2,73% a 6.159,51 punti e a Parigi il Cac 40 scende del 3,82% a 3.844,60 punti. In fumo circa 160 miliardi di euro di capitalizzazione dell’indice paneuropeo Stoxx 600 che ha ceduto il 3,13%. Poco dopo la chiusura delle piazze, la notizia: vertice straordinario Eurozona il 10 maggio per sbloccare il prestito da 30 miliardi di euro a favore della Grecia.
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La mossa di S&P è la conferma di come il Portogallo si avvii a essere il prossimo paese dell’area euro a soccombere sotto il peso dei debiti dopo la Grecia, la cui situazione è resa sempre più difficile dalle proteste interne per le durissime misure finanziarie affrontate e dalla diffidenza dei partner europei, ancora divisi sulla questione degli aiuti finanziari. Ma senza gli aiuti dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, ha detto oggi il ministro delle Finanze di Atene, Georges Papaconstantinou, la Grecia ormai non può più accedere ai mercati finanziari per ottenere i fondi necessari entro il 19 maggio per ripagare il debito in scadenza. A causa delle difficoltà finanziarie della Grecia il differenziale di rendimento tra i decennali greci e gli analoghi titoli tedeschi, è volato a 700,2 punti base, il massimo da 12 anni. E la Borsa greca sprofonda: a metà pomeriggio l’indice generale perdeva il 6,15% e quello dei titoli principali il 6,8%.
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La Banca centrale di Atene, che contava su una contrazione del Pil del 2% nel 2010, ritiene che invece per l’anno in corso la recessione potrà essere maggiore del previsto. Una riduzione del Prodotto interno lordo più grande di quella calcolata “è molto probabile alle condizioni attuali, caratterizzate da un alto livello di incertezza”, ha affermato il governatore della Banca di Grecia, Georges Provopoulos, spiegando che il calo del Pil è avvenuto principalmente “a causa del forte crollo degli investimenti, ma anche dei consumi privati e delle esportazioni”. Il deficit della Grecia potrebbe inoltre salire al 14% per il 2009, sostiene Papacostantinou. Il deficit greco era stimato al 12,9% per l’anno scorso, ma qualche giorno fa Eurostat ha corretto al rialzo la stima portandolo al 13,6%.
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I negoziati fra il ministero delle Finanze e funzionari della Commissione europea, Bce e Fmi per definire le condizioni finanziarie ed economiche per l’eventuale attivazione del meccanismo di sostegno alla Grecia sono cominciati a metà della settimana scorsa. Il principale ostacolo per la concessione degli aiuti rimane la Germania: tra l’altro oggi un sondaggio effettuato tra i tedeschi ha confermato che le perplessità del governo di Berlino sono condivise dalla popolazione, solo il Il 57% degli intervistati si oppone ad un possibile prestito di emergenza di 45 miliardi di euro alla Grecia da parte del Fondo Monetario Internazionale e l’Unione europea, mentre solo il 33% ritiene che sia una misura appropriata. La Germania dovrebbe contribuire con 8,4 miliardi di euro.
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Domani la cancelliera tedesca Angela Merkel sarà impegnata in una serie di vertici sulla Grecia fino al tardo pomeriggio. Secondo quanto scrive l’agenzia stampa Dpa, la Merkel terrà un primo incontro fuori programma con numerosi ministri dell’esecutivo dopo la riunione settimanale del Gabinetto. A questo appuntamento parteciperanno i ministri del Cancellierato, Ronald Pofalla (Cdu), degli Esteri, Guido Westerwelle (Fdp), delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (Cdu), della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Fdp), oltre a rappresentanti dei ministeri dell’Economia e dell’Interno.
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Il ministero delle Finanze, intanto, sta lavorando “in modo febbrile” – secondo la Dpa – a un disegno di legge per la prevista partecipazione della Germania al piano di aiuti alla Grecia. Sempre domani, secondo il calendario degli appuntamenti del governo, Schaeuble incontrerà nel pomeriggio il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, e il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Khan. Dopo questo incontro, è previsto un altro vertice sulla Grecia, questa volta tra la Merkel, Strauss-Khan, il Segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, il direttore generale dell’Ilo, Juan Somavia, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio, Pascal Lamy, e il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick.
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Intanto il premier greco George Papandreou ha lanciato un appello al Paese e in particolare ai sindacati, dal momento che da giorni sono in atto proteste dei lavoratori contro le misure anticrisi assunte dal governo: “L’ora della verità è arrivata, il governo deve affrontare la più grave crisi che il Paese abbia conosciuto dopo il ritorno della democrazia nel 1974″, ha detto il premier, sottolineando come sia un “dovere patriottico” salvare la Grecia dalla bancarotta. Papandreu ha assicurato che verrà condotta “una lotta di liberazione per uscire dalla tutela dell’Ue e dell’Fmi”, ma intanto gli aiuti sono necessari. I sindacati contestano invece la gestione della crisi da parte del governo: un nuovo sciopero generale è stato convocato dai sindacati greci del settore privato Gsee e pubblico Adedy contro le misure di austerità per il prossimo 5 maggio.
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27 aprile 2010
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Magistratura, Napolitano: autocritica per recuperare la fiducia

