VILLA ADRIANA IN SALVO – Rifiuti, la discarica a Corcolle non si farà. Il prefetto si dimette da commissario

Rifiuti, la discarica a Corcolle non si farà
Il prefetto si dimette da commissario
Pecoraro, favorevole all’ipotesi, era stato nominato a settembre da Berlusconi e confermato a dicembre. Incarico a Sottile. Alemanno: ora valutare tutti i siti. Tensione con Polverini
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ROMA – L’ipotesi della discarica vicino a Villa Adriana a Tivoli è archiviata, ma lo scontro provoca intanto le dimissioni del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro,da commissario straordinario per l’emergenza ai rifiuti nella capitale.
Archiviata ipotesi Corcolle. «Direi di sì». Così il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, lasciando palazzo Chigi, risponde a chi gli domanda se si possa considerare archiviata l’ipotesi della discarica di Corcolle. «La valutazione che avevamo già anticipato, così come quella del ministero per i Beni culturali, è stata accolta dal Cdm», ha aggiunto.
«Mi sono dimesso perché il presidente del Consiglio scelga in piena libertà», aveva detto in precedenza Pecoraro in un comunicato del governo in cui si dice che il Consiglio dei ministri «considerando l’estrema urgenza di procedere all’individuazione del sito della discarica necessaria a dare soluzione al problema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti della Capitale, ha deciso di conferire l’incarico al Prefetto Goffredo Sottile». A chi gli chiedeva un commento su cosa succederà in seguito alle sue dimissioni, Pecoraro ha risposto: «Chiedetelo al presidente del Consiglio».
Alemanno. «Voglio fare un atto di riconoscimento al lavoro svolto dal prefetto Pecoraro alla sua linearità di comportamento. Ha portato avanti un’istruttoria molto forte anche se la proposta finale a mio avviso non era condivisibile. Il nuovo commissario avrà il compito di trovare una soluzione realmente sostenibile», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Vanno fatte nuove valutazioni su tutti i siti, sono convinto che si riuscirà a trovare una soluzione che sia più sostenibile di Corcolle. Da Parte nostra – ha assicurato – ci sarà massima collaborazione».
«Tutti devono essere consapevoli che quella di Roma è una realtà particolare, non si può pensare che una discarica debba essere necessariamente collocata entro i confini del nostro comune», ha aggiunto Alemanno. «Credo che il compito del nuovo commissario sia quello di fare un reset rispetto a tutti i siti proposti e, in tempi brevissimi, fare una proposta», ha poi osservato il sindaco. Quanto al pericolo che torni l’ipotesi Monte Carnevale, un sito vicino all’attuale discarica Malagrotta, Alemanno ha detto: «Temo tutto, ma credo ci siano soluzioni più compatibili di quelle finora proposte».
Polverini: ora Comune e Province si assumano responsabiità. «Siccome la prima battuta d’arresto l’abbiamo avuta su una presa di posizione della Provincia e in questi giorni l’attività del sindaco sicuramente non ha aiutato l’azione del prefetto-commissario, credo sia arrivato il momento che le due istituzioni si assumano le proprie responsabilità. La Regione ha messo in campo un piano per i rifiuti, darà indicazioni ai Comuni e alle Province sull’atteggiamento da assumere», ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «Quanto è accaduto nella giornata di ieri per un Paese civile è assolutamente vergognoso, con gli attacchi che sono arrivati da ogni parte nei confronti di un uomo dello Stato che ha cercato semplicemente di mettere a disposizione il proprio impegno per tentare di risolvere un problema complesso che questa città si trascina ormai credo da decenni», ha aggiunto.
La situazione è precipitata ieri pomeriggio. Il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, contrario alla discarica, è andato a Villa Adriana. Quella visita sottolineava anche con un’immagine forte il suo dissenso sulla scelta del prefetto per l’area dove realizzare la discarica provvisoria. Pecoraro a quel punto ha capito, gli hanno fatto sapere che anche altri ministri (non solo Clini) sono contrari e dunque ha tratto le conseguenze.
Pecoraro, era stato nominato commissario per l’emergenza rifiuti di Roma a settembre dal Governo Berlusconi e riconfermato a dicembre dal governo Monti. Ora serve una scelta alternativa, anche perché il presidente della Regione, Renata Polverini, ha già detto in passato che lei non firmerà un’altra proroga alla discarica di Malagrotta, che entro il 30 giugno deve essere chiusa.
Pecoraro aveva tentato di resistere alle proteste ma anche alla politica che l’ha lasciato solo: Polverini lo ha sostenuto fino all’ultimo, ma il sindaco Gianni Alemanno aveva fatto sapere: «Sono contrario a Corcolle, il prefetto deve convincerci». Tanto che ieri il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha usato toni insolitamente aspri: «Anch’io sono contrario a Corcolle, ma mi fa schifo chi non ha saputo scegliere e oggi scarica il prefetto».
E poi c’è la rivolta del mondo della cultura per la vicinanza a Villa Adriana. Pecoraro ripeteva anche ieri: «Monti conosce bene tutti i dati. E a rassicurarlo c’è stato anche il parere del Dagl, il dipartimento affari legislativi e giuridici del governo, che confermano la correttezza del mio operato. Ricordiamoci sempre che c’è una autostrada fra la discarica, che sarà interrata, e Villa Adriana. Bisogna conoscere bene le carte. Verificare sulle mappe e visitando i luoghi come è realmente la situazione. Più volte ho parlato con persone scandalizzate per la presunta discarica a Villa Adriana, poi quando spiegavo loro la reale distanza cambiavano idea». E ai ministri aveva inviato le slide in cui si vede una mappa, l’area della discarica a 2.400 metri dall’entrata di Villa Adriana, a 1.000 dall’area di rispetto.
