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VILLA ADRIANA IN SALVO – Rifiuti, la discarica a Corcolle non si farà. Il prefetto si dimette da commissario

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Rifiuti, la discarica a Corcolle non si farà
Il prefetto si dimette da commissario

Pecoraro, favorevole all’ipotesi, era stato nominato a settembre da Berlusconi e confermato a dicembre. Incarico a Sottile. Alemanno: ora valutare tutti i siti. Tensione con Polverini

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ROMA – L’ipotesi della discarica vicino a Villa Adriana a Tivoli è archiviata, ma lo scontro provoca intanto le dimissioni del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro,da commissario straordinario per l’emergenza ai rifiuti nella capitale.

Archiviata ipotesi Corcolle. «Direi di sì». Così il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, lasciando palazzo Chigi, risponde a chi gli domanda se si possa considerare archiviata l’ipotesi della discarica di Corcolle. «La valutazione che avevamo già anticipato, così come quella del ministero per i Beni culturali, è stata accolta dal Cdm», ha aggiunto.

«Mi sono dimesso perché il presidente del Consiglio scelga in piena libertà», aveva detto in precedenza Pecoraro in un comunicato del governo in cui si dice che il Consiglio dei ministri «considerando l’estrema urgenza di procedere all’individuazione del sito della discarica necessaria a dare soluzione al problema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti della Capitale, ha deciso di conferire l’incarico al Prefetto Goffredo Sottile». A chi gli chiedeva un commento su cosa succederà in seguito alle sue dimissioni, Pecoraro ha risposto: «Chiedetelo al presidente del Consiglio».

Alemanno. «Voglio fare un atto di riconoscimento al lavoro svolto dal prefetto Pecoraro alla sua linearità di comportamento. Ha portato avanti un’istruttoria molto forte anche se la proposta finale a mio avviso non era condivisibile. Il nuovo commissario avrà il compito di trovare una soluzione realmente sostenibile», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Vanno fatte nuove valutazioni su tutti i siti, sono convinto che si riuscirà a trovare una soluzione che sia più sostenibile di Corcolle. Da Parte nostra – ha assicurato – ci sarà massima collaborazione».

«Tutti devono essere consapevoli che quella di Roma è una realtà particolare, non si può pensare che una discarica debba essere necessariamente collocata entro i confini del nostro comune», ha aggiunto Alemanno. «Credo che il compito del nuovo commissario sia quello di fare un reset rispetto a tutti i siti proposti e, in tempi brevissimi, fare una proposta», ha poi osservato il sindaco. Quanto al pericolo che torni l’ipotesi Monte Carnevale, un sito vicino all’attuale discarica Malagrotta, Alemanno ha detto: «Temo tutto, ma credo ci siano soluzioni più compatibili di quelle finora proposte».

Polverini: ora Comune e Province si assumano responsabiità. «Siccome la prima battuta d’arresto l’abbiamo avuta su una presa di posizione della Provincia e in questi giorni l’attività del sindaco sicuramente non ha aiutato l’azione del prefetto-commissario, credo sia arrivato il momento che le due istituzioni si assumano le proprie responsabilità. La Regione ha messo in campo un piano per i rifiuti, darà indicazioni ai Comuni e alle Province sull’atteggiamento da assumere», ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «Quanto è accaduto nella giornata di ieri per un Paese civile è assolutamente vergognoso, con gli attacchi che sono arrivati da ogni parte nei confronti di un uomo dello Stato che ha cercato semplicemente di mettere a disposizione il proprio impegno per tentare di risolvere un problema complesso che questa città si trascina ormai credo da decenni», ha aggiunto.

La situazione è precipitata ieri pomeriggio. Il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, contrario alla discarica, è andato a Villa Adriana. Quella visita sottolineava anche con un’immagine forte il suo dissenso sulla scelta del prefetto per l’area dove realizzare la discarica provvisoria. Pecoraro a quel punto ha capito, gli hanno fatto sapere che anche altri ministri (non solo Clini) sono contrari e dunque ha tratto le conseguenze.

Pecoraro, era stato nominato commissario per l’emergenza rifiuti di Roma a settembre dal Governo Berlusconi e riconfermato a dicembre dal governo Monti. Ora serve una scelta alternativa, anche perché il presidente della Regione, Renata Polverini, ha già detto in passato che lei non firmerà un’altra proroga alla discarica di Malagrotta, che entro il 30 giugno deve essere chiusa.

Pecoraro aveva tentato di resistere alle proteste ma anche alla politica che l’ha lasciato solo: Polverini lo ha sostenuto fino all’ultimo, ma il sindaco Gianni Alemanno aveva fatto sapere: «Sono contrario a Corcolle, il prefetto deve convincerci». Tanto che ieri il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha usato toni insolitamente aspri: «Anch’io sono contrario a Corcolle, ma mi fa schifo chi non ha saputo scegliere e oggi scarica il prefetto».