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Magistratura, Napolitano: autocritica per recuperare la fiducia

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ROMA (Reuters) – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano oggi ha invitato i magistrati a fare un’autocritica per recuperare la fiducia della gente, e a non “offuscare” l’imparzialità a cui la categoria è tenuta.

“Occorre adoperarsi per recuperare l’apprezzamento e il sostegno dei cittadini e a tal fine la magistratura non può sottrarsi a una seria riflessione critica su se stessa, ma deve proporsi le necessarie autocorrezioni, rifuggendo da visioni autoreferenziali”, ha detto Napolitano al Quirinale, rivolgendosi ai nuovi magistrati ordinari in tirocinio.

“E’ un percorso non facile, al quale può darsi positivo inizio se si stemperano le esasperazioni e le contrapposizioni polemiche che da anni caratterizzano il nodo, ‘delicato e critico’, dei rapporti tra politica e giustizia”, ha spiegato il capo dello Stato.

Napolitano ha invitato tutti al rispetto “della comune responsabilità istituzionale, nella consapevolezza di essere chiamati solidalmente a prestare un servizio efficiente, a garantire un diritto fondamentale ai cittadini… Dipende non poco da voi aprire una nuova pagina, una nuova stagione nelle travagliate vicende della giustizia in Italia”.

Il capo dello Stato - che è anche presidente del Consiglio superiore della magistratura – ha poi invitato i magistrati a non cedere alle “esposizioni mediatiche” e a non “indulgere ad atteggiamenti impropriamente protagonistici e personalistici che possono offuscare e mettere in discussione la imparzialità dei singoli magistrati, dell’ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale”.

– Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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27 aprile 2010

Reuters IT

fonte:  http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63Q0HA20100427

10 mila bebe’ da mamme-teenager ogni anno in Italia / Sesso: SIGO, troppa ignoranza, TV educhi i giovani

http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/esteri/200810images/neonato01g.jpg

Giovani: ginecologi, 10 mila bebe’ da mamme-teenager ogni anno in Italia

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Roma, 27 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - “La scarsa conoscenza della salute riproduttiva e’ evidente: in Italia, ogni anno, assistiamo a circa 10 mila parti da mamme teenager, sotto i 19 anni”. Lo spiega Giorgio Vittori, presidente della Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), oggi a Roma durante il convegno ‘Adolescenti, sessualita’ e media’, promosso dalla Sigo.

“I ragazzi – sottolinea - non sempre hanno gli strumenti per decidere quando avere il primo rapporto, quali sono le informazioni necessarie e quali i valori legati al sesso”. Il risultato negativo e’ fotografato anche dai dati sulle malattie sessualmente trasmesse, in forte aumento.

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fonte:  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Giovani-ginecologi-10-mila-bebe-da-mamme-teenager-ogni-anno-in-Italia_309154654.html

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Sesso: SIGO, troppa ignoranza, TV educhi i giovani

Giovani e sessualità: “Troppa ignoranza, famiglia e scuola non bastano”

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L’allarme è della Società italiana di ginecologia e ostetricia che propone di usare “anche i reality per educare i giovani” con un decalogo da seguire in tv quando si parla di sessualità.

La proposta della SIGO è di utilizzare i programmi più seguiti dai ragazzi in modo da educarli a “comportamenti responsabili“.

Parlare al ‘Grande Fratellodi scelte consapevoli? Spiegare in ‘Un posto al sole‘ come proteggersi dai rischi? “Non è una provocazione“, risponde la SIGO, ma “quanto suggeriscono autorevoli ricerche internazionali che dimostrano come per gli adolescenti sia più facile recepire questi messaggi quando a pronunciarli sono persone con cui si identificano“, i protagonisti di un telefilm, i concorrenti di un reality o i giovani talenti dei più seguiti show degli ultimi anni.

