RICERCA – Donne felici grazie a un gene che l’uomo non possiede / Simona Izzo: “La nostra condanna: donare il sorriso”

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Donne felici grazie a un gene che l’uomo non possiede

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I ricercatori della South Florida University sono riusciti ad identificare in una sezione di Dna il gene responsabile del buonumore e della felicità, prende il nome di monoamine assidasi A (MAOA).

La scoperta è descritta in un articolo pubblicato su Progress in Neuro-psychopharmacology and biological psychiatry.

Quello che lo studio ha rilevato è un legame tra il MAOA e le reazioni del cervello con alcune sostanze associate agli stati d’animo come il buonumore, l’essere tranquilli e il senso di felicità.

Di fatto, spiegano gli studiosi, il gene è come un regolatore di serotonina e dopamina, dei neurotrasmettitori che hanno a che fare proprio con l’umore.

Per giungere alla conclusione, i ricercatori hanno arruolato 193 donne e 152 uomini. I dati raccolti indicano che l’azione positiva del MAOA è stata osservata solo sulle donne e non sugli uomini.

I partecipanti sono stati sottoposti ad uno screening genetico. Una volta rilevata la variazione del MAOA nei soggetti coinvolti, è stata creata una scala che misurasse il loro livello di felicità.

Henian Chen, lo scienziato che ha guidato la ricerca, ha spiegato che “questo è il primo gene della felicità per le donne”.

“Una bassa espressione del gene MAOA è correlata a stati d’animo sereni – ha aggiunto il ricercatore – una alta espressione invece è legata a stati negativi come l’alcolismo, i comportamenti aggressivi e antisociali”.

Per quanto riguarda gli uomini, Chen ha chiarito che la correlazione individuata nelle donne è invece assente negli uomini.

E’ probabile che nel cervello maschile, simili meccanismi neurologici siano tutt’ora ignoti. Secondo la ricerca, l’ipotesi è che “alti livelli di testosterone presenti negli uomini cancellano ogni possibile effetto del gene MAOA sul loro umore”.

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fonte vitadidonna.org

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La felicità è donna, l’attrice Simona Izzo: “La nostra condanna: donare il sorriso”

Università Usa scopre che il gene della felicità è solo nelle donne, l’attrice: “Da sempre viene relegato tutto a noi”

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di Beatrice Bertuccioli

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Roma, 2 settembre 2012 – Simona Izzo, è vero che la felicità è donna?
«Ho sempre pensato che derivi dall’estrogeno, da cui l’estroversione, l’estro, l’estrosità, la creatività delle donne. Le donne sono portatrici di benessere, sono provvide, si occupano degli altri, il più delle volte, sono assistenziali. Quindi hanno il dovere di essere felici».

A che prezzo?
«Al prezzo anche di grandi infelicità, come tutte le persone che sanno essere molto felici. Perché poi questi sbalzi di umore, che sono tipici delle donne, sono legati proprio al fatto che, chi conosce la felicità, sa che questa felicità ha un prezzo. Perché è un dispendio di energia, la felicità. Ti fa fare, poi ogni tanto ti devi fermare».

A lei capita?
«Io sono una bipolare subclinica. Io ho quella che chiamo — non sapendo del gene — la mia gioia involontaria, che non so da dove venga. Mi diceva mia madre che fin da piccola mi svegliavo felice. Avendo avuto nipoti femmine e nipoti maschi, mi sembra che le donne siano più portate all’esercizio della felicità».

Forse le donne sono più portate ad essere positive, se non proprio felici?
«Positive e propositive. Fin da piccole portiamo dentro di noi l’idea di volere dare felicità agli altri. È difficile che una donna non abbia questo istinto, che poi è anche civetteria, seduttività, accudimento delle persone che stanno male. Le donne hanno questo desiderio di donarsi».

Desiderio che gli uomini non hanno?
«Gli uomini sono tutti concentrati su se stessi. E poi, vivendo con una donna, un uomo, delega alla donna anche l’organizzazione della propria felicità. Tanto ci sei tu, tanto lo farà lei. Sta per uscire un mio libro, ‘Baciami per sempre’. Mi sono resa conto, rileggendomi, che io passo tutta la mia vita cercando di fare stare bene o mio figlio o mia madre o i miei nipoti o le mie sorelle. Il gene della felicità è questo, cercare di fare felici gli altri».

In questo modo è felice anche lei?
«Non lo so, però mi tengo occupata. E allora in questo esercizio — che è anche un esercizio di buona volontà — sotterro, scanso il mio problema. Di sicuro da sola non sono felice. Non mi va di occuparmi di me, mi peso».

Sembra che negli uomini sia il testosterone ad annullare gli effetti benefici del gene Maoa.
«Il testosterone fa cadere i capelli agli uomini e li rende aggressivi. Forse gli dà più forza, ma certo non gli dà la felicità».

di Beatrice Bertuccioli

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fonte qn.quotidiano.net

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