E poi c’è la rivolta del mondo della cultura per la vicinanza a Villa Adriana. Pecoraro ripeteva anche ieri: «Monti conosce bene tutti i dati. E a rassicurarlo c’è stato anche il parere del Dagl, il dipartimento affari legislativi e giuridici del governo, che confermano la correttezza del mio operato. Ricordiamoci sempre che c’è una autostrada fra la discarica, che sarà interrata, e Villa Adriana. Bisogna conoscere bene le carte. Verificare sulle mappe e visitando i luoghi come è realmente la situazione. Più volte ho parlato con persone scandalizzate per la presunta discarica a Villa Adriana, poi quando spiegavo loro la reale distanza cambiavano idea». E ai ministri aveva inviato le slide in cui si vede una mappa, l’area della discarica a 2.400 metri dall’entrata di Villa Adriana, a 1.000 dall’area di rispetto.

L’Idv: volano stracci tra Polverini e Alemanno. «Le dimissioni del prefetto Pecoraro da commissario per l’emergenza rifiuti segnano il crollo del sistema di paraventi che Comune e Regione hanno costruito per mascherare la loro inadeguatezza. Alemanno e Polverini, tra i quali ricominciano a volare gli stracci, continuano a sfuggire alle loro responsabilità ed ai compiti previsti dal loro ruolo e per i quali i cittadini li hanno votati.» Lo dichiara in una nota il capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei valori, Vincenzo Maruccio.

I verdi: ora via Polverini. «La scelta del governo di fermare lo scempio di un patrimonio unico dal punto di vista ambientale, storico e archeologico come quello di Villa Adriana è una buona notizia che ci auguriamo sia confermata. Ora però dopo le dimissioni del Prefetto Pecoraro è giunto il momento che la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini tragga le dovute conseguenze e si dimetta». Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «La vera responsabile per la scelta del sito di Corcolle, tra quelli per le discariche nel Lazio in un documento del 20 luglio 2011, è la Presidente Polverini: iI questa vicenda c’è una responsabilità politica gravissima della Polverini che per prima ha avallato questa scelta folle».

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fonte ilmessaggero.it

A PARTIRE DA 450 EURO A TRIMESTRE – Tassa Siae sui trailer dei film: Sul web scatta la rivolta. E la tassa è retroattiva / Trailer, le risposte della SIAE

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Tassa Siae sui trailer dei film
sul web scatta la rivolta

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Richiesto il pagamento di una licenza a partire da 450 euro al trimestre. E i filmati stanno già sparendo dalla Rete. Vanzina: “Decisione sbagliata, ingiusta e anacrostica”

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di ALESSANDRO LONGO

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Tassa Siae sui trailer dei film sul web scatta la rivolta

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I trailer dei film stanno rapidamente scomparendo dal web italiano, nell’ordine delle migliaia. Motivo: una lettera di riscossione che Siae ha mandato a siti e blog. La Società italiana autori ed editori chiede loro 1 di pagare una licenza a partire da 450 euro al trimestre, che dà diritto a pubblicare in streaming fino a 30 trailer. Con costi che aumentano anche se il trailer dura più di dieci minuti (in questo caso infatti non rientra più nella licenza di streaming). Siae esclude dall’obolo solo i siti non commerciali, cioè quelli che non hanno nemmeno un po’ di pubblicità. Nessuna eccezione per tutti gli altri: Siae non fa differenza tra chi pubblica il trailer e chi si limita a mettere il link a un video tratto da Youtube. Paghino tutti, per coprire i costi di licenza della musica contenuta nel trailer. Chiunque voglia metterli sul proprio sito deve compilare una domanda 2presso la Siae, con due categorie separate, a fronte di diversi costi di licenza: “streaming a richiesta gratuito e downloading gratuito di opere intere” e “streaming a richiesta gratuito di frammenti di opere inferiori a 45 secondi”. La stragrande maggioranza dei trailer dura più di 45 secondi e quindi va pagato come nella categoria “opere intere”. Il tutto è frutto di una convenzione siglata, lo scorso 17 gennaio, tra la Siae, l’Agis e le associazioni cinematografiche aderenti (Anec, Anem, Acec e Fice). Regola “l’utilizzazione attraverso i siti dei locali cinematografici delle opere musicali tutelate dalla Siae”.

Per evitare il balzello, molti siti hanno rimosso i trailer (come quelli del network Delos, Horror.it, Corriere della fantascienza e altri), ma secondo la Siae il costo è dovuto lo stesso per la passata pubblicazione. “E’ un balzello – ha replicato Il Corriere della fantascienza – del tutto antieconomico anche per grandi siti che potrebbero permettersi di pagare la licenza. Quando mai solo 30 trailer possono produrre tanto traffico da generare introiti tali da ripagare 1.800 euro all’anno?”.

La polemica sta attraversando il web e i social network. Anche buttandola sul ridere, come a segnalare l’assurdità di quella che appare a molti come una pretesa da parte della Siae. Su Facebook è nato un gruppo che si chiama “Non canto sotto la doccia e non fischio per strada per paura della Siae”.

Contro la Siae non solo la Rete, ma anche il mondo del cinema. “Mi sembra che la decisione di tassare i trailer in Rete sia sbagliata”, ha detto il regista Carlo Vanzina. “Soprattutto è lesiva per la diffusione dei film in uscita tra il pubblico degli utenti cinematografici. Spero che la Siae rifletta meglio e cancelli questa norma ingiusta e anacronistica”.

“Anacronistica” è anche per Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto d’autore su Internet: “La Siae chiede un obolo ignorando le dinamiche tecniche ed economiche di internet”. “E’ quello che succede quando si applicano ciecamente al web le vecchie regole del diritto d’autore. Per le quali è sempre più necessaria una norma di aggiornamento e di adeguamento alle nuove tecnologie”, aggiunge Sarzana. “Paradosso tra i paradossi, Agis permette alle sale cinematografiche di pubblicare gratis i trailer sui propri siti, a quanto si legge in una circolare che ha inviato”, continua.

“Avidità ed ingordigia – l’industria musicale incassa già cifre da capogiro per l’utilizzo delle opere come colonne sonore dei film in distribuzione nelle sale – stanno per spegnere la pubblicità cinematografica che corre sul web o, almeno, per limitarla in maniera importante – commenta l’avvocato Guido Scorza, esperto di questi temi – Siamo di fronte ad un classico caso nel quale la gestione dei diritti d’autore è affidata ad una politica miope: per portare a casa – e redistribuire nessuno sa come – un pugno di euro, si accetta il rischio di svuotare ancora di più le sale cinematografiche e, più in generale, le casse dell’industria cinematografica”.

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29 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/29/news/trailer_web-24101677/?rss

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IO SO CHE TU “SIAE”… CHE IO SO…

Caricato da in data 28/ott/2011

WWW.RADIOIES.IT

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Trailer, le risposte della SIAE

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Stefania Ercolani, direttore dell’Ufficio Multimedialità della SIAE, risponde alle domande di PI circa le licenze richieste ai siti per la musica dei trailer cinematografici. Embedding o caricamento, poco importa: bisogna pagare

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Roma – SIAE ha confermato quanto riferito dai siti che si occupano di cinema: poco importa che siano caricati sui propri server o che siano embeddati, la collecting society intende far pagare per la pubblicazione dei trailer sui siti Internet, o meglio per le musiche in essi contenuti. Pur essendo pensati per la massima diffusione possibile in quanto, di fatto, una pubblicità, costituiscono un’opera di proprietà intellettuale, in quanto tale da tutelare. SIAE specifica, inoltre, che non basta neanche rimuovere i contenuti trovati in violazione: la licenza andrebbe chiesta prima, quindi chi ha già in passato pubblicato un trailer deve comunque pagare.
A cercare di chiarire alcuni dei punti della vicenda è Stefania Ercolani, direttore dell’Ufficio Multimedialità della SIAE, che ha risposto ad alcune delle domande poste da Punto Informatico. In seconda pagina, il comunicato ufficiale diramato dalla SIAE.

PI: Costituiscono i trailer una forma di proprietà intellettuale in quanto tale da tutelare nella sua diffusione?
SE: Ci fa molto piacere che la domanda sia posta in questo modo. Effettivamente i trailer sono da considerare a tutti gli effetti come prodotti audiovisivi, oggetto quindi di proprietà intellettuale. Tuttavia, la SIAE non si occupa di questo aspetto più generale, poiché la titolarità dei diritti su questi prodotti è normalmente del produttore o del distributore cinematografico. La SIAE amministra i diritti sulle colonne sonore e quindi i siti che comunicano al pubblico trailer o video che contengono musica devono tutti ottenere una licenza per poterlo fare legalmente.
È appena il caso di ricordare che anche i produttori e i distributori cinematografici hanno concordato con la SIAE la licenza per i loro siti “istituzionali” e pagano i compensi per la comunicazione della musica nei trailer e negli altri video promozionali dei loro film.

PI: La licenza richiesta è la stessa degli operatori streaming?
SE: La licenza offerta dalla SIAE ai siti che fanno streaming di trailer è la licenza Video on Demand, che riguarda le diverse tipologie di video cui l’utente di Internet può avere accesso nel momento da lui stesso scelto. La tariffa applicabile dipende dalle caratteristiche dei video per cui se si tratta di video musicali in streaming, ad esempio, la tariffa è più elevata di quella prevista per i trailer e gli altri video di tipo cinematografico.

