Siria: armi chimiche,Israele preoccupato / Siria, ricatto armi chimiche Il regime è pronto a usarle se attaccato
Siria: armi chimiche,Israele preoccupato
Comferma allarme rischio trasferimento armi integralisti sciiti
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(ANSA) – TEL AVIV, 23 LUG – Israele e’ preoccupato per il destino delle armi chimiche della Siria, ma intereverra’ solo di fronte a una ”minaccia diretta”. Lo ha assicurato il presidente, Shimon Peres, in un’intervista alla Cnn anticipata dai media online israeliani. Peres ha peraltro confermato l’allarme, in caso di collasso del regime di Damasco, per il rischio legato al potenziale trasferimento di armi pesanti o chimiche dell’arsenale siriano agli integralisti sciiti libanesi di Hezbollah o all’Iran.
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fonte ansa.it
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Siria, ricatto armi chimiche
Il regime è pronto a usarle se attaccato
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Il governo di Bashar al Assad in Siria ha confermato di avere a disposizione armi chimiche, anche se, ha precisato un portavoce del ministero degli Esteri, Jihad Maqdisi, «le useremo solo in caso di aggressione esterna».
Contemporaneamente a questa minaccia dai contorni sempre più delineati, e che ha preso tutta l’aria di un ricatto, il 23 luglio sono morte almeno altre 15 persone nel Paese, secondo la Commissione per la rivoluzione siriana.
ANCORA MORTI A DAMASCO. I bombardamenti sono continuati nei sobborghi di Damasco (molto colpita nella giornata di domenica 22 luglio) e nella Regione Nord occidentale di Idlib, ma anche a Daraa, Hama e soprattutto ad Aleppo, dei cui violenti scontri i ribelli hanno diffuso alcune immagini.
TERZI: «L’ESERCITO FA PULIZIA ETNICA». Il regime ha continuato a fornire versioni ufficiali discordanti da quelle degli oppositori, sostenendo che nella capitale la situazione «sta tornando alla normalità» anche se, come ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, il dato di fatto è che «l’esercito siriano sta rasentanto la pulizia etnica della propria popolazione».
Sono ripresi i combattimenti anche vicino al centro della capitale, teatro delle maggiori violenze negli ultimi giorni.
L’UE ESTENDE LE SANZIONI. Sono oltre 19 mila le persone morte dal marzo 2011, all’inizio della rivolta dell’opposizione al regime, e la commissione dell’Unione europea ha deciso di estendere le sanzioni sul Paese, nonché gli aiuti umanitari. Secondo l’Onu, infatti, sono quasi altrettanti, 18 mila, i rifugiati siriani che si trovano in Giordania, Libano, Turchia e Iraq.
NO A MILITARIZZAZIONE CONFLITTO. La Ue ha messo in guardia contro un’ulteriore militarizzazione del conflitto in Siria: «Abbiamo fatto passi concreti per limitare i rifornimenti che alimentano i combattimenti», ha detto L’Alto rappresentante Catherine Ashton commentando la decisione dei ministri degli Esteri di rafforzare l’embargo delle armi contro il regime di Damasco. In base alle misure prese, i Paesi Ue saranno tenuti a ispezionare navi e aerei diretti in Siria se sospettati di trasportare armi o materiale che può essere usato a scopi repressivi.
Croce rossa, da marzo 2011 ha aiutato 600 mila persone
La situazione delle persone colpite dalla violenza è tragica, anche se la Croce rossa internazionale ha confermato di averne aiutate almeno 600 mila dall’inizio della repressione. Ma ancora non basta.
«Dobbiamo aumentare il nostro aiuto umanitario alla gente che fugge attraverso la frontiera», ha detto il ministro degli esteri britannico William Hague.
ALTRI 20 MLN PER AIUTI EMERGENZA. Assistenza medica, ripari, cibo e acqua: questi gli aiuti umanitari destinati ai siriani maggiormente colpiti dal conflitto, per i quali la Commissione Ue ha stanziato altri 20 milioni di euro. Una cifra che aumenta ancora il contributo per l’emergenza umanitaria in Siria da parte dell’Ue, che arriva quindi a quota 63 milioni di euro complessivi, oltre ai fondi già previsti finora dagli Stati membri, altri 27,5 milioni di euro.
«SOCCORSI A LIBANO E GIORDANIA». Anche il ministro francese Laurent Fabius ha sollecitato un intervento per aiutare i Paesi vicini come il Libano e la Giordania, «obbligati ad accogliere molti rifugiati».
Ancora Giulio Terzi ha sottolineato la necessità di intensificare il sostegno alla popolazione siriana, in particolare alle «fasce che soffrono enormemente, come i bambini».
DAMASCO ACCUSA LA LEGA ARABA. E ora i governi internazionali devono far fronte con una nuova, reale, minaccia: quella delle armi chimiche.
«I depositi sono sotto il pieno controllo delle autorità», ha detto Jihad Maqdisi in una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla tivù di Stato il 23 luglio.
Il portavoce ha anche puntato il dito contro la Lega araba, sostenendo che l’invito rivolto a Bashar al Assad e in cui gli è stato chiesto di lasciare il potere è stata «una flagrante interferenza negli affari interni siriani. Solo il popolo può decidere se farlo rimanere presidente oppure no».
UE: «ASSAD NON HA POSTO NELLA TRANSIZIONE». Ma l’Ue ha avvertito che dall’attuazione del piano di transizione di Kofi Annan «deve essere escluso il presidente Assad, che non ha posto nel futuro della Siria».
Lunedì, 23 Luglio 2012
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fonte lettera43.it
































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