Archivio | febbraio 15, 2011

Antitrust: Rai multata per il televoto “Spieghi che può essere manipolato”

Antitrust: Rai multata per il televoto
“Spieghi che può essere manipolato”

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Sanzione da 50mila euro alla Tv di Stato per pratica commerciale scorretta. “Il conduttore del Festival di Sanremo chiarisca che non esistono strumenti per prevenire abusi da parte di call center e operatori specializzati”. Il provvedimento a seguito della denuncia del Codacons dopo l’edizione 2010. L’Azienda ricorre al Tar

Antitrust: Rai multata per il televoto "Spieghi che può essere manipolato" Pupo ed Emanuele Filiberto, secondi a Sanremo 2010

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ROMA – A poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo 1, è guerra tra Rai e Antitrust. L’Authority multa l’azienda televisiva di Stato per 50mila euro e la obbliga a chiarire ai telespettatori che al momento non esistono strumenti per arginare abusi al televoto. La Rai non ci sta e annuncia il ricorso al Tar.

L’intervento dell’Antitrust è la conseguenza delle polemiche seguite al Festival dello scorso anno, quando il Codacons chiese il sequestro dei televoti e l’accertamento effettivo delle utenze. Motivando la sanzione, l’Authority spiega in una nota: “In occasione del Festival di Sanremo, che inizia stasera, il conduttore dovrà spiegare con chiarezza che l’azienda non è in grado di prevenire l’eventuale abuso di televoto da parte di call center e operatori specializzati”.

Proprio per il mancato avvertimento dei telespettatori sui rischi di manipolazione del voto da casa l’Antitrust accusa la Rai di pratica commerciale “scorretta”. Per porre rimedio, l’informazione ai telespettatori, si legge nella nota, “dovrà essere fornita attraverso l’utilizzo della grafica” con messaggi in sovrimpressione “di evidente leggibilità nel corso della trasmissione. I consumatori potranno così scegliere consapevolmente se partecipare al televoto, sapendo che sono ancora possibili manipolazioni dei risultati attraverso l’invio massivo e automatico di pacchetti di sms e di telefonate da parte di call-center e operatori appositamente organizzati”.

Quest’anno il regolamento del festival ha limato il peso percentuale del voto popolare sui verdetti della manifestazione. Per evitare la sanzione dell’Antitrust, la Rai aveva presentato un articolato pacchetto di misure, finalizzate a fornire ai consumatori un’informazione più chiara e trasparente e a prevenire, con una serie di interventi scaglionati nel tempo, la manipolazione delle preferenze espresse telefonicamente dai telespettatori. Ma all’Antitrust evidentemente non è bastato.

“Tali misure sono state però superate, nei loro effetti – si legge ancora nella nota dell’Antitrust – dalla regolamentazione dell’AgCom, che ha stabilito gli obblighi comportamentali a carico delle emittenti che decidano di utilizzare il televoto. Tali obblighi entreranno a regime, per la parte riguardante gli strumenti tecnici di prevenzione dell’abuso di televoto, a fine 2011″. Per questo l’Antitrust “vista la gravità della scorrettezza di una pratica tanto diffusa e protratta nel tempo” ha deciso di procedere nell’istruttoria comminando una multa che “tiene comunque conto della collaborazione dell’azienda e degli impegni presentati”.

La risposta della Rai è, come detto, il ricorso al Tar del Lazio, annunciato da Sanremo con una nota ufficiale. L’azienda di viale Mazzini ritiene che il provvedimento dell’Antitrust sia “infondato, illogico e contradditorio” e precisa inoltre che la sanzione riguarda presunte “omissioni informative” registrate nella precedente edizione del Festival di Sanremo. Nella nota si sottolinea che “peraltro la stessa Autorità ha riconosciuto il comportamento di ‘fattiva collaborazione’ di Rai e ‘soprattutto la disponibilità’ a migliorare in assenza di una regolamentazione le procedute di televoto, attraverso precisi impegni contenenti ‘misure significative su punti essenziali’”. A questo proposito, la Rai annuncia di aver “immediatamente attuato tutti gli impegni previsti anche attraverso ‘super a scorrimento’ e inviti rivolti al pubblico dai conduttori “idonei a scongiurare possibili abusi di televoto”.

