Italia-Programmi.net chiede soldi? Non pagate, è una truffa!

Software, rischio truffa sul Web

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di Andrea Barsanti

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Prima una serie di mail che invitano al pagamento di 96 euro, poi la lettera a casa che minaccia ritorsioni legali: ecco come agisce la Estesa Limited, un’azienda che da mesi truffa ignari utenti attraverso il sito Italia-Programmi.net. Da cronista, ecco l’esperienza di chi in questa trappola ci è caduto.

Genova – Stavo cercando di scaricare un programma gratuitamente e come al solito sono andata su Google, aggiungendo al nome del software che stavo cercando (un programma per la visualizzazione dei video) la dicitura “download gratuito”. Nella pagina dei risultati al primo posto c’era il link al sito http://www.italia-programmi.net, che se cliccato rimandava a una pagina in cui il sito, per procedere con il download, chiedeva di compilare un modulo con i propri dati anagrafici. Ho eseguito, anche perchè non si faceva cenno a nessun tipo di richiesta economica e non era richiesto il numero di carta di credito, ma una volta compilato il modulo non sono comunque riuscita a scaricare il programma, e ho cominciato a pensare che potesse essere una fregatura.

Dopo circa un mese mi è arrivata una mail dall’indirizzo support@italia-programmi.net con cui la Estesa Limited chiedeva il pagamento di 96 euro per la sottoscrizione dell’abbonamento annuale al sito http://www.italia-programmi.net. Nella mail erano indicati giorno e ora d’iscrizione e si sottolineava che, non avendo fatto ricorso al diritto di recesso entro 10 giorni, ero ufficialmente cliente e avrei dovuto pagare. A quel punto ho deciso di ignorare il sollecito, giudicandolo un tentativo poco pulito si spillare quattrini: io non avevo stipulato nessun contratto, mi ero limitata a registrarmi al sito secondo la procedura richiesta.

Di certo non immaginavo che compilare il modulo comportasse un obbligo contrattuale. E dello stesso parere sembra essere anche l’Antitrust, che in seguito a migliaia di segnalazioni tramite sito e numero verde e a una serie di denunce alle autorità ha avviato un’indagine sulla Estesa Limited, culminata con un provvedimento che sanziona la società con una multa di un milione e mezzo di euro per “pratiche commerciali ingannevoli e aggressive”.

Dopo la prima mail, ho ricevuto altri tre solleciti, inviati sempre a tarda notte. Ho continuato ad ignorarli, consapevole ormai che si trattasse di una truffa, ma qualche giorno fa è arrivata una lettera minacciosa in cui la fantomatica Estesa Limited chiede, oltre ai 96 euro, altri 8,50 euro di commissioni per i solleciti, il tutto da pagare tramite bonifico bancario. Nella lettera c’è anche scritto che, in caso di inadempienza, la società provvederà a passare la documentazione all’ufficio recupero crediti, e che per evitare spese legali conviene pagare.

Ignorata anche la lettera, la Estesa Limited ha deciso di alzare il tiro inviando un’ulteriore comunicazione via mail che ha per oggetto una minacciosa “Convocazione presso tribunale regionale giudiziario”. Nella mail mi si comunica che, se non provvederò al pagamento dei 122, 90 euro, la società sarà costretta a “fissare un’udienza presso il giudice tributario tramite avvocato”, con le conseguenti spese giudiziarie a carico mio. Prosegue poi elencando i dati forniti al momento della registrazione “vincolante”, l’indirizzo IP dal quale la registrazione è stata fatta e le coordinate bancarie su cui effettuare il bonifico. Dagli avvertimenti, in sintesi, si passa alle minacce.

Anche il provvedimento dell’Antitrust evidenzia il carattere minaccioso delle missive: “Ai consumatori che non pagavano arrivavano solleciti di pagamento (via mail o per lettera) dal carattere minaccioso, con l’applicazione di costi aggiuntivi e, addirittura, paventando l’esperimento di un’azione penale, inesistente nel nostro Paese, in modo da esercitare un’indebita pressione psicologica”. Sul comunicato ufficiale presente sul sito di Agcm è scritto che copia del provvedimento è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Roma, che ha già aperto un fascicolo, mentre la guardia di Finanza e la Polizia Postale continuano a seguire la vicenda d’ufficio.

Il passo successivo è stato chiamare il numero verde dell’Agcm per chiedere informazioni, cosa che consiglio di fare a tutti coloro che sono finiti nella trappola della Estesa Limited. L’operatore che risponde al numero verde dirà probabilmente ciò che ha detto a me, invitando il consumatore a ignorare i solleciti e non pagare senza timore di ripercussioni legali: chiunque sia stato truffato con queste modalità è infatti tutelato dal provvedimento dell’Antitrust.

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fonte articolo
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