La guerra d’Abissinia, il Vajont e la crisi di Suez: ecco perché il pieno in Italia costa 10 euro più che in Francia o Germania

La guerra d’Abissinia, il Vajont e la crisi di Suez: ecco perché il pieno in Italia costa 10 euro più che in Francia o Germania

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La mini-stangata a sorpresa di ieri sui carburanti è solo l’ultima di una lunga serie. L’agenzia delle Dogane ha annunciato che per coprire il bonus gestori e i fondi per l’Abruzzo le aliquote dell’accisa saliranno di 4,2 euro per mille litri. Incrementi che si traducono in +0,51 centesimi al litro, Iva compresa. E ricordiamo che solo due mesi e mezzo fa era stata varato un altro aumento, da due centesimi di euro al litro, per il terremoto in Emilia.

Le varie accise pesano per circa 25 centesimi al litro, da aggiungere alla stangata del decreto Salva Italia da 9,9 centesimi varata alla fine del 2011 e alle imposte regionali (introdotte per esempio da Liguria e Toscana dopo le alluvioni del novembre scorso). Il risultato è che – come riferisce la Staffetta Quotidiana – il prezzo della benzina si avvicina agli 1,9 euro al litro e quello del gasolio a 1,8 euro al litro (al netto delle promozioni del week-end, come quelle di Agip o Esso Italia).

 Il confronto estero è impietoso, e se ne sarà accorto chi è stato in vacanza oltreconfine: in Germania (nel Baden-Wurttenberg) si fa gasolio a poco più di 1,4 euro al litro, in Francia (in Alsazia) addirittura a 1,38 euro.

La beffa è che mentre il prezzo alla pompa sale, il prezzo industriale italiano si è negli ultimi tempi sempre più avvicinato alla media dell’Unione europea, nonostante il nostro sistema di distribuzione abbia una serie di sovracosti strutturali legati alla frammentazione della rete di stazioni di servizio. All’inizio di luglio a ridurre il distacco sono stati soprattutto gli aumenti che negli altri Paesi, anche i più virtuosi, hanno fatto lievitare la media Ue: in Germania, Francia e Spagna ma anche nei paesi nordici, dove i prezzi finali sono stati spinti dagli scioperi dei lavoratori del settore petrolifero in Norvegia.

La differenza quindi tra il costo industriale e quello alla pompa si deve al vorace fisco italiano, che risucchia accise “straordinarie” legate a eventi ormai finiti da anni in libri di Storia, diventati a loro volta polverosi. Quando facciamo benzina o gasolio paghiamo anche per la guerra d’Abissinia di Mussolini (1935-36), la crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont (1963), l’alluvione di Firenze (1966), gli aiuti legati ai terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1980). Pieno dopo pieno, è un modo sicuramente poco economico per ripassare la Storia d’Italia.

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fonte ilsole24ore.com

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Una risposta a “La guerra d’Abissinia, il Vajont e la crisi di Suez: ecco perché il pieno in Italia costa 10 euro più che in Francia o Germania”

  1. Ferruccio Bravi dice :

    Che bischero ci azzecca la conquista dell’Etiopia nel 1936 col caro benzina democratico del 2000 e rotti? Se il regime che ci tiranneggia non fosse ladro, ma onesto come quello vilipeso dalle carogne senzapatria, sarebbe insopportabilmente antipatico per il suo isterismo antifascista. Comunque: abbasso le carogne d’ogni colore / evviva sempre il nostro Tricolore!

    Date: Sat, 11 Aug 2012 19:00:47 +0000 To: silvalentauser@hotmail.it

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