Con il progetto educativo ‘Scegli tula Società  italiana di Ginecologia e Ostetricia propone regole da condividere con autori e conduttori per utilizzare i vari format come veicolo di informazioni certificate.

Se i grandi network, sottolineano, sposeranno il progetto, l’Italia diventerà  il primo Paese a dotarsi di un codice di autoregolamentazione su questi temi.

Il meccanismo dell’immedesimazione - spiega infatti il professor Giorgio Vittori, che della SIGO è presidente – “vale purtroppo anche all’inverso: se la sessualità viene affrontata in maniera superficiale o impropria si rischia di contribuire alla disinformazione dei nostri giovani. E di disinformazione, oggi, ce ne è tanta”: il 37% delle adolescenti la prima volta non utilizza nessuna protezione (17%) o solo il coito interrotto (20%) e solo una su cinque si confronta con il medico in merito alla informazione sulla salute riproduttiva e la pianificazione familiare. Qualche tentativo di inserire messaggi educazionali in programmi cult si e’ gia’ visto anche nella nostra tv ma non sui temi della salute sessuale“.

Il decalogo della SIGO indica di cogliere ogni occasione sia con gli autori che nelle dirette per spiegare che “ciascuno dei due partner deve fare la propria parte, per informare sui duplici rischi di un rapporto non protetto (gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili) e per sfatare luoghi comuni e convinzioni errate“.

Rispetto del partner, informazione sui rischi di gravidanza indesiderata, informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili, raccomandazione per l’adozione della doppia barriera nei rapporti sessuali, anche con il partner abituale, corretto utilizzo della pillola del giorno dopo, no al coito interrotto (che non è una pratica contraccettiva efficace, in un caso su cinque può portare a una gravidanza indesiderata e non assicura alcuna protezione dalle malattie), protezione della fertilità, necessità di rivolgersi a fonti certe (il ginecologo rappresenta la figura di riferimento per quanto riguarda la salute sessuale), sensibilizzazione per i controlli medici periodici e valorizzazione della donna a 360 gradi “perchè solo così – sottolinea Valeria Dubini, vicepresidente dell’Associazione degli ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani – si potrà davvero creare una nuova cultura di rispetto per la donna“.

Sono questi gli elementi del decalogo ‘Scegli tu‘ che la SIGO propone sottolineando che “ogni programma tv rivolto ai giovani che affronti, anche in maniera indiretta, argomenti legati alla sessualità dovrebbe contrastare la banalizzazione del sesso e sottolineare come vada praticato” in modo informato e consapevole.

I ginecologi si rendono disponibili a incontri per condividere i modelli con chi sta dietro le quinte e i presentatori “anche se è evidente che noi restiamo la figura di riferimento per quanto attiene la salute sessuale. Le informazioni reperite da altre fonti vanno sempre verificate con l’esperto“, afferma Vittori.

Rispetto al passatooggi i messaggi devono essere più sofisticati - commenta la dottoressa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) – ma non c’è dubbio che si tratti di una formula vincente“.

E aggiunge:Crediamo in un’integrazione fra scuola, famiglia, operatori sanitari, internet e tv: ognuno, secondo le proprie specificità può contribuire a migliorare la cultura dei nostri adolescenti“.

Le lacune sono ancora “evidenti“, sottolineano gli esperti: se si conta che nel 2006 in Italia vi sono stati 9525 gravidanze e 4150 aborti nelle under 19. Sullo scollamento fra una società oggi più libera e la mancata crescita di consapevolezza verso alcune situazioni, mette l’accento Valeria Dubini, che sottolinea la necessità di aiutare i giovani a investire sul loro futuro, considera che la tv può essere “una chiave di volta per metterli in guardia dai potenziali pericoli” e mette in evidenza: “E’ vero che la tv fa tanto ma può anche fare tanto danno” se il messaggio che passa è scorretto.