L’Idv: volano stracci tra Polverini e Alemanno. «Le dimissioni del prefetto Pecoraro da commissario per l’emergenza rifiuti segnano il crollo del sistema di paraventi che Comune e Regione hanno costruito per mascherare la loro inadeguatezza. Alemanno e Polverini, tra i quali ricominciano a volare gli stracci, continuano a sfuggire alle loro responsabilità ed ai compiti previsti dal loro ruolo e per i quali i cittadini li hanno votati.» Lo dichiara in una nota il capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei valori, Vincenzo Maruccio.
I verdi: ora via Polverini. «La scelta del governo di fermare lo scempio di un patrimonio unico dal punto di vista ambientale, storico e archeologico come quello di Villa Adriana è una buona notizia che ci auguriamo sia confermata. Ora però dopo le dimissioni del Prefetto Pecoraro è giunto il momento che la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini tragga le dovute conseguenze e si dimetta». Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «La vera responsabile per la scelta del sito di Corcolle, tra quelli per le discariche nel Lazio in un documento del 20 luglio 2011, è la Presidente Polverini: iI questa vicenda c’è una responsabilità politica gravissima della Polverini che per prima ha avallato questa scelta folle».
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fonte ilmessaggero.it
Canada, gli studenti sulle barricate cento giorni in piazza contro il governo / VIDEO: 700 students arrested in Montreal during clashes with police
700 students arrested in Montreal during clashes with police
Pubblicato in data 24/mag/2012 da RTAmerica
Video courtesy of m2wannawatch
Youtube channel http://www.youtube.com/user/m2wannawatch
Police in Montreal arrested over 700 students during the latest night of demonstrations. The students are protesting against tuition fee hikes and the adoption of a controversial bill that is seen as a tool to limit freedom of speech. Arrests were also made in Quebec City with some 170 detained and in Sherbrooke. Most of those arrested have already been released, though many face $1,000 fines. Protesters reportedly threw fireworks and bottles at officers forcing law enforcement to carry out extensive arrests in the hundreds. It’s been more than 14 weeks since the largest student demonstration in Canadian history started.
Canada, gli studenti sulle barricate
cento giorni in piazza contro il governo
“No all’aumento delle tasse universitarie”. Montreal è una immensa zona rossa: ma la rabbia si è estesa ormai a tutto il Paese. Scontri, 700 arresti

- APPROFONDIMENTI

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di PAOLA BERNARDINI
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TORONTO - Oltre 700 arresti hanno segnato in modo indelebile il centesimo giorno della protesta studentesca nella provincia del Québec . Decine di migliaia di persone, mercoledì, sono scese in piazza contro l’aumento delle rette universitarie. La protesta dilaga: a Montreal, Québec City o Sherbrooke, ma anche a Toronto, Calgary, Vancouver. Dall’Est all’Ovest del Canada il tam tam della rabbia studentesca si oppone al premier liberale Jean Charest, che ha aumentato dell’80 per cento le tasse universitarie. Ogni studente dovrà pagare 254 dollari in più, per sette anni, su una retta già di circa 4000 dollari annui.
A Montreal le proteste si sono susseguite per 30 notti. In segno di solidarietà, agli studenti si sono accodati genitori, docenti, anziani e bambini in marce pacifiche, scandite dal ritmo di pentole, cucchiai e coperchi. Tre i focolai: il college Lionel-Groulx a Sainte-Thérèse, il ponte Jacques Cartier e un albergo in pieno centro a Montreal.
La città è un’immensa zona rossa: un campo libero per l’intervento della polizia, grazie alla legge 78 approvata la scorsa settimana dal governo provinciale che vieta riunioni di massa nelle vicinanze di università e scuole, e impone l’obbligo di richiedere l’autorizzazione di manifestare almeno otto ore prima. Tra manganelli, gas e idranti, i poliziotti in tenuta antisommossa hanno arrestato 518 manifestanti a Montreal, 176 a Quebec City e in altre piazze dove gli studenti sventolavano bandiere azzurre coi gigli bianchi, la fleur-de-lis simbolo della provincia francofona.
Di primo mattino è partita la carica delle forze dell’ordine contro alcuni riottosi a volto coperto armati di sassi e spranghe. Le manette sono scattate anche per Emmanuel Hessler, un regista indipendente che si era agli studenti. Mentre lo caricavano su un autobus, é riuscito a twittare: “Stanno arrestandomi, non so cosa succederà ora. Augurami buona fortuna”. Tornato libero dopo aver pagato la cauzione, ha raccontato: “Ci siamo ritrovati circondati dalla polizia, non abbiamo capito più nulla. Questo pugno di ferro mi ha sorpreso e terrorizzato”.
E forse mai s’erano sentiti dibattiti tanto accesi da quando, nel 1995, il Quebec fu lacerato dal referendum sull’indipendenza dal Canada. Oggi, al di là del rialzo della retta universitaria, il “malessere del Quebec” si inserisce in un disagio diffuso a livello internazionale, con il riverbero della crisi economica e con le misure imposte a una popolazione che inizia a risentirne gli effetti. Sulla crisi germina la rabbia dei giovani contro le disparità economiche e sociali approfonditesi in Canada come negli Stati Uniti.
La rivolta rievoca anche il dissenso del Sessantotto, però alla ventata libertaria bohemien o hippy si è sostituita una protesta che non cede il passo. Mentre sia gli studenti sia il governo restano su posizioni ferree, i socialisti guadagnano consensi e i deputati del Parti Québécois si presentano in parlamento con i simboli della “piazza rossa” della protesta studentesca.
L’unico spiraglio è l’apertura di un tavolo con una delegazione studentesca. Dopo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Line Beauchamp, il premier Charest ha richiamato al suo fianco un uomo di fiducia, Daniel Gagnier, per trovare a breve una soluzione. E chissà se monsieur Gagnier avrà migliore fortuna.
