Alcoa: operai scendono dal silo. Azienda “verso la chiusura”

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Alcoa: operai scendono dal silo. Azienda “verso la chiusura”

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22:50 07 SET 2012

(AGI) – Cagliari, 7 set. – Sono scesi dalla cisterna poco prima delle 17.30 i tre operai dell’Alcoa che da quattro giorni protestavano a oltre 60 metri d’altezza nella fabbrica di Portovesme per ottenere dall’azienda un impegno scritto a sospendere le procedure di fermata dell’impianto. Le condizioni di uno di loro, che ha problemi di cuore e aveva gia’ accusato un malore, sono peggiorate in giornata. Una volta a terra, assistiti dai colleghi, i tre lavoratori hanno dichiarato che lunedi’ prossimo saranno a Roma alla testa del corteo per il lavoro che i sindacati del Sulcis stanno organizzando. “In un primo momento il nostro collega non voleva scendere”, ha riferito Rino Barca della Cisl. “Ci ha detto che l’avrebbe fatto soltanto assieme agli altri due compagni, i quali, per solidarieta’, sono venuti giu’ con lui”. L’operaio e’ stato accompagnato dai colleghi da un medico di fiducia per essere visitato. “Glencore invia una manifestazione d’interesse direttamente ad Alcoa, se davvero e’ intenzionata all’acquisto”, e’ l’invito lanciato da Barca al gruppo svizzero che ha comunicato al Mise l’intenzione di acquisire la fabbrica di alluminio di Portovesme, ma a determinate condizioni.
L’AZIENDA, A DICEMBRE SI CHIUDE

“Continueremo a impiegare i nostri dipendenti fino alla fine del 2012″: e’ l’annuncio dell’azienda, la quale ha confermato che non ci sono nuove manifestazioni di interesse da parte di potenziali acquirenti dell’impianto di Portovesme. “Nei giorni scorsi – si legge nel comunicato – il comprensibile livello di preoccupazione per il futuro dello smelter di Portovesme e dei suoi dipendenti e collaboratori ha portato a una grande quantita’ di congetture e commenti. Sebbene siamo soliti non commentare le indiscrezioni, riteniamo utile riconfermare che dal primo agosto non abbiamo ricevuto nessuna nuova e concreta manifestazione di interesse da parte di potenziali acquirenti dell’impianto Alcoa di Portovesme. Come tutti sanno, Alcoa ha condotto un processo”.”Come tutti sanno – prosegue l’azienda – Alcoa ha condotto un processo di vendita che si e’ concluso il 31 agosto senza tuttavia arrivare a firmare una lettera di intenti con un soggetto interessato all’acquisto dello smelter. Il processo e’ stato accurato e corretto, abbiamo dato aggiornamenti sui nostri progressi nel corso di riunioni con tutte le parti interessate in maggio, luglio e agosto, durante le quali tutti sono stati liberi di fare domande. All’inizio diversi potenziali acquirenti hanno preso in considerazione la possibilita’ di acquisto, ma l’elenco si e’ poi ridotto a solo due aziende che hanno poi dato indicazioni preliminari scritte di interesse”. Ad entrambe, aggiunge l’Alcoa, “abbiamo dato il pieno accesso ai nostri dati, allo smelter e al suo personale cosi’ da consentire alle due societa’ di fornire manifestazioni finali scritte di interesse, che sono arrivate entrambe a giugno.
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Abbiamo deciso di rifiutare l’offerta di una di esse perche’ le sue condizioni erano irrealistiche in materia di fornitura di energia e perche’ estremamente costoso per Alcoa. Siamo andati avanti con l’altra, nella speranza di poter arrivare alla stesura di una lettera di intenti, ma il processo e’ fallito senza arrivare alla firma di una lettera prima del 31 agosto”.
Dopo la comunicazione fatta ai sindacati il 1� settembre, “abbiamo iniziato il processo di chiusura. Una volta conclusa la chiusura della maggior parte delle unita’ produttive, provvederemo alla corretta manutenzione dello smelter cosi’ che sia pronto a essere riavviato da un altro operatore, nel caso si facesse avanti. Manterremo lo smelter in questa condizione per un altro anno e continueremo a impiegare i nostri dipendenti fino alla fine del 2012. Per mantenere viva questa possibilita’, – conclude l’azienda – e’ di vitale importanza portare avanti il processo di chiusura in modo ordinato e tempestivo secondo il piano definito dal management dello stabilimento. Un processo ordinato di chiusura e’, inoltre, fondamentale per tenere sotto controllo le attivita’ e garantire la sicurezza dei nostri dipendenti, della comunita’ locale e dell’ambiente. Come abbiamo sempre fatto, continueremo a tenere informate tutte le parti coinvolte”. (AGI) .

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fonte agi.it

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