Siria, si teme un massacro ad Aleppo: ribelli e lealisti pronti alla battaglia finale

(Xinhua)  (Xinhua)

Siria, si teme un massacro ad Aleppo: ribelli e lealisti pronti alla battaglia finale

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ultimo aggiornamento: 28 luglio, ore 15:41
Damasco – (Adnkronos/Ign) – Attivisti: pesanti bombardamenti dalle forze del regime. Il centro appare come “una città fantasma” nelle cui strade si vedono solo i combattenti. La popolazione in fuga verso le campagne. L’esercito uccide un bambino di 6 anni che tentava di oltrepassare il confine. Già 41 vittime nel Paese

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Damasco, 28 lug. (Adnkronos/Ign) – Ad Aleppo oggi è il giorno della battaglia decisiva tra ribelli e forze del regime. E la comunità internazionale teme un nuovo massacro nella città siriana. Descrivendo la controffensiva dei lealisti, Abu Omar al-Halabi, un comandante dei ribelli dell’Esercito libero siriano, ha detto che “le forze del regime stanno conducendo pesanti bombardamenti in diverse aree della città ed i nostri combattenti rivoluzionari stanno coraggiosamente contrastando il loro tentativo di attaccare il quartiere meridionale di Salahddine”.

Malik Kurdi, vice comandante delle forze dell’Esercito libero siriano, intervistato dalla Cnn aveva detto che il centro di Aleppo sembra “una città fantasma” nelle cui strade si vedono solo i combattenti. “La gente sta fuggendo dalla città verso la campagna” ha poi aggiunto Kurdi.

L’esercito siriano ha sparato su una famiglia siriana che nella notte cercava di lasciare il Paese per trovare rifugio in Giordania, uccidendo un bambino di sei anni. Colpito al collo, il piccolo Bilal el-Lababidi è deceduto in territorio giordano per le ferite riportate. E’ la prima volta che le guardie di frontiera siriane uccidono qualcuno che cerca di scappare dal Paese.

Bilal el-Lababidi e i suoi genitori erano parte di un gruppo di una dozzina di siriani partiti da Daraa diretti in Giordania, dove oltre 140mila siriani hanno già trovato rifugio. ”E’ un martire che ora si trova in un posto migliore, sono sicura che è in paradiso”, ha detto la madre di el-Lababidi, il cui figlio è stato sepolto nella città settentrionale giordana di Ramtha. La donna è riuscita comunque a varcare il confine con i suoi due figli più piccoli, mentre il marito, caporale disertore, è dovuto tornare indietro per l’attacco dell’esercito.

Nel Paese oggi si registrano già quarantuno morti. Lo riferiscono gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale citati dall’emittente al-Jazeera. In particolare, i cadaveri di quattro persone sgozzate con coltelli sono stati rinvenuti a Deir al-Zour nell’est della Siria. Non è noto sapere quanti morti siano stati registrati ad Aleppo. Secondo fonti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, nei combattimenti nel quartiere meridionale della città sono rimasti uccidi almeno tre ribelli.

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fonte www.adnkronos.com/IGN

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