Archivio | giugno 12, 2012

Terremoto: la tregua e’ finita, 11 scosse in Emilia; la piu’ forte di 4.3 alle ore 3,48

Terremoto in Emilia

Terremoto: la tregua e’ finita, 11 scosse in Emilia; la piu’ forte di 4.3 alle ore 3,48

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12:03 12 GIU 2012

(AGI) – Roma, 12 giu. - La terra ha continuato a tremare nella notte in Emilia: undici scosse sono state registrate dall’istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia. La piu’ forte, di magnitudo 4.3, e’ stata registrata alle 3.48 del mattino a 10.8 km di profondita’ con epicentro tra le province di Mantova, Reggio Emilia e Modena. Non sono stati registrati danni. Le localita’ piu’ prossime all’epicentro della scossa di magnitudo 4.3 sono state Mirandola, Carpi e Novi di Modena. Le altre scosse registrate nella notte hanno avuto magnitudo compresa tra 2 e 2.8. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del dipartimento della Protezione civile non risultano al momento danni a persone e a cose. Proseguono intanto i sopralluoghi di valutazione dell’agibilita’ post sismica svolti dal sistema nazionale di protezione civile con squadre di rilevatori in edifici pubblici e privati nell’area colpita dal terremoto.

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Complessivamente, in Emilia Romagna ed in Lombardia sono stati verificati 5.372 edifici. Di questi circa il 38% sono stati classificati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 32% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno. Lo comunica la protezione civile. Nello specifico, in Emilia, le strutture gia’ controllate sono 4.959. Di queste, 1.918 sono state classificate agibili, 849 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 283 parzialmente inagibili, 79 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 1.610 inagibili e 220 inagibili per rischio esterno. In Lombardia, invece, le strutture gia’ verificate sono 413. Di queste, 119 sono state giudicate agibili, 82 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 36 parzialmente inagibili, 14 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 142 inagibili e 20 inagibili per rischio esterno.

I sopralluoghi vengono effettuati da squadre di tecnici del sistema di Protezione civile nazionale, prevalentemente appartenenti al corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, alle Regioni, agli Enti locali, alle Universita’ dell’Emilia Romagna e agli Atenei che operano nell’ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica (ReLUIS). Sono inoltre impegnati nelle valutazioni di agibilita’ i professionisti formati con corsi specifici secondo precedenti protocolli d’intesa siglati con i consigli nazionali di geometri, architetti e ingegneri. Le squadre, ciascuna composta da almeno due tecnici, hanno cominciato le prime verifiche gia’ dallo scorso 20 maggio. La protezione civile ricorda che “la valutazione di agibilita’ in emergenza post-sismica e’ una valutazione temporanea e speditiva, vale a dire formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili, volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, i cittadini possano utilizzare gli edifici colpiti dal terremoto restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni.

Per questo motivo la verifica di agibilita’ non mira a salvaguardare la costruzione da ulteriori danni, ma solamente la vita degli occupanti. Il giudizio di agibilita’ post-sismica riportato in fase di emergenza nella scheda ‘Aedes’, pertanto, e’ cosa diversa dalla certificazione di agibilita’ che, in ordinario, usualmente accompagna la costruzione o la modifica delle condizioni d’uso di un edificio”.

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fonte agi.it

Siria, denuncia choc dell’Onu: “L’esercito usa i bambini come scudi umani”


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Siria, denuncia choc dell’Onu: “L’esercito usa i bambini come scudi umani”

Il documento parla di minori uccisi, mutilati, incarcerati, vittime di maltrattamenti e abusi sessuali. Il rappresentante delle Nazioni Unite: “Di rado ho visto tanta brutalità contro i più piccoli come in quel paese”


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ultimo aggiornamento: 12 giugno, ore 10:06
Beirut – (Adnkronos/Aki) – Nel rapporto delle Nazioni Unite viene rivelato come alcuni siano stati costretti a salire sui carri armati per fermare gli atttacchi dei ribelli, altri sono stati vittime di uccisioni, mutilazioni, torture, violenze sessuali e arresti arbitrari
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Beirut, 12 giu. – (Adnkronos/Aki) – L’esercito siriano fedele al presidente Bashar al-Assad sta utilizzando i bambini come “scudi umani” nel conflitto in corso. E’ quanto denuncia un rapporto delle Nazioni Unite che rivela come alcuni bambini siano stati vittime anche di uccisioni, mutilazioni, torture tra cui la sottoposizione a scosse elettriche, violenze sessuali e arresti arbitrari da parte delle forze armate di Damasco e dei miliziani appartenenti al gruppo filo-governativo Shabbiha.
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Il rappresentante speciale dell’Onu per i Bambini e i Conflitti Armati, Radhika Coomaraswamy, ha rivelato alla ‘Bbc’ di essere stata testimone in Siria di episodi “orribili” e di non avere mai visto una situazione simile in nessuna altra parte del mondo. “Molti ex soldati hanno parlato di attacchi armati nelle aree abitate da civili e di aver visto bambini, alcuni molto piccoli, uccisi e mutilati”, ha affermato la Coomaraswamy.
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“Ci sono testimoni, inoltre, che hanno visto bambini torturati e abbiamo sentito che sono stati messi dei bambini sui tank e usati come scudi umani per evitare che si sparasse contro i carri armati”, ha aggiunto. La rappresentante delle Nazioni Unite sottolinea tuttavia che anche l’Esercito libero siriano (Els), i soldati disertori che combattono le forze pro-Assad, hanno utilizzato i bambini nel conflitto. “Per la prima volta – ha affermato – abbiamo sentito di bambini reclutati dall’Els per il fronte”.
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Si stima siano circa 1.200 i bambini rimasti uccisi dall’inizio della rivolta contro il regime del Presidente Bashar al Assad, nel marzo 2011, stando a quanto riferito da organizzazioni umanitarie. “Siamo scioccati. L’uccisione e la mutilazione di bambini sono cose accadute in molti conflitti, ma la tortura in carcere su piccoli che non hanno più di 10 anni è qualcosa di straordinario, che non si è visto in nessun altro posto”, ha precisato la Coomaraswamy. Il rapporto delle Nazioni Unite, a dimostrazione del ruolo dei bimbi nel conflitto, cita in particolare l’attacco dell’esercito al villaggio di Ayn al-Arouz, nella provincia settentrionale di Idlib, dello scorso 9 marzo. Alcuni testimoni hanno riferito che quel giorno diversi bambini sono stati costretti ad uscire dalle loro case e “usati dai soldati come scudi umani in quanto posizionati davanti ai finestrini degli autobus che portavano i militari nel villaggio”.
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