L’ANALISI – Pdl allo sbando dopo ritorno di Berlusconi. Casini furioso, Monti e il Colle preoccupati / VIDEO: Defiant berlusconi vows to stay in politics
Defiant berlusconi vows to stay in politics
Pubblicato in data 28/ott/2012 da Suheil Damouny
Former Italian Prime Minister Silvio Berlusconi has claimed he’s a victim of judicial harassment after being sentenced to jail for tax fraud. He’s also threatened to use his political influence to bring down the austerity government of Prime Minister Mario Monti.
Pdl allo sbando dopo ritorno di Berlusconi
Casini furioso, Monti e il Colle preoccupati
Alfano sfiduciato nei fatti. Maroni interlocutore privilegiato per le future alleanze. I centristi spiazzati. Il silenzio indignato di Monti e Napolitano

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ROMA – Una conferenza stampa di oltre un’ora e mezzo che ha sconvolto gli equilibri della politica italiana. Il ritorno di Berlusconi 1 – con la dichiarazione di guerra a magistrati, Merkel e Monti – ha provocato un mezzo terremoto innanzitutto nel Pdl. Spiazzando del tutto le colombe, sconfessando di fatto il segretario Angelino Alfano. Non a caso sono molto imbarazzate le reazioni arrivate finora nel partito. Il vicepresidente alla Camera Osvaldo Napoli declassa l’intervento del premier a “sfogo”. Il presidente dei deputati, Fabrizio Cicchitto, ricorda i rischi di una crisi per lo spread. L’ex ministro degli esteri, Franco Frattini, fa capire che pensa a una rottura nel caso in cui la deriva populista continuasse. E intanto rassicura: “L’appoggio al governo resta”. Stessa linea da Maurizio Sacconi: “Monti può andare avanti, se cambia sul fisco”. Ma in difficoltà – nel Pdl – è soprattutto il segretario, che per ora tace, impegnato pancia a terra in Sicilia per le elezioni. Proprio dall’esito del risultato nella regione potrebbero dipendere le sue scelte nelle prossime ore. Le primarie del centrodestra sono comunque oggettivamente declassate a evento politico minore. Questo mentre le “amazzoni” – le fedelissime dell’ex premier – provano a convincere il Cavaliere ad andare oltre. Fino all’ultimo ieri hanno sperato in un ritorno in campo per la premiership. E c’è chi parla della nascita, a breve, di una lista personale di stampo populista legata proprio a Berlusconi, con i pasdaran del centrodestra.
Gongola intanto Roberto Maroni. L’attacco di Berlusconi a Monti è stato commentato così: “Mi compiaccio, è venuto sulle nostre posizioni”. Si parla di un incontro avvenuto negli ultimi giorni tra il Cavaliere e l’ex ministro dell’Interno. In cui sarebbe stata siglata l’intesa: Maroni candidato unico per il Pirellone, e alleanza politica tra il Carroccio e i berlusconiani alle prossime politiche.
Quanto al Quirinale, si sa che Giorgio Napolitano ha seguito il discorso dell’ex premier in diretta tv. Certo, il presidente non si aspettava una deriva del genere. Preoccupato per gli attacchi alla Merkel e soprattutto per quella minaccia neppure tanto velata al governo del professore. Per ora dal Colle non dovrebbero arrivare commenti ufficiali. Come pure da palazzo Chigi, che ha scelto la linea del silenzio. Ritenendo improbabile comunque una crisi adesso, con una legge di stabilità in mezzo al guado. Sarebbe una mossa controproducente per lo stesso Pdl portare il partito al voto magari dopo aver provocato una nuova tempesta dello spread. Ma certo l’irritazione del premier è un fatto. E, secondo molti retroscena, avrebbe etichettato il Cavaliere come un “irresponsabile”. Irritazione, dunque, ma anche stupore visto che solo pochi giorni fa – durante la cena a palazzo Chigi – Berlusconi aveva offerto al professore la guida dei moderati. L’ex premier forse si aspettava una qualche forma di solidarietà dopo la condanna di venerdì. Un messaggio che non è arrivato e mai arriverà.
La mossa di Berlusconi spiazza anche i centristi, quei moderati che preparano una “Lista per l’Italia” ispirata al governo Monti. E irrita in modo particolare Pier Ferdinando Casini. Anche perché, nonostante la caduta del governo sia al momento improbabile, appare ancora più difficile la strada futura dell’esecutivo. Con il Pdl – quasi all’opposizione – pronto a dare battaglia sull’economia e sulla giustizia. Nel mirino soprattutto il ddl stabilità – con il relatore Brunetta che chiede di riscriverlo completamente – e l’anticorruzione. Sugli umori del mondo cattolico non ci sono dubbi. L’Avvenire non sembra aver gradito il ritorno in campo. L’editoriale del direttore, Marco Tarquinio, dice no “alla tenaglia Berlusconi-centri sociali” paragonando la conferenza stampa del premier alla presenza in piazza a Roma dei contestatori di Monti.
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fonte repubblica.it































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