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15 febbraio 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/02/15/news/antitrust_televoto_scorretto_rai_multata-12482034/?rss

Il Gip: “C’è la prova, processate Berlusconi”. Rito immediato, prima udienza il 6 aprile / Nelle carte per Ruby anche le feste romane

CASO RUBY

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Il Gip: “C’è la prova, processate Berlusconi”
Rito immediato, prima udienza il 6 aprile

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Il giudice Cristina Di Censo rileva la sussistenza della prova evidente e attribuisce al Tribunale di Milano la competenza territoriale per il procedimento a carico del premier, accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile dalla procura milanese. Sarà giudicato da tre magistrati donna

Il Gip: "C'è la prova, processate Berlusconi" Rito immediato, prima udienza il 6 aprile

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MILANO -  Lette le carte del caso Ruby 1, il Gip non ha dubbi: Silvio Berlusconi deve essere processato con rito immediato 2 per i reati di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Il giudice Cristina Di Censo rileva così la sussistenza della prova evidente, rinvia a giudizio il premier e fissa la prima data dell’udienza: il prossimo 6 aprile, ore 9,30, davanti alla quarta sezione penale. Dove Berlusconi sarà giudicato da un collegio composto da tre donne, stando a quanto comunica la cancelleria: i magistrati Carmen D’Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri.

SPECIALE Le carte dell’inchiesta 3

Nel provvedimento, il Gip Di Censo afferma la competenza territoriale del tribunale di Milano per entrambi i reati contestati a Berlusconi e ritiene che la competenza funzionale sia propria della magistratura ordinaria e non del tribunale dei ministri.

Dalla notifica del decreto, Berlusconi ha quindici giorni di tempo per decidere se ricorrere a riti alternativi, che in caso di condanna concedono lo sconto di un terzo della pena. Questa la prima reazione della difesa: “Non ci aspettavamo nulla di diverso” dichiara Piero Longo, legale di Berlusconi con Niccolò Ghedini. Lo stesso Longo ironizza sul collegio femminile che giudicherà Berlusconi: “Abbiamo già tre donne nel processo Mills. Benissimo, le signore sono sempre gradite, qualche volta gradevoli”.

In Procura a Milano, poche parole e molti sorrisi. “Ora andremo in udienza”, si limita a dichiarare il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Come in corso d’indagine, anche in udienza l’accusa contro il premier sarà sostenuta dai Pm Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno.

“In data odierna – si legge in una nota firmata dal presidente dell’ufficio del Gip di Milano, Gabriella Manfrin – il giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo, ha depositato il decreto con cui si dispone ai sensi degli articoli 453 e seguenti del codice di procedura penale, giudizio immediato a carico dell’onorevole Silvio Berlusconi”. A cui la Procura di Milano contesta di aver abusato della qualità di presidente del Consiglio per indurre i funzionari della Questura di Milano, la notte del 27 e 28 maggio dell’anno scorso, ad affidare Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti e di avere avuto rapporti sessuali con la giovane marocchina ad Arcore.

Il Gip individua le parti lese nella stessa Ruby, al secolo Karima El Mahroug, marocchina, e nel ministero dell’Interno. Ruby è persona offesa nel procedimento in relazione al reato di prostituzione minorile contestato a Berlusconi: il premier avrebbe commesso atti sessuali con la giovane in cambio di denaro o altre utilità dal febbraio al maggio dello scorso anno, quando la ragazza non aveva ancora 18 anni. Il ministero dell’Interno, invece, è parte offesa in relazione al reato di concussione ipotizzato in relazione alla telefonata che Berlusconi fece nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso in Questura a Milano per ottenere il “rilascio” di Ruby, portata negli uffici della polizia in seguito alla denuncia di un furto.

Oltre alla Questura, risultano indicate come persone offese anche i tre funzionari coinvolti nel fermo e nell’affidamento di Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti. Si tratta di Pietro Ostuni, capo di Gabinetto di via Fatebenefratelli, del commissario capo Giorgia Iafrate e di Ivo Morelli, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura. I tre funzionari, se lo ritengono, potranno costituirsi parte civile. Anche la Presidenza del Consiglio, in ipotesi, potrebbe costituirsi come parte civile in rappresentanza del ministero dell’Interno.