PI: Oltre ai trailer a quali contenuti si estende?
SE: La licenza Video on Demand riguarda tutti i contenuti video che contengono musica. Per i trailer, come soprattutto per i film interi, naturalmente il sito deve essere autorizzato dai produttori cinematografici o audiovisivi singolarmente considerati e quindi ottenere la licenza della SIAE che copre l’intero repertorio musicale. Per i film e la fiction deve essere inoltre corrisposto l’equo compenso dovuto agli autori dell’opera audiovisiva, regista, sceneggiatore, autore del soggetto e nel caso di film stranieri all’autore dell’adattamento.

PI: Si applica anche ai casi in cui un trailer non è caricato sui server del sito ma semplicemente embeddato da YouTube (considerate, insomma, una violazione di diritto d’autore anche indicare il video contenuto su un’altra piattaforma)?
SE: Le modalità tecnologiche di comunicazione dei contenuti audiovisivi sono indifferenti. Per quanto riguarda la responsabilità per diritto d’autore risulta indifferente se ciò avviene attraverso embedding o inserimento nel sito o se il sito ospita direttamente il video nella propria banca dati. Questa responsabilità sussiste per ogni comunicazione di opere musicali, sia nell’ambito di un trailer embeddato sia in video caricato dagli utenti oppure mediante ritrasmissione attraverso il sito da una qualsiasi fonte esterna.

PI: In base a quale regolamento si è iniziato a chiedere tale forma di licenza?
SE: L’obbligo di avere la licenza della SIAE per la musica dei contenuti audiovisivi promozionali, dei quali i trailer costituiscono l’esempio più diffuso, esiste da sempre in quanto, come detto, si tratta di una forma di comunicazione al pubblico. La SIAE ha stipulato accordi con l’ANICA e successivamente con l’AGIS a questo proposito per facilitare i rapporti con i produttori e con gli esercenti cinematografici e per arrivare a dare una migliore consapevolezza del problema agli ambienti maggiormente coinvolti. Abbiamo quindi condotto un monitoraggio dei principali siti di movie magazine e simili e, in base alla documentazione specifica che abbiamo acquisito, sono state inviate lettere invitando i titolari di questi siti a sottoscrivere la licenza, regolarizzando così la loro posizione. Nell’invito sono anche fornite tutte le informazioni necessarie e, ove richiesto, ci sono stati incontri per una migliore comprensione delle singole situazioni.
Resta il fatto che gli utilizzi documentati devono essere compensati per l’anno in corso. Se poi i siti lo riterranno, potranno sottrarsi dall’obbligo rimuovendo i contenuti con musica a partire dall’anno prossimo. Il nostro invito rappresenta anche l’occasione per evitare le sanzioni di legge, poiché la licenza deve essere chiesta preventivamente e non successivamente all’uso della musica.

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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
(clicca sull’immagine per scaricare il Pdf)

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IN GALLERIA A MILANO – Trovato il manichino di Berlusconi con le mani insanguinate

Trovato il manichino di Berlusconi con le mani insanguinate


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Era davanti alla libreria Rizzoli, aveva un cartello con la scritta «Brigate artistiche – Artentato»

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Manichino di Silvio Berlusconi in Galleria (Fotogramma)
Manichino di Silvio Berlusconi in Galleria (Fotogramma)

MILANO – Silvio Berlusconi con le mani insanguinate accasciato in Galleria. Niente paura. Si tratta soltanto di un manichino che raffigura il presidente del Consiglio, ma con le mani dipinte di vernice rossa, proprio a ricordare del sangue, e tra le dita un volantino. È stato trovato mercoledì sera davanti alla libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele. Sul collo aveva un cartello con la scritta «Brigate artistiche – Artentato». Il fantoccio, realizzato in cartone e polistirolo, aveva una maschera di carnevale raffigurante Berlusconi. Era stato messo in sacchetto nero della spazzatura e lasciato sdraiato davanti al negozio. «Ci stai dissanguando», «L’Italia non ce la fa più», «La colpa della crisi è tua», queste alcune delle accuse al premier che contiene il volantino con riferimento alla crisi economica.

LE INDAGINI – Dopo averlo trovato, la Polizia locale ha immediatamente avvisato la Digos. La polizia ha acquisito le registrazioni delle telecamere dei negozi in Galleria e valuta una connessione con il presidio di fronte a Palazzo Marino dei comitati «anti-sfratto» che al momento del blitz si era da poco concluso. Ora il fantoccio, costruito con cartone e polistirolo, si trova in piazza Beccaria al comando della polizia locale. Al termine delle indagini il pupazzo sarà distrutto.