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fonte repubblica.it
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100 Day Clash: Protesters strike despite ban in Canada
Pubblicato in data 22/mag/2012 da RussiaToday
Ahead of the 100th day of the student protest movement in Montreal, the city has seen the most violent clashes so far with more than 300 arrests over the weekend. The demonstrations originally broke out over university tuition hikes advocated by Quebec’s provincial government. An emergency law aimed at restoring order in the province was passed on Friday. For more RT talks to Canadian journalist, Michel Boyer.
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Napoli, rubati libri antichi: cinque arresti. Indagata collaboratrice di Dell’Utri

Napoli, rubati libri antichi: cinque arresti. Indagata collaboratrice di Dell’Utri
Le indagini, coordinate dalla procura partenopea, hanno accertato il trafugamento di manoscritti, volumi e beni “costituenti il patrimonio librario”: ben 257 volumi. Una biblioteca, quella dei Girolamini, dice il procuratore aggiunto, Giovanni Melillo, “gravemente e forse irrimediabilmente smembrata e mutilata”
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Anche la cultura può fare business. Ma anche i ladri di libri antichi e preziosi finiscono in carcere. Sono cinque i topi di biblioteca arrestati dai carabinieri per la tutela del Patrimonio artistico per il furto di antichi volumi e manoscritti custoditi nella Biblioteca dei Girolamini di Napoli. In carcere è finito Massimo Marino De Caro, direttore della struttura fino al 19 aprile quando aveva annunciato la sua autosospensione dall’incarico, quando c’era stato il sequestro della struttura. Nel registro degli indagati c’è anche Maria Grazia Cerone, collaboratrice del senatore Marcello Dell’Utri, noto bibiliofilo. Indagato anche il conservatore della biblioteca, padre Sandro Marsano che rispondendo alle domande del fattoquotidiano dopo i sigilli dell’autorità giudiziaria aveva risposto: “Sono un po’ turbato in questo momento, non saprei cosa rispondere”.
Il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha firmato ordine di cattura anche anche per l’argentino Eloy Alejandro Cabello, l’ucraino Viktoriya Pavlovskiy, l’argentina Paola Lorena Weigandt e Mirko Camuri. Il reato è peculato, ovvero l’appropriazione di bene dello Stato. Esiste un’altra indagine aperta a Firenze proprio sul furto di libri antichi che coinvolge il senatore fondatore di Forza Italie e De Caro.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno accertato il trafugamento di manoscritti, volumi e beni “costituenti il patrimonio librario”: ben 257 volumi. Una biblioteca, quella dei Girolamini, scrive il procuratore aggiunto, Giovanni Melillo, “gravemente e forse irrimediabilmente smembrata e mutilata”. Il tutto, scrive Melillo, determinando un “danno patrimoniale allo stato non ancora determinabile, ma di ingente quantità”. De Caro ha sottratto libri a un patrimonio di 159.700 titoli, cancellando ogni traccia dei volumi con la distruzione delle schede relative. Le indagini sono state supportate anche da riprese fatte da dipendenti della biblioteca durante alcune fasi del furti di libri. Tra i libri rari custoditi, 120 incunaboli e 6.500 manoscritti di opere musicali dal XVI al XIX secolo. Il filosofo napoletano Giovanbattista Vico donò le sue prime edizioni al convento dei Girolamini, e su suo consiglio i frati acquisirono la collezione privata di Giuseppe Valletta.
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fonte ilfattoquotidiano.it
ALLA FORTEZZA DA BASSO – Lavoro, diritti e sostenibilità da domani, venerdì 25 maggio, a Firenze Terra Futura

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Lavoro, diritti e sostenibilità
da domani a Firenze Terra Futura
Si apre alla Fortezza da Basso la tre giorni dell’economia alternativa. Dibattiti, incontri e stand incentrari quest’anno sul tema dell’occupazione: “E’ ora che il sistema metta al primo posto la persona e i suoi diritti”
Una passata edizione di Terra Futura
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FIRENZE – Si apre domani, venerdì 25 maggio, alla Fortezza da Basso di Firenze la nona edizione di Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica, promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.
Quest’anno al centro della tre giorni (la manifestazione si chiude il 27) il tema del lavoro. Fitto il calendario di incontri e dibattiti che affronteranno la questione dai molti punti di vista possibili. “Lavoro e legalità” investigherà il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel tessuto socioeconomico e politico della Penisola, “lavoro e crisi” metterà al centro scenari e proposte per rilanciare l’economia e l’industria in Italia, “lavoro e benessere” si interrogherà sulla necessità di andare oltre il paradigma della crescita e del Pil come unico metro di misurazione e, infine, “sviluppo sostenibile” evidenzierà le prospettive e le esperienze concrete per rendere effettiva una riconversione ecologica dell’economia.
“Si continua a parlare di spread, di andamento della borsa e di cosa servirebbe per ridare fiducia ai mercati, come se la finanza fosse più importante dell’economia reale - commenta Andrea Baranes, presidente della Fondazione culturale Responsabilità etica – con le istituzioni europee e internazionali che chiedono alle lavoratrici e ai lavoratori di pagare il conto della crisi. Terra Futura legge la realtà secondo un’ottica opposta e domanda, con forza, che la priorità dell’agenda politica sia il lavoro, che la finanza si ridimensioni e torni ad essere mezzo a servizio dell’economia reale, che il sistema metta al primo posto la persona e i suoi diritti nel rispetto della sostenibilità ambientale. Non è più tollerabile che il lavoro venga sacrificato sull’altare della finanza, nel suo valore di fattore di sviluppo economico ma anche sociale”.
