UNA ‘TRUVADA’ MORTALE – Usa, primo passo per commercializzazione della pillola che previene l’infezione da Hiv

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Diciamolo forte e chiaro: IL VIRUS DELL’AIDS NON ESISTE!
Queste campagne sono volte semplicemente a creare nuove categorie farmaco-dipendenti che portano alle casse della Big-Pharma tonnellate di miliardi, a far ammalare progressivamente nel tempo sempre più fasce di persone, e guarda caso sempre soggetti deboli o socialmente emarginabili, fino a che della stessa inventata ‘malattia’ moriranno.
Il meccanismo è semplice: si inventa un virus mortale, lo si tratta con potenti farmaci (che non sono altro che veleni per il nostro corpo altrimenti sano) solitamente nati per altri scopi ed eliminati dal mercato perchè dimostratisi non solamente inefficaci ma gravemente dannosi; con il trattamento le nostre difese si indeboliscono sempre più e, col tempo, si va incontro a morte certa per cause ‘altre’. Anche un semplice raffreddore.
Hiv è la sindrome da immunodeficenza acquisita, ma è un FALSO allarme (e secondo loro l’anticamera dell’AIDS) perché ognuno di noi può essere in condizione di ‘difese abbassate’ per molteplici ragioni: un lutto improvviso, una delusione d’amore, di lavoro, e chi più ne ha più ne metta. Se al momento dell’esame siamo in queste particolari condizioni ecco che scatta la positività dell’Hiv. Che dire dell’esame poi? Nato (anche qui) per altri scopi non è sicuro il suo responso che al 50-60% e ciò significa almeno un 40% di quelli che vengono chiamati ‘falsi positivi’. E questo lo sappiamo per ammissione del suo stesso ‘inventore’. E dall’Hiv all’AIDS conclamato il passo è breve. Quindi i trattamenti, quindi la perdita progressiva della salute fino a ridursi a rottami abbandonati in un angolo di qualche struttura ‘caritatevole’ che, ovviamente, sul lento morire delle persone guadagna soldoni a palate. Ed ogni struttura ha personale sanitario e amministrativo, medici e fornitori di ogni genere…
Per tagliare la testa al toro, chiedete al vostro medico di farvi vedere, ma vedere sul serio, questo famigerato virus dell’AIDS, in fotografia o altro (col microscopio elettronico è una bazzecola fotografarli o filmarli): NON POTRA’ FARLO, PERCHE’ IL VIRUS DELL’AIDS NON ESISTE!
mauro, naturopata
per ulteriori informazioni potete andare qui. Il mio consiglio è sempre inforrmarvi, informarvi, informarvi
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AIDS
Usa, primo passo per commercializzazione della pillola che previene l’infezione da Hiv
Un comitato consultivo della Fda ha dato il suo via libera per l’utilizzo del farmaco antiretrovirale Truvada, finora usato solo per il trattamento di persone infette dall’Hiv, anche per le persone più a rischio, come gay, bisessuali o coppie in cui solo uno è già infetto. Ma ci sono anche dei dubbi. La decisione finale entro il 15 giugno
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SILVER SPRING – È un primo, potenzialmente storico sì. Un comitato consultivo della Food and Drug Administration, l’ente statunitense che decide l’immissione sul mercato di nuovi farmaci, ha dato il suo appoggio alla prescrizione del farmaco Truvada non solo per le persone già infette dall’Hiv ma anche per le categorie più a rischio esposizione, come gay, bisessuali o coppie in cui solo uno dei due partner è infetto.
L’Fda, che dovrebbe decidere entro il 15 giugno, in ogni caso può ignorare il parere del comitato e decidere in maniera contraria. Si tratta comunque di un primo passo verso una decisione che, se arriverà, potrebbe rivoluzionare la vita di milioni di persone e segnare una svolta nell’ormai trentennale lotta all’Aids.
Truvada è un farmaco antiretrovirale utilizzato ormai da otto anni per la cura delle persone già infette dall’Hiv. È una combinazione di due farmaci usati precedentemente (Emtriva e Viread) e fa parte di un cocktail di farmaci normalmente prescritto ai malati.
La decisione non è stata semplice, tutt’altro: il sì è arrivato al termine di una discussione lunga oltre 12 ore in cui si sono affrontate molte problematiche, come la possibilità che l’utilizzo del Truvada possa far diminuire l’uso del profilattico, che rimane il principale mezzo di protezione contro l’infezione. Inoltre gli studi dimostrano che le donne sono meno reattive al farmaco, con tassi di infezione maggiori rispetto agli uomini.
C’era anche chi sollevava dubbi sui rischi per chi poi dimentica di prendere la dose giornaliera di farmaco. “Ma non credo che questo sia nostro dovere stabilire se poi le persone prenderanno il farmaco” ha detto uno degli esperti, il dottor Tom Giordano, del Baylor College of Medicine. “Nostro compito è stabilire se il farmaco funziona e se i benefici sono maggiori dei rischi”.
Le ricerche sono dalla parte del Truvada: nel 2010, uno studio lungo tre anni ha dimostrato che l’utilizzo del Truvada, insieme all’uso del preservativo, poteva ridurre l’incidenza del virus del 42% tra gay e bisessuali. L’anno scorso uno studio analogo sulle coppie in cui solo uno dei due partner era affetto da Hiv, ha dimostrato un calo della possibilità di infezione del 75%.
Nonostante alcuni medici già lo prescrivano per prevenire l’infezione, la possibilità che Truvada venga messo in commercio ufficialmente con questa funzione ha scatenato numerose polemiche, soprattutto legate alla possibilità che un farmaco di questo tipo possa generare false sicurezze e far assumere comportamenti maggiormente a rischio, come il non utilizzo del profilattico, ottenendo l’effetto contrario e facendo aumentare i casi di contagio.
E c’è anche chi ne fa una questione di costi e di fondi limitati: un anno di trattamento con il Truvada costa circa 11.000 dollari. Secondo alcuni esperti, approvare l’uso di questo farmaco sposterebbe ingenti somme verso il Truvada, togliendo quindi fondi per altre cure più economiche e efficaci.
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fonte repubblica.it































Approvo in pieno tutto quanto detto. Aggiungo che la “cura” per l’hiv è l’AZT, cioé un chemioterapico così devastante, che non potevano nemmeno usarlo più sui malati di cancro perché faceva fuori troppo in fretta.
mi e piaciuto il tuo post molto realistico ma se il ( aids) nn esiste che malatia e quella che ci uccidono. e che viene sopranominata aids
ps ho seguito il tuo consiglio mi son in formato
mario, non è la malattia (che peraltro non esiste) ma i farmaci che ti propinano per curarla… ti avvelenano e poco per volta distruggono le tue difese naturali… perciò basta davvero un banale raffreddore per ucciderti…
mauro
ok grazie per avermi spiegato