Con l’ultimo rinvio a giudizio, Berlusconi porta a ben sette i processi a suo carico tutt’ora aperti. Processi i cui tempi e le cui sorti potrebbero essere scanditi dai “legittimi impedimenti” invocati dal premier.
Ecco il calendario che attende Berlusconi in tribunale:

- Il prossimo 28 febbraio riprenderà il processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di mediaset, uno di quelli sospesi in attesa della sentenza della Consulta sul legittimo impedimentio continuativo. Il premier risponde di frode fiscale: sul falso in bilancio e appropriazione indebita è già arrivata da tempo la prescrizione, che tra due anni seppellirà tutto.

- Il 5 marzo riprenderà l’udienza riguardante Mediatrade, controllata mediaset al 100 per cento, sempre diritti tv.
Berlusconi risponde di appropriazione indebita fino al 2006 e frode fiscale fino al 2009. Tra gli imputati anche il figlio Piersilvio.

- L’11 marzo è previsto il processo per la corruzione di David Mills. Nello stesso giorno a Bruxelles ci sarà un Consiglio d’europa straordinario sull’economia. La richiesta di rinvio per legittimo impedimento appare come un atto dovuto.

- In primavera Berlusconi dovrà comparire anche nell’udienza Unipol. I pm hanno chiesto l’archiviazione delle accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, in riferimento alla pubblicazione su Il Giornale della telefonata in cui Fassino diceva a Consorte: “allora abbiamo una banca?”.

- Per il premier si potrebbe profilare un’udienza camerale in relazione alla richiesta di archiviazione del presunto aggiotaggio in merito all’invito rivolto da Berlusconi agli imprenditori a non dare pubblicità ai giornali “che remano contro”.

- A Roma, a breve i pm chiuderano le indagini su Rti, altro capitolo dei diritti tv nato dalla trasmissione di atti da Milano. Anche qui l’accusa per il premier è frode fiscale.

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15 febbraio 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/02/15/news/ruby_berlusconi_rinviato_a_giudizio-12482899/?rss

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Tra le organizzatrici delle feste a Tor Crescenza la parlamentare Pdl Maria Rosaria Rossi

Nelle carte per Ruby anche le feste romane

Contatti tra Procure sulle serate a Tor Crescenza e a palazzo Grazioli. Ma Milano smentisce

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La deputata del Pdl Maria Rosaria Rossi – fonte

ROMA – C’è un nuovo filone d’inchiesta sulle feste del presidente del Consiglio. Riguarda le serate organizzate a palazzo Grazioli, ma soprattutto quelle al castello di Tor Crescenza, dove Silvio Berlusconi ha trascorso la scorsa estate. Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati avrebbe deciso di trasmettere ai colleghi della capitale la parte del fascicolo che riguarda tali incontri. Il primo contatto tra i capi dei due uffici giudiziari sarebbe avvenuto un paio di giorni fa. Ieri sera, dopo che l’indiscrezione ha preso a circolare, il procuratore milanese ha tuttavia smentito ogni contatto con il collega romano Giovanni Ferrara. Una presa di posizione che potrebbe preludere addirittura a una marcia indietro: niente più collaborazione. E dunque potrebbe essere rinviata anche la trasmissione dei documenti.
Quanto emerso dagli accertamenti milanesi, e prima ancora a Bari, consente di individuare le persone che portavano le ragazze alle feste del premier. Alcuni riferimenti al «giro» romano si rintracciano nelle carte depositate al Parlamento, soprattutto nelle conversazioni tra le ragazze, ma altri elementi sono stati raccolti dai magistrati e riguardano i riscontri sulle presenze a queste serate e soprattutto i preparativi. Più volte la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi si è vantata di aver organizzato cene nel castello affittato dal presidente del Consiglio ed è possibile che il suo nome compaia nei nuovi atti, anche perché alcuni suoi colloqui con il direttore del Tg4 Emilio Fede erano stati intercettati e allegati agli inviti a comparire notificati allo stesso capo del governo e alla consigliera regionale del Pdl in Lombardia Nicole Minetti, accusata di essere una «reclutatrice» insieme a Fede e a Lele Mora.

