In Siria è emergenza umanitaria. Quasi due milioni senza casa

Valerie Amos – fonte immagine

In Siria è emergenza umanitaria
Quasi due milioni senza casa

L’inviata dell’Onu, Valerie Amos, a colloquio con il governo di Assad per chiedere la sospensione dei combattimenti

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In Siria cresce l’emergenza umanitaria. L’inasprimento degli scontri degli ultimi giorni sta provocando effetti terribili sulla popolazione. Si calcola che siano coinvolte in maniera diretta almeno due milioni di persone, di cui un milione e mezzo costrette a lasciare le proprie case. Per affrontare il problema è giunta nel Paese di Assad via terra, dopo aver attraversato la frontiera con il Libano a bordo di un apposito convoglio, Valerie Amos, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari nonché coordinatore dei Soccorsi di Emergenza dello stesso Palazzo di Vetro. Ad accoglierla c’era una delegazione del ministero degli Esteri siriano. Durante la visita, parte di una missione di tre giorni nella regione, sono previsti colloqui con il numero due del dicastero, Faisal Mekda, e con i rappresentanti della Mezzaluna Rossa di Damasco

SOSPENSIONE COMBATTIMENTI- Secondo fonti diplomatichei l’inviata dell’Onu intende chiedere la sospensione degli scontri, o almeno un rallentamento della loro intensità, per consentire di portare gli aiuti più urgenti ai civili siriani. In caso contrario l’accesso ai siti dove le esigenze della popolazione sono maggiori resterà di fatto impossibile.

SHAABAN A PECHINO – Nelle stesse ore il consigliere politico del presidente siriano Bashar al-Assad, Bouthaina Shaaban, è in arrivo a Pechino, in Cina, per colloqui con la leadership cinese sulla crisi in atto nel suo paese. Nella capitale della Repubblica Popolare, la Shaaban ha in agenda un colloquio con il capo della diplomazia, Yang Jiechi. La Cina spinge da mesi per una soluzione pacifica della crisi e più di una volta ha posto il veto in Consiglio di Sicurezza, insieme alla Russia, contro risoluzioni di condanna del regime di Damasco. Pechino starebbe valutando l’ipotesi di invitare nuovamente anche rappresentanti delle opposizioni siriane.

FRONTE ISLAMICO – Sul fronte islamico si muovono i leader delle nazioni musulmane che martedì sera si incontreranno a La Mecca per discutere la sospensione di Damasco dall’Organizzazione di cooperazione islamica (Oci). Il summit è stato convocato d’urgenza dal re saudita Abdullah, ma i 57 paesi dell’Oci sono tutt’altro che uniti sulla questione. L’Iran, fedele alleato del regime di Bashar al Assad, ha già detto che si oppone ad una tale misura e anche l’Algeria sembra nutrire delle riserve.

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fonte corriere.it

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