Lunga e prestigiosa la lista degli ospiti attesi: si va da Mario Agostinelli, portavoce per il Contratto mondiale per l’energia e il clima, a Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, da Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria con delega alle politiche territoriali, a Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, da Walter Ganapini, ambientalista, a Enrico Giovannini, presidente Istat, da Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, Esther Guluma, neoeletta presidente di Fairtrade International, da Marco Revelli, sociologo a Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico. Il programma completo dell’evento può essere consultato sul sito terrafutura.it
Completano la manifestazione diverse le sezioni tematiche della vasta rassegna espositiva (con le ultime novità del settore e i progetti più innovativi) dedicate a finanza etica ed economia sostenibile, consumo critico, impegno per la pace, welfare, e solidarietà sociale, cittadinanza attiva e partecipazione, tutela dell’ambiente, energie alternative, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili e turismo responsabile.
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fonte repubblica.it
Rifiuti, governo diviso su Corcolle. Il ministro Ornaghi: sono pronto a lasciare

fonte rinabrundu.com
Rifiuti, governo diviso su Corcolle
Ornaghi: sono pronto a lasciare
Monti dice sì alla discarica fiducia al prefetto Pecoraro

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di Mauro Evangelisti
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ROMA – La maledizione di Malagrotta: chi prova a chiudere la discarica più grande d’Europa, finisce in un vicolo cieco. Ora è il governo in difficoltà, con due ministri sconfessati dalla lettera scritta dalsottosegretario Catricalà, a nome del premier Monti, che ha ribadito la fiducia al prefetto Pecoraro. E dunque ha dato il via libera alla nuova discarica a Corcolle, non lontano da Villa Adriana.
Con il mondo della cultura in rivolta, a partire dal professor Andrea Carandini che ha deciso di lasciare il consiglio superiore dei Beni culturali, ieri il ministro Lorenzo Ornaghi ha perso la pazienza: «Rimango contrarissimo. Per il bene del Paese, Villa Adriana e il suo ambiente storico-naturalistico non possono essere sfregiati. Non possiamo permetterci un’ondata di legittime critiche internazionali». Contrario anche il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che parla di insormontabili vincoli idrogeologici. Eppure, Monti ha confermato la fiducia a Pecoraro (commissario per i rifiuti), che il 18 maggio con una lettera chiesto: «Ditemi se devo andare avanti o se mi devo dimettere».
Catricalà ieri mattina ha spiegato: «Il presidente Monti ha espresso il proprio convincimento che il prefetto saprà salvaguardare con le opportune opere le falde acquifere ed evitare altre forme di inquinamento, assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale già trattato». Ornaghi in un incontro con Catricalà ha minacciato le dimissioni. Altro comunicato di Catricalà per spegnere l’incendio: «Monti ha solo confermato la fiducia a Pecoraro, non ha scelto il sito». Ornaghi ha incassato la rassicurazione che di Corcolle e Villa Adriana si parlerà nel Consiglio dei ministri.
In serata in campo altri due ministri. Annamaria Cancellieri (Interni, vicina a Pecoraro): «Esprimo apprezzamento per la conferma della fiducia del governo al prefetto». «Comunque, tenuto conto della delicatezza dei temi portati all’attenzione pubblica dai ministri Ornaghi e Clini è opportuno che l’argomento sia oggetto di approfondimento in Consiglio dei ministri». Paola Severino, Giustizia: «La capacità e l’esperienza del prefetto Pecoraro sono indiscusse, un approfondimento collegiale darà più peso e forza alla sua azione».
In sintesi: in poche ore della discarica di Roma si sono occupati il premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e quattro ministri. Non basta: il presidente della Regione Polverini appoggia Pecoraro, il sindaco Alemanno dice no a Corcolle, le università americane sono pronte a una mobilitazione, Franca Valeri (madrina del comitato Salviamo Villa Adriana) si dice «stradelusa da Monti».
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fonte ilmessaggero.it
CINEMA – Kerouac e la disperata ricerca della normalità convince Cannes / VIDEO: On The Road Official Movie Trailer
On The Road Official Movie Trailer 2012 (HD) Kristen Stewart, Garrett Hedlund, Sam Riley
Pubblicato in data 13/mar/2012 da ClevverNews
Kerouac e la disperata ricerca della normalità convince Cannes
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fonte immagine
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Ha sapore amaro la voglia di trasgressione, di liberazione dai crismi della società e dal rassicurante sogno americano degli anni Quaranta in “Sulla strada” di Walter Salles. Il regista brasiliano è riuscito nell’impresa ardua di trasporre l’omonimo romanzo di Jack Kerouac sullo schermo, convincendo la stampa, che lo ha applaudito questa mattina alla 65esima edizione del festival del cinema di Cannes.
Un adattamento che ha comportato anni di lavorazione per l’autore di “Central do Brasil”, che, prima di mettere mano al film vero, ha ripercorso le migliaia di chilometri descritte nel libro dall’autore culto della Beat Generation. Come aveva già fatto per Che Guevara nei monumentali “Diari della motocicletta”, Salles cerca di essere quanto più fedele possibile al protagonista del romanzo, l’alter ego di Kerouac, Sal Paradise (Sam Riley), aspirante scrittore.
Le scene iniziali sono un frullare di piedi che battono sulla strada, piedi che si muovono e saltano da un autobus all’altro sull’impulso dell’inquietudine di Sal, deciso ad abbeverarsi della vita, oltrepassando i limiti imposti dall’educazione e dalla “American way of life”. La spinta al viaggio avviene con la morte del padre del protagonista, cui si sovrappone la perdita del fratello maggiore. Da quel dolore prende l’abbrivio la liberazione dei sensi, attraverso la compagnia fraterna di Dean Moriarty (Garrett Hedlung), mentore di spregiudicatezza, di sua moglie Marylou (Kristen Steward), di Carlo Marx (Tom Sturridge). Dean e Carlo altro non sono che la trasposizione letteraria di Neal Cassady e del poeta beat Allen Ginsberg.
Sal riempie quaderni in cui riversa le sensazioni forti, provocate dalle serate a base di benzedrina, marijuana e alcol, al ritmo di jazz indiavolato, di sesso senza limiti – in gruppo, omosessuale, voyeristico – nell’intento di andare sempre più oltre e spegnere così il vuoto e l’irrequietudine. Nel piacere, come nella fatica estrema di guadagnarsi la vita, raccogliendo cotone o trasportando sacchi pesanti.