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Redazione online
28 ottobre 2011 11:18

fonte:  http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_ottobre_28/fantoccio-berlusconi-galleria-milano-mani-insanguinate-1901971947188.shtml

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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
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Nepal, a tavola imbavagliati: l’arte contro la povertà

Nepal, a tavola imbavagliati: l’arte contro la povertà

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Nepal, a tavola imbavagliati: l'arte contro la povertà
GUARDA LA PHOTOGALLERY

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Seduti a tavola ma con la bocca sigillata con il nastro adesivo e i polsi legati con una corda, nei piatti e nei bicchieri sistemati davanti ai due commensali non ci sono alimenti. La scena è stata allestita in un mercato di frutta e verdura di Kathmandu come installazione umana di denuncia in occasione della giornata contro la povertà

(a cura di Benedetta Perilli)

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17 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/17/foto/kathmandu_giornata_contro_la_povert-23361291/1/?rss

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SUD AFRICA – Scoperto l’atelier di un artista risalente a 100mila annifa

Lara Ricci

La domanda di Lara Ricci

Quando è nata l’arte?

La grotta di Blombos Cape town)

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In Sud Africa, in una grotta che guarda l’oceano indiano, è stato scoperto l’atelier di un artista risalente a  100mila annifa. Conchiglie usate come recipienti per pigmenti, macine e pestelli utilizzati per produrre il colore sono stati scavati a Blombos, 250 km a est di Città del Capo da Christopher S. Henshilwood della Witwatersrand University di  Johannesburg e da altri ricercatori che annunceranno la loro scoperta domani su Science. Prima di questo ritrovamento, le più antiche tracce della bottega di un pittore risalevano a 60mila anni fa.

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La conchiglia

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La bella grotta non è un luogo qualsiasi, ci spiega Francesco d’Errico, direttore di ricerca del centro nazionale di ricerche francese (Cnrs) a Bordeaux, ma italiano di nascita e formazione, che fa parte del team che ha messo a segno l’entusiasmante scoperta. “Questi scavi – spiega – sono avvenuti nello stesso luogo dove nel 2001 sono stati trovati frammenti di ocra e incisioni astratte risalenti a 70mila anni fa, la più antica traccia di arte astratta finora venuta alle luce. Sempre qui sono stati trovati ornamenti composti da conchiglie marine, alcune ricoperte di pigmenti, risalenti a circa 75 mila anni fa, che allora erano i più antichi esempi di gioielli (fino a che in Nord Africa non ne sono state trovate di più antiche, vecchie 100mila  anni)”.

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Il panorama dalla grotta di Blombos Cape town)

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I pigmenti contenuti nelle conchiglie di Blombos furono probabilmente usati dai primi Homo sapiens per dipingere i loro corpi, pareti di roccia o decorare oggetti molto semplici. Il loro ritrovamento mostra che i primi uomini avevano già una conoscenza elementare della chimica e un pensiero simbolico.

Quelli trovati nella grotta sudafricana non è il più antico esempio di uso di pigmenti.  “In Zambia – spiega d’Errico – sono stati trovati frammenti di roccia probabilmente usati come pigmenti risalenti a fose anche 200mila anni anni fa, e le sepolture di neandertaliani scoperte in Medio Oriente e vecchie 120mila anni suggeriscono un certo pensiero simbolico. Ma più si risale nel tempo più l’interpretazione è speculativa. Qui invece l’interpretazione è molto più semplice, perché sono stati trovati insieme tutti gli strumenti per produrre il colore ed è stato possibile ricostruire tutto il processo di produzione”.

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Gli strumenti del pittore - credit  Prof. Chris Henshilwood, University of the Witwatersrand, Johannesburg

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“Le conchiglie sono  ”orecchie di mare”, sul fondo si trova ancora il residuo del pimento secco, prodotto da due tipi di rocce rosse (due tipi di ematite) e ci sono tracce di minaerale giallo, chiamato goetite, che fanno pensare che questi contenitori siano stati usati più volte. Il pigmento  era abraso attraverso una specie di grattugia, oppure la polvere era ottenuta tramite  schegge poi triturate. Abbiamo anche trovatp frammenti di osso spugnoso che ci fa pensare usassero midollo come legante per la mescola, e anche un liquido, poiché è evidente una linea di disseccazione su una delle conchiglie. Non era perciò mescola densa ma liquida”.

Possibile che questi uomini avessero il gusto del bello? Che dipingessero oggetti, superfici o il loro corpo a scopo estetico? ”Il gusto del bello si sviluppa quando c’è un pensiero simbolico, e questi e altri ritrovamenti ci inducono a pensare che all’epoca fosse già sviluppata un pensiero e una cultura materiale simbolica” dice d’Errico.

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Altri esempi di raffinata arte pittorica risalente a… 30.000 fa!

