Video di Assange, ma non c’e’ accordo Gb-Ecuador
Video di Assange, ma non c’e’ accordo Gb-Ecuador
Il fondatore di Wikileaks: è per questo Paese se parlo da uomo libero
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Gran Bretagna e Ecuador cercano una soluzione al caso di Julian Assange ma la vicenda dell’australiano che 100 giorni fa ha chiesto asilo al governo di Quito non si sblocca. Regno Unito e Ecuador sono “impegnati a cercare una soluzione diplomatica e pronti a incontrasi di nuovo a livello di ministri degli esteri per continuare i negoziati”, ha detto un portavoce del Foreign Office al termine di un incontro a New York tra il ministro degli esteri William Hague e il collega ecuadoregno Ricardo Patino.
Hague ha ribadito a Patino che la Gran Bretagna ha l’obbligo legale di estradare Assange in Svezia dove l’australiano deve essere interrogato su accuse di reati sessuali e che il concetto di ‘asilo diplomatico’, pur largamente accettato in America Latina, non è contemplato nel diritto britannico.
NEW YORK – ”Grazie all’Ecuador che mi ha permesso di esprimermi da uomo libero”. Lo ha detto Julian Assange in videocollegamento da Londra con il quartier generale delle Nazioni Unite in cui ha accusato le forze armate americane in Iraq di ”omicidi e corruzione politica”.
Le autorita’ militari degli Stati Uniti sembrano aver designato Julian Assange e Wikileaks come nemici degli Stati uniti, secondo documenti ottenuti dal Sydney Morning Herald grazie alle leggi Usa di liberta d’informazione. Lo riferisce oggi in esclusiva il quotidiano, secondo cui documenti declassificati di controspionaggio dell’Aeronautica statunitense (Usaf) confermano che i militari Usa che entrano in contatto con Wikileaks o con suoi sostenitori rischiano di essere incriminati per aver ”comunicato con il nemico”, un grave reato militare passibile anche della pena capitale. I documenti riguardano un’indagine dell’Usaf diretta a un loro analista che avrebbe espresso sostegno per Wikileaks e avrebbe partecipato a manifestazioni pro-Assange a Londra.
L’indagine, che si e’ poi conclusa con l’archiviazione, mirava ad accertare se l’analista, che era dotato di autorizzazione di sicurezza top secret, con accesso alla rete militare detta Secret Internet Protocol Router Network, avesse fornito informazioni classificate o sensibili a sostenitori di Wikileaks, descritto come ”gruppo anti-Usa e anti-militare”. Il reato sotto indagine era ‘comunicare con il nemico’, 104-D, un articolo del codice militare che proibisce al personale militare di ”comunicare, corrispondere o mantenere relazioni con il nemico”. Il quotidiano cita l’avvocato Usa di Assange, Michael Ratner, secondo cui la designazione di Wikileaks come ”nemico” avrebbe ”gravi implicazioni” per il fondatore di Wikileaks se venisse estradato in Usa, compresa la possibilita’ di essere soggetto a detenzione militare. ”Sarebbe doveroso che gli Stati uniti affermassero che Julian Assange e Wikileaks non sono il ”nemico”, aggiunge Ratner.
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fonte ansa.it
































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