Ilva, Clini: decreto su obblighi azienda entro il 30 settembre

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Ilva, Clini: decreto su obblighi azienda entro il 30 settembre

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ROMA (Reuters) – Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha annunciato oggi che entro il 30 settembre sarà varato un decreto per stabilire le misure che il Gruppo Riva dovrà assumere per garantire il rispetto delle norme ambientali nell’impianto Ilva di Taranto.

Tra i provvedimenti anticipati oggi dal ministro in un’audizione a Montecitorio, la riduzione delle emissioni di benzoapirene – un idrocarburo cancerogeno – dalle cokerie dell’impianto e l’adozione di nuove tecnologie per limitare la diffusioni dal parco geominerario, dove sono stoccati i materiali usati nell’acciaieria.

“Entro il 30 settembre dovremo avere un decreto a firma del ministro dell’Ambiente che stabilisce le iniziative e le misure che devono essere prese dall’azienda per rispettare le norme ambientali Ue”, ha detto Clini nel corso della trasmissione “Radio Anch’io” su Radio 1 Rai.

Il decreto varato dal governo il 3 agosto scorso, che riprende il patto già siglato dal governo e dagli enti locali a fine luglio, stanziando circa 330 milioni di euro, riguarda infatti il risanamento dell’intera area tarantina, ma non direttamente lo stabilimento siderurgico.

Secondo una perizia epidemiologica disposta dalla procura tarantina, in 13 anni le emissioni nocive di Ilva hanno causato la morte di quasi 400 persone. Ma la società sostiene che si tratta di dati relativi al passato, e che oggi la situazione ambientale dell’impianto è nettamente migliorata.

Clini ha escluso per ora il ricorso alla procedura d’emergenza per il decreto, spiegando che “per il momento vorremmo evitarlo”.

AZIENDA FA RICORSO CONTRO DECISIONI GIP

Il ministro ha anche ribadito che il governo è pronto a sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale per contestare gli ultimi provvedimenti assunti dal giudice per le indagini preliminari di Taranto che segue il caso Ilva.

Il gip ha infatti confermato il blocco della produzione nell’ambito di un’inchiesta per disastro ambientale e ha revocato la nomina di Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva, a custode degli impianti, modificando una decisione assunta in precedenza dal Tribunale del Riesame.   Continua…

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fonte it.reuters.com

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