Laziogate, Polverini sempre più in bilico

 

Polverini, fondi Pdl Lazio

Laziogate, Polverini sempre più in bilico

.

Di Jolanda Bufalini

24 settembre 2012

.

Batman imperversa sulle reti nazionali, porta Gotham City alla ribalta ogni giorno, ieri a “in onda” su la 7. Il protagonismo televisivo di Franco Fiorito, bulimico anche in questo, moltiplica l’effetto dell’assedio a Renata Polverini.

È stata una domenica frenetica di riunioni e di pressing, mentre l’ingombrante consigliere di Anagni consumava anche le ultime briciole di credibilità del centro destra. In serata Renata Polverini è andata a palazzo Chigi, a consulto dal premier Monti.

Subito ha ripreso quota la carta delle dimissioni, mentre va avanti l’iniziativa Pd per andare al più presto al voto. Il gruppo democratico, Idv e Sel si sono pronunciati all’unanimità per le dimissioni dei consiglieri e sono cominciate le prime defezioni nella maggioranza, pronto a dimettersi anche Rocco Pascucci, Mpa. Esterino Montino, capogruppo Pd, si dice convinto che «l’Udc non può rimanere insensibile» mentre, aggiunge, «le dimissioni della Polverini sarebbero una vittoria dell’opinione pubblica». Nella traumatica conclusione della consiliatura attraverso le dimissioni della presidente, un peso decisivo avrebbe l’orientamento dell’Udc e quello, espresso con chiarezza, del cardinale Bagnasco..

Franco Fiorito in Tv accusa insieme all’ineffabile avvocato Taormina: a proposito della festa di Ulisse- De Romanis, i proci-porci e gli illustri ospiti come Renata Polverini: «Che De Romanis abbia pagato la festa con i soldi suoi, lo dice lei. Vada a controllare i bilanci di una associazione che si chiama ‘Amici dei giovani del Ppe’ e veda come hanno speso i soldi». Spiega: «Io sicuramente ho finanziato l’associazione. A quella festa io sono l’unico a non essere andato. Lui dice che quella festa non c’era mai stata: mi era arrivato un preventivo da 48mila euro da Cinecittà che io ho respinto. È la stessa festa, ma andava fatta a Cinecittà al costo di 48 mila euro». Quanto alla vacanza in Sardegna da 29.000 euro, «è uno schiaffo alla miseria, di questo mi pento».

Domenica di pressing e riunioni dopola proposta fatta dal segretario del Pd Enrico Gasbarra: dimissioni dei consiglieri con l’obiettivo di andare al voto anticipato. Dalle 9 alle 12 della mattina si è riunito il Pdl, ma qui alla fine è passata la linea del «restare in sella». Il sindaco di Roma Alemanno difende Renata Polverini, che secondo lui è la persona «che sapeva di meno perché non è in consiglio», ma poi chiede «un azzeramento totale all’interno del centro destra», in nome di una rifondazione «sui valori». Replica il Pd romano: «si ricordi di parentopoli».

Riunione serale per il gruppo democratico conclusa con la risoluzione di firmare le dimissioni e di iniziare la raccolta delle firme fra le forze del centro sinistra ma non solo, «la differenza – spiega il consigliere Claudio Mancini – con la mozione di sfiducia che abbiamo presentato è che si possono volere le elezioni anticipate anche senza condividere il nostro giudizio negativo sulla giunta Polverini».

Il nodo è quello dell’Udc, il vicepresidente della giunta Luciano Ciocchetti vuole fermamente restare. In Aula, dagli scranni del governo, è arrivato a negare cose che tutti conoscono, come l’indagine in corso nei confronti dell’assessore Birindelli. Ma Ciocchetti non è consigliere e, nel dibattito assembleare, era palpabile la disperazione di alcuni consiglieri dell’Unione di centro, nell’ essere accomunati al ladrocinio e anche allo stile dei loro forzati alleati.

Nell’Udc che punta all’immagine di un partito rinnovato, che guarda a Passera e a Marcegaglia, l’alleanza degli spreconi laziali è motivo di notevole imbarazzo. Rocco Buttiglione ha dichiarato che lui «si sarebbe dimesso», Pierferdinando Casini ha preso tempo: «C’è un disagio profondo», ma questo non lo porta a trarre conclusioni. Elogia la presidente Polverini però aggiunge: «Se è riuscita a far risparmiare 20 milioni di euro al consiglio regionale, questo significa che c’è uno spreco che sfugge ai partiti nazionali». La «vergogna – insiste – non deve gettare discredito su chi fa politica seriamente». Però nessuna decisione è presa, nessun dado è tratto, anche se sa che questa vicenda può rendere impossibile l’alleanza con il centro sinistra nel Lazio. Il «profondo malessere» espresso da Buttiglione è probabilmente condiviso anche nelle file del gruppo dell’Udc.

Oggi è prevista la riunione dei capigruppo alla Pisana, è la sede nella quale saranno formalizzate le dimissioni dei consiglieri. Resta l’incognita Udc alla quale si aggiungono quelle dell’Api e di Fli. Convocate anche la segreteria e la direzione del Pd del Lazio, si annuncia un dibattito abbastanza infuocato ma riguardo all’opposizione troppo morbida sull’assegnazione dei fondi ai gruppi, sulla decisione di puntare allo scioglimento del consiglio e al voto, invece c’è l’unanimità.

.

fonte unita.it

About these ads

Una risposta a “Laziogate, Polverini sempre più in bilico”

  1. antonio75 dice :

    Due cose appaiono evidenti: la prima e che la Poverini sapeva. La seconda e che l’UDC è,e rimane il partito più ambiguo d’Italia.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 180 follower

%d bloggers like this: