Usa, l’uragano Sandy incombe sul voto: oltre 30 morti nei Caraibi

Hurricane Sandy is seen churning northwards in this NOAA handout satellite image taken on October 25, 2012. The hurricane, strengthening rapidly after crossing the warm Caribbean Sea, slammed into southeastern Cuba early on Thursday with 105 mph winds that cut power and blew over trees across the city of Santiago de Cuba. REUTERS/NOAA National Hurricane Center/Handout – fonte immagine
Usa, l’uragano Sandy incombe sul voto: oltre 30 morti nei Caraibi

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NEW YORK – Gli Stati Uniti aspettano l’arrivo dell’uragano Sandy. Fa talmente paura che è stato soprannominato ‘Frankenstorm’, per la sua ‘mostruosa’ potenza distruttiva e perché, guarda caso alla vigilia di Halloween, rischia di diventare un ‘assemblaggio’ di due vortici diversi, uno tropicale e uno artico. Insomma, una tempesta perfetta.
Oltre 30 morti ai Caraibi. Da molte ore i media continuano a dare aggiornamenti sulla distruzione lasciata da Sandy dietro di sé nei Caraibi – oltre 30 morti, qualcuno parla di 39 vittime, e danni pesanti – e sulla sua direzione e velocità.
Sull’East coast alla vigilia dell’election day. E al tempo stesso, molti giornali notano che, ironia della sorte, i cambiamenti climatici sono di fatto rimasti fuori dalla campagna elettorale per le presidenziali del 6 novembre, ma ora l’uragano potrebbe anche influenzarle. Secondo varie previsioni potrebbe infatti abbattersi su tanti stati in bilico della East Coast, i famosi battleground dove i due candidati sono impegnati a recuperare i voti degli ultimi indecisi, provocando un terremoto organizzativo. Romney, ha già annunciato la cancellazione di un comizio previsto domenica in Virginia. Ma anche Obama potrebbe essere danneggiato dall’aggravarsi della situazione: come responsabile della sicurezza nazionale, potrebbe dover tornare alla Casa Bianca per dirigere i soccorsi. Già oggi ha tenuto una riunione con Craig Fugate, responsabile della Fema, la Protezione Civile Usa.
Ignorato il tema del clima. Proprio mentre la stampa nota con sarcasmo che, anche dopo un ennesimo anno di temperature record, di siccità e di scioglimento dei ghiacci artici; nè il presidente Barack Obama nè lo sfidante repubblicano Mitt Romney hanno citato il surriscaldamento della terra nei dibattiti-sfida in tv. In questo modo «hanno fatto la storia», scrive ironico in un blog sull’Huffington Post l’ambientalista Tim Profeta. È infatti la prima volta dal 1988 che l’effetto serra non viene citato e discusso in un dibattito presidenziale.
Il Nyt. E il New York Times si domanda come mai nessuno dei due candidati abbia sentito l’urgenza di rispondere a domande fondamentali come: Devono gli Stati Uniti tagliare le emissioni di gas responsabili dell’effetto serra? e se si, di quanto e quanto velocemente? dovrebbe l’energia pulita essere sovvenzionata? Dovrebbe il Paese investire più dollari nella ricerca per l’energia pulita?’. Lo stesso giornale si risponde che in realtà «la lista delle ragioni è lunga». E ne cita alcune, come la necessaria trasformazione del sistema americano di produzione e consumo dell’energia, che almeno a medio termine causerebbe un aumento dei prezzi. E anche il fatto che i due modi più efficaci per ridurre l’inquinamento – tassarlo o regolarlo – sono di fatto un argomento ‘politicamente tossico’, quando i problemi dell’economia sono al centro di tutto.
Climatesilence. org. Politico a sua volta volta riferisce che molti ambientalisti hanno lanciato l’allarme. «Considerato che i cambiamenti climatici potrebbero essere la sfida maggiore a cui dovremmo far fronte nei prossimi decenni, il silenzio…è un vero disservizio per il Paese», ha scritto Michael Mann, ricercatore di meteorologia della Penn State University. E stato anche creato un sito web, ‘climatesilence.org’, per esortare i due candidati ad esprimersi sui cambiamenti climatici. Tra l’altro vi si può leggere che «l’incapacità» di Obama e Romney «di collegare i punti e fare un pò di matematica mette a rischio la nostra Nazione e impedisce lo sviluppo di un piano nazionale e globale per rispondere alla sfida più urgente della nostra epoca».
Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Ottobre – 09:35































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