GIULIANO L’APOSTATA – L’Ilva di Taranto, Giuliano Ferrara e il capitalismo prossimo venturo


Ferrara quando giocava a tirare pietre ai poliziotti a Valle Giulia

L’Ilva di Taranto, Giuliano Ferrara e il capitalismo prossimo venturo

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Personalmente, in quanto osservatori di tv, consideriamo uno dei punti di vista più interessanti quello rappresentato da Giuliano Ferrara, più che un uomo un personaggio alla Conrad. Comunista, agente segreto, anticomunista, laico, ateo devoto, grande giornalista indipendente alle dipendenze di Silvio Berlusconi, ma prima ancora della sua ex moglie Veronica, editrice e donna che, anche lei, si è saputa dimostrare molto indipendente. Insomma, in Giuliano Ferrara c’è un mondo intero da scoprire, almeno per noi persone limitate, legate alle nostre convinzioni e incapaci di vivere tante vite diverse. Così, l’altra sera su La7, abbiamo assistito con vivo interesse al dibattito condotto da Enrico Mentana, al quale partecipavano, con Ferrara, il professor Alesina, Gad Lerner e Paolo Mieli. Gente che ha molto da dire su tutto, ma che veniva continuamente spiazzata e provocata dalle dichiarazioni di Giuliano Ferrara.

Il quale, tra le altre cose, ha spiazzato anche noi, auspicando, proprio nella sera del tragico blocco dell’Ilva di Taranto, l’avvento del capitalismo nel nostro Mezzogiorno. E noi ingenui che credevamo la devastazione del Sud fosse proprio un effetto del capitalismo! Ma – abbiamo pensato – forse Ferrara vorrebbe che a Sud arrivasse un capitalismo moderno, più sociale e meno di rapina nei confronti delle risorse dell’ambiente e dell’uomo. Invece no. Se abbiamo capito bene, districandoci nel fuoco dei paradossi, il direttore del Foglio sarebbe favorevole alle gabbie salariali (come Bossi!), alla sanità totalmente privata; contrario invece alle rigide difese dei sindacati (e della magistratura non ne parliamo neanche).
Cosicché, a Giuliano Ferrara non piace il Sud così com’è, non perché lo giudichi troppo arretrato e precapitalista, ma perché non lo trova feudale abbastanza.

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fonte unita.it

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2 risposte a “GIULIANO L’APOSTATA – L’Ilva di Taranto, Giuliano Ferrara e il capitalismo prossimo venturo”

  1. Michele Renzulli dice :

    Mi dispiace per la Signora Maria Novella Oppo. Scrivere, occupandosi di Ferrara, è quanto di più miserevole si possa fare. Il Ferrara, giustamente come dice l’articolista: comunista, agente segreto, anticomunista, laico, ateo devoto, grande giornalista indipendente al servizio di Berlusconi ) ecc. ecc, è un uomo a cui scrivere di lui e darci importanza. Lo si onora, ignorandolo, non merita neppure disprezzo,è un uomo insignificante, futile, privo di interesse.
    michele

    • Francesco dice :

      scusate ma non erano i comunisti che negli anno ’70 chiedevano l’industrializzazione del sud, che ci indicavano il nord come esempio da seguire? Oltre a Ferrrra giravolte mi sa che ce ne sono state tante negli aderenti del Partito Comunista? E poi ancora con queste storie degli agenti segreti, ma non vi sentire un pò ridicoli?

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