Respinto il ricorso di Fiat sulla sospensione delle assunzioni a Pomigliano

Il leader della Fiom, Maurizio Landini

Respinto il ricorso di Fiat sulla sospensione delle assunzioni a Pomigliano

Il Lingotto: decisione tecnica

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roma

La Corte di Appello di Roma non ha sospeso, come aveva chiesto Fiat, la sentenza del 21 giugno che impone al Lingotto di assumere 145 iscritti Fiom presso lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. Per le tute blu della Cgil «ora Fiat deve rimuovere la discriminazione accertata dal giudice», procedendo con le 145 assunzioni. Di diverso avviso il Lingotto, che parla di «decisione semplicemente tecnica», dovuta al fatto che non c’era «alcuna necessita» di sospendere l’efficacia della sentenza «in assenza di atti concreti da parte della Fiom volti ad ottenere l’esecuzione»; tanto che non sarebbe pregiudicata la possibilità di «chiedere nuovamente un provvedimento di sospensione qualora nei prossimi giorni la Fiom – dice il Lingotto – dovesse chiedere di attivare strumentalmente iniziative di esecuzione prima della imminente decisione di merito della Corte Roma».

La battaglia legale prosegue con il giudizio di merito in secondo grado, con la decisione della Corte d’appello di Roma attesa per il 9 ottobre, dopo l’appello alla sentenza del 21 giugno proposto da Fabbrica Italia Pomigliano. La newco che sta riassumendo gli operai dello stabilimento campano, e che secondo i dati presentati dalla Fiom in Tribunale dopo 2.093 riassunzioni non ha fatto rientrare in fabbrica neanche un iscritto al sindacato dei metalmeccanici della Cgil. Numeri che hanno convinto i giudici di primo grado del fatto che non poteva trattarsi di una casualità ma della prova di una discriminazione ai danni della Fiom. Una «inusitata pronuncia» quella che «ha imposto alla società di assumere 145 operai solo perchè iscritti alla Fiom», commenta invece Fiat in attesa del giudizio di appello. Diametralmente opposte la lettura della Fiat e quella Fiom.

La decisione di non sospendere la sentenza «per inammissibilità della richiesta della Fiat», commenta il leader della Fiom Maurizio Landini, è «una buona notizia prima di Ferragosto. Cosi – dice – è confermato che Fiat debba assumere i 145 nostri iscritti». Con la decisione della Corte di Appello, prosegue il segretario generale della Fiom, «si conferma che le discriminazioni quando ci sono vanno rimosse: si conferma non solo che la Fiat ha fatto una discriminazione a Pomigliano ma anche che ora la debba rimuovere assumendo i 145 nostri iscritti. A questo punto è necessario che la Fiat dia corso alle assunzioni, altrimenti – dice ancora Landini – saremo di fronte all’ennesima violazione e credo che a quel punto sia le forze politiche che il governo non potrebbero continuare a stare zitti».

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fonte lastampa.it

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