Ma pur nell’euforia, nella gioia pazza dell’adrenalina, si coglie sempre un disperato richiamo della “normalità” che metta ordine in una vita sbandata, che appaga ma poi ferisce. Lo dirà con sorpresa e gratitudine proprio all’inizio del film Marylou a Sal: “Sei gentile con me” e lo ripeterà verso la fine quando abbandonata per l’ennesima volta da Dean, nonostante abbia ceduto a tutti i suoi capricci erotici e trasgressivi pur di stargli accanto, deciderà di sposare un vecchio fidanzato, un marinaio.
Il massimo punto di compassione forse si raggiunge nella telecamera che riprende Old Bull Lee (Viggo Mortensen), alias William S. Burroghs, il più anziano dei poeti beat, che dorme con un bambino piccolo in braccio, dopo essersi iniettato una dose di eroina o nello sguardo disperato della seconda sposa di Dean, Camille (bravissima Kirsten Dunst), che caccia gli abiti del marito con la furia di una donna che sa di non poter bastare al marito nonostante i figli.
Tutto questo ha un prezzo ma anche un premio: quei quadreni diventeranno un romanzo memorabile. Il film di Salles è doloroso, bello, ben recitato, ma forse troppo classico per essere in competizione a un festival che vorrebbe regalare sempre novità e rottura.
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fonte ilsole24ore.com
IN USA LA ‘RETE’ LA VOGLIONO KOSHER… – Le comunità ultra-ortodosse scendono in campo contro il «flagello» di Internet
Ma qualcuno, anche tra gli ultra-ortodossi, non è d’accordo…

Is Building a “Kosher Internet” Kosher? At What Point Does a Quest for Tzniut Become an Excuse for Thought Control?
B”H
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Le comunità ultra-ortodosse scendono in campo contro il «flagello» di Internet
In 60mila, da tutto il nord est Usa per denunciare i «mali della Rete». Fuori dallo stadio organizzata la protesta contro i leader
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di Andrea Marinelli
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NEW YORK – Domenica sera il Citi Field, stadio dei New York Mets, sarà tutto esaurito. Ad affollare le tribune dell’impianto non saranno però i tifosi della squadra di baseball newyorkese, ma 40.000 ebrei ultraortodossi, arrivati da tutto il nord est degli Stati Uniti per dichiarare guerra a internet e per mettere in guardia i fedeli sui pericoli provocati dalle nuove tecnologie. Mentre i Mets scenderanno in campo a Toronto, nello stadio di Flushing Meadows, nel Queens, non rimbomberà dunque il rumore delle mazze di legno e delle palle di sughero né si sentiranno le voci degli arbitri urlare uno strike, un punto o un’eliminazione. Gli uomini delle comunità ultraortodosse ascolteranno invece in silenzio il monito degli organizzatori della manifestazione, il gruppo rabbinico Ichud Hakehillos Letohar Hamachane sostenuto da due importanti figure locali, Israel Portugal, rabbino di Borough Park, e Matisyahu Salomon, influente leader religioso di Lakewood, in New Jersey.
ONLINE MA CHE SIA «KOSHER» – I coordinatori dell’evento, che nel programma dell’iniziativa hanno definito internet un “flagello”, lanceranno dal Queens una campagna contro il web e denunceranno “il male della rete”, costituito non solo dalla pornografia ma anche dal tempo speso sui social network intaccando i rapporti sociali e familiari. Organizzata alla vigilia del primo giorno del mese ebraico di Sivan, giorno considerato favorevole all’apprendimento dei giovani, la manifestazione ha l’obiettivo di salvare le generazioni future dalle cosiddette malattie sociali e dall’esposizione al mondo laico, portati dalla tecnologia e dal web. Fin dagli anni novanta, quando internet cominciò a diffondersi, le comunità ultraortodosse hanno provato a proibire o filtrare la rete per proteggere regole e tradizioni messe in pericolo dal mondo moderno. Questa sera gli organizzatori cercheranno quindi una soluzione per mantenere kosher il tempo passato online.
ASSUEFAZIONE AL WEB – Durante la serata non si parlerà però di proibire internet, come ha voluto puntualizzare ad alcuni quotidiani americani Eytan Kobre, avvocato e portavoce degli organizzatori. Gli speaker si focalizzeranno piuttosto sui pericoli che una rete non controllata potrebbe rappresentare per la comunità, rischi che non vengono solo dalla pornografia ma anche dall’assuefazione al web che limiterebbe rapporti umani, studio e lettura. Kobre ha specificato inoltre che i membri della comunità usano sì internet e smartphone, ma per lavorare e gestire le proprie attività commerciali.
DIRETTA TV PER LE DONNE – L’evento ha richiamato una folla oceanica dalle comunità di Brooklyn, le principali del paese, e dal resto della east coast americana. Oltre al Citi Field è stato affittato anche l’adiacente Arthur Ashe Stadium, dove si disputano gli US Open di tennis, che verrà gremito da altre 20.000 persone. Tutti uomini, visto che la manifestazione a causa delle rigide regole religiose è vietata alle donne, che potranno però assistere a una diretta video nelle scuole di Borough Park e Flatbush, quartieri di Brooklyn popolati dai gruppi ultraortodossi.
UN MILIONE E MEZZO DI DOLLARI - L’organizzazione è costata circa un milione e mezzo di dollari, mentre i biglietti sono stati venduti a 10 dollari l’uno. Nonostante il tutto esaurito però è ancora possibile trovare tagliandi per assistere alla manifestazione, ma al triplo del prezzo e, paradossalmente, su eBay.
