MORE SOLITO – Benzina, tonfo del prezzo internazionale ma per l’automobilista non cala di un cent

Benzina, tonfo del prezzo internazionale ma per l'automobilista non cala di un cent

Benzina, tonfo del prezzo internazionale ma per l’automobilista non cala di un cent

In un colpo solo si è registrata una riduzione di oltre 50 dollari a tonnellata, ma il prezzo alla pompa rimane invariato. E si riaccende la polemica sui margini lordi delle compagnie, che hanno guadagni addirittura superiori agli anni precedenti

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ROMA - Non è la prima e non sarà neppure l’ultima che accade, ma dopo lo shock per un’estate che ha visto crollare anche la diga simbolica dei due euro a litro, l’immobilità del prezzo dei carburtanti alla pompa malgrado il calo delle quotazioni del petrolio è destinato ad innescare l’ennesimo scontro tra le grandi compagnie e i consumatori.

A rilanciare la polemica sono le testate specializzate Quotidiano Energia e Staffetta Quotidiana che segnalano come “c’è stato un vero e proprio tonfo ieri sul mercato del Mediterraneo per il prezzo internazionale della benzina. In un colpo solo si è registrata una riduzione di oltre 50 dollari la tonnellata. I prezzi alla pompa, invece, fatta eccezione per una nuova limatura al ribasso apportata da Esso, restano fermi. Ieri la quotazione della verde è precipitata a 628 euro per mille litri (-30), quella del gasolio è scesa a 683 euro per mille litri (-3)”.

“Nel giro di una settimana i prezzi internazionali sono scesi rispettivamente dell’equivalente di 5,4 centesimi (benzina) e 1 centesimo (gasolio) al litro, senza che i prezzi alla pompa ne risentissero in modo sensibile. Nel fine settimana è dunque lecito aspettarsi una riduzione dei prezzi di almeno tre centesimi sulla benzina e di un centesimo sul gasolio”. Questa mattina non si registrano variazioni rilevanti, eppure i margini lordi continuano a salire e si attestano ormai a circa 2 centesimi al di sopra della media dei tre anni precedenti.

Viste le resistenze dei petrolieri, la speranza che il prezzo dei carburanti possa tornare a scendere come da tempo chiedono le associazioni dei consumatori sembra essere legata esclusivamente alla possibilità che il governo dia il via libera al decreto del Ministero dello Sviluppo che fa ricorso al meccanismo dell’accisa mobile per compensare l’extragettito Iva, con un impatto per gli automobilisti compreso tra 1 e 2 centesimi. Il tema sarà al centro anche della manifestazione indetta dalle organizzazioni dei consumatori per martedì prossimo a Montecitorio. Al  governo le associazioni chiedono di mettere immediatamente in campo una serie di misure che vanno dalla “lotta all’evasione fiscale destinando l’extra gettito a ridurre” le tasse alla “realizzazione dell’accisa mobile” per la benzina, da un’efficace “vigilanza sull’andamento dei prezzi e delle tariffe” all’introduzione “anche nel settore dei servizi pubblici locali di misure a favore delle fasce reddituali più deboli mediante il sistema delle tariffe sociali”.

Intanto, sempre secondo quanto ricostruisce Quotidiano Energia, i prezzi medi nazionali sul servito registrano 1,935 euro/litro sulla benzina, 1,823 sul diesel e 0,818 sul gpl che prosegue nei rincari. Le punte massime si confermano a rispettivamente a 2,019, 1,858 e 0,842 euro/litro.

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fonte repubblica.it

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