«Due, tre volte a settimana»
Leggendo le trascrizioni delle telefonate si capisce come le ragazze che frequentano Arcore siano quasi invidiose per quanto avviene nella capitale. Il 23 settembre 2010 Minetti e Barbara Faggioli parlano del premier.
Faggioli: facendo i conti tra quello che ha dato… col bene che gli voglio, perché lo sai che l’adoro… alla Marysthelle, alla Fico… a questa e a quell’altra…
Minetti: perché te dici anche alla Raffi?
Faggioli: Raffi sicuramente sì dai. Stando a Roma lei lo vedeva anche a Roma, lo sai che fanno queste cene due o tre volte alla settimana, ultimo periodo un po’ di meno, ma prima sì… lo so perché mi chiamavano, poi me l’ha detto anche Raffi stessa.
Minetti: ma dai?
Faggioli: e certo! Io mi sono un po’ avvicinata a lei per capire anche i giri di Roma, eh?
Minetti: e cosa ha detto, due o tre volte la settimana?
Faggioli: be’, che a volte lo vedeva anche due o tre volte, è capitato che non l’ha visto anche per un mese. Poi parlando anche con Cinzia no? Cinzia mi ha detto che si vedevano spesso, che soprattutto vedeva Valeria e Raffa… quindi anche se lui e lei dicono che no, è sì. Lui ha sempre avuto questo vizio qua di dire, no, non vedo nessuno non frequento nessuno al di fuori di voi no?… E invece non è così perché lui non riesce cioè, io poi lo conosco da anni, lui non riesce a stare da solo.

«Andiamo al Castello»
Anche Barbara Guerra e Miriam Loddo potrebbero essere state a Tor Crescenza. Ne parlano il 27 settembre scorso e si riferiscono ad un invito «al castello» per la domenica successiva. Il 19 ottobre Minetti parla invece con Elisa Toti e dal colloquio riemerge la rivalità tra i due gruppi.
Minetti: io a te, non mi ricordo quand’è che t’ho visto, però io t’avevo visto altre volte.
Toti: e io ero romana, ero romana, si cioè stavo a Roma.
Minetti: ah! Ecco tu eri romana…
Toti: frequentavo il giro di Roma, tra virgolette, poi ogni tanto hai visto venivamo su a Milano perché se c’era qualcosa… però io stavo a Roma, poi a lui gli chiesi che comunque preferivo venire su a Milano, poi hai visto, ho iniziato a lavoricchiare qui a Milano, quindi… preferivo insomma stare qua, anche perché poi, conoscevo, parecchi miei amici erano qua, insomma una cosa l’altra, a Roma non è che proprio mi trovassi un gran che bene.
Minetti: adesso sei qua tranquilla no?
Toti: sì…

«Mi vesto da femmina»
Tra le organizzatrici delle feste a Tor Crescenza c’era Maria Rosaria Rossi, parlamentare che frequentava anche Arcore dove, almeno a sentire le intercettazioni, si muoveva come una perfetta padrona di casa. Il 24 agosto scorso parla con Emilio Fede che le annuncia il suo arrivo a Villa San Martino.
Rossi: vieni, vieni. Chi c’è? Niente poche persone…
Fede: ecco no perché c’ho due mie amiche.
Rossi: ah che palle che sei, due amiche, quindi bunga bunga, due de mattina, io ve saluto eh?!
Fede: no tesoro, posso non portarle, eh?! Chi c’è?
Rossi: ma scherzo, ma stai scherzando? No, c’è una delle gemelline… Manuela, e un’altra, sono tre persone, aspetta però, dimmi quanti sei tu e altre due? Siete tre?
Fede:
Rossi: allora avverto la cucina dai, non c’è Roberta se era quello che mi chiedevi.
Fede: no Roberta lo so, è lì.
Rossi: va be’ allora mi devo vestire da femmina pure stasera?
Emilio: stai bene anche com’eri ieri sera…
Rossi: grazie come sei gentile… vabbè mi vado a vesti’ da femmina allora, va…

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Fiorenza Sarzanini
15 febbraio 2011

fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_febbraio_15/sarzanini_feste_romane_bb45055a-38cb-11e0-8e8c-58f8c06c30d0.shtml