Data pubblicazione 24/02/2010 0.00.00
Data ultima modifica 24/02/2010 15.19.00
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Semafori truccati, inchiesta terminata: 35 Comuni coinvolti. Indagati sindaci e vigili

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Semafori truccati, 35 Comuni coinvolti

Indagati sindaci e vigili. Pm: a Segrate 2,4mln multe ‘illecite’

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(ANSA) – MILANO, 27 APR – Sindaci e comandanti di polizia municipale indagati: chiusa dal Pm di Milano l’inchiesta sui semafori truccati.L’indagine avrebbe accertato gare d’appalto pilotate in 35 Comuni e solo a Segrate sarebbero state incassate indebitamente multe per oltre 2,4 mln. La Gdf ha notificato l’avviso di chiusura indagini a 38 persone, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere e turbata liberta’ degli incanti.Al sindaco di Segrate contestato anche l’abuso d’ufficio. Per l’accusa era stato infatti fissato ‘dolosamente in 4 secondi il tempo di durata del semaforo giallo’, tempo impossibile da rispettare per uscire da un incrocio senza passare col rosso. L’avviso di chiusura delle indagini e’ stato notificato anche a Raoul Cairoli, amministratore unico della Ci.ti.esse, azienda che commercializza in via esclusiva i T-Red, i cosiddetti ‘vampiri rossi’ che rilevano le infrazioni, e ad altri tre responsabili di societa’ del settore, che avrebbero messo in piedi fino al settembre 2008, come si legge nel provvedimento, ‘un accordo collusivo di cartello’ per ‘l’acquisizione di contratti’ con le amministrazioni locali, attraverso la ‘collusione con i pubblici ufficiali’. Meccanismo utilizzato in tanti piccoli e medi Comuni, da Cinisello Balsamo (Milano) a Jolanda di Savoia (Ferrara) fino a Fragneto Monforte (Benevento).

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fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2010/04/27/visualizza_new.html_1767041911.html

‘Ndrangheta, catturato il boss Tegano. Ma la folla lo applaude: «È uomo di pace»

Catturato lunedì sera. era latitante dal 1993

http://www.repubblica.it/images/2010/04/26/235022674-2fd3a191-2a1e-4c8e-aa36-c5d8e7889792.jpg

‘Ndrangheta, catturato il boss Tegano
Ma la folla lo applaude: «È uomo di pace»

Reggio Calabria, in cento “rendono omaggio” al latitante arrestato. Il questore: «È un fatto molto brutto»

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REGGIO CALABRIA – C’erano più di cento persone, parenti, gente comune, molti giovani e anche alcuni bambini, ad attendere Giovanni Tegano fuori dalla Questura di Reggio Calabria. Una claque che ha applaudito il boss, arrestato lunedì, dopo 17 anni di latitanza. La piccola folla ha invaso martedì mattina il centralissimo Corso Garibaldi, bloccando il traffico, per salutare e “rendere omaggio” al boss della ‘ndrangheta. «Giovanni uomo di pace» gli hanno gridato durante il trasferimento dalla Questura al carcere. Quindi gli applausi di parenti e conoscenti. Non si sono comunque registrati problemi di ordine pubblico: un cordone di poliziotti ha evitato qualsiasi contatto tra il boss e i suoi “fans” e subito dopo il trasferimento il gruppo di persone radunatesi dinanzi alla Questura si è dileguato. Giovanni Tegano, indossava un vestito di velluto verde e una camicia a quadretti. Agli indirizzi di saluto dei parenti ha risposto alzando la mano e con molta calma si è diretto verso l’autovettura che lo attendeva accompagnato da due agenti della Sezione Catturandi completamente mimetizzati. «È un fatto molto brutto vedere che a Reggio Calabria si applauda Giovanni Tegano» ha commentato il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona.

La folla davanti alla Questura (Ap)
La folla davanti alla Questura (Ap)

LE ACCUSE – Per tutta la notte gli uomini della squadra mobile reggina hanno notificato a Giovanni Tegano oltre alla condanna definitiva all’ergastolo, anche numerosi provvedimenti restrittivi con una sequela di pesanti accuse tra cui omicidio, associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, danneggiamenti.

NAPOLITANO – Per l’arresto del latitante, di cui è stato informato dal ministro Roberto Maroni, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è complimentato con il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e con tutti i suoi colleghi. Molto soddisfatto anche il Guardasigilli Angelino Alfano: «Non passa giorno che non sia costellato da successi per gli straordinari colpi messi a segno da magistratura e forze dell’ordine contro la criminalità organizzata. È una battaglia che non ha precedenti quella che la squadra Stato porta avanti, giorno dopo giorno, contro tutte le mafie» ha detto il ministro della Giustizia.

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Redazione online
27 aprile 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_27/tegano-boss-applausi_8bb9c042-51df-11df-9da0-00144f02aabe.shtml

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