ROMA – Dolosi gli incendi nella capitale. Gli inquirenti: «C’è una regìa unica»
INCENDIO MONTE MARIO – ROMA 31-7-12 prima ora e mezza
Pubblicato in data 31/lug/2012 da digitaldrome
diario di un incendio annunciato.
ogni anno a Roma tra la fine di luglio e ferragosto c’è qualche scriteriato che nel giorno più caldo e ventoso si diletta di piromania e a farne le spese è quasi sempre monte Mario.
Dolosi gli incendi nella capitale
Gli inquirenti: «C’è una regìa unica»
Caccia ai piromani. La procura: si indaga anche sugli impianti di sicurezza. Roghi a Vigne Nuove e Tivoli. Anche all’Aventino
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di Giulio De Santis e Rinaldo Frignani
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ROMA – Sono dolosi i roghi che da giorni stanno interessando la capitale. Venerdì fiamme anche all’Aventino, partite da un deposito. Gli inquirenti stanno ricostruendo le azioni dei piromani che hanno alzato la rete metallica sulla strada che da via dei Gladiatori porta a Villa Madama – la suggestiva location di tutti i più importanti meeting internazionali degli ultimi anni – e l’hanno poi incastrata a un tratto di recinzione per assicurarsi una via di fuga e non restare bloccati nell’inferno. Poi hanno bruciato tutto. Di inneschi non ci sarebbe stato bisogno. «È bastato un attimo, il fogliame era secco, i tronchi a terra dopo l’ultima nevicata. E poi è evidente che siano stati incendi dolosi: possibile che in due giorni siano scoppiati tutti insieme?».
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Uno dei guardiaparco di Roma Natura, che ha la sua sede a Villa Mazzanti (sgomberata per precauzione lunedì scorso), è sicuro. Attorno a lui c’è un paesaggio lunare: una larga fetta della Riserva di Monte Mario ridotta in cenere. Le fiamme – che hanno ieri mattina hanno ritrovato vigore e sono state spente dai lanci d’acqua di un elicottero – hanno distrutto tutto, saltando da una parte all’altra degli antichi fortini militari incastrati nella fitta vegetazione. Danni per milioni di euro sui quali ora indaga la procura che ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso boschivo. Il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari ha ricevuto ieri le relazioni dei vigili del fuoco e della Forestale che hanno svolto un sopralluogo a Monte Mario. I roghi – compresi quelli a Monte Ciocci e alla Storta – sono stati inizialmente riuniti in un unico fascicolo, poi diviso in due. Per gli inquirenti c’è una regia, un’unica mano dietro gli incendi di questi giorni. Incendio boschivo il reato configurato dal procuratore aggiunto Cucchiari.
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Ma anche il sistema di prevenzione anti-incendio della riserva potrebbe aver avuto problemi ed è quindi finito nel mirino della procura. Ieri le fiamme sono riprese nella prima mattinata, trovando facile esca nei tronchi dove la brace non si era mai spenta. Per fortuna è durato poco: guardiaparco e Forestale hanno avuto presto ragione dell’incendio. Ma non è stato l’unico allarme della giornata. A centinaia hanno telefonato a vigili del fuoco, polizia e carabinieri anche da Tivoli – avvolta dal fumo dopo che le fiamme si erano sviluppate in via Valeria (il rogo è stato poi spento anche con i Canadair) -, dalla Bufalotta e da Vigne Nuove, nei pressi del centro commerciale Porta di Roma, dove a bruciare sono state ampie distese di sterpaglie, dal parco dell’Insugherata, dal lato di via Angelo Emo, dove il fumo si è levato dalla boscaglia sia di mattina sia nel pomeriggio.
Il sindaco Gianni Alemanno è ritornato sull’emergenza incendi: «In quelli boschivi non esiste l’autocombustione – afferma il primo cittadino -. Bisogna capire se si è semplicemente trattato di un fatto colposo, e cioè dovuto alla distrazione di qualcuno, o se c’è la volontà di distruggere un pezzo di natura per una speculazione».
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fonte corriere.it































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