LA CONTESTAZIONE - I 60.000 di Flushing Meadows non saranno però soli questa sera. Fuori dagli stadi è stato infatti indetto un raduno per protestare contro i leader ultraortodossi, denominato «Internet non è il problema». Il rally è stato annunciato da Footsteps, organizzazione che fornisce sostegno a tutti coloro che hanno lasciato le comunità ultraortodosse e che devono affrontare le conseguenze della propria scelta, a cominciare dall’ostracismo delle famiglie. La manifestazione di Footsteps proverà a dimostrare che il problema delle comunità non è internet, quanto piuttosto l’atteggiamento sdegnato con cui sono stati insabbiati e coperti i numerosi casi di abusi sessuali su minori venuti a galla a Brooklyn negli ultimi anni.
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fonte corriere.it
Terrore in Emilia, altra scossa
Pubblicato in data 20/mag/2012 da viaemilianet
Servizio di Cristina Provenzano di Trc Telemodena
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Terrore in Emilia, altra scossa
Emergenza sfollati: sono tremila. Il premier Monti torna dagli Usa in anticipo. Verrà dichiarato lo stato di emergenza
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MILANO – Un nuovo forte sisma di 5.1 gradi della scala Richter in provincia di Ferrara. Dopo il terremoto di magnitudo 6.0 della notte che ha provocato la morte di sei persone, alle 15.18 circa la terra è tornata a tremare in Emilia e ha provocato crolli di cornicioni ed edifici lesionati (compresa la Torre dei Modenesi). L’epicentro è stato localizzato dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara a una profondità di 4.7 km . Prosegue lo sciame sismico in tutta la Pianura padana: alle 15.21 è stata registrato un nuovo terremoto di magnitudo 4.1.
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FERITO POMPIERE – Il terremoto è stato avvertito proprio mentre il capo del dipartimento della Protezione civile a Finale Emilia concludeva il suo briefing con i giornalisti. Tutti i presenti hanno avvertito il rumore di un muro che crollava. Un vigile del Fuoco è stato colpito da una tegola caduta da un tetto ed è rimasto ferito in maniera non grave. E’ stato trasferito in ospedale. E proprio all’ospedale di Finale Emilia è iniziata l’evacuazione dei malati.
ADDIO ALLA TORRE DEI MODENESI - La scossa delle 15.18 ha buttato giù definitivamente la Torre dell’Orologio (detta Torre dei Modenesi) di Finale Emilia, già fortemente lesionata dalle scosse di tutta la mattinata. Crolli anche a Sant’Agostino, provincia di Ferrara dove si è aperta una enorme voragine. Nuovi cedimenti all’interno e all’esterno del Municipio.
TREMILA SFOLLATI - «Il primo problema che stiamo ponendoci è quello di dare assistenza alle popolazioni» ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani. In totale le persone che hanno dovuto lasciare la propria casa, secondo le prime stime della Protezione civile emiliana, sono circa tremila. La maggior parte, circa 2.500, si trovano nel modenese, gli altri 500 in provincia di Ferrara. Sono già stati allestiti centri di prima accoglienza: pronti quelli di Camposanto e Medolla, entro sera saranno operativi centri anche a Finale Emilia, San Felice e Mirandola. Proprio in questo centro si registra il maggior numero di sfollati, tra i 700 e gli 800. Evacuati anche 500 detenuti del carcere di Ferrara, tra cui alcuni collaboratori di giustizia. Un’ondata di maltempo attesa sul nord Italia per le prossime ore sconsiglia l’ospitalità in tenda, gli sfollati saranno probabilmente ospitati in strutture comunali e in alberghi
LE 6 VITTIME – Alle 4.04 del mattino, una forte, e lunga, scossa di magnitudo 6.0 sulla scala Richter è stata avvertita in diverse regioni del Nord Italia: almeno 5 vittime nel ferrarese e una nel bolognese. Circa 50 i feriti. Tra i morti nel ferrarese ci sono quattro operai che erano sul posto di lavoro, impegnati nel turno di notte in una fabbrica della zona. La quinta vittima deceduta nel ferrarese, è un’anziana ultracentenaria di Sant’Agostino, morta sotto il crollo del tetto della sua abitazione. C’è anche una sesta vittima, questa volta nel Bolognese, una donna di 37 anni anche lei colta da malore, sempre, probabilmente, per lo spavento. Numerose le scosse di assestamento, anche di notevole intensità (4.2 alle 11.13, di 3.9 alle 12.12 e di 3.5 alle 12.59).
PAURA - L’epicentro è stato a San Felice sul Panaro, nel modenese, a 36 chilometri a nord di Bologna e l’ipocentro, secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), a 5,1 km di profondità (6.3 secondo l’Ingv).La scossa è stata avvertita distintamente anche in Toscana, Veneto, Lombardia, Liguria, Marche, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Il movimento, di tipo sussultorio, è durato una ventina di secondi, facendo uscire le persone dalle case in diverse città. Notte di paura anche a Milano e in altre zone della Lombardia, dove la scossa è stata percepita distintamente.
Una foto postata su Twitter: «Torre di Finale Emilia», segnala un lettore.
I DANNI - Si riunirà martedì il Consiglio dei ministri che formalizzerà lo stato di emergenza richiesto da Errani. Numerosi, infatti, i danni registrati. A Sant’Agostino, uno dei comuni più colpiti, sono crollati numerosi capannoni industriali e quello di un campanile e il palazzo comunale è parzialmente abbattuto. A San Felice sul Panaro, l’epicentro della scossa più forte, è crollata la torre della Rocca, e un’altra si è sbriciolata di Finale Emilia, dove è stata evacuata anche una casa per anziani e dove è stato chiuso l’accesso al centro storico. Danni lievi anche in Veneto, in provincia di Rovigo.
IN LOMBARDIA – Anche in sette comuni lombardi sono stati registrati danni a edifici pubblici e privati. Si tratta di Moglia, Sermide, Felonica, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dosso, Poggio Rusco e Quistello. Le persone evacuate sono ospitate presso la palestra comunale. Pertanto anche la Regione ha chiesto lo stato di emergenza.
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LA PREOCCUPAZIONE PER L’ARTE - La maggior parte degli edifici crollati o lesionati di antica costruzione, e questo allarma il mondo della cultura: «I danni al patrimonio culturale, ad una prima ricognizione, risultano notevoli» afferma con una nota il Ministero dei beni e delle attività culturali. A Ferrara danneggiato il castello estense, simbolo della città.Una statua all’interno della chiesa di San Giovanni in Persiceto è crollata sul pavimento e crepe hanno causato l’inagibilità alla chiesa di Caselle di Crevalcore. «Mille anni di storia se ne vanno così» dice il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli. Il centro storico della cittadina di 4mila persone è stato completamente devastato dal terremoto.
PARMIGIANO – Il primo bilancio della Coldiretti dei danni causati nelle campagne dalle scosse sismiche in Pianura Padana è di circa 50 milioni di euro. Nelle campagne si sono verificati crolli negli edifici rurali con case, stalle, fienili, macchinari e serre lesionati. Sono state danneggiate da 400 a 500mila forme di Grana e di Parmigiano per un totale di circa cento milioni di euro di danno.
ALLARME ANIMALI – È allarme anche per gli animali che sono rimasti intrappolati sotto le macerie delle stalle. A Mirandola nell’azienda Pradella e in altre due aziende di San Felice sul Panaro nel modenese – comunica la Coldiretti – è crollato il tetto dell’allevamento di maiali, con diversi animali rimasti intrappolati sotto le macerie, mentre nella zona tra San Felice e Medolla è crollato il tetto di un allevamento di mucche
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I TRASPORTI - Trenitalia segnala disagi alla stazione di Bologna, con fino a oltre tre ore di ritardo per i treni in partenza, a causa degli accertamenti sulle linee. I convogli ad Alta Velocità delle 8.48 e delle 9.48 per Roma-Termini sono partiti dopo aver accumulato rispettivamente 185 e 130 minuti. Ritardi anche per altri treni, dai 95 ai 20 minuti. Una dozzina i regionali cancellati. Risulta invece interrotta la Bologna-Verona a causa dell’inclinamento della torre piezometrica di San Felice, in corso di svuotamento. Anas comunica, invece, di non aver registrato problemi alla viabilità su strada né nel modenese né nel ferrarese. L’unico disagio riguarda il tratto della strada provinciale che attraversa San Possidonio.
LE SCUOLE - Per quanto riguarda le scuole, è già stata disposta la chiusura nella giornata di lunedì nei Comuni di Finale, San Felice, Medolla, Camposanto e Mirandola; per gli altri Comuni si attende la conclusione delle verifiche statiche. Stesso discorso per le scuole, gli edifici di culto, i musei e le biblioteche della zona. A Ferrara le scuole di ogni ordine e grado, biblioteche e musei rimarranno chiusi lunedì e fino a nuovo ordine.
SEGNALAZIONE EMERGENZE - Il comune di Ferrara ha attivato due numeri per la segnalazione delle emergenze da parte dei cittadini: si tratta dello 0532-771546 e 771585 (Protezione Civile – sede Comune di Ferrara, via Marconi 35/39) per segnalare sia emergenze e necessità abitative, sia danni agli edifici o situazioni di pericolo degli stessi. Il numero della Protezione Civile di Modena è, invece, 059/200200.
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fonte corriere.it
REPORTAGE – Gli States dal treno. Sembrano veri
Caricato da Amesh2009 in data 09/gen/2009
Amtrak’s Train #3 and 4, Southwest Chief runs between Chicago and Los Angeles.
Semaphores and Wigwags are still alive!
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ITINERARI
Gli States dal treno. Sembrano veri

Reportage dall’Amtrak che percorre la linea Chicago-Los Angeles. Oltre 3.500 km, 3 fusi. Panorami, chiacchiere e niente stress
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di Marco Berchi
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Ci sono viaggi più lunghi (non molti), negli Stati Uniti. Ci sono viaggi più avventurosi. Ci sono viaggi più emozionanti. Ma se salite su un treno a Chicago e scendete a Los Angeles una cosa è certa: avete fatto un viaggio vero. Per l’estensione (3645 chilometri, 32 stazioni, 3 fusi orari); per il numero di Stati attraversati (Illinois, Iowa, Missouri, Kansas, Colorado, New Mexico, Arizona e California); per i panorami naturali che vi scorrono davanti e per i panorami umani che incontrerete a bordo. Ecco la nostra guida, provata on the rail.
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IL LABIRINTO DEI BINARI
Il Southwest Chief di Amtrak parte da Chicago, dove lo storico vettore ferroviario americano ha il proprio hub nella Union Station resa famosa dalla scena finale di The Untouchables di Brian De Palma. La stazione, come quasi ovunque negli Usa, è disorientante: vietato accedere ai binari che sono sotterranei, occorre attendere ai gate, come in aeroporto. I passeggeri che hanno optato per la (indispensabile!) sistemazione in sleeping car hanno però accesso a una lounge un po’ claustrofobica ma accogliente, dove è possibile fare una sorta di pre check-in e dove il conductor – il comandante in capo del treno – verrà a chiamarvi al momento dell’imbarco. Servizio utilissimo quello dei Red Cap, i facchini di Amtrak, cui affidare il bagaglio per l’accesso spesso scomodo (scale) al binario. Il servizio è gratuito ma la mancia è obbligatoria.