TOCCATO IL FONDO – Sulla Padania di domani, Bersani alla Lega: patto per il federalismo

Intervista alla Padania: “So che la Lega non e’ razzista”

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Bersani alla Lega: patto per il federalismo

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“Pur con posizioni diverse e anche alternative, ci sono due vere forze autonomiste nel nostro Paese: il Pd e la Lega”. Ed e’ il Carroccio “a tenere attaccata oggi la spina del governo Berlusconi”

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Roma, 14-02-2011

‘Facciamo un patto per il federalismo’ e’ il titolo che la Padania in edicola domani ha scelto per una intervista a Pier Luigi Bersani in cui il segretario del Pd parla di un “patto tra forze popolari” per cambiare l’Italia.

L’invito che Bersani fa a Bossi e’ quello di “guardare oltre Berlusconi e nel contempo preservare la prospettiva autonomista, perche’ in queste condizioni rischiamo di fare un cattivo federalismo”..

“Pur con posizioni diverse – aggiunge il segretario del partito democratico – e anche alternative, ci sono due vere forze autonomiste nel nostro Paese: il Pd e la Lega”. Ed e’ il Carroccio “a tenere attaccata oggi la spina del governo Berlusconi”.

“Le forze politiche – dice Bersani – forniscano una larga disponibilita’. Va anche bene che il Governo rimanga nell’ambito del centrodestra. Assicureremo un’opposizione propositiva. Ripeto, garantisco personalmente per me e per il mio partito: il processo federalista deve andare avanti e giungere a compimento”.

“Appoggeremo Maroni nella sua richiesta di maggiore condivisione europea di fronte all’emergenza in Nord Africa”.

“So che la Lega non e’ razzista – osserva Bersani – e appoggeremo Maroni nella sua richiesta di maggiore condivisione europea di fronte all’emergenza in Nord Africa”.

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fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=150102

La Cassazione: adozione anche per i single

Il Vaticano: «Ogni bambino ha diritto a un padre e una madre»

La Cassazione: adozione anche per i single

La Corte invita il Parlamento a una legge in materia dopo avere affidato una bimba a una single di Genova

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MILANO – Il Parlamento italiano apra alle adozioni di minori da parte dei single, anche se con le dovute cautele. Lo chiede la Corte di Cassazione, spiegando che nulla in contrario è infatti previsto dalla Convenzione di Strasburgo sui fanciulli del 1967 che contiene le linee guida in materia di adozione. La Suprema corte – nella sentenza 3572 – sottolinea che «il legislatore nazionale ben potrebbe provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell’ambito di ammissibilità dell’adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell’adozione legittimante». Perplessità sono state espresse dal cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, secondo il quale nei procedimenti di adozione «in linea generale, la priorità è il bene del bambino, che esige un padre e una madre». «Non conosco nel dettaglio questo caso e il pronunciamento della Suprema Corte – ha specificato Antonelli -. Ma in linea generale ogni bambino ha diritto a una madre e a un padre: questa dovrebbe essere la normalità».

IL CASO – La sentenza della Cassazione nasce dalla convalida, seppur in forma non pienamente legittimante ma «mite», dell’adozione di una bimba russa alla quale farà da mamma una donna «sola» di Genova. Depositata lunedì, questa sentenza contiene l’osservazione sul fatto che il Parlamento non ha ancora provveduto a varare una legge che consenta l’adozione da parte dei single.

LA SENTENZA – Per i giudici del «Palazzaccio» l’adozione legittimante «è consentita solo a coniugi uniti in matrimonio»: deve «escludersi che allo stato della legislazione vigente, soggetti singoli possano ottenere il riconoscimento in Italia dell’adozione di un minore pronunciata all’estero con effetti legittimanti». Questo, «fermo restando – concludono gli “ermellini” – che il legislatore nazionale ben potrebbe provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell’ambito di ammissibilità dell’adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell’adozione legittimante». (Fonte: Ansa)

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14 febbraio 2011

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_14/cassazione-adozioni-single_cd62a730-3856-11e0-ba7c-0ed13fe12a59.shtml

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