SCIENZA – Nano-fiori produrranno “super-batterie”? La nanotecnologia si fa sempre più innovativa

Nanofiori di garofano – fonte inhabitat.com
Nano-fiori produrranno “super-batterie”? La nanotecnologia si fa sempre più innovativa
Delle strutture iper tecnologiche simili ai fiori di garofano permetteranno di accumulare energia. Tutto questo grazie al solfuro di germanio
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Il futuro delle batterie al litio e delle celle solari potrebbe essere dominato dalle nanotecnologie. Alcuni scienziati hanno infatti hanno costruito dei fiori molto minuti che sarebbero in grado di accumulare energia immagazzinandola. Alcuni si chiederanno se parlando di fiori ci si riferisca ai petali, ebbene si anche se non profumano come le rose, sono stati costituiti ricalcando la struttura modellata dalla natura. Si tratta naturalmente di materiale hi-tech, in questo caso solfuro di germanio. E’ l’ennesima innovazione tecnologica che viene direttamente dalle nanotecnologie. Perchè è stato utilizzato questo materiale? la risposta va cercata nelle proprietà semiconduttive del solfuro, che gli permettono di immagazzinare energia. La struttura sottile e la superficie grande del fiore di GeS(solfuro di germanio) può contenere moltissimi ioni di litio e la sua forma potrebbe avere grandi capacità, quelle di immagazzinare più energia possibile.
Per costruire i nanofiori, gli scienziati hanno riscaldato in un forno queste polveri fino a trasformarle in vapore, per poi raffreddarle di nuovo su una superficie dove c’è stato un nuovo passaggio di stato, quello solido. Una fase delicata è quella durante la quale il GeS si deposita su fogli sottilissimi, che poi si aggregano nei “petali” simili a garofani. L’innovazione sta nel fatto che potrebbero essere utilizzati per aumentare la durata delle batterie agli ioni di litio e nella produzione di celle solari, proprio perchè piegandosi come i petali di un vero e proprio fiore permettono di immagazzinare una grande quantità di energia. Queste “fiori” non sembrano essere molto costosi e somigliano ai garofani. L’impiego di questa tecnologia insomma potrebbe essere impiegata nel produrre delle super-batteria hi-tech e celle solari sempre più “capaci” di accumulare energia.
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fonte centrometeoitaliano.it































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