CRIMINALI – Cefalù, ancora roghi. Il sindaco: «Distrutti paesaggi straordinari»

Vasto rogo vicino Cefalù. Colpite anche alcune case. Il rogo si è sviluppato in contrada Carbonara – fonte lanuovaprovincia.net
Cefalù, ancora roghi. Il sindaco: «Distrutti paesaggi straordinari»
In alcuni punti le fiamme hanno raggiunto un’altezza di 15 metri e formato un fronte di 6 chilometri
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PALERMO – Ancora roghi nel Palermitano. Un vasto incendio si è sviluppato nella notte a Cefalù. A poche ore dal rogo che per due giorni ha devastato oltre 1500 ettari di bosco e vegetazione mediterranea. Le fiamme si sono velocemente diffuse, sospinte dal vento di scirocco, nella zona di Saratto. Sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco, della protezione civile e volontari. «La situazione è molto preoccupante – ha detto il sindaco Rosario Lapunzina – perchè l’incendio è divampato in posti quasi inaccessibili».
DANNI INCALCOLABILI – A Cefalù, la perla siciliana delle vacanze, restano ferite profonde soprattutto all’ambiente: 1500 ettari di boschi distrutti, case danneggiate, oltre un centinaio di persone evacuate. «Danni incalcolabili e ora si prospettano seri pericoli di dissesto» dice il sindaco Rosario Lapunzina che ha ingaggiato una polemica con l’organizzazione degli interventi per ottenere, con un certo ritardo, l’invio di mezzi e di uomini in grado di domare i roghi alimentati dal vento di scirocco e dalla fitta vegetazione. In alcuni punti le fiamme hanno raggiunto un’altezza di 15 metri e formato un fronte di 6 chilometri.
PAESAGGI DISTRUTTI – «Sono stati distrutti paesaggi straordinari» lamenta Lapunzina per il quale il disastro poteva essere evitato se il primo canadair intervenuto in serata fosse rimasto nel teatro delle operazioni. Invece, dopo alcuni getti d’acqua, è tornato alla base. La prima spiegazione data al sindaco parlava di un cambio del pilota. Oggi, venerdì 28 settembre, la spiegazione è cambiata: avaria. Con il buio l’incendio, partito da un’area tra Castelbuono e Isnello, è avanzato con una velocità impressionante. Ha raggiunto Gibilmanna, e ha attaccato le contrade di Carbonara e Ferla: le due zone dove sono state poi decise tutte le evacuazioni. Nella notte il vento l’ha fatta da padrone imponendo al fronte del fuoco continue variazioni di direzione. Nella discesa verso il mare ha divorato tutto, anche i ripetitori radiotelevisivi e le centraline telefoniche. Che ci sia una mano criminale è certo. Forse anche una strategia, adombrata dalla simultaneità dei roghi divampati in un vastissimo territorio, da Termini Imerese fino a Tusa passando per San Mauro Castelverde, uno dei paesi più incontaminati delle Madonie ma anche più bersagliati.
MADONIE – «Si è consumato un dramma parte della nostra area protetta è stata devastata dalle fiamme alimentate dal forte vento. La situazione è da affrontare con la massima urgenza». È il commento del presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto. Ettari di bosco sono andati in fumo da San Mauro a Pollina, da Cefalù fino a Gibilmanna. «Faccio appello – aggiunge – a tutti gli enti ed alle istituzioni preposte, perchè si intervenga con priorità e con un dispiegamento straordinario di mezzi e uomini. Dobbiamo salvare le Madonie, ogni albero che va in fumo cancella secoli di storia della nostra terra, e bisogna pure considerare gli enormi danni cui dovranno far fronte i tanti agricoltori e allevatori presenti nella vasta area distrutta dalle fiamme. Stiamo vivendo lo stesso incubo che il mese scorso ha vissuto la riserva dello Zingaro. Fortunatamente gli endemismi del Parco sono al riparo dalla fiamme ma il danno naturalistico ed economico che ancora si sta consumando in queste ore è enorme».
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fonte corriere.it































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