The Chauvet Cave in France - fonte

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13 ottobre 2011

fonte:  http://lararicci.blog.ilsole24ore.com/2011/10/quando-%C3%A8-nata-larte.html

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HA RAGIONE LUI – Vernice rossa sul Cristo del Giubileo. Lo scultore rivela: «Sono stato io»

Nulla di personale con l’autore dell’articolo, ma chiamare ‘blasfemo’ il gesto dell’artista a me sembra un po’ troppo fuori le righe. Al di là della pura proprietà fisica, esiste una proprietà artistica, incontestabile, e, ancor più, una proprietà spirituale. L’iter del Cristo di Pierotti (che giudico molto bello) è davvero sconfortante: usato per una celebrazione giubilare, vilipeso e abbandonato poi per lungo tempo, fino a finire in una chiesa come un oggetto di scarto che prima o poi ci si deciderà a buttare.
Per un credente c’è di che riflettere. E quella vernice rossa altro non è che il pianto di chi in croce c’è finito davvero, per un’umanità irridente e gaglioffa.
Povero Gesù, assassinato ogni giorno dai cosidetti ‘cristiani’.

mauro

Vernice rossa sul Cristo del Giubileo
Lo scultore rivela: «Sono stato io»

Blitz nella chiesa di Tor Vergata, Stefano Pierotti: «La mia opera ignorata dal Vaticano, cadeva a pezzi»

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di Claudio Marincola
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ROMA – Il giorno prima si è comprato una scala alta 7 metri, un bidone di vernice e una corda intrecciata. Ha messo tutto in macchina ed è partito verso sera da Pietrasanta, il paese in provincia di Lucca in cui vive.

A Roma è arrivato verso le 2 di notte. Ha parcheggiato, scavalcato il cancello, percorso il vialetto che conduce in chiesa portandosi dietro il suo armamentario. Con la luce di una piccola pila sul casco, ha montato la scala e cominciato a verniciare di rosso il suo Gesù Cristo, una statua alta 6 metri e 20 centimetri e larga quattro. Durante le Giornata mondiale della Gioventù del 2000 fu posto sulla Porta santa che Papa Wojtyla varcò insieme ai giovani dei cinque continenti. «Alle prime luci dell’alba i cani hanno cominciato ad abbaiare, un gallo cantava, qualcuno si è affacciato ai balconi. Non capivano cosa stesse accadendo, ma io ho continuato il mio lavoro fino alla fine», racconta lui, Stefano Pierotti.

Vandalismo? «No, quel Cristo è mio, una mia opera. Il mio è stato un gesto estremo e disperato, non so più cosa fare, ho perso anche la fede – continua sconfortato lo scultore toscano, che ha 47 anni e ha realizzato anche la statua di Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli – ; monsignor Ruini, dopo aver visto l’originale di dimensioni molto più ridotte nel Duomo di Pietrasanta, mi chiese di realizzarlo. L’ho ceduto al Vaticano, vero. Ma rimane una mia creatura, non possono insultarmi in questo modo. Ha un dito spezzato, è pieno di guano, posizionato con l’inclinazione sbagliata, sta cadendo a pezzi».

Dopo il Giubileo fu parcheggiato in un prato e poi in un cantiere, finché nell’aprile del 2006 fu sistemato alla destra della chiesa di Santa Margherita Maria Alacoque, a Tor Vergata, non distante dalla spianata dove per l’Anno santo affluirono due milioni di fedeli e dove ora si sta costruendo la Città della sport di Calatrava.

Il parroco della chiesa, don Salvatore Urras, si è chiuso nella sua stanza e non ha voluto commentare. Ha avvisato i carabinieri e chiamato un’impresa specializzata che ha ripulito il crocifisso. Poi si è consultato con i superiori in Vicariato e pregato suo nipote di chiudere il cancello della chiesa («se mi cercano non ci sono per nessuno, sto dormendo»).

Il blitz blasfemo risale a mercoledì scorso. Quando i militari sono arrivati hanno trovato la corda ancora appesa e la scala montata (pagata 370 euro).

La chiesa è una costruzione moderna inaugurata nell’aprile del 2006 dal cardinal Moretti e dal vescovo Mandara. Una struttura azzurrina, maiolicata, con accanto un campanile triangolare di ferro bianco. Fu realizzata espropriando i terreni dell’Associazione Reduci di guerra per sostituirne un’altra che sorgeva lì accanto e fu demolita per esigenze urbanistiche. «Non c’è neanche la campana – fa osservare Berardo, 80 anni, un parrocchiano che abita proprio di fronte – ma la domenica per la Messa è sempre piena».

Un luogo pieno di richiami alla spiritualità di quella oceanica Gmg. L’altare l’ambone, il crocifisso di Pierotti: un Cristo sofferente, il torace trafitto, il sudario squarciato. Spiega Pierotti: «Ho cercato di rendere tutta la forza della Resurrezione, avrei potuto immaginare le critiche ma non tutto quello che poi è successo». Prima di finire accanto alla chiesa, Il crocifisso è stato abbandonato per anni in cantiere – di Anemone, quello del Salaria Village – è poi lasciato in un prato.

