Siria: Usa contro Russia mentre la carneficina continua


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Siria: Usa contro Russia mentre la carneficina continua

Oggi inviato Onu vede segretario Lega Araba

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(di Eloisa Gallinaro) (ANSAmed) – ROMA, 10 SET - Niente da fare. La diplomazia internazionale non riesce a intravedere alcuno spiraglio per fermare il conflitto siriano e continuano essere le armi di ribelli e governativi a contendersi Damasco, Aleppo, Homs, Daraa, strada per strada, casa per casa, tra raid aerei, esecuzioni sommarie, attentati.

”Dobbiamo essere realistici – ha detto il segretario di Stato Usa Hillary Clinton dopo gli incontri con il presidente russo Vladimir Putin e il suo collega Serghiei Lavrov a margine del vertice Apec a Vladivostok – non la vediamo allo stesso modo sulla Siria. Ed e’ possibile che continui cosi”’. Per essere piu’ precisa, Clinton ha sottolineato che Washington continuera’ a lavorare con i Paesi che condividono la sua visione e ad appoggiare l’opposizione siriana nella sua lotta contro il presidente Bashar al Assad. Al quale, il generale Mustafa al-Sheikh, capo del consiglio militare dell’Esercito libero siriano (Esl), non da’ piu’ di 4 mesi di vita, che sono ”il tempo massimo se consideriamo i danni irreversibili che abbiamo inflitto all’esercito regolare e il morale sotto i tacchi dei suoi ufficiali”. Ottimisticamente, aggiunge il generale, ”potremo rovesciare il regime anche in due mesi”. La spiegazione, secondo al-Sheikh, e’ politica e militare. Da una parte l’unita’ dell’opposizione armata, dall’altra l’incapacita’ dei governativi a combattere con le forze di terra nelle citta’, ”con l’eccezione di Damasco”, visto che l’esercito riesce ad attaccare solo per via aerea o con i tank.

Sapere chi controlla che cosa, al 19/mo mese di guerra, anche con un certo grado di approssimazione, e’ praticamente impossibile. E la conta dei morti e’ scandita ogni giorno solo dai ribelli, secondo i quali ieri un raid aereo contro un quartiere di Aleppo – dove da giorni manca anche l’acqua – ha provocato decine tra morti e feriti. La tv ufficiale ha invece accusato un ”gruppo terrorista” di un attentato contro un bus sulla strada tra Homs e Massyaf, nel centro della Siria, che ha provocato quattro vittime. In totale, secondo il presidente dell’Osservatorio siriano per i diritti dell’Uomo, Rami Abdel Rahmane, le violenze in Siria hanno provocato la morte di 27.379 persone. Il 70 per cento, 19.499, erano civili, molti dei quali avevano preso le armi. Sono stati uccisi inoltre 1.113 disertori e 6.767 governativi. Un puzzle difficile da comporre e il successore di Kofi Annan. l’algerino Brahimi, si muove con cautela anche alla luce dell’ulteriore affermazione odierna di Hillary Clinton, che ha sottolineato l’inutilita’ di una risoluzione dell’Onu che non comporti ”conseguenze” per Damasco perche’ il presidente Assad la ignorerebbe. Oggi Brahimi – che ritiene ”indispensabile” il sostegno della comunita’ internazionale per la ricerca di una soluzione – incontrera’ il segretario della Lega Araba Nabil al-Arabi. Poi, quando si sara’ chiarito le idee e saranno messi a punto i dettagli, andra’ a Damasco. Con molte buone intenzioni e poche speranze. (ANSAmed).

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fonte ansamed.ansa.it

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