Alcoa, operai in corteo a Roma. Tensione e tafferugli con la polizia / Alcoa pronta a negoziato

Scontri a Roma (foto Percossi-Ansa)

Alcoa, operai in corteo a Roma
Tensione e tafferugli con la polizia

Lanci di bombe carta in via Molise, 16 feriti: due operai e 14 agenti. Oggi vertice sul futuro dello stabilimento sardo. A rischio 800 posti. Fornero: la soluzione deve essere sostenibile economicamente

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ROMA – Alta tensione nella capitale per il corteo dei lavoratori dell’Alcoa che protestano contro la chiusura dello stabilimento di Portovesme in Sardegna.Vertice sul futuro della fabbrica di alluminio al ministero del Lavoro (continua a leggere).

Scontri sono scoppiati davanti al ministero dello Sviluppo economico: fitto lancio di mini lamine di alluminio e bottiglie contro le forze dell’ordine da parte dei manifestanti. Contro il cancello del ministero sono stati lanciati petardi e bombe carte: gli agenti hanno risposto manganellando alcuni operai poi sono iniziati gli scontri. Dopo il breve contatto tra manifestanti e forze dell’ordine, gli operai hanno gridato «vergogna, vergogna» e lanciato bottigliette d’acqua e tondini di alluminio sulle finestre e sul portone del dicastero. Il bilancio è di 16 feriti: due operai e 14 tra le forze dell’ordine (8 agenti, un dirigente, un ispettore, 3 carabinieri e un finanziere). Aggredito il responsabile economia del Pd, Stefano Fassina (continua a leggere).

Il corteo. Da piazza della Repubblica i manifestanti si sono diretti al ministero dello Sviluppo, dove è in corso il vertice tra governo, sindacati, vertici della multinazionale statunitense dell’alluminio e regione Sardegna. L’area è blindata, con un imponente spiegamento di forze dell’ordine e disagi al traffico nella zona di via via Veneto e via del Tritone. Nella Capitale alto il livello di sicurezza dopo il ritrovamento l’altro ieri di un finto ordigno presso un traliccio elettrico vicino allo stabilimento di Portovesme.

Gli operai hanno cercato di sfondare un cordone della Polizia all’altezza del ministero dello Sviluppo economico. Gli agenti hanno cercato di contenere l’avanzata dei manifestanti che spingevano in massa contro il cordone. Alcuni operai hanno lanciato diverse bombe carta verso le forze dell’ordine e i blindati. Già precedentemente i manifestanti avevano provato a “sfidare” altri sbarramenti lungo la strada del corteo. In via Bissolati i manifestanti avevano tentato di deviare il percorso su largo di S. Susanna.

Il resto del corteo ha sfilato per le strade del centro in maniera pacifica dopo i momenti di tensione. Il corteo ha sfilato guardato a vista da un imponente servizio di sicurezza. A circondare la testa del corteo un cordone di lavoratori con il gilet con su scritto: «Servizio d’ordine ex Alcoa», mentre a scortare i manifestanti due furgoni della polizia e forze dell’ordine in tenuta antisomossa.

Trombette, petardi, fischietti e fumogeni. I manifestanti , fin dall’inizio hanno dato vita ad una manifestazione molto rumorosa con tamburi, caschi sbattuti a terra o contro le serrande dei negozi chiusi. In testa anche i sindaci del Sulcis mentre i lavoratori sardi, qualche centinaio, improvvisano piccole corse in gruppo per alcune decine di metri.Da Civitavecchia, dove sono arrivati in nave dalla Sardegna, gli operai con sette bus sono arrivati a Roma in circa 500. A sventolare le bandiere della Sardegna, di Fiom Cgil, Cisl, Uilm, oltre a cartelli con su scritto: «Lavoro-sviluppo-occupazione=pace sociale» e «Alcoa=U.S.A. e getta». Durante il corteo alcuni passanti stanno dimostrando il proprio sostegno con applausi e sorrisi. «Mamma mamma mamma sai perchè siam venuti qua? La cassa integrazione non la vogliamo far!», uno degli slogan.

«Non ci preoccupa la manifestazione, ci preoccupa tutto il problema dell’Alcoa», ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. «Siamo vicini ai lavoratori e ci sentiamo di spiegare loro lo sforzo che il governo sta facendo, che è quello di cercare di tenere in piedi quei posti di lavoro» che però, ha precisato il ministro, «devono essere sostenibili economicamente».

Arrivo in nave. Il gruppo più numeroso, circa 400 persone, si è radunato ieri alle 15.30 nel piazzale di Portovesme. Un’ora dopo sono partiti in pullman alla volta di Olbia: circa quattro ore di viaggio per raggiungere il porto e prendere il traghetto della Tirrenia Nuraghes delle 22.30 diretto a Civitavecchia. L’altro gruppo, compresi i sindaci, è partito in aereo da Cagliari tra ieri e stamani mattina con il primo volo.

Lunedì 10 Settembre 2012 – 08:58
Ultimo aggiornamento: 15:40
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Alcoa pronta a negoziato con Klesch per sito sardo – Fim Cisl

lunedì 10 settembre 2012 14:44

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ROMA, 10 settembre (Reuters) – Il gruppo statunitense dell’alluminio Alcoa sarebbe disponibile a trattare la cessione dello stabilimento sardo di Portovesme agli svizzeri di Klesch.

Lo riferisce il segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, a margine dell’incontro in corso al ministero dello Sviluppo economico tra governo, regione, sindacati e Alcoa.

Poco prima, una fonte sindacale aveva riferito che durante l’incontro il governo ha rivelato di aver ricevuto un interesse formale per lo stabilimento da parte di Klesch.

“Al tavolo, Alcoa si è detta disponibile ad avviare un negoziato con Klesch che è l’unica che ha manifestato interesse. Alcoa si è detta disponibile ad aprire con chiunque dia disponibilità”, ha detto Bentivogli.

(Alberto Sisto)

Sul sito http://www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte it.reuters.com

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