OGGI LE COMICHE – Fratelli coltelli nella Regione Lazio: Fiorito finanziava gli avversari del Pdl

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Fratelli coltelli nella Regione Lazio
Fiorito finanziava gli avversari del Pdl
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di Alberto Di Majo
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Da Fiorito ci si può aspettare di tutto. Questo s’era capito. Cene, pranzi, merende. Il lusso sfrenato sulla Costa Smeralda. I sigari. Gli show catodici degli ultimi giorni. Tutto. Anche un assegno da diecimila euro staccato dal suo partito a favore dell’associazione «Stella per la gente». Che a dispetto del nome non è una compagnia di beneficenza. Perché Angelino Stella fa il politico, abita a Ceccano, nella fiorita provincia di Frosinone, e alle ultime amministrative si è presentato al giudizio degli elettori contro Massimo Ruspandini, candidato sindaco ufficiale del Popolo della libertà. Il partito di cui il federale d’Anagni era coordinatore provinciale nonché padre padrone. E che per logica avrebbe dovuto sostenere Ruspandini.
Già, la logica. In questa storia s’è capito pure che la logica c’entra davvero poco. L’operazione «bipartisan» del Francone nazionale ha avuto il merito di agevolare il centrosinistra, far accomodare sulla poltrona di sindaco Manuela Maliziola e relegare Ruspandini all’opposizione. Indimenticabile, e ormai negli annali della tivvù ciociara, il siparietto tra lo sconfitto Ruspandini e il guascone Fiorito. Accusato dal più giovane compagno di partito di essere il solito attore che pensa solo ai fatti suoi e se ne frega. E se è vero che a pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina, è quantomeno strano immaginare che Fiorito abbia fatto tutto di nascosto. Ed ecco che entrano in scena il presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese, amico/nemico del federale, e Alessandra Mandarelli, miracolata consigliera regionale eletta nel listino di Renata Polverini dopo un’esperienza alla Pisana nel centrosinistra di Marrazzo come assessore esterno. Oggi tutti insieme appassionatamente nel mirino del Pdl.
È proprio il Pdl, però, che adesso rischia grosso. La lista che ha sostenuto l’assessore provinciale Ruspandini chiede infatti tre milioni di euro come risarcimento danni al gruppo consiliare della Regione Lazio. Soldi che, assicurano, «verranno devoluti alle famiglie meno abbienti di Ceccano e ai tanti giovani disoccupati della provincia». Parola di Ruspandini. Che a quanto pare ha poca voglia di starsene zitto: «Ci troviamo di fronte all’atto massimo della degenerazione del sistema politico. Scopriamo oggi ma lo sospettavamo da mesi che ufficialmente il gruppo consiliare del Pdl della Regione con il capogruppo Fiorito ha sostenuto a Ceccano i candidati della coalizione avversaria. Ci costituiremo parte civile e chiederemo tre milioni di risarcimento danni al gruppo consiliare. Abbiamo la conferma ufficiale di aver giocato una partita in cui la nostra squadra ha avuto un allenatore, Franco Fiorito, e più di qualche dirigente che si erano venduti agli avversari».
Tutto questo mentre l’inchiesta si allarga. Da ieri, oltre all’ex capogruppo Pdl alla Pisana, indagato per peculato, sono stati iscritti nel registro altre due persone, Bruno Galassi e Pierluigi Boschi, segretari di Fiorito. E ciociari pure loro. Il reato contestato dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Alberto Pioletti è concorso in peculato. Con Galassi e Boschi saliamo a tre. Tre persone indagate, ossia il numero minimo previsto dall’articolo 416 del codice penale per l’eventuale configurazione dell’associazione per delinquere. Quella che la Procura sta valutando. I due segretari del gruppo Pdl (Boschi è anche cugino di Fiorito) erano autorizzati a operare sui due conti correnti aperti all’Unicredit. Boschi, secondo quanto accertato dalla Finanza, avrebbe anche firmato due assegni per oltre 4.600 euro girandoli a se stesso. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche le posizioni di Samantha Reali, ex fidanzata di Fiorito, che avrebbe ricevuto almeno un bonifico per una collaborazione, e di Mireille Lucy Rejior, compagna del padre di Fiorito e destinataria di cinque bonifici. Un bell’intrigo. Ma c’è ancora qualcuno che il senso dell’umorismo non l’ha perso. Come gli avversari politici, quelli che ieri, adAnagni, si sono presentati in Consiglio comunale vestiti da Batman e che ora se la ridono sotto i baffi. Pardon, sotto la maschera.
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fonte iltempo.it































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