Prima di armarsi di scala e vernice rossa l’artista – che non è stato mai invitato in Vaticano né all’inaugurazione della chiesa – ha tentato in tutti i modi di attirare l’attenzione sulla sua opera. «Ho scritto lettere, inviato mail, proposto una nuova sistemazione più idonea per la luce per disporlo su una parete e sotto un arco di travertino. Per tutta risposta mi è stato chiesto se per caso avessi uno sponsor». Lo sa che verrà denunciato? «Pazienza, sono un’artista, Michelangelo avrebbe fatto lo stesso: non possono calpestare così la mia dignità».

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pubb

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Sabato 10 Settembre 2011 – 15:41    Ultimo aggiornamento: 16:47

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=162550&sez=HOME_ROMA

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Gli autoritratti di Jr per unire israeliani e palestinesi

Gli autoritratti di Jr per unire israeliani e palestinesi

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Gli autoritratti di Jr per unire israeliani e palestinesi

Lo street artist francese JR, noto per i suoi ritratti urbani giganti, arriva a Ramallah e riempie le strade con gli autoritratti degli abitanti. Nell’ambito dell’installazione artistica “Time is now – Yalla” l’artista e fotografo ha chiesto a palestinesi e israeliani di posare per degli autoritratti, successivamente stampati in bianco e nero e a grandi dimensioni e affissi, come poster pubblicitari, nei quartieri di residenza dei soggetti fotografati. L’installazione è, secondo JR, un modo basico di mostrare i componenti delle due comunità come semplici individui


Gli autoritratti di Jr per unire israeliani e palestinesi

Gli autoritratti di Jr per unire israeliani e palestinesi
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07 settembre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/07/foto/autoritratti_ramallah-21337239/1/?rss

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ATTO DEMENZIALE – Roma: Vandali in piazza Navona fanno a pezzi la Fontana del Moro

DISEGNATA DAL BERNINI

Vandali in piazza Navona: fanno a pezzi Fontana del Moro

Staccati alcuni frammenti in marmo ritrovati poi dai vigili in strada: le telecamere hanno ripreso tutto
Alemanno: atto demenziale che offende la nostra città

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La fontana danneggiata (Jpeg)
La fontana danneggiata (Jpeg)

ROMA- Un pezzo di marmo sul marciapiede. Un altro abbandonato sull’asfalto vicino ad una panchina. E i pennuti restano senza becco. Questo è lo spettacolo che un vigile urbano del I Gruppo della Polizia Municipale di Roma si è trovato davanti sabato mattina quando ha cominciato il suo turno in piazza Navona. I pezzi appartenevano alla Fontana del Moro, quella disegnata dal Bernini, che si trova davanti all’Ambasciata del Brasile.

La Fontana del Moro
La Fontana del Moro

«TUTTO MONITORATO» – «Abbiamo trovato i frammenti in terra – raccontano i vigili -, non sappiamo se i vandali abbiano fatto quel danno la notte scorsa ma pensiamo di sì». I frammenti appartengono alle figure che si trovano intorno alla scultura centrale, il Moro appunto disegnato dal Bernini. Tutto è stato ripreso dalle telecamere della piazza «che viene monitorata 24 ore su 24». E forse si riuscirà a risalire ai vandali. Intanto, subito sono state avvisate le Belle Arti che sono arrivate in piazza Navona e stanno valutando l’entità del danno. È vero che non si tratta di parti originali. «Quella fontana era stata già danneggiata in passato – spiegano ancora i vigili -, e quella parte era stata poi restaurata, quindi non è originale». Ma certo, conclude uno dei vigili, «purtroppo i cretini non vanno mai a dormire».

Il sampietrino lanciato contro la Fontana di Trevi (Jpeg)
Il sampietrino lanciato contro la Fontana di Trevi (Jpeg)

L’IDENTIKIT – Da quanto emerso dai filmati delle telecamere in piazza Navona, a Roma, potrebbe essere stato un ragazzo di media corporatura, vestito di nero, a danneggiare una delle sculture della Fontana. Come riferiscono i vigili urbani, presenti sul posto, il timore è che il giovane possa aver colpito ancora: alcuni cittadini hanno infatti segnalato il lancio di un sampietrino contro la Fontana di Trevi da parte di una persona che poi è scappata. Il sasso è caduto in acqua e non ha provocato danni alla fontana.

LA RICOSTRUZIONE - Da una prima ricostruzione attraverso le telecamere presenti in piazza Navona, l’atto vandalico sulla Fontana del Moro sarebbe stato compiuto sabato mattina presto e non stanotte, come appreso in precedenza. L’uomo ha deturpato, probabilmente con un martello, uno dei quattro mascheroni della fontana, tutti copie risalenti all’Ottocento. A dare l’allarme, intorno alle 8, è stato un turista che ha avvisato due vigili urbani dicendo soltanto «fontana rotta» in un italiano stentato. Dai primi riscontri delle telecamere l’atto vandalico è avvenuto nelle prime ore del mattino.

