Emergenza Vaccini, ecco il numero verde”1500″ / L’intervista: “Io, vaccinata prima dello stop, ho febbre e dolori ovunque”

http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20121025_vaccini.jpg

Vaccini, ecco il numero verde”1500″
Il ministero risponde anche sul web

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ROMA – Da venerdì alle 9 sarà attivo il numero gratuito di pubblica utilità 1500 per fornire direttamente ai cittadini informazioni e risposte sul ritiro dei vaccini antinfluenzali Novartise sulla campagna di vaccinazione. Lo rende noto il ministero della Salute.

Il numero sarà attivo sette giorni su sette dalle 9 alle 18. Al telefono risponderà personale del ministero della Salute appositamente formato, in grado di soddisfare le richieste di informazione di base, e dirigenti sanitari, per rispondere alle domande più complesse. Allo stesso scopo, è stata pubblicata oggi sul portale del Ministero www.salute.gov.it una pagina con le risposte ad alcune delle domande più frequenti sull’argomento. Obiettivo dell’iniziativa, spiega il ministero, è assicurare ai cittadini la massima trasparenza dopo il provvedimento di ritiro dei vaccini, supportare le persone alle quali fosse stata eventualmente somministrata una dose di uno dei vaccini successivamente ritirati e rassicurare la popolazione sull’opportunità di vaccinarsi, soprattutto se si appartiene alle categorie più a rischio (anziani, soggetti con patologie croniche, personale sanitario e dei servizi pubblici).

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fonte ilmessaggero.it

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"Io, vaccinata prima dello stop ho febbre e dolori ovunque" (lapresse)

“Io, vaccinata prima dello stop
ho febbre e dolori ovunque”

Lina Agostini ha fatto l’antinfluenzale messo al bando. Gola e vene gonfie, collo rigido e un gran mal di testa: ho tutti gli effetti collaterali, ma il ministero non ha detto cosa fare e i medici non sanno come curarmi

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di ELSA VINCI

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APPROFONDIMENTI

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ROMA“Gola gonfia, collo rigido, febbre. Dolori muscolari e un gran mal di testa. Le vene delle mani sono grossissime, sento il sangue pulsare e questo mi fa molta impressione”. Lina Agostini, 73 anni, giornalista in pensione, meno di 24 ore dopo avere fatto il vaccino antinfluenzale “Influpozzi adiuvato” della Novartis, uno di quelli messi al bando dal ministero della Salute, si sente “esattamente” come recita il foglietto delle avvertenze alla voce “effetti collaterali”. Ce li ha tutti. “Sono un po’ spaventata – dice – Data l’età, sa com’è”. Ma ha disobbedito al medico curante, che l’ha subito spedita al pronto soccorso. “Non ci sono andata. Vedo come va la notte. Se non peggiora, vorrei evitare il ricovero”. Lina Agostini, che di solito gode di ottima salute, non ha patologie legate all’età e va da sola in America, è stata particolarmente sfortunata. Era dal medico alla Asl RME a fare la puntura proprio nei minuti in cui le agenzie di stampa battevano la notizia sul divieto. “Misteriosa vicenda”.

Perché misteriosa?
“Erano giorni che cercavo il vaccino, ma in farmacia non si trovava. “Non arriva, non c’è”, dicevano. Un mistero, appunto, ho pensato. Mi è sembrato un po’ strano, ecco”.

Quando ha saputo che le avevano iniettato il vaccino appena vietato?
“Diverse ore dopo aver cominciato a star male. Me lo ha detto mio figlio, ieri mattina. Ma nella notte mi ero svegliata molto sudata, indolenzita. Non potevo muovere il collo, le gambe”.

E ha pensato al farmaco della Novartis?

“No, ho pensato che stavo male, che forse mi stava prendendo un colpo. Perché avrei dovuto pensare al vaccino? L’avevo fatto anche l’anno scorso e non era successo niente, non mi è venuta in mente nemmeno la possibile reazione allergica. Poi mio figlio mi ha chiesto quale prodotto avessi preso e mi ha detto che era il terzo nella lista di quelli bloccati dal ministero della Salute, che ho subito chiamato”.

Al ministero le hanno risposto, ha ricevuto indicazioni, un aiuto?
“No. Quindi ho chiamato il medico curante, la dottoressa era preoccupatissima: “Venga subito che la visito”, mi ha ordinato. Ma una volta lì, misurata la pressione, non sapeva che fare o meglio che darmi perché il ministero non lo ha detto. Il giorno prima aveva vaccinato sette pazienti, anche bambini. Era avvilita”.

Il medico non ha potuto aggredire il suo malessere perché il ministero della Salute non ha fornito indicazioni?

“Esatto. Mi ha spiegato che nessuno di loro aveva ricevuto indicazioni”.

Non le ha potuto dare alcun farmaco?

“No, come faceva? Si preoccupava per il cuore. Mi ha prescritto una serie di esami, soprattutto sulla coagulazione del sangue. Li farò domani, oggi sto troppo male. Ho brividi, pruriti dappertutto. La dottoressa mi ha spedita in ospedale ma io non ci sono andata. Magari muoio di vaccino”.

Almeno non lo ha pagato.

“In Italia si muore gratis”.

(26 ottobre 2012)

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fonte repubblica.it

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