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IL SOUTHWEST CHIEF
Ha i suoi anni ma li porta bene. Il convoglio oltre alle carrozze con poltrone ha tre vagoni letto a due piani, senza fronzoli ma pulitissimi e confortevoli. Per chi è solo basta una roomette ufficialmente da due posti, mentre la cabina da due o tre posti con wc e doccia privati è l’ideale per due persone. Caffè, acqua e ghiaccio sono a disposizione 24 ore su 24 e gratis. Fondamentale esplorare subito la carrozza panoramica a centro treno, vero luogo strategico del viaggio, con bar al livello inferiore. Accanto, la carrozza ristorante: per chi viaggia in sleeping car, colazione, pranzo e cena sono compresi nel prezzo e la carta, ancorché essenziale, è più che accettabile. I treni americani sono lenti. Il nostro ha viaggiato a una media di circa 90 chilometri orari e per diverse ore la vetustà della linea provoca sobbalzi e rollii non indifferenti. La vera differenza la fa il servizio, che commuove per la cortesia, la puntualità e la disponibilità del personale. Se poi troverete come attendenti della vostra sleeping car Thomas e Annamaria li saluterete all’arrivo come vecchi amici.
È lungo ma può essere spezzato. La tappa ideale, a 24 ore dalla partenza, al miglio 1341 e dopo le impressionanti pianure coltivate del Kansas è Albuquerque, New Mexico. Qui potrete affidarvi all’a genzia fondata dall’italiana Patrizia Antonicelli per una sosta di almeno un paio di notti nella bellissima e poco distante Santa Fe’. Rinfrancati da gallerie d’arte e pueblos a duemila metri di quota, sarete pronti per altre quindici ore di treno con il must del tramonto sulle rocce rosse del Red Rock State Park, tra New Mexico e Arizona. L’arrivo non offre altrettante emozioni. A Los Angeles, la Union Station è in un brutto quartiere: taxi e via verso l’a eroporto e l’Italia, oppure verso qualche albergone downtown o a Beverly Hills.
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NO EFFETTI SPECIALI
Il fascino di questo itinerario è l’America media, che non significa mediocre ma vera: gente normale, scenari normali. Per quanto lo possano essere questo Paese e i suoi abitanti rispetto al metro europeo. Un taccuino (ho visto almeno venti persone prendere appunti di viaggio) e buona musica negli auricolari vi mettono nella condizione ideale per apprezzare campi coltivati e deserti, il Mississippi e il Pecos, l’Apache canyon e Gallup. Ma dovrete spesso interrompere l’ascolto della musica perché la gente vuole parlare. E mentre fuori scorreranno anche le vedute di casupole e sfasciacarrozze persi nel nulla, ecco la zia che va a trovare i nipoti, tre signore che giocano a dadi, la distinta coppia di neri che replica il viaggio di nozze, un gruppo di tatuati, il professore di liceo con iPad. America media, appunto, che vi sorride e vi chiede che accidenti ci fate su questo treno. Fuori, intanto: aereo insetticida che passa rasente ai vagoni; la sirena della locomotiva come nei cartoon; i venditori di cianfrusaglie nelle stazioncine in cui si scende a sgranchirsi le gambe; gli incroci con i treni merci lunghi due chilometri; un penitenziario; un’assurda area picnic tra i cespugli del deserto; i neon dei motel che lampeggiano nella notte; due gazzelle e alcune migliaia tra mucche e cavalli.
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ISTRUZIONI PER L’USO
In cabina c’è posto solo per un piccolo bagaglio a mano. Nessuna connessione wifi ma il segnale del cellulare si ha quasi sempre. Chiedere al personale a che ora sistemarsi nella carrozza panoramica per vedere i panorami più belli. Darsi un’infarinatura di storia del Sudovest americano tra conquistadores spagnoli, indiani nativi e Yankees lanciati verso ovest. Ultimo consiglio: non perdete questo treno.
(marcoberchi.blogspot.it) (16 maggio 2012)
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fonte repubblica.it
DOMENICA 20 MAGGIO: Ingresso libero nelle 118 oasi Wwf

Una domenica nella natura con la giornata delle oasi Wwf
Aperte gratuitamente le 118 aree naturali protette delle Penisola. E’ il più grande “parco diffuso d’Europa”: 37 mila ettari di alberi, piante, uccelli e animali in pericolo di estinzione. L’obiettivo quest’anno è finanziare tre zone costiere a rischio in Sardegna, Puglia e Veneto
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Una domenica dedicata alla natura e al paesaggio. Per la Giornata nazionale delle Oasi, in programma domani 20 maggio, ingresso libero alle 118 aree protette del Wwf in tutta Italia, insieme alle 27 riserve del Corpo Forestale dello Stato. Sarà possibile così visitare gratuitamente questo patrimonio di habitat e biodiversità, dalle Alpi alla Sicilia.
Le Oasi del Wwf rappresentano il più grande sistema di aree protette d’Europa e coprono in totale un’estensione di 37 mila ettari. Ogni anno sono visitate da circa 400 mila persone, in particolare giovani e studenti. La gestione costa oltre tre milioni di euro, provenienti da enti pubblici, aziende, contributi e donazioni di privati, investimenti della stessa associazione.
L’edizione 2012 della Giornata nazionale (il programma completo, regione per regione, è pubblicato sul sito www.wwf.it 1) si propone di raccogliere fondi per realizzare in particolare tre obiettivi concreti. Il primo è la costituzione di una nuova Oasi ad Arbus, in Sardegna, un paradiso naturale di dune sabbiose e macchia mediterranea, minacciato dal taglio dei ginepri secolari e dall’attraversamento dei fuoristrada. Poi, la bonifica della’incantevole spiaggia che costeggia la Riserva naturale Le Cesine, nel Salento (Puglia), dove i rifiuti trasportati dal mare e mai rimossi hanno praticamente ricoperto la sabbia con uno strato di plastica, danneggiando la vegetazione e gli animali. E infine, il terzo obiettivo è quello di riforestare e riqualificare le zone umide dell’Oasi Golena di Panarella in Veneto, sul Delta del Po, che d’inverno ospita oltre centomila uccelli migratori.
Si possono donare 2 euro inviando un sms o chiamando il numero 45503 oppure, fino al 26 maggio, presso gli sportelli UniCredit.
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fonte repubblica.it
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