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Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro

Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro Piazza Navona, danneggiata Fontana del Moro

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«ATTO DEMENZIALE» – «Un atto vandalico così demenziale è una vera e propria offesa alla nostra città», queste le parole del sindaco Gianni Alemanno. «Mi auguro che anche attraverso le telecamere istallate in piazza Navona si possano immediatamente individuare i responsabili di questo gesto per punirli in maniera esemplare. Ogni offesa ai beni artistici del centro storico di Roma, tutelato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, deve essere sanzionata come una dei più gravi atti di inciviltà». E l’assessore alle Politiche Culturali di Roma Capitale Dino Gasperini annuncia: «Questa mattina sono stati recuperati i frammenti di uno dei mascheroni della fontana del Moro danneggiati. Il restauro partirà immediatamente. Stiamo sbobinando le registrazioni delle telecamere di controllo. Contiamo di identificare al più presto il responsabile di questo atto gravissimo contro il patrimonio dell’umanità, per il quale chiediamo una pena esemplare».

«TERRA DI NESSUNO» – «Questa piazza è abbandonata e non è solo un problema di vandali, nell’ultimo mese ci sono stati diversi furti nei locali, gli abusivi vendono senza ritegno e le telecamere installate sembra che non funzionino o comunque non funzionano da deterrente». A parlare è Alessandro Tucci il giovane gestore del ristorante ‘I tre scalinì che si affaccia su piazza Navona. Il ragazzo, come tanti altri negozianti di piazza Navona, ha appreso solo questa mattina dell’atto vandalico compiuto sulla fontana Del Moro e non è affatto stupito. «Solo nel mio locale – prosegue Tucci – hanno scassinato e rubato la scorsa settimana e dall’altro lato della piazza ci sono stati altri episodi del genere. È una piazza che non viene tutelata in alcun modo e sono anni che chiediamo più vigilanza». «Dopo l’una e mezza di notte qui c’è il deserto assoluto – gli fa eco il proprietario di un altro ristorante vicino la fontana del Moro – Ci sono le telecamere ma penso che non funzionino, perchè rubano, rompono e nessuno sa niente. Qui ormai è terra di nessuno».

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Speciale formazione Roma

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Redazione online
03 settembre 2011 15:43

fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_settembre_3/vandali-fontana-bernini-piazza-navona-1901433155437.shtml

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Siria : mani spezzate al vignettista satirico

Siria : mani spezzate al vignettista satirico

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Siria : mani spezzate al vignettista satirico
Siria : mani spezzate al vignettista satirico
Siria : mani spezzate al vignettista satirico

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Il ministero degli interni siriano ha aperto un’inchiesta sull’aggressione subita dal celebre vignettista siriano Ali Farzat, noto per la sua satira contro il regime, sequestrato e pestato da quelli che attivisti hanno definito membri dei servizi di sicurezza. Il figlio dell’artista ha intanto fatto sapere che suo padre ha lasciato ieri l’ospedale di Damasco dove era stato ricoverato dopo l’aggressione, ed è tornato a casa “per timore di subire nuovi attacchi”. Farzat – prosegue il figlio – è stato caricato su un pulmino e picchiato e ad ogni colpo gli aggressori urlavano: “Questo è perché disegni per la libertà! E questo è perché disegni contro i tuoi signori”.

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26 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/26/foto/siria_mani_spezzate_al_vignettista_satirico-20897687/1/?rss

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Crisi greca: in caso di fallimento la Finlandia vuole il Partenone in garanzia

Per Helsinki andrebbero bene anche alcune isole elleniche

Crisi greca: in caso di fallimento la Finlandia vuole il Partenone in garanzia


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Fonti diplomatiche: Atene possiede 300 miliardi di beni da dare in garanzia tra cui anche l’Acropoli

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MILANO – «La storia si ripete due volte, la prima volta come tragedia la seconda come farsa» sosteneva il filosofo Karl Marx in una frase ormai diventata celebre. Il salvataggio della Grecia dalla crisi ha ormai raggiunto sicuramente questo secondo stadio se quello che trapela da fonti diplomatiche è stato mai messo veramente sul piatto.

PRESTITI – Per dare nuovi prestiti alla Grecia, la Finlandia ha, a un certo punto dell’estenuante negoziato europeo, chiesto garanzie in particolari beni dello Stato ellenico: per la precisione l’Acropoli di Atene, il Partenone e alcune isole. Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche, i finlandesi avrebbero posto come «red line» la concessione di garanzie affidabili, e hanno fatto il conto che la Grecia possiede 300 miliardi di euro di beni dello Stato che potrebbero soddisfare questa richiesta. Non è chiaro però ancora cosa succederebbe in caso di default della Grecia. Il Partenone verrebbe venduto o semplicemente trasferito ad Helsinki?

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21 luglio 2011 17:09
fonte:  http://www.corriere.it/economia/11_luglio_21/grecia-finlandia-partenone_a9d0e5ce-b39f-11e0-a9a1-